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TGS 2013

Speciale PlayStation 4 - Roundtable con Andrew House

Una lunga chiacchierata con il presidente di Sony Computer Entertainment

speciale PlayStation 4 - Roundtable con Andrew House
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sulle maniche della camicia ha un paio di gemelli a forma dei tasti PlayStation. “Dovete sapere che è un regalo di Phil Harrison”, scherza al termine della roundtable.
Andrew House, presidentissimo di Sony computer Entertainment, è assieme a Yoshida una delle figure chiave della strategia globale dell'azienda, che sembra finalmente lanciatissima, lungimirante, rispettosa delle esigenze dei giocatori.
Una visione chiara e decisa, che emerge chiaramente dalle risposte che House dà ai giornalisti: attente, precise, basate soprattutto su una profonda e rispettosa analisi del mercato.
Vi proponiamo di seguito lo scambio di battute avvenuto nella sede nipponica di Sony, in occasione di questo TGS come non mai all'insegna del mondo PlayStation.

Il futuro di PlayStation

Siete stati in qualche modo delusi dal fatto che anche Microsoft abbia scelto per la sua Xbox One un'architettura simile a quella PC, e che quindi le non ci sia molta differenza con la vostra proposta?
Andrew House: No, non particolarmente. Anzitutto perché una mossa del genere rientrava nella portata delle nostre previsioni, quindi non è stata una grossa sorpresa. Ma soprattutto perchè siamo abbastanza fiduciosi di poterci differenziare nettamente rispetto alla concorrenza. Si notano già molte differenze sul fronte della price policy, su quello grafico, ed anche per quanto riguarda l'interfaccia utente, con feature che diventeranno gradualmente più interessanti e più potenti man mano che gli sviluppatori impareranno ad utilizzarle e le inseriranno nei propri progetti; e mi riferisco qui al touchpad che come sapete è montato sul Dualshock 4.
Insomma, sono seriamente convinto che abbiamo le qualità e l'abilità per rendere unica la nostra proposta.

Quest'ultimo è stato un anno molto particolare per il mercato. Da una parte chiusure di team storici, la bancarotta di THQ, l'industria giapponese in affanno; dall'altra produzioni dalla portata economica impressionante, come GTA 5. In che direzione si sta muovendo il mercato, e quali sono le vostre previsioni per la nuova generazione? Vi aspettate numeri più alti di questa?
Andrew House: Per quanto riguarda la base installata, crediamo di poter senza problemi creare con Ps4 un mercato molto ampio. Questa fiducia si basa sia sui primi riscontri di pubblico, ma anche sulla consapevolezza di avere una forza diversa rispetto a quella di PlayStation 3. Ps4 sarà, già al lancio, un device multifunzionale, diversamente da Ps3 che è arrivata sul mercato come semplice piattaforma di gioco e lettore Blue-Ray, e solo dopo ha ampliato le sue prospettive. Questa eccezionale dinamicità di Ps4 ci darà un buon vantaggio, ed il prezzo contenuto ci permetterà di allargare la base installata più velocemente.
Per quanto riguarda invece la situazione globale del mercato, direi che stiamo assistendo ad una sorta di polarizzazione all'interno della comunità degli sviluppatori.
Da una parte abbiamo esperienze di gioco più grandi e pervasive, che richiedono grossi investimenti e team titanici, ma hanno comunque un enorme potenziale commerciale; Call of Duty potrebbe essere un altro esempio.
Dall'altra abbiamo il mercato mobile, che in un certo qual modo rappresenta una grande opportunità per piccoli team di talento di emergere e raggiungere il successo in breve tempo.
Ovviamente questa polarizzazione determina una grande pressione su chi sta nel mezzo, e non riesce ad avere la sveltezza dei piccoli e la solidità (economica) dei giganti.
E tuttavia penso sia una situazione in qualche modo normale. Mi piace confrontare questa situazione con quella del mondo del cinema: anche questo si divide fra i grandi blockbuster e lo sperimentalismo del cinema indipendente, ed è un media che è rimasto attivo e vibrante per decadi.
Con Ps4 noi abbiamo l'opportunità di creare una piattaforma di riferimento per entrambe queste categorie. L'idea è quella di proporre una console su cui sia facile sviluppare, che possa rappresentare il passo successivo per tutti quei team che hanno avuto successo nella scena indie o sul mercato mobile. Crediamo questi mercati siano un enorme vivaio di talenti, e ci piacerebbe vedere alcuni di questi talenti migrare in casa Sony.

In pratica state cercando di rubare sviluppatori a Google ed Apple.
Andrew House: Beh, è un modo molto negativo di vedere le cose (sorride).
Diciamo che noi vogliamo semplicemente offrire un'opportunità di visibilità e al contempo costruire un mercato ricettivo nei confronti delle esperienze di qualità.
Quello che possiamo fare combinando la pubblicazione classica e gli strumenti del PSN è diventare scopritori di talenti, offrire assistenza e supporto a questi talenti, proporgli modelli di business che si adattino alle loro esigenze. Ma al contempo restare in qualche maniera saldi e non aprire le dighe, col rischio di un'inondazione che innescherebbe gli stessi problemi che adesso ci sono sul mercato mobile, dove è davvero difficile avere visibilità anche per un prodotto qualitativamente eccellente, e l'utente finale non ha spesso la minima idea del valore reale di un gioco.

