Speciale Paradox Interactive

Visita al quartier generale svedese del publisher di Europa Universalis

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

STOCCOLMA - Fredrik Wester, CEO di Paradox Interactive, è solito dire a neo-assunti: "se un giorno vi svegliate e non pensate di svolgere il lavoro migliore del mondo, forse è meglio se tornate a dormire. Se vi capita anche il giorno dopo, a quel punto mettetevi in cerca di un altro lavoro".
Essere creativi, sviluppare costantemente concept nuovi e modelli di vendita innovativi, è un dogma imprescindibile per Paradox Interative, almeno fintantoché il publisher svedese desidera restare indipendente. Non ha certo le spalle grosse e rinforzate dai dollaroni come l'Activision o la Ubisoft del caso, anzi sempre per dirla con le parole di Wester: "probabilmente lo sviluppo di un nostro videogioco costa tanto quanto il trailer di debutto di Assassin's Creed IV".
Qualche settimana fa siamo volati a Stoccolma per testare con mano Europa Universalis IV (sia il single player che il multiplayer), attesissimo strategico in arrivo a Settembre su PC. Prima di testare con mano il gioco, un taxi ci ha condotto alle pendici di un grattacielo nel quartiere commerciale della capitale svedese e qui...

Studio tour

L'ascensore ci catapulta fino al 23esimo piano, interamente occupato dal quartier generale di Paradox Interactive. Da uno stanzone centrale che funge da reception, si dipartono altri stanzoni in cui lavorano alcuni membri del team di sviluppo interno, l'area business e finanziaria, un'ampia cucina/area relax e infine la sala conferenze, contornata da alcune stanzine per riunioni più focalizzate. Chi non crede al fatto che in Paradox siano tutti dei patiti per la Storia, forse vi faranno cambiare idea le armature medievali ai due lati del bancone d'ingresso, la moquette che si rifà alle pietre che lastricavano le vie di comunicazioni tardo-romane e la stanza in cui spiccano una libreria (finta) e un mappamondo d'altri tempi, che probabilmente avrete intravisto nei diari degli sviluppatori di Europa Universalis IV.
Questa non è certo l'unica sede di Paradox Interactive. Anzi già al 24esimo piano trovano posto gli uffici di Paradox North, team diretto dall'ex vice-presidente di DICE John Hargelid, mentre qualche isolato più in là trova sede una neonata divisione dedicata agli e-book. "Essere indipendenti - rimarca Wester - significa fare ciò che vogliamo fare", incluso buttarsi in un business che non apparentemente non c'entra nulla con i videogame.
Paradox Interactive non sviluppa soltanto internamente, ma lavoro con una pletora di software house svedesi e scandinave. Arrowhead e il suo Magicka sono una realtà recente, nata e proliferata grazie alle cure di mamma Paradox che ha trasformato un semplice hack'n slash in un universo videoludico a sé stante. E' giocato da 250mila cinesi e quando Wester lo ha saputo ha fatto i salti mortali dalla gioia, prima di accorgersi quanto lo zampino della pirateria avesse intaccato i suoi guadagni. Ma l'importante è che piaccia e qualcuno ci giochi volentieri, magari sganciando qualche centesimo ogni tanto in microtransazioni...
A proposito di collaborazioni, Paradox da qualche mese lavora gomito a gomito con DICE (Battlefield 3, Mirror's Edge) e il frutto della loro collaborazione sarà annunciato con ogni probabilità in occasione dell'E3. Parlando un po' con gli affiatati sviluppatori di Paradox sembra che il progetto sarà da leccarsi i baffi. Speriamo di poter tornare già tra un paio di settimane sull'argomento...

Digitali e consolari

Paradox Interactive fu fondata ufficialmente nel 1998 da alcuni ex sviluppatori di Target Games, software house sconosciuta ai più ma celeberrima in Svezia per la sua linea di strategici. Solo all'indomani del 2000 riuscì a pubblicare i primi videogiochi e il primo successo giunse proprio con Europa Universalis; da qui una serie di collaborazioni esterne, mentre internamente si tornava in continuazione sul genere strategico in seguito denominato Grand Strategy per il profilo di macrogestione che accomunava i vari Heart of Iron, Victoria e Crusader Kings.
Nel 2005 Paradox Interactve iniziò ad affacciarsi sul mercato digitale. Un investimento che sul breve periodo ripagò davvero poco, Steam d'altronde era ancora da venire, ma che a distanza di 5 anni fruttava il 50% delle vendite e nel 2012 si è arrivati praticamente alla parificazione tra mercato retail e digital delivery.
Agli occhi di Wester l'annata passata è stata all'insegna del consolidamento, della sperimentazione su console con Game of Dwarves e Dungeonland (non è andata particolarmente bene...) al tentativo di allargare l'utenza con War of the Roses dalle meccaniche più abbordabili e la grafica meno stilizzata. La crescita in termini meramente economici è stata davvero bassa, ma Paradox ha comunque potuto espandere i propri servizi online in vista di un 2013 che si preannuncia scoppiettante.
A inizio anno abbiamo già goduto del napoleonico March of the Eagles, mentre tra qualche mese sarà la volta di Europa Universalis IV, Cities in Motion 2 ed East vs. West. Una line up che dovrebbe fugare ogni dubbio circa l'accusa di una deriva casual: "vogliamo che i nostri titoli siano impegnativi" sottolinea Wester.
Il 2013 sarà per l'industria l'anno dei nuovi hardware: non è solo il caso di Playstation 4 e Xbox One, ma sul mercato si affacciano anche OUYA, Nvidia Shield e Oculus Rift. Tale proliferazione, inusuale per l'industria videoludica dell'ultimo decennio, da parecchi grattacapi anche a una compagnia che dalla sua fondazione ha pubblicato il 95% dei propri giochi solo si PC. Alla domanda se Paradox Interactive rilascerà i propri futuri videogame anche sulle console di prossima generazione non vi è un'univoca risposta da parte dei vertici aziendali. Wester, che si occupa della gestione economica e non mette mano allo sviluppo dei videogiochi, promette che tutti i futuri videogame saranno pubblicati anche su console; mentre Johan Andersson, a capo dei team di sviluppo interni e producer di Europa Universalis IV (lo abbiamo intervistato qui), in altre sedi ha frenato gli entusiasmi dichiarando piuttosto il contrario, ovvero che nessun futuro videogame sarà pubblicato anche su console.
La verità naturalmente sta nel mezzo: Paradox Interactive resterà una società con i piedi ben piantati nell'humus PC, dove gli strategici danno il proprio meglio, ma con ogni probabilità inizierà a guardare al mercato console con sempre maggiore interesse.