Playing with #sentiment: showcase di Game Happens all'Internet Festival di Pisa

Vi raccontiamo la selezione di videogiochi curata da Game Happens in occasione dell'Internet Festival di Pisa.

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Game Happens è un collettivo genovese che organizza con cadenza annuale, da quattro anni a questa parte, uno dei festival dedicati al mondo videoludico più interessanti nel panorama italiano (vi abbiamo raccontato l'edizione 2017 su queste pagine). In occasione dell'Internet Festival di Pisa, presso Mixart, Game Happens ha curato una serie di interventi di professionisti del settore e uno showcase di videogiochi italiani e internazionali, selezionati con un'interessante operazione curatoriale ispirata al tema del festival, ovvero #sentiment, il sentimento.
Le opere selezionate sono molto differenti tra loro sia per i temi trattati sia per la notorietà raggiunta (alcuni di questi giochi sono già quasi dei classici, mentre altri sono dei gioiellini indipendenti semisconosciuti); a fare da filo conduttore è la capacità di tutte queste opere di suscitare nei giocatori reazioni emotive molto diverse, ma sempre intense. Lo showcase si divide in cinque aree tematiche, che spaziano dalla sfera privata alla dimensione politica, da narrazioni più intime e personali a riflessioni etiche e filosofiche.

Different paths in life

Partiamo dal recentissimo Last Day of June di Ovosonico, grande successo dell'industria videoludica italiana. Si tratta di un puzzle adventure nel quale il giocatore veste i panni di Carl, che in un viaggio nel tempo e in una sfida contro il destino tenta di modificare il corso degli eventi per impedire la morte dell'amata consorte June. Per approfondimenti vi rimandiamo alla recensione pubblicata sulle nostre pagine. One Night Stand, di Kinmoku è una breve visual novel piuttosto nota anche grazie all'attenzione di alcuni youtuber. In essa il giocatore si sveglia senza memoria della serata precedente, con tutti i sintomi di una sbornia e accanto a una ragazza sconosciuta: dovrà quindi affrontare l'imbarazzante risveglio dopo quella che appare essere l'avventura alcolica di una notte.

Il gioco lascia una libertà di scelta piuttosto ampia al giocatore, prevedendo ben dodici finali differenti: è possibile sgattaiolare via silenziosamente approfittando della momentanea assenza della ragazza, fotografarla nel sonno e vantarsene con gli amici, esplorare la stanza alla ricerca di indizi sulla notte precedente e sulla vita e il carattere della ragazza sconosciuta, restare e cercare di conoscerla, tentare di sedurla o accettare la sua ingenua e sensibile amicizia. È una sfida diretta all'empatia e alla sensibilità del giocatore, che sarà chiamato a toccare con mano il risultato delle sue azioni.

Different points of view

Keep Talking and Nobody Explodes, di Steel Crate Games, qui esposto nella versione in realtà virtuale, è un ibrido tra puzzle game e gioco di società per due giocatori. Uno di essi, di fronte al monitor o col visore indosso, vede davanti a sé una bomba pronta a esplodere; l'altro ha invece accesso al manuale cartaceo con le istruzioni per disinnescarla. I due giocatori si trovano quindi in due dimensioni differenti, e devono comunicare nel mondo reale, creando un'interessante esperienza metanarrativa. Per approfondimenti potrete leggere la nostra recensione.

Like Roots in the Soil, del team italiano SpaceBackyard, è un breve racconto interattivo che mette in scena due linee narrative contemporaneamente, dando al "giocatore" la possibilità di muovere la linea di demarcazione e di scegliere quindi attraverso quale punto di vista guardare l'ambiente circostante. Due personaggi, un ragazzino un po' goffo con lo zainetto e un uomo canuto che si aggira con i sensi all'erta, percorrono due città simili ma differenti. Una è pulita, ordinata, dipinta di colori chiari e riposanti, l'altra è nebbiosa, grigia, in rovina. Mentre i due camminano e il "giocatore" si chiede chi siano e dove stiano andando viene raccontata una storia evocativa ed essenziale, che riesce a sorprendere ed emozionare sul finale.

How media shapes us

We Become What We Behold, di Nicky Case, è un browser game punta e clicca la cui grafica leggera si contrappone alla crudezza della tematica. Il gioco inizia in modo leggero: il giocatore è incaricato di fotografare le persone e gli avvenimenti più interessanti che verranno poi trasmessi su un maxischermo al centro della piazza virtuale in cui si ambienta il gioco, corredati dall'immancabile hashtag. L'obiettivo è quello di guadagnare pubblico, e per raggiungerlo non saranno permessi buonismi e scrupoli etici di alcun tipo.

Ma le scene trasmesse avranno un impatto immediato ed evidente sulle persone, fino alle estreme conseguenze. Orwell, di Osmotic Studios, è un gioco investigativo nel quale il giocatore veste i panni di un impiegato del governo il cui compito è di scandagliare blog e social network alla ricerca di dati e indizi su un gruppo di ragazzi sospettati di aver compiuto un atto terroristico. Al di là delle meccaniche investigative Orwell pone l'attenzione sulla labilità del confine tra diritto alla privacy e al dissenso e controllo autoritario e illimitato sulle persone.

Facing the world

Black the Fall, dei Romeni di Sand Sailor Studio, è un action/platformer a scorrimento laterale ispirato a Limbo (e dagli esiti visuali estremamente simili al secondo titolo di Playdead, Inside, nonostante lo sviluppo dei due titoli sia avvenuto in parallelo) che racconta l'avventura di un ribelle in fuga da un regime dittatoriale fortemente influenzato dal regime comunista che fa parte del vissuto e della storia degli autori.

Black Friday, di iNK stories e N-Fusion Interactive, è un'avventura in stile Telltale che racconta la rivoluzione iraniana dal punto di vista di Reza, giovane fotografo che al ritorno da un periodo di studio in Germania vede la situazione politica del suo paese profondamente cambiata e passa dal documentare la rivolta al diventarne parte integrante.

What is reality?

Something Something Soup Something, di Stefano Gualeni, è un esperimento di pensiero interattivo che si interroga sul concetto di definizione. L'ambientazione sci fi, che vede alieni alle prese coi misteri della cucina umana, è un pretesto per costringere il giocatore a interrogarsi sull'atto del categorizzare.

Egli si trova davanti una serie di pietanze "zuppoidi" preparate dagli alieni ed ha il compito di selezionare quelle che sono zuppe e scartare invece le altre. A seconda delle decisioni prese nel gioco riceviamo in premio la nostra personale definizione di zuppa e possiamo poi confrontarla con quella di altri giocatori che prima di noi si sono cimentati in questo compito. Una delle morali possibili di Something something soup something è questa: se è così difficile dare una definizione univoca di un prodotto semplice come la zuppa, come facciamo a arrogarci il diritto di decidere cosa sia o meno un videogioco?
Snakism, di Pippin Barr, è una rielaborazione filosofica del classico snake. Attraverso poche e semplici modifiche, Barr riesce a dare un'interpretazione allo stesso tempo elegante e spassosa delle principali correnti filosofiche. Dire di più sarebbe spoiler, e non vorremmo mai privarvi della vostra dose quotidiana di raffinato umorismo intellettuale.