Certe statistiche sostengono che l'età media di un utente console si aggiri attorno ai trenta anni. Questo significa che presumibilmente ci sono moltissimi giocatori più giovani che sono abituati a frequentare il mercato mobile, e giocano con tablet e smartphone. Come avete intenzione di assicurarvi che le nuove generazioni, cresciute in un ambiente tanto diverso, si avvicinino al mercato console?
Andrew House: Non penso che un'affermazione del genere sia del tutto corretta. Credo che ad oggi si possa dire piuttosto che gli utenti giocano in maniere molto diverse fra loro, su device specifici, per ragioni differenti ed anche in momenti della giornata ben definiti. L'esperienza su console è generalmente un'esperienza molto focalizzata, che richiede dedizione e attenzione; in questo è molto diversa rispetto all'esperienza su smatphone e tablet.
Ma in ogni caso sì: ci siamo mossi per fare in modo che la transizione dall'uno all'altro ambito sia morbida per i nuovi utenti. L'inserimento dell'interfaccia touch sul controller è anche legato alla consapevolezza che per molti giocatori sarà stata proprio un'interfaccia del genere la prima con cui si sono avvicinati al mondo del gaming.
L'idea è poi quella di invogliare quel tipo di utenti anche con specifici contenuti: con Mark Cerny abbiamo parlato molto a lungo di questo aspetto, ed uno dei motivi per cui Mark ha voluto sviluppare Knack perchè voleva produrre un titolo che tutti potessero giocare.
Mi piacerebbe infine sottolineare un altro aspetto. Nel corso del processo di creazione di Ps4 ci siamo chiesti quale fosse la ragione per cui continuiamo a giocare, l'impulso umano che ci spinge. Pensiamo che una parte di quell'impulso derivi dalla possibilità di avere qualcosa da condividere con gli altri. Per questo è così importante per noi la connettività: un elemento che sicuramente connette in qualche maniera i due mondi così distanti degli smartphone e delle console next-gen.

Quanto sono importanti per voi i titoli basati sul modello delle microtransazioni?
Andrew House: Ps4 vuole essere una piattaforma molto vicina ai titoli Free-to-Play. Senza ovviamente negare quella consistente parte di mercato legata al modello classico, penso che il Free-to-Play saranno un fenomeno importantissimo, soprattutto in Giappone. Credo che non sia una moda passeggera, ed anzi il loro scopo è quello di offrire all'utente molta più flessibilità, e scegliere quale sia per lui il prezzo adeguato per un prodotto.

Su Ps4 per giocare online dovremo pagare l'abbonamento al PlayStation Plus. Come mai avete optato per questa scelta?
Andrew House: Anzitutto, vorrei sottolineare che non è stata una scelta che abbiamo preso con leggerezza. E' stato anzi uno degli argomenti più discussi internamente, dal momento capiamo che l'esperienza multigiocatore è una parte fondamentale del gaming. E tuttavia crediamo che, sebbene questa decisione possa essere un po' dolorosa inizialmente, anche gli utenti la accetteranno quando vedranno un servizio di qualità sempre crescente, legato ovviamente all'aumento dei costi di sostenimento e sviluppo.
Un altro motivo per cui abbiamo deciso di procedere in questa maniera è che avevamo già identificato un altro tipo di “core service” per il PlayStation Plus, basato integralmente sulla Instant Game Collection. Se riusciremo a costruire nel tempo una libreria software accessibile e densa, gli utenti pagheranno volentieri il costo per l'abbonamento.

Ps4 ha un'architettura molto simile a quella di un PC. Perchè un giocatore dovrebbe quindi scegliere quella al posto di un computer?
Andrew House: Senza voler essere sarcastico, mi fanno domande sullo scontro fra Console e PC da oltre quindici anni. Io penso semplicemente che per molti utenti l'esperienza console sia ben diversa da quella PC. Stare seduti in salotto, di fronte ad uno schermo, poter condividere anche fisicamente la propria esperienza di gioco, ed avere accesso ad altre tipologie di entertainment grazie ad un singolo device: ritengo che le differenze, soprattutto per molte fasce di utenti, non siano poche.

Dopo la confusione mediatica dell'E3, potresti dirci con più esattezza come vi ponete nei confronti del problema dei Digital Rights?
Andrew House: Sony ha fatto una dichiarazione piuttosto forte su quel fronte. Secondo noi il possesso di un bene materiale dovrebbe essere ancora considerato, con tutti i termini che ne conseguono, secondo l'odierno senso comune. Sappiamo che in questo periodo storico c'è un sacco di fermento riguardo ai mutamenti dell'idea di possesso in uno scenario digitale. E crediamo che nessuna compagnia responsabile possa uscirsene fuori con una sua visione e dichiarare “questo è il nostro punto div vista immutabile, da oggi e per sempre”. Stiamo solo dicendo che al momento siamo molto fiduciosi che mantenere lo status quo sia l'opzione più giusta. E questo sembra esser vero anche dal punto di vista dei consumatori.