Paragon - Il MOBA di Epic Games

Per tutto il mese di luglio, lo Starter Pack di Paragon (venduto a 19,99 euro) sarà disponibile gratuitamente per gli abbonati PlayStation Plus.

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Procede spedito lo sviluppo di Paragon, il nuovo progetto di Epic Games con cui lo studio noto per aver dato i natali ad Unreal e Gears of Wars ha deciso di buttarsi nel mondo dei MOBA. Si tratta di una scelta molto rischiosa, visto che allo stato attuale dei fatti la community degli appassionati del genere frequenta in maniera assidua almeno uno dei titanici concorrenti che affollano il mercato. I due giganti League of Legends e DOTA 2 si spartiscono buona parte dei giocatori, con Heroes of the Storm e SMITE a raccogliere le frange meno estremiste. Epic, tuttavia, ha di certo gli strumenti per guadagnarsi un posticino nell'insidiosa "giungla" dei Battle Arena: non gli mancano le possibilità economiche per sostenere un progetto sulla lunga distanza, e assicurare quindi quella continuità che serve per tenere attiva la community e lavorare costantemente al bilanciamento. Non gli manca neppure il know-how tecnico, e si vede: Paragon è senza ombra di dubbio il MOBA con il colpo d'occhio più efficace e spettacolare, e l'Unreal Engine torna a far miracoli. Supportato come sempre da un character design ipertrofico, il gioco travolge lo sguardo con scorci sontuosi, effetti speciali da urlo e architetture pompose e solenni.
Se dovessimo però identificare un elemento che possa sostenere il moderato entusiasmo nei confronti del progetto, questo sarebbe senza ombra di dubbio l'attenzione per i feedback e le richieste dei giocatori. In questi mesi di Early Access il team ha lavorato per eliminare i problemi più frequentemente additati dagli utenti (non ultimo quello relativo al ritmo di gioco), e sono in cantiere altre novità pensare per disinnescare tutti i fattori di rischio. Non solo: decisi a coccolare quei giocatori che hanno supportato il titolo fin dall'inizio, i ragazzi di Epic hanno confermato che tutti i progressi accumulati nel corso di questa fase preliminare verranno mantenuti anche nella versione definitiva. Niente paura: non essendoci ancora partite classificate, questo significa che gli assidui frequentatori di Paragon potranno conservare le skin, le carte e le sfide maestria superate in questi mesi. Si tratta, per altro, di un ottimo incentivo per convincere chi ancora tentenna a dare una possibilità a questo MOBA in terza persona. Ancora non vi basta? Sappiate che per tutto luglio il pacchetto iniziale, solitamente venduto al prezzo di 19,90€, sarà gratuito per tutti i possessori di un abbonamento al PlayStation Plus. Cosa aspettate?

Questione di telecamera?

Breve riassunto per chi si fosse perso il primo contatto con il prodotto di Epic. Nonostante la visuale in terza persona Paragon è un MOBA in tutto e per tutto: nelle meccaniche ruolistiche di sottofondo, nei ritmi di gioco, nella struttura. Due squadre di cinque giocatori, un'unica mappa simmetrica su cui scontrarsi, e la necessità di gestire parallelamente battaglie contro i minion e serrati teamfight contro gli avversari umani, controllando le tre corsie principali e le aree che le dividono. Insomma: sebbene l'inquadratura sia alle spalle del proprio eroe, non aspettatevi riflessi da sparatutto, strafe e coperture dinamiche. Più che l'abilità nella mira, quello che conta è l'impianto di statistiche, la crescita del personaggio ed il suo sviluppo, che avviene all'interno della singola partita e che riparte da zero ad ogni match. Se siete esperti conoscitori del genere saprete già a cosa ci stiamo riferendo, ma crediamo che questa specificazione sia necessaria soprattutto per gli utenti console, che sono poco abituati a vedere produzioni di questo tipo e che dovrebbero cercare perlomeno di informarsi un po' prima di approcciarsi a Paragon. Dare un'occhiata ai già citati League of Legends e DOTA 2 potrebbe essere il modo migliore per farsi un'idea, dal momento che Epic, almeno dal punto di vista concettuale, ha deciso per un approccio molto conservativo. Passando alle novità introdotte negli ultimi mesi, dobbiamo ammettere che siamo rimasti ottimamente impressionati dall'aumento della mobilità. Ad eccezione di qualche personaggio che resta ancora abbastanza impacciato nei movimenti e generalmente più noioso da giocare rispetto ad altri eroi, le patch hanno smussato notevolmente il problema, rendendo il ritmo di gioco un po' più lesto. Anche la "corsa" automatica, che si attiva dopo qualche secondo dall'ultimo attacco ricevuto o subito, permette di spostarsi più serenamente, senza i tempi morti che invece caratterizzavano la prima versione del gioco. Al titolo ha fatto benissimo anche l'introduzione di nuovi personaggi (fra cui l'aggressivo Khaimera): adesso è molto più importante cercare di comporre un team sinergico, ed il ventaglio di strategie che è possibile utilizzare per interpretare il match è aumentato notevolmente. Gli interventi al bilanciamento sono stati fondamentali per riequilibrare le varie classi di personaggi, e finalmente giocare un Tank o un Incantatore è più interessante di quanto non lo fosse inizialmente: se nei primi mesi di Early Access i Tiratori sembravano gli unici elementi determinanti per la team composition, adesso l'emergenza è rientrata, e la fase di selezione degli eroi è certamente più "tesa", con tanto di counterpick studiati appositamente per mettere i bastoni fra le ruote a qualche personaggio particolarmente insidioso. Anche dopo i nuovi arrivi (alcuni più ispirati di altri) ribadiamo le prime impressioni realtive al roster. In qualche caso è inevitabile riconoscere gli archetipi del genere (ci sono ad esempio risoluti tank dalla stazza titanica e per contro esili "glass cannon"), ma è un piacere notare che Epic ha provato anche a fare qualcosa di diverso, ad esempio lasciando fuori dai giochi gli healer classici, e concentrandosi su personaggi di supporto dalle caratteristiche molto diversificate. Ad Epic va riconosciuto anche il merito di aver creato una serie di eroi molto efficaci sul fronte del Character Design, affascinanti e immediatamente riconoscibili.

