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Speciale Ps4 Vs Xbox One

Mettiamo a confronto le due console Next-Gen di Sony e Microsoft

speciale Ps4 Vs Xbox One
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Si avvicinano le feste, e siamo pronti a scommettere che per molti di voi sarà questa l'occasione giusta per passare alla nuova generazione di console. Immaginiamo anche il dilemma: quale scegliere, fra le due nuove proposte di questo 2013? PlayStation 4 o Xbox One? La "scheggia nera" di Sony, oppure il titanico blocco di Microsoft?
Le due console propongono, a conti fatti, esperienze e titoli molto diversi, e la scelta deve dipendere dai vostri gusti e da quello che cercate in una macchina da gioco. Se preferite la focalizzazione sul gaming e volete mettere in disparte le funzionalità accessorie, Ps4 potrebbe essere la console che fa per voi, ma in molti potrebbero essere affascinati invece dalla visione onnicomprensiva di Xbox One e da una partenza sicuramente più scattante sul fronte delle esclusive.
Per cercare di darvi una mano nella decisione, abbiamo deciso di esaminare, punto per punto, le caratteristiche delle due console che "mandano in pensione" Ps3 e Xbox360. Si tratta di una guida che speriamo possa risultare esaustiva, che vuole soltanto presentare la situazione attuale e mettere a confronto le due macchine. Come vedrete, ognuna ha i suoi punti di forza e le sue incertezze, e sta a voi valutare quale più si adatta al vostro stile, alle vostre esigenze, all'idea di Home Entertainment.

Design, rumorosità, sistema di raffreddamento

Entrambe le nuove ammiraglie di Sony e Microsoft si presentano sul mercato con un "form factor" molto tradizionale, tra superfici piatte e spigoli ben pronunciati. Sembra insomma che le aziende abbiano volutamente optato per un design che non uscisse dagli schemi, facilitando sicuramente il processo produttivo e ottimizzando i costi.
Fra i due hardware, tuttavia, c'è una discreta differenza in termini di dimensioni. E' PlayStation 4 che la spunta, in questo senso: la console è leggerissima e compatta, e stupisce quindi l'assenza di un alimentatore esterno. Nella semplicità delle forme la console risalta, grazie agli incavi che fungono quasi da linee prospettiche e agli angoli taglienti: è una macchina con una personalità forte, molto elegante nel contrasto tra le plastiche opache e la parte superiore, lucida come una lama.
PlayStation 4 è un piccolo gioiello di design: monolitica come la storica Ps2, ma con una silhouette più "penetrante".
Dall'alta parte Xbox One: è una console bella "massiccia", che tuttavia sa subito farsi piacere. Il design gioca in maniera eccellente con le bicromie, alternando superfici lucide e opache. La faccia frontale è più bassa di quanto non lo sia la console, grazie ad una rientranza nella parte inferiore che slancia la macchina. Sono solo gli ingombri ad essere tutt'altro che contenuti, visto che Xbox One va necessariamente tenuta in orizzontale, e pure in una zona ben arieggiata. La superficie di dissipazione è infatti quella superiore, ed a scaldarsi è la zona zigrinata sul margine destro della console. Una volta che avrete fatto un po' di spazio alla nuova console Microsoft, tuttavia, Xbox One non sfigurerà nel vostro salotto: non può dirsi una macchina elegante, ma è sicuramente sobria e "di presenza".
L'unica nota un po' fuori posto è la presenza di un alimentatore esterno, grande poco più di quello della 360, che speravamo sparisse proprio in virtù delle dimensioni dell'hardware. E invece il piccolo "mattoncino" c'è ancora: ma stavolta anche lui è ricoperto da due plastiche diverse e non è brutto neppure da mettere in vista, con un Led che resta illuminato di bianco quando la console è in stand-by.
In materia di design, in ogni caso, è veramente difficile dare giudizi netti. Al di là dei giudizi estetici, è a livello costruttivo che PlayStation 4 ci sembra sia complessivamente più lodevole.
Quando si arriva ad analizzare invece le prestazioni in termini di rumorosità e sistema di raffreddamento, sono i dati a parlare per le console.
In tutte le situazioni la macchina Sony assorbe più potenza rispetto a Xbox One, ma il suo sistema di raffreddamento sembra cavarsela comunque bene. Grazie all'ampia superficie di dissipazione Xbox One riesce a tenere più bassa la temperatura nei momenti morti, ma quando si passa al gaming ed alla gestione del multitasking il sistema Microsoft fa un po' più di fatica. I rilevamenti dipendono fortemente dalla temperatura dell'ambiente di gioco, in molti casi, tuttavia, vengono segnalati su Ps4 picchi non registrati invece su Xbox One, che riesce -anche grazie all'alimentatore esterno- a mantenere una temperatura costante nel tempo.
Questo si paga in termini di rumorosità: le ventole di PlayStation 4 sono nettamente più rumorose rispetto a quelle della rivale, anche se sicuramente migliori rispetto alla scorsa generazione di Hardware. Troppo "casinista", invece, il lettore della console, che tende a rompere il silenzio in fase di lettura.

