Speciale PES 2013 o FIFA 13 ?

Un'analisi diversa sui simulatori calcistici più importanti della generazione

speciale PES 2013 o FIFA 13 ?
Articolo a cura di
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ogni anno, tra Settembre ed Ottobre, la storia si ripete. FIFA o PES? PES o FIFA? Oggi noi di Everyeye.it siamo qui per tentare, in un certo senso, di sciogliere ogni dubbio. Lo vogliamo fare a modo nostro; non con un articolo di confronto e scontro ma con un'osservazione parallela delle due produzioni già trattate in fase di recensione (Recensione PES 2013 - Recensione FIFA 13). Un raffronto che vada a delineare le diverse filosofie produttive, il modus operandi di due team di sviluppo tanto diversi che ha portato allo sviluppo di due filosofie calcistiche quasi totalmente opposte. E magari, grazie al nostro aiuto, i più indecisi di voi riusciranno a riordinare le idee e capire come e dove investire i propri 70 € - perché alla fine di questo si tratta: un investimento che deve andare a buon fine per il proprio gusto, e durare come minimo un anno intero!

Offerta ludica

Il primo punto sul quale soffermarsi è quello sempre spinoso delle licenze. Nelle varie community di discussione quello dell'ufficialità di formazioni, divise, campionati e coppe sembra quasi un argomento superato. Noi sappiamo però che, sotto sotto, si tratta di un tema ancora in grado di fare un minimo di differenza. Ed in realtà la questione è più articolata di quanto non possa sembrare. Per quanto FIFA mostri senza ombra di dubbio una quantità di squadre ufficiali da far invidia a chiunque, PES detiene ancora i diritti di Champions League e Copa Libertadores. Il fascino della massima manifestazione europea è innegabile per qualsiasi appassionato di calcio, che si esalta al solo sentir suonare le note dell'inno della Champions poco prima della partita. Si tratta di piccolezze che possono, in taluni casi, fare la differenza; esattamente come la Libertadores, un vivaio di talenti che negli ultimi anni ha visto protagonisti fuoriclasse come Alexis Sanchez, Edu Vargas e Neymar. In ambito licenze c'è però sempre il rovescio della medaglia. A PES infatti mancano completamente (o quasi) due dei maggiori campionati a livello internazionali: la Bundesliga (completamente assente eccezion fatta per Bayern Monaco e Shalke 04) e la Premier League, totalmente priva di licenze. Passare un altro anno a disputare partite con Merseyside Blue, North London e via discorrendo non appare certo allettante per gli amanti dello spumeggiante calcio all'inglese.

"Ogni simulazione calcistica che si rispetti ha uno ed un solo dogma: gameplay. Il gameplay deve essere quanto più fedele alla realtà, bilanciato, accurato e vario possibile; un'impresa non facile che non è ancora riuscita a nessuno in maniera perfetta"

Un calcio che trova il suo pieno compimento, invece, in FIFA 13 - dove la massima divisione inglese risplende come baluardo di una filosofia calcistica ben radicata. La prima scelta dettata dal gusto personale. Non dobbiamo poi dimenticare il fattore aggiornamenti: FIFA da questo punto di vista è sempre stato all'avanguardia e quest'anno ha dimostrato un ulteriore passo avanti. Si tratta del Match Day - una feature che va a sostituire/ampliare quanto già offerto in passato dal Live Season. Prima di qualsiasi match online ed offline verranno scaricate le rose aggiornate, che comprenderanno stato di forma, squalifiche, infortuni ed aggiornamenti all'undici titolare o allo schieramento. Costantemente. E, entrando nei meandri, avremo persino la chance di giocare le ultime partite di ciascun campionato, attivando gli aggiornamenti dagli altri campi a cura della seconda coppia in commento. Da questo punto di vista non si può non ammettere un minimo d'arretratezza da parte di PES che, nella sua versione 2013, non presenta ancora tutti i trasferimenti aggiornati all'estate.
Quello delle licenze, però, è un semplice discorso introduttivo, che sfocia nella differenziazione (o presunta tale) delle modalità di gioco. Da questo punto di vista, infatti, la selezione è pressoché identica. In FIFA 13 come in PES 2013, ad esempio, ci si può cimentare in una nuova sezione d'allenamento all'interno della quale impratichirsi in ogni dinamica di gioco. Entrambe si mostrano capaci di approfondire in maniera mai sperimentata prima il sistema di gioco, offrendo delle mini-sezioni tutorial prima di passare all'azione vera e propria. L'unica differenza che possiamo scorgere (non da sottovalutare, s'intenda) è la gestione della modalità stessa. Mentre in PES 2013 si tratterà di una scuola-calcio vera e propria, in FIFA 13 si aggiungono anche una serie di sfide da superare. Prove che daranno del filo da torcere ma garantiranno anche un certo "ritorno economico": monete da spendere nel Football Store collegato al profilo EA Sports Football Club. Si tratta -lo diciamo sottovoce- di una ripresa di quello che era il PES Store, inspiegabilmente eliminato quest'anno dalla produzione nipponica. Un incentivo dunque a qualsiasi azione compiuta offline ed online, che saprà creare un circolo virtuoso piuttosto assuefacente. Ma ovviamente non è certo una modalità così collaterale a far pendere l'ago della bilancia; ben differente, a tal proposito, il discorso sulla Carriera, o Master League.

