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Speciale Project Café - Wii2

Una nuova console Nintendo all'Orizzonte? Rumor insistenti e prime voci sulle specifiche

speciale Project Café - Wii2
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Ora che finalmente il polverone si è abbassato, e le cose si riescono a vedere con un occhio migliore, è il caso di spendere qualche parola riguardo il fantomatico Project Café: ovvero quello che dovrebbe essere il nome in codice della prossima console Nintendo, destinata a proseguire la scia di incredibile successo inaugurata dal Nintendo Wii. Prima delle considerazioni del caso, è opportuno andare a vedere quali sono state le cause del frenetico movimento mediatico a cui abbiamo assistito in questi giorni.

Seduto in quel caffè, io non pensavo a te

Il 14 aprile, praticamente dal nulla, iniziano a fioccare da più parti dettagli più o meno credibili riguardo un plausibile annuncio della prossima home console Nintendo. Di fatto, è stato come se cinque o sei siti d'informazione videoludica si fossero messi d'accordo per diffondere d'un colpo tutto ciò che sapevano riguardo a questo misterioso progetto. Ovviamente una cosa del genere è poco credibile: impossibile pensare ad un accordo di tal fatta, ed ugualmente improbabile l'uscita di informazioni confidenziali da qualche fonte vicina a Nintendo, magari al termine di un meeting aziendale. Anche nel caso dell'ultima ipotesi, la notizia sarebbe stata più credibile qualora fosse venuta da una singola fonte; invece, come abbiamo detto, sono stati molti i siti a riportarla, ed ognuno l'ha "condita" con qualche peculiarità.
Il primo sospetto, quindi, è che ci sia stata una fuoriuscita guidata d'informazioni, un leak creato ad arte da nessun'altro che Nintendo stessa. Una parola con un PR di qua, due chiacchiere con un portavoce di là, ed ecco che in un giorno esplode tutto. O almeno questa è la spiegazione forse più probabile.
Secondo indizio. Praticamente il giorno prima del gran rumoreggiare, ovvero il 13 aprile, erano arrivate le prime indiscrezioni riguardo al taglio di prezzo del Nintendo Wii. La console non vende più come prima, ed un price drop è probabile anche senza una rivelazione alle porte; ma è sintomatico il fatto che effettivamente molti negozi online abbiano già iniziato ad abbassare il prezzo del Wii. Che sia per semplice logica di mercato, oppure perché i "buyer" sanno qualcosa che non è ancora di pubblico dominio, è tutto da vedere. Su di una cosa però c'è da star certi: i segnali provenienti dai distributori sono quelli più credibili.