Non era facile, senza avere un'iconografia di riferimento, presentare personaggi in grado di "bucare lo schermo", e invece ci troviamo di fronte bestioni assatanati che sembrano versioni ipetrofiche dei mostri di evolve, longilinee figure che ricordano Silver Surfer, monaci indemoniati che paiono usciti dall'ultimo Mortal Kombat.
Avrete capito, insomma, che Epic si è divertita come sempre a "spelluzzicare" qua e là, raccogliendo riferimenti, elementi, dettagli e minuterie dall'immaginario condiviso di giocatori e appassionati di cultura "pop". Il tutto è riletto nello stile come sempre "aggressivo" che caratterizza i prodotti della software house, per un risultato di sicuro impatto. Aggressivo sarà anche il ritmo con cui nuovi protagonisti saranno gettati nella mischia: Epic promette l'arrivo di un "new challenger" ogni tre settimane, a tutto vantaggio della varietà di situazioni. Dopo un bel po' di partite, abbiamo anche rivalutato positivamente il sistema di sviluppo degli eroi all'interno dei match. Ogni eroe ha un set di cinque abilità, e ad ogni level up è possibile aprire un menù e potenziarne (o sbloccarne) alcune, seguendo la progressione prevista dal gioco. Il fatto che le build siano meno varie rispetto a quelle dei concorrenti non deve spaventare. A conti fatti, nei MOBA concorrenti succede infatti che si finisca per prediligere una singola via ignorando sostanzialmente tutte le altre. Qui ogni eroe resta ben fedele alla sua filosofia, e la possibilità di variare strategia è legata al sistema di carte. Prima di avviare la partita gli utenti sono chiamati ad assemblare un mazzo di carte, inserendo nel Deck varie tipologie di oggetti: ce ne sono di passivi, che garantiscono bonus alle varie statistiche, e di attivi, come ricariche del mana e della vita, che permettono quindi di restare in lane per più tempo, senza dover tornare al campo base. Nel corso del match è possibile cambiare al volo le sei carte selezionate, ripescandone altre dal mazzo, ma anche potenziandole. Per sostituire le carte di base con quelle più potenti, tuttavia, dobbiamo accumulare punti, uccidendo gli avversari oppure raccogliendo ambra da uno dei due estrattori posizionati nella "Jungle". Una gestione oculata delle carte può cambiare radicalmente le sorti di un match, ma anche di una battaglia diretta contro un avversario. Questo fa sì che l'operazione di Deck Building sia fondamentale, e rende il controllo della Giungla davvero importante. Insomma, anche dal punto di vista strategico Paragon ha fatto passi da gigante, e la direzione intrapresa è quella giusta. Dovremo ovviamente valutare come questo sistema si interfaccerà con le microtransazioni, nella speranza che lo spettro del pay-to-win non si faccia troppo invadente.

Prima di chiudere, qualche parola sull'ottimizzazione della versione Ps4, che sembra generalmente buona sul fronte tecnico. Paragon è abbastanza fluido e le rinunce a livello grafico generalmente moderate. I caricamenti restano tuttavia molto estesi e, soprattutto, l'interfaccia è davvero pessima. La navigazione dei menù non è intuitiva, l'organizzazione delle schermate riassuntive lascia a desiderare, e Epic dovrà sicuramente rivederla prima dell'uscita, se non vorrà scontentare gli utenti console.

Paragon I mesi di Early Access hanno fatto bene a Paragon. Un ritmo di gioco un po' più vivace, un roster di eroi più vario e le modifiche apportate al bilanciamento ci consegnano oggi un MOBA sicuramente più promettente di quello che avevamo provato a Febbraio. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma Epic non si tira indietro: il team di sviluppo sta ascoltando la community e coccola chi ha deciso di credere nel prodotto. Fermo restando che per i neofiti non sarà facile avvicinarsi al gioco senza un periodo di adattamento, gli utenti PS4 potrebbero finalmente trovare quell'alternativa a SMITE che da tempo vanno cercando (dal momento che la telecamera in terza persona rende Paragon molto piacevole da giocare anche con il pad). Se siete abbonati al Plus e i MOBA vi hanno sempre incuriosito, acchiappate il pacchetto base e fate qualche partita di adattamento: lo stile di Paragon potrebbe conquistarvi.

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