Entrambi i titoli mostrano i muscoli da questo punto di vista, presentando un'offerta molto articolata, solida e confezionata con perizia. E se nello sviluppo delle varie stagioni, contornate da elementi di colore come il rapporto con stampa, dirigenza e giocatori, si può tranquillamente dire che entrambe le produzioni si trovino sullo stesso livello, è ancora una volta nella filosofia di fondo che si diversificano. FIFA ha fatto il possibile per focalizzare la sua Carriera sulla gestione globale e completa della squadra nel suo complesso, mettendo il giocatore nei panni di un manager esattamente come accade in Premier League. In FIFA 13 ci troveremo dunque di fronte ad una game mode che punta molto sulle trattative di mercato, rinnovate e potenziate quest'anno per rendere il tutto ancor più credibile. Al giocatore vengono dati tantissimi strumenti (il prestito, la contro-offerta, lo Squad Role..) per plasmare liberamente il futuro del team. Si tratterà dunque di rincorrere il proprio sogno nel realizzare (o tentare di realizzare) un Dream Team. PES, da questo punto di vista, appare piuttosto differente. La gestione della squadra (posta la possibilità di scegliere se iniziare con la rosa ufficiale o con i classici giocatori inventati) appare maggiormente incentrata sulle caratteristiche di ogni suo singolo componente. Il mercato, ad esempio, verrà gestito "all'italiana" e il giocatore nella funzione di semplice allenatore avrà la facoltà di richiedere rinforzi alla dirigenza. Sarà poi lo staff, in completa autonomia, ad occuparsi delle trattative - meglio se circoscritte alla lista degli obiettivi papabili. Meno possibilità di trasformazione per la rosa, alle quali faranno però da contraltare nuove chance di sviluppo per il singolo calciatore. Grazie ai crediti guadagnati partita dopo partita potremo accedere al MyPES Shop ed acquistare uno degli elementi utili per potenziare lo sviluppo di una particolare caratteristica, dando così un'impronta a ciascun calciatore. Ribadendo che, per il resto (convocazione come allenatore di una Nazionale a parte), le due game mode si equivalgono (in termini qualitativi e quantitativi) appuriamo come si tratti una volta in più di una semplice questione di preferenze personali.
Preferenze che si estendono anche andando a valutare quel che resta dell'offerta ludica di entrambe le produzioni. Laddove entrambe mostrano facoltà simili nell'intento di sviluppare un proprio alter-ego per intraprendere una carriera da calciatore (ancora una volta FIFA s'incentra su obiettivi legati allo shop mentre PES sull'importanza dei regimi d'allenamento), vediamo il titolo canadese fare un deciso passo avanti verso il "sociale". Per quanto non priva di difetti (su tutti l'impossibilità di settare filtri per il manuale) la modalità Stagioni Pro Club è un grosso surplus di FIFA 13. La facoltà di collegarsi assieme ad altri 10 amici creando un club e sfidandone altri per la conquista di campionati e coppe è un incentivo non da poco. Dall'altra parte, in PES 2013, saremo in grado di intraprendere un'intera Master League Online con tanto di mercato. Senza dimenticare quanto fatto anche da Konami per quel che concerne il sociale, con il Widget per rintracciare immediatamente gli amici e la possibilità di iscrizione alla Community di gioco della propria città natale.
In linea di massima FIFA 13 chiude il cerchio con l'unica vera "esclusiva": l'Ultimate Team. Il gioco di calcio e carte all'interno della produzione canadese ha riscosso molto successo negli ultimi anni, divenendo una delle modalità più chiacchierate (nel bene e nel male) dai fan. Non crediamo si tratti in ogni caso di un incentivo in grado di pesare gravemente sulla scelta.

