PlayStation Now: provato il servizio in streaming di Sony

In attesa dell'arrivo in Italia, abbiamo provato PS Now, la piattaforma che ci permette di giocare in streaming ai titoli disponibili su console...

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Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Provate ad immaginare una console intangibile, che non esista "fisicamente", ma che dimori nel reame dell'online, ed alla quale potreste accedere in qualsiasi momento su (quasi) ogni device compatibile, a patto che la vostra connessione sia sufficientemente potente da supportarla. Questo è PlayStation Now, il "Netflix dei videogame": Sony ha elaborato dunque una piattaforma ludica grazie alla quale usufruire delle opere elencate nel suo catalogo attraverso il semplice streaming, al pari di tanti altri servizi on demand. L'intuizione è brillante e, per certi versi, pionieristica, sebbene in molti paesi, tra cui purtroppo rientra anche l'Italia, non è ancora riuscita a ritagliarsi il giusto spazio. Qualcosa, però, sta iniziando a muoversi: da un lato, infatti, si vocifera che il recente aumento del PlayStation Plus sia legato ad una possibile inclusione del Now all'interno dell'abbonamento, e dall'altro la lista di giochi disponibili si arricchisce finalmente con qualche titolo PS4, rendendo così la sua ludoteca virtuale ancora più desiderabile. Incuriositi dalle potenzialità del progetto a lungo termine di Sony, abbiamo deciso di valicare i confini delle limitazioni nazionali e provare a comprendere in prima persona se il momento per la piena diffusione del PlayStation Now è davvero in procinto di arrivare.

I want it NOW!

Considerata l'assenza - almeno al momento - del PlayStation Now sul suolo italiano, l'unico metodo disponibile per accedervi ci impone di ricorrere a programmi VPN (Virtual Private Network) in modo tale da "ingannare" il sistema ed eluderne i blocchi nazionali. Nonostante la rete pulluli di soluzioni gratuite che vi permettono di agire nell'anonimato e scavalcare i confini degli indirizzi IP, per gli utenti meno smaliziati sarà forse più opportuno affidarsi a software a pagamento, come ExpressVPN, il quale, alla non certo modica cifra di $12.95 al mese, vi garantisce un servizio sicuro, immediato, intuitivo e perfettamente funzionale. Una volta attivato l'account, la VPN non vi servirà più. Gli utenti più smaliziati potranno usare uno dei servizi VPN gratuiti, tra cui vi segnaliamo quello integrato nel browser Opera.
Avviato il programma in questione, vi basterà selezionare un server inglese (in UK, infatti, il PS Now è già attivo) per rendere il vostro PC e la vostra rete immediatamente compatibili con la libreria di streaming allestita da Sony. Superato lo scoglio della VPN, il cammino è tutto in discesa.

Sul sito ufficiale del Now, infatti, potrete scaricare l'apposita applicazione per Windows. A questo punto, dopo aver installato il client, non sarà più necessario riconnettersi alla VPN per usufruire del PSNow. Una volta creato un account ex novo - la cui residenza, ovviamente, dev'essere quella del paese su cui è localizzato il server al quale vi siete con
nessi tramite VPN - potrete dunque iniziare a sfogliare il ricco catalogo che il colosso giapponese ha messo a disposizione dei suoi abbonati. Il PlayStation Now, del resto, presenta una sottoscrizione mensile di $16.99: questo significa che - al momento dell'attivazione del vostro nuovo account - dovrete necessariamente registrare i dati di una carta di credito (quelle del circuito VISA e Postepay, anche se di origini italiane, vengono accettate senza alcun problema).

Niente paura, tuttavia: prima di pagare la quota mensile, non mancherà la possibilità (e ve lo consigliamo caldamente) di testare l'efficienza del servizio tramite una settimana di prova gratuita, rimuovendo, in seguito, il metodo di pagamento dal menu di gestione utente, o disabilitando il rinnovo automatico dell'abbonamento, un po' come avviene con il PlayStation Plus. I sette giorni di "free trial" sono fondamentali per comprendere appieno se i vostri requisiti siano sufficienti a gestire con efficienza le richieste del Now, sia in termini di hardware che di connessione internet. Il servizio, difatti, ha bisogno di una piattaforma che monta - come minimo - Windows 7 (SP.1), 8.1 o 10, Core i3 da 2.0 Ghz, 300 mb di spazio libero, e 2 GB di Ram; mentre - per quanto riguarda le risorse online - è raccomandata una banda che, in download, raggiunge i 5 Mbps. Sulla carta, a dire il vero, nulla di eclatante o eccessivamente esoso: nella pratica, però, specialmente sul fronte della velocità di connessione, i requisiti "ufficiali" tendono a volare un po' troppo verso il basso.