Ma andiamo ora nello specifico della notizia, o meglio delle innumerevoli notizie riguardo la nuova console. Francamente, si è letto davvero di tutto: dettagli credibili, altri meno. Ma può essere interessante andare ad analizzarli uno per uno, non solo per vedere quale possa essere la percentuale di verità ma anche, concediamocelo, per puro esercizio speculativo.
Per esempio, potremmo aprire il discorso sulla potenza della console. Alcune fonti si dicono certe di una potenza pressoché simile a quella di Playstation 3 e Xbox 360. Altre, invece, affermano che il Wii 2 sarà ben più potente delle rivali, e permetterà così di godere appieno di un dettaglio grafico oltre il livello attuale. Che la prossima console sarà in HD è cosa certa: nel 2011 i 1080p sono d'obbligo. La disquisizione sull'effettiva potenza potrebbe invece andar avanti per mesi, ma c'è un punto che vale la pena considerare.
Da quando Nintendo è nata, tutte le sue console sono state non solo al passo coi tempi, ma le più potenti del lotto. Solamente ai tempi del Gamecube, la più sfortunata delle home della casa di Kyoto, c'era un rivale capace di tenerle testa: l'Xbox. Eppure, storicamente le console Nintendo hanno sempre avuto una capacità tecnica d'avanguardia. Con Wii il corso è stato interrotto ma, con buona pace dei sostenitori della nuova filosofia tutta votata alla giocabilità e per la quale la grafica è niente, è stato per un motivo assai più basilare: il Wii era un esperimento, rischiosissimo, che è andato oltre ogni più rosea previsione. Dopo l'insuccesso del Cubo, piuttosto che rischiare investimenti stratosferici con un prodotto altamente costoso per tecnologia costruttiva, si è preferito affidarsi ad un apripista, meno complesso e con un focus spostato sui controlli e non sulla potenza bruta. Addirittura, si è avuto la pretesa di venderlo come prodotto economico ed accessibile: ai tempi dell'uscita la console costava meno delle rivali (ma più di un Gamecube, ad esempio, del quale conservava a grandi linee la stessa capacità grafica).
Ovviamente tutto questo può reggere per un periodo di tempo limitato. Anzi, probabilmente il Wii ha retto fin troppo, mostrando performance pari a console di quasi dieci anni fa. L'idea che il presunto Wii 2 sia meno potente di 360 e PS3 è quindi probabilmente tutta da scartare. Possibile invece che sia significativamente più performante, anche se non quanto le console che saranno le figlie della prossima generazione. Una console "a cavallo" fra l'una e l'altra ondata è l'opzione più probabile: una sorta di Dreamcast, console che fu più potente delle rivali dirette (all'epoca, Nintendo 64 e Playstation 2) ma leggermente meno rispetto a quelle che sarebbero arrivate di lì a breve.
Passiamo ora alla parte forse più sfiziosa: il controller. Voci hanno parlato di un controller con due analogici, una croce digitale, due grilletti dei più classici, due o quattro pulsanti frontali e persino un touch screen. L'idea che Nintendo, leader nel settore dei portatili, implementi uno schermo nel controller, in maniera da poter fruire dei giochi anche a console spenta, semplicemente portandosi appresso il pad, pare francamente folle. Che si faccia concorrenza da sola, con il 3DS appena uscito, è fuori da ogni logica. Ma lo è anche la presenza stessa di un touch screen.
Se la filosofia della bassa potenza era votata a coprire operazioni assai meno ideologiche, quella di semplificare i controlli e di offrire sistemi accessibili è invece del tutto genuina. Difficile quindi immaginare un'ulteriore complicazione della configurazione di gioco, anche a fronte di un costo per ora non quantificabile, ma di certo relativamente elevato.
Imprevedibile invece quella che sarà l'ergonomia del controller. Finora si è solo parlato di un pad unico, quindi niente add-on da attaccare o cose simili. Per i giocatori di certo è una soluzione preferibile, ma come implementare in un pad classico il feeling del Wiimote? A questa domanda è difficile trovare risposta. Sul controller del Wii se ne sono dette di tutti i colori, ma una cosa è certa: salvo pochissimi generi, si adatta benissimo ad essere utilizzato in funzione dei suoi sensori di movimento. Cosa che invece non può essere detta del Dualshock 3, ad esempio: provate ad immaginare un gioco di tennis gestito con i giroscopi e gli accelerometri tramite pad. Quale soluzione quindi?
Le opzioni sono due. Replicare la configurazione del Wii o abbandonare parzialmente il focus sui sensori di movimento. Dovessimo scommettere tra le due, punteremmo sulla seconda. Di fatto non c'è stata nessuna rivoluzione nel modo di giocare con i sensori, valorizzati da certi generi e mortificati da altri, ed il fiorire di periferiche per il Wiimote è stato dovuto allo sperimentalismo che ha accompagnato il Wii: difficile immaginare una simile situazione ancor oggi, per la gioia dei giocatori che non sanno più dove infilare la miriade di dispositivi per Wii.
Altro piccolo punto. Il nome. Ammesso che Project Café sia il nome temporaneo, come Dolphin per Gamecube ed Ultra 64 per Nintendo 64, l'idea che Nintendo abbandoni il marchio Wii è improbabile. E' vero, la nuova sarebbe una console dedicata anche agli hardcore gamer, che quelle tre lettere difficilmente le vedono con serenità. Ma il grosso del mercato lo fanno i casual, che invece nel nuovo marchio hanno riconosciuto un sistema peculiare ed unico. Super Wii? Wii Too? Le opzioni sono molteplici, e sia l'abbandono del vecchio nome che il suo richiamo hanno potenziali benefici così come problematiche. Ma questo, probabilmente, è l'ultimo degli elementi importanti.
Fondamentale potrebbe invece essere il supporto third party, scarso su Wii. Il motivo della latitanza delle software house è presto detto: sulla bianca console non conveniva sviluppare titoli multipiattaforma, a causa della differenza di potenza con le rivali. I titoli poco rilevanti vendono male su ogni hardware, non solo su Wii. Ma sulla console Nintendo mancavano i brand di richiamo: i Call of Duty, gli Street Fighter, i Resident Evil. Ecco quindi che una potenza superiore a quella dell'attuale generazione potrebbe immediatamente far spuntare a porting a basso costo, con grafica identica agli originali. In attesa ovviamente della prossima "gen", dalla cui potenza il Wii 2 non dovrebbe essere troppo lontano (proprio per non ritrovarsi nella situazione iniziale).
Chiudiamo con una riflessione riguardo le tempistiche del lancio. Dovessero essere effettivamente quelle vociferate, la nuova console dovrebbe arrivare nel 2012; prima delle rivali, quindi. Una mossa che potrebbe rivelarsi vincente se supportata da una schiera di titoli variegata e da una tecnologia di prim'ordine. Dovesse invece essere di moderate prestazioni, la console ne risentirebbe assai. Ma come abbiamo detto, questa macchina non sarà un esperimento: sarà un hardware con tutti i crismi, e potrebbe davvero assicurare a Nintendo il ritorno ai fasti 16 bit. Non in termini di vendite, perché lì ci siamo già; ma in termini di appeal, tornando il marchio a rappresentare vette qualitative, sia in campo di giocabilità che di tecnica, irraggiungibili per gli altri.

Scheda Wii U Tra una settimana Nintendo terrà il consueto incontro con gli investitori. Un anno fa, il Nintendo 3DS venne annunciato proprio in quella sede, ed è lecito quindi aspettarsi qualcosa, qualora il successore del Wii sia effettivamente prossimo. Dovesse accadere qualcosa, l'E3 di Los Angeles vedrebbe la presentazione ufficiale della console, insieme alle immagini dei primi giochi. Una settimana ancora, e la nebbia potrebbe iniziare a diradarsi.