Gameplay

Ogni simulazione calcistica che si rispetti ha uno ed un solo dogma: gameplay. Il gameplay deve essere quanto più fedele alla realtà, bilanciato, accurato e vario possibile; un'impresa non facile che non è ancora riuscita a nessuno in maniera perfetta. E se è vero che il sistema gioco è il più delicato ago della bilancia è altrettanto facile osservare come, negli ultimi anni, le due produzioni si siano in un certo senso avvicinate. Dal punto di vista del sistema di controlli, ad esempio, non ci sono più differenze. In FIFA come in PES è possibile selezionare un tipo di controllo totalmente manuale che metta fase offensiva e difensiva interamente nelle mani del videoplayer. Certo, considerando la maggiore esperienza della produzione canadese da questo punto di vista possiamo tranquillamente definire quello di PES 2013 ancora un ibrido. Ma dobbiamo d'altra parte ammettere che la prova con mano ha dimostrato qualità che hanno ben poco da invidiare al rivale e consentono una libertà da anni assente nella creatura nipponica. Ad una tale similitudine in fase di controllo se ne affianca una altrettanto importante per quanto riguarda le meccaniche e le feature. Entrambe le produzione hanno abbandonato completamente il concetto di "pressing" per abbracciare un sistema difensivo basato sul tempismo e sulla capacità di mantenere la concentrazione, trasformando la difesa (prima incentrata sulla continua ricerca della palla) in un'arte da affinare partita dopo partita. Lo stesso si può dire per dribbling e gestione di palla nello stretto: soltanto qualche anno fa vere e proprie chimere, azioni impossibili a cui bisognava sopperire con continui e repentini cambi di direzione (specialmente sulla fascia) o con il "maledetto" step laterale introdotto da Winning Eleven negli anni che furono. Ora, Konami ed EA Sports presentano due titoli che donano al giocatore un controllo totale sul pallone; una libertà (quasi) completa a trecentossessanta gradi che permette di giostrare la sfera con massima fantasia, ma pur sempre stando ben attenti all'identità del portatore. Ed è anche questo un retaggio oramai consolidato in entrambe le produzioni: la personalità. I calciatori mai come oggi sono caratterizzati da un complesso d'abilità ed attitudini del tutto unico, che va ben al di là delle semplici cartatteristiche fisiche. In questo senso PES 2013 fa anche di più, mostrando di aver imparato ad infondere la personalità addirittura nelle squadre del suo roster - qualcosa che a FIFA ancora manca. Nella produzione Konami avremo la chiara sensazione di affrontare una squadra arroccata in difesa o alla disperata ricerca del risultato, mentre dalla sponda canadese del calcio, più o meno tutti passeranno, durante la partita, tra l'una e l'altra fase alternativamente.

Si staglia proprio a partire da questo fondamentale punto di divergenza la visione calcistica opposta delle due produzioni. Guardando verso oriente troviamo una simulazione calcistica molto rigorosa nei modi. PES 2013 rappresenta un calcio, se vogliamo, più "universale". Spesso molto "quadrato" in fase difensiva ed estremamente organizzato in avanti. Una concezione fortemente incentrata sul teamplay, pur lasciando un minimo di spazio all'individualismo del singolo. Un calcio fluido dove la manovra segue regole ben precise e la difesa è parte fondamentale della formula. In PES 2013 il minimo comune denominatore è l'equilibrio: formazioni quasi sempre accuratamente bilanciate si scontrano in battaglie tattiche degne del miglior Arrigo Sacchi, per la gioia di chi il calcio lo mastica da ben oltre quindici anni. FIFA, in questo senso, è quasi agli antipodi. E con questo non intendiamo certo disconoscerne il lato simulativo, anzi. Si tratta semplicemente del desiderio di abbracciare una filosofia di gioco diversa, se vogliamo più dinamica. Come abbiamo detto in fase di recensione, quella del calcistico EA Sports è una manovra che fa di tutto per essere quanto più dinamica e spettacolare possibile, utilizzando a volte anche in maniera esagerata le capacità d'inserimento di attaccanti e terzini. Un gioco fatto in buona parte di ripartenze ed azioni contopiedistiche dove il controllo, il tocco di prima e la qualità degli interpreti fanno tutta la differenza del mondo. Non a caso proprio quest'anno FIFA ha cercato d'indurre maggiore imprevedibilità nell'azione, implementando una più efficace gestione dell'errore nel primo controllo - l'aspetto forse più importante nel calcio. Ma nonostante questo, ed in maniera del tutto volontaria, l'azione non si sviluppa mai in maniera troppo statica o compassata: un chiaro omaggio al meraviglioso calcio inglese che negli ultimi anni ha letteralmente fatto scuola.