Interfaccia e Esperienza Utente

Sul fronte del sistema operativo e dell'esperienza utente le due console cominciano a rivelare le profonde differenze che le distinguono. Ps4 e Xbox One sono nate abbracciando due filosofie, se non diametralmente opposte, molto distanti, ed inseguendo due concetti ben precisi di Home Entertainment. Da una parte (Ps4) abbiamo una console che rivendica in maniera preponderante il suo essere anzitutto una piattaforma pensata per il gaming: via quindi il superfluo, per un'interfaccia molto diretta, sintetica e funzionale. Dall'altra (Xbox One) c'è invece una macchina che vuole dettar legge nel salotto di casa, rappresentando una piattaforma "all-in-one" per l'intrattenimento domestico: questo sfocia in un'interfaccia molto più densa di immagini e di opzioni, che va -più che metabolizzata- quasi vissuta.
PlayStation 4 propone a conti fatti una rivisitazione della vecchia Cross Media Bar, ma con menù finalmente ben organizzati. Oltre alle componenti social ed ai menù di gestione delle opzioni largo spazio è dato ai giochi, adesso esibiti con icone un po' più grandi in una riga verticale tutta loro. Il sistema operativo di Ps4 è diretto, senza fronzoli, minimale: sempre chiarissimo, anche nella gestione del multitasking. Le transizioni fra un'applicazione e l'altra sono rapide, ed anche la la Party Chat in background è fantastica. E' innegabile però che Sony proponga un'esperienza utente molto "asciutta", senza star troppo a girare attorno alla libreria di software, "condendo" la schermata principale con possibilità accessorie e suggestioni.
Lo fa invece Microsoft, che presenta un'interfaccia in linea con il design di Windows 8: tile molto grandi e sempre in primo piano, per una "Home" ricchissima e bella piena. Accendere Xbox One significa trovarsi di fronte non solo un elenco delle proprie applicazioni: anzi, più spesso quella che vediamo è una finestra sull'entertainment casalingo com'è inteso dal colosso di Redmond, con largo spazio agli ultimi contenuti disponibili sullo store ed insomma una bella carrellata di possibilità.
C'è da dire tuttavia che a livello di gestione del sistema, Xbox One è un po' indietro: i menù delle opzioni sono scarni, con poche opzioni a volte mal categorizzate. Non si può gestire la memoria interna, non c'è accesso ai file di salvataggio, e persino controllare il saldo del proprio portafoglio virtuale è un'impresa titanica. La gestione del multitasking è buona, in qualche maniera davvero unica: Xbox One non si accontenta infatti di far girare le applicazioni in background, ma addirittura le "affianca" una all'altra, infilando accanto alla finestra di gioco un secondo spazio che ci permette di guardare la TV, ascoltare musica o altro ancora. Non sempre passare da un'applicazione all'altra è proprio immediato (bisogna sempre passare attraverso la home), e i margini di miglioramento ci sono, ma le potenzialità i questa gestione sono evidenti. Peccato per i problemi legati alla chat vocale ed agli inviti di gioco, che risultano molto più difficili da gestire rispetto a quanto non fossero su Xbox 360, a causa della ristrutturazione integrale del "quick menù" che si apriva alla pressione del tasto Xbox. Su questo Microsoft ha già promesso di lavorare.
Qualche accenno sullo startup: finalmente sono lontani i tempi di accensione biblici che hanno caratterizzato le vecchie generazioni. Ps4 si accende in poco più di 20 secondi (poco meno se è lasciata in stand-by), mentre Xbox One, a patto di non spegnerla del tutto, è anche più veloce. Lasciata in Stand-By, la macchina targata Microsoft arriva alla Home in circa 12 secondi. Da spenta, invece, impiega purtroppo più di un minuto.

Il Pad

Il controller è una parte fondamentale dell'esperienza di gioco con una console, tanto che il design del pad finisce in un modo o