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Playstation Meeting

Speciale PlayStation Meeting

L'inizio di una nuova era?

speciale PlayStation Meeting
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ormai non le contiamo più, le ore spese sui voli intercontinentali. Per seguire i fermenti di un mercato vivace nonostante la crisi, noi giornalisti videoludici schizziamo da ogni parte del mondo. Spesso sull'assolata West Coast degli Stati Uniti, rimbalzando da Los Angeles a San Francisco.
Ancora innamorati di un lavoro che ci fa girare il mondo e ci tiene a contatto con le nostre passioni, ma ormai abituati alle sproporzioni dell'America, al tedio interminabile delle traversate oceaniche, e persino alla stravaganza di qualche press tour.
Eppure stavolta, mentre l'aereo guadagnava velocità e la sua punta metallica si alzava lentamente verso il cielo nuvoloso, tutti noi giornalisti del settore abbiamo sentito un fremito diverso. Non direi un sentimento nuovo: piuttosto, un'emozione antica.
Nei lunghi anni di questa generazione di console abbiamo disimparato a meravigliarci per il nuovo hardware, quasi saturati dal chiasso gorgogliante di periferiche extra e motion controller. Dimenticandoci dell'epoca in cui il Dreamcast lottava con la PlayStation 2, ma anche di quella più recente in cui le conference sul palco dell'E3 facevano sognare e discutere per mesi. Sono passati quasi otto anni dalle tech demo zeppe di paperelle, dall'esaltazione per l'Emergence Day, dalla meraviglia per un controller che si dimenticava dell'eredità di decenni e decideva di somigliare ad un telecomando.
Poco a poco, mentre il mercato è cambiato ed i videogiochi si sono dovuto confrontare con quello strano fenomeno che risponde al nome di "popolarità", i guizzi emotivi si sono affievoliti, la kermesse di Los Angeles si è fatta sempre meno roboante in termini di nuovi annunci, e tutti abbiamo imparato a convivere con una generazione "che sembra non finire mai".
Ecco allora qual è la forza di questo PlayStation Meeting: questa sua ineguagliata capacità di magnetizzare l'attenzione. Sarà la voglia del pubblico di tornare a sognare in grande, o semplicemente una campagna marketing ben condotta dall'inizio alla fine, ma la conference del 20 Febbraio è senza ombra di dubbio l'evento più atteso, adocchiato e chiacchierato degli ultimi anni.
Ben più degli annunci fumosi di Steambox. E ben più -non ce ne voglia Nintendo- del lancio di una Wii U che si è fatta attendere un po' troppo per ottenere lo stesso effetto-meraviglia che fu dell'hardware precedente. Ben più di ogni E3, TGS e GDC dal 2006 a questa parte.
Schivando il sovraffollamento mediatico del Convention Center losangelino, ecco dunque quello che ha fatto Sony: ha creato un Evento. Al di là di ciò che sarà effettivamente presentato (PlayStation 4!), non c'è un giocatore che non vorrebbe essere stasera a New York, e non c'è appassionato che non terrà gli occhi fissi sull'Hammerstein Ballroom.
Che sia il glorioso inizio di una nuova era, o un desolante "much ado about nothing", siamo sicuri di una cosa: sarà uno spettacolo indimenticabile!