Speciale Ovosonico

Visita allo studio italiano che sta sviluppando un videogioco con Sony

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

"Alla fine avremmo speso lo stesso d'affitto per un appartamento a Milano, ma senza vedere il lago". Massimo Guarini e Gianni Ricciardi ci accolgono così sull'uscio della sede di Ovosonico. Siamo a Varese per visitare una software house tutta italiana, con un videogioco in sviluppo ancora da annunciare ma una partnership fortissima con Sony che li ha voluti tra i suoi team first party. Al pari di Naughty Dog e That Game Company!
La nostra mascella si spalanca quando arriviamo al limite di di una schiera di ville signorili a pochi passi dal centro del capoluogo nel Nord Italia: il logo di Ovosonico (un uovo, che altro?) è appiccicato su un cancello in ferro battuto, mentre al centro di un giardino all'italiana si erge una villa ottocentesca. All'interno dieci artisti lavorano ogni dì sotto la guida di due veterani come Guarini e Ricciardi, sparpagliati su quattro piani tra arredi nobiliari e chicche pop di importazione americana o europea.
In attesa che Sony ed Ovosonico svelino i piani circa la loro primissima collaborazione, vi proponiamo oggi e nei giorni a venire una serie di articoli e videospeciali sulla interessantissima realtà made in Italy!

La nascita degli Egghead

Negli ultimi mesi di sviluppo di Shadows of the Damned, il gameplay director Massimo Guarini rimuginava sull'eventualità di abbandonare Grasshopper Manufacture e mettersi in proprio. Dopo una carriera che lo ha portato in Canada per lavorare su Naruto: Rise of a Ninja e in Giappone, sentiva il bisogno di ritornare al suo paese natio e inseguire la strada dello sviluppatore indipendente.
Quasi immediatamente trovò l'entusiasmo di Gianni Ricciardi, compositore e direttore del suono. I due si conobbero nei primi anni 2000 in Ubisoft Milano, realizzando innumerevoli titoli per Game Boy e poi per la serie Tom Clancy's.
Dieci anni più tardi rieccoli fianco a fianco in una nuova realtà, capace di mescolare le loro

"Presso la software house varesina si lavora nel soggiorno o in balcone, si compone musica in taverna, si organizzano riunioni nel parco esterno ammirando il Lago di Varese e se necessario si dorme in mansarda"

carriere ed estrapolare il meglio dalle esperienze vissute in Italia, ma sopratutto all'estero. All'atto fondativo nel 2011 è seguito un duro anno di assestamento, tra pratiche burocratiche, reclutamento di talenti e arredamento della sede. Come ci hanno rivelato, il problema maggiore non è stato quello di recuperare risorse tecnologiche (engine, tool di sviluppo, motori grafici) o le strumentazioni indispensabili (i computer o altre apparecchiature), quanto piuttosto attrarre persone vogliose di lavorare in Ovosonico, pagare loro uno stipendio competitivo con il resto d'Europa (tenuto conto anche della tassazione italiana). Ora come ora 10 persone lavorano nella compagnia, tra grafici, ingegneri, programmatori, PR Manager e altre figure reclutate anche all'infuori della game industry; la speranza è di crescere fino a una forza lavoro di 15 persone, ma non oltre. Guarini, infatti, è convinto che da quel numero in poi risulta difficile comunicare efficacemente con il team, giorno dopo giorno; assai più preferibile consolidare i membri del gruppo, stimolare il gioco di squadra e l'efficienza nel portare a termine i compiti assegnati.
Nonostante Ovosonico si sia proposta sin da subito come una software house dall'appeal internazionale (il loro sito è completamente in inglese!), la stragrande maggioranza sono italiani e molti di essi sono alla prima esperienza con lo sviluppo di videogiochi per via della giovane età (ma nonostante questo hanno un curriculum alquanto ricco, come ad esempio Briano Casotto precedentemete in Ubisoft) o perchè in precedenza lavoravano in altri settori (Paride Bertolin era/è un illustratore). Felice eccezione all'italianità del team è Mario Marquardt, il quale a dispetto del nome è madrelingua inglese e vanta un passato in Lionhead.

Il covo delle Teste d'Uovo

Abbiamo citato in apertura la storica dimora di Ovosonico. In effetti la sede è decisamente inusuale per uno sviluppatore di videgiochi, abituato a lavorare in immensi stanzoni open-space dal design moderno. Presso la software house varesina, invece, si lavora nel soggiorno o in balcone, si compone musica in taverna, si organizzano riunioni nel parco esterno (ammirando il lago di Varese o il Campo dei Fiori) e se necessario si dorme in mansarda. Massimo Guarini ci racconta di aver impostato gli spazi con l'idea di creare un campus più che una software house. Nelle diverse stanzette ricavate possono trovare alloggio artisti di passaggio per collaborazioni di pochi giorni oppure i dirigenti dei Sony Worlwide Studios, giunti qui per monitorare l'andamento dei lavori e la salute finanziaria della compagnia.
Vista anche la volontà di aprirsi ad altre forme di espressione all'infuori dei videogiochi, Guarini utilizza l'espressione "casa di produzione", lasciando intendere in futuro progetti non per forza legati al medium interattivo.
Piuttosto particolare la presenza di uno studio audio interno. Dopotutto uno dei due fondatori, Gianni Ricciardi, ha scritto musiche per i videogiochi di Ubisoft Milano, Milestone e altre realtà nostrane: il piccolo antro che si è ricavato a ridosso della cantina comprende ovviamente un Mac e altri strumenti all'avanguardia, ma anche una marea di amplificatori direttamente dagli anni '80 e un parco strumenti disposti attorno al camino: dal violoncello alla batteria, dal mandolino alle chitarre elettriche.

Il primo gioco di Ovosonico

Il nostro studio tour purtroppo non ha compreso uno sguardo in anteprima al videogioco che stanno attualmente sviluppando. Il più stretto riserbo vige sulla sua data di uscita, la piattaforma di riferimento e il genere di appartenenza. Non abbiamo idea nemmeno di quando sarà ufficialmente annunciato; di sicuro non all'imminente E3...
Tutto ciò che sappiamo è che sarà pubblicato da Sony e quindi apparirà su una delle sue piattaforme. La novità dell'IP, le piccole dimensioni del team e l'idea sperimentale ci fanno pensare ad una release sulle piattaforme digitali. Forse Playstation 3, forse Playstation Vita, forse Playstation 4? O forse tutte e tre come recentemente accaduto con Hohokum e Doki Doki Universe, progetti che tra l'altro spartiscono moltissimo con la filosofia di Ovosonico?
Che stile avrà? Le diverse stanze della software house sono tappezzate da illustrazioni realizzate da Paride Bertolin, il character designer. Lo stesso Paride ci ha regalato un disegno originale in cui all'interno dell'uovo di Ovosonico si trovano nientemeno che tanti piccoli occhi...di Everyeye ovviamente! Come potete ammirare qui sopra, il suo stile è molto carico, ricco di dettagli e graffiante; le espressioni dei personaggi appaiono appuntite, mentre i contenuti dissacranti. Che sia questo il punto di partenza per ciò che concerne il comparto grafico del primo gioco di Ovosonico? I bozzetti saranno replicati in sprite bidimensionali o poligoni tridimensionali?