"Per quanto FIFA mostri senza ombra di dubbio una quantità di squadre ufficiali da far invidia a chiunque, PES detiene ancora i diritti di Champions League e Copa Libertadores"

Un gioco molto rischioso ma anche fruttuoso, dove si punta quasi sempre a fare un goal in più rispetto all'avversario piuttosto che subirne uno in meno. Una proiezione costantemente offensiva che si riflette anche nel gioco della CPU. Ed è proprio quello delle routine computerizzate l'aspetto forse più difficile da valutare in entrambe le produzioni che, anche in questo caso, si somigliano. E' bene anzitutto ammettere che Konami si è rivelata e si rivela più navigata in questo campo, mostrandoci in PES 2013 di sapere perfettamente cos'è una diagonale difensiva e di avere oltremodo chiare le variabili messe a disposizione dai possibili movimenti senza palla. Le ore passate a giocare all'annuale Pro Evolution hanno dato prova di grande varietà da questo punto di vista, mostrando davvero poche falle. FIFA, di contro, si dimostra ancora un pizzico meno incisivo per quel che concerne le routine. Quest'anno, grazie all'Attacking AI, la CPU prende consapevolezza degli spazi e delle zone del campo migliori da occupare, andando spesso ad inserisi per ricevere la palla. I movimenti, per quanto ottimi ed indispensabili, si rivelano monodimensionali. Gli attaccanti controllati dal computer pensano due o tre passi avanti rispetto al solito (come dice bene il dev team) ma non danno ancora la sensazione di riuscire ad improvvisare. Manca, o meglio appare ancora troppo di rato, il taglio diagolane improvviso il movimento a fintare col corpo per smarcarsi e così via. Non che in PES tutto questo accada con regolarità ma, a fare un raffronto secco, possiamo affermare con sicurezza che i movimenti della CPU nipponica sono leggermente più variegati. FIFA naturalemente soppesa con una maggior libertà in fase di costruzione, completamente slegata dai binari ed affidata ad un controllo a 360° oramai consolidato. Il problema, in pratica, non si pone!
Si chiude con il capitolo portieri, molto migliorati in entrambi i simulatori calcistici negli ultimi anni. Fare un raffronto qui è veramente difficile. Il comportamento è mediamente più che soddisfacente in entrambe le produzioni, con alti e bassi che hanno da sempre caratterizzato questo ruolo di difficile implementazione. Entrambi i giochi, se vogliamo, sono accomunati da una non perfetta difesa degli estremi difensori sulle palle alte, in particolare all'altezza del primo palo. Una problematica che perseguita PES e FIFA sin dall'alba dei tempi moderni.
Riguardo al gameplay, in sostanza, si potrebbe discutere all'infinito andando ad estrapolare tantissimi esempi per compilare una lunghissima lista di caratteristiche. A noi basta la differenziazione di cui sopra, che vede PES legato ad una tradizione calcistica più equilibrata e radicata nella tattica e FIFA votato ad una spettacolarità molto "moderna" che, non a caso, ha saputo attirare moltissimi consensi (e a ragione). Ma l'importante è comunque sottolineare che le due filosofie non si escludono se si parla del videolpayer, grazie alla fantastica libertà decisionale che i due simulatori calcistici mettono in piedi nelle incarnazioni targate 2013.

Grafica

Altro aspetto tignoso sul quale soffermarsi -ma molto meno- è quello grafico. Andando subito al sodo qui notiamo palesemente le differenze tra le due opere. Quella Konami ci mostra una miglior realizzazione delle fattezze somatiche dei calciatori, più o meno famosi che siano. Quello di PES 2013 è un mix di tecnica nell'interpolazione facciale, sapiente gestione dell'illuminazione dei volti e i programmatori stessi sanno solo cos'altro. Un connubio capace di rendere fotorealistici i moltissimi volti realizzati a regola d'arte presenti nel titolo nipponico. FIFA 13, da questo punto di vista, non si fa certo pregare: soprattutto per i calciatori della Premier League (partner ufficiale) mostra un livello di dettaglio incredibile, che non raggiunge però nel microscopico la precisione di PES.