Chi vi scrive, viaggia con Fibra a 100 mega, che in download arriva a 79.30 Mbps e in upload a 13.77 Mbps, con un ping di 50 ms: si tratta dunque di risultati di gran lunga superiori al quelli elencati da Sony. Eppure, nel corso del lungo test, il PlayStation Now ha mostrato comunque non pochi singhiozzi, benché avessimo disconnesso dalla rete qualsiasi altro device ed avessimo fatto confluire tutta la banda - con massima priorità - all'applicazione presente sul nostro desktop. Non ci è stato comunque possibile valutare appieno la qualità del servizio PlayStation Now, a causa del degrado che il server della VPN, ponendosi tra noi ed i sever di Sony, ha certamente provocato, sebbene non ci sia possibile quantificarlo in modo preciso.È per questo che vi suggeriamo di non tuffarvi ad occhi chiusi nei ricchi e labirintici scaffali virtuali del Now senza prima aver valutato attentamente la qualità della vostra connessione attraverso la settimana di prova gratuita: eventuali inciampi della rete, infatti, influiscono pesantemente, ed in modo davvero invalidante, sull'esperienza complessiva di streaming che Sony intende offrire alla propria, affezionatissima utenza.

Everywhere or NOWhere?

Dopo aver avviato l'eseguibile del PlayStation Now sul vostro PC (o qualunque altra piattaforma prescelta), non vi resta altro da fare che collegare il Dualshock 3 o 4 tramite cavo USB, in modo tale da "simulare" alla perfezione il feeling della console anche sullo schermo del desktop. Nel caso non foste muniti di un controller "brandizzato" Sony, avrete comunque la possibilità di utilizzare un qualsiasi altro pad compatibile, pur perdendo inevitabilmente tutte le feature (come ad esempio il touch screen) che la periferica di PlayStation 4 si porta in dote. Quando finalmente le porte della biblioteca virtuale del Now si saranno spalancate, vi ritroverete dinanzi ad un catalogo assai nutrito di videogiochi pronti per essere "sfogliati". La prima sensazione, a voler essere sinceri, è quella di spaesamento: benché l'interfaccia sia abbastanza "comunicativa", la mole di contenuti è talmente ampia (si parla di più di 400 titoli) da lasciare interdetti. Scorrendo la lista di opere presenti, non a caso, si scopre di volta in volta un prodotto nuovo, che magari in precedenza era sfuggito al nostro occhio indagatore.

Come un bambino che si ritrova d'improvviso all'interno di un negozio di caramelle multi gusto, senza riuscire a decidere quale assaggiare per prima, così anche gli utenti, inizialmente, avranno davvero l'imbarazzo della scelta. Dal canto nostro, abbiamo preferito mettere subito alla prova la bontà del servizio, selezionando uno dei (pochi) titoli della libreria PS4, in particolare God of War III Remastered: la brutale resa dei conti di Kratos ha saputo mantenersi piuttosto stabile, sebbene non siano mancate alcune piccole, ma significative, défaillance. Nelle sequenze più spettacolari e pirotecniche, l'immagine ha mostrato cenni di cedimento, con qualche rallentamento a spezzare l'azione e notevoli cali di risoluzione. A tal proposito, il PS Now vi avvisa opportunamente, grazie ad un'icona posta al margine destro della visuale, quando la connessione comincia a traballare. Ancor prima che l'indizio compaia a schermo, in ogni caso, il vostro occhio non faticherà ad accorgersi del problema, a causa di una lenta ma inesorabile diminuzione della nitidezza e della pulizia grafica, che - in caso di serie oscillazioni nella qualità della rete - arriverà a trasformarsi in un indefinito ammasso di pixel.
Fortuna che la responsività degli input non sembra soffrire il contraccolpo di simili cali, ed i classici QTE della serie God of War sono sempre andati a segno con la giusta precisione. Se in un titolo come l'action di Santa Monica la riduzione della risoluzione non danneggia in modo esponenziale il gameplay, lo stesso non si può dire per una produzione come Killzone: Shadow Fall, che basa gran parte delle sue dinamiche ludiche sulla necessità di colpire gli avversari dalla distanza. Ne consegue che risulta alquanto complesso riuscire a prendere la mira o persino individuare i nemici nelle vicinanze, se la limpidezza ed il livello di dettaglio colano a picco. Nell'opera di Guerrilla, i momenti di stasi e di esplorazione conservano una pulizia ed una stabilità davvero ammirabili, che vanno però ad incrinarsi leggermente quando daremo il via a sparatorie convulse e caotiche.

C'è da dire che - in linea generale - i giochi per PlayStation 4 sono tendenzialmente meno fluidi e granitici di quelli per PS3.
Non è una coincidenza, infatti, se God of War: Ascension e Killzone 3 si sono dimostrati molto più piacevoli da giocare rispetto ai loro "fratelli maggiori", offrendoci quindi un'esperienza quasi del tutto identica a quella saggiata su PlayStation 3. Sorprendenti, di contro, le performance di titoli PS4 come Heavy Rain (edizione rimasterizzata) e Resogun, in cui abbiamo notato una risposta pressoché ineccepibile dei comandi. Quando i giochi in streaming richiedono un consumo di banda molto accentuato, in breve, PlayStation Now mostra il fianco a qualche debolezza.
Negli open world come Darksiders II: Deathinitive Edition e Saints Raw 4 Re-Elected, insomma, non sono mancate sequenze in cui la connessione ha iniziato a vacillare, rendendo più sgranata l'immagine sul nostro monitor. Al netto di lievi incidenti di percorso, le prove dei giochi per PS4 si sono rivelate comunque sufficienti a restituire un feeling similare a quello assaggiato su console. Vale però la pena promuovere con voti decisamente alti soprattutto lo streaming delle produzioni PS3: il nostro test prolungato con Red Dead Redemption, The Last of Us, Uncharted 3, Shadow of the Colossus e ICO (quantomeno per citare i più famosi) non si è quasi mai arreso ad incertezze di sorta, eccezion fatta per rari (e per questo dimenticabili) casi.
Ma il più grande punto di forza di PlayStation Now non consiste solo nel suo sterminato catalogo (il quale contiene anche titoli che, in digital delivery non sono disponibili sullo store nostrano, come il virtuoso Asura's Wrath): la maggior parte dei giochi che il servizio propone, difatti, si presenta in edizione completa (quindi con annessi tutti i DLC rilasciati fino ad ora), con il supporto ai trofei e con inclusa persino la modalità multiplayer. Cimentandoci nel comparto online non abbiamo notato sostanziali differenze tra le opere PS3 e PS4: sia Mortal Kombat che Ultra Street Fighter 4, quindi, hanno fornito prestazioni similari in termini di solidità e di responsività. Lo stesso non si può dire, purtroppo, per Evolve: lo shooter competitivo asimmetrico di Turtle Rock Studios ci ha causato qualche grattacapo di troppo, oberato com'era dal lag, da continui cali di risoluzione e persino da frequenti disconnessioni. Tutti demeriti che gli hanno permesso di conquistare la corona come peggior gioco sul PlayStation Now tra quelli che abbiamo potuto provare con mano.

Dinanzi alla chance di salvare i propri progressi nel cloud e di catapultarsi a capofitto in un elenco incredibile di videogames, la ludoteca in streaming di Sony potrebbe rivelarsi discretamente appetibile per una gran fetta d'utenza tricolore, incentivata anche dal fatto che specifici titoli (tra cui segnaliamo pezzi da novanta del calibro di Uncharted, The Last of Us, God of War 3 e Heavenly Sword) contengono tra le opzioni la graditissima opportunità di settare la lingua italiana.

What NOW?

Giunti a questo punto, è meglio chiarire subito un concetto: PlayStation Now non sostituisce (e forse mai lo farà) una Playstation 4. Ne è piuttosto un'alternativa, un surrogato efficiente ma ancora un po' impacciato. Sony sta continuando a dar forma, poco alla volta, ad un impressionante contenitore videoludico dove trova posto un sontuoso e variegato ventaglio di opere. La strada da percorrere è però ancora lunga: se è vero che il numero dei giochi PS3 è incalcolabile, la gamma di prodotti PS4 ha bisogno di ampliare la sua offerta prima di divenire davvero sostanziosa. Purtroppo, sembra che al momento PlayStation Now, a due anni dal suo esordio, debba ancora raggiungere la piena maturità: allo stato attuale, dare fiducia ad un servizio così promettente, è un'azione che per gli utenti italiani diviene un vero un atto di fede. Non mancheremo di svolgere ulteriori prove nel corso del mese per testare al meglio la funzionalità e la stabilità del servizio senza il supporto della VPN.

Al momento, considerati i costi dell'abbonamento mensile, PlayStation Now potrebbe non valere la spesa nella sua interezza. Alcune mancanze sul fronte dell'infrastruttura online e dello streaming, d'altronde, sono sintomatiche di un progetto che deve ancora crescere e svilupparsi a dovere, trovando un giusto equilibrio tra prezzo, quantità e qualità. Se dovesse approdare in Italia in via "ufficiale", noi accoglieremmo comunque la proposta di Sony a braccia aperte: nel frattempo, ci limitiamo a sostenere che, almeno nei territori nostrani, per PlayStation Now probabilmente non è ancora giunta l'"ora".