"Il calcio non è una scienza esatta, quantificabile con una serie di equazioni numeriche dal risultato scontato. Il calcio è imprevedibilità, passione e fantasia"

Bisogna oltretutto sottolineare che il divario tra i calciatori più blasonati e quelli meno conosciuti al di fuori del campionato in cui militano è davvero pesante. Il capolavoro canadese però ha un asso nella manica che nessuno ha mai avuto: un comparto animazioni stratosferico; e, si sa, nello sport le animazioni sono tutto. Il motion capture di FIFA 13 ha raggiunto livelli veramente inimmaginabili. Ogni atleta si muove sul campo in maniera fluidissima e completamente naturale, agisce secondo peculiarità dettate dalla sua stazza ma anche da comportamenti e tendenze reali riprodotti fedelmente in digitale. Un colpo d'occhio semplicemente inarrivabile, che ha preso ancor più corpo grazie all'Impact Engine, capace di rivoluzionare le modalità di gestione del contrasto ed eliminare quasi completamente le fastidiose compenetrazioni poligonali. Dal canto suo PES è migliorato parecchio rispetto alle prime incarnazioni Next Gen ma, da questo punto di vista in particolare, risulta ancora molto debole. La legnosità di alcune movenze e la meccanicità di altre appaiono fattori imperdonabili all'alba del 2013, quando osservare anche solo un movimento innaturale fa storcere il naso anche al giocatore occasionale. Una grande mano viene dal Player ID che Konami ha saputo sfruttare per donare personalità (in fase motoria) ai campioni più blasonati; in tutta franchezza però non basta.
Ben diverso il discorso se si rivolge lo sguardo verso tutto quanto caratterizza il contorno. Nella modellazione degli stadi e dei manti erbosi le due produzioni possono dirsi equivalenti, con una supremazia che di anno in anno spetta all'uno o all'altro a seconda dell'implementazione di un fattore chiave come l'illuminazione degli stadi (quest'anno più credibile in FIFA). A riequilibrare le cose ci pensa il fattore coinvolgimento, da sempre uno dei cavalli di battaglia di PES. Il tifo, le coreografie ed, in generale, il "rumore", riescono a catapultare il giocatore sui campi della produzione nipponica; un aspetto molto migliorato anche in FIFA negli ultimi anni ma ancora incapace di raggiungere tali vette. E lo stesso si può dire, in conclusione, per quanto riguarda il commento in italiano (in quello inglese EA regna sovrana da anni). Pierluigi Pardo (soprattutto) e Luca Marchegiani sono due spanne sopra Fabio Caressa e Beppe Bergomi. Non ce ne voglia la coppia più famosa di Sky Sport ma è proprio l'impostazione della cronaca ad essere molto più interessante nel titolo Konami. Se lo Caressa e lo Zio si limitano ad un commento asciutto e frammentato, inframezzando solo di tanto in tanto con una varietà di note di colore peraltro abbastanza ripetitive, l'accoppiata Pardo-Marchegiani riesce letteralmente a mantenere spalancati i padiglioni auricolari. Lo fa grazie ad un commento molto più continuativo e fluido ed una serie di informazioni collaterali varie e sempre interessanti. Immancabile qualche pizzico d'ironia del buon Pardo.

PES 2013 Vs. FIFA 13 Nelle nostre recensioni abbiamo chiaramente sottolineato i valori oggettivi delle due produzioni calcistiche che ogni anno mettono in moto centinaia di migliaia di utenti in tutto il Mondo, ma specialmente in Europa, patria del calcio. Come ben sappiamo però, il calcio non è una scienza esatta, quantificabile con una serie di equazioni numeriche dal risultato scontato. Il calcio è imprevedibilità, passione e fantasia, e mai come quest’anno le due produzioni tentano di raggiungere il cuore degli appassionati implementando, in un modo o nell’altro, tali elementi. Il loro valore si avvicina più di quanto non abbia fatto in passato e la scelta tra l’uno o l’altro si basa soprattutto su una serie di fattori totalmente soggettivi. Da questo punto di vista speriamo dunque di avervi dato oggi una panoramica “diversa” ed in grado di stimolare quelle che sono le corde dei vostri gusti. Buon calcio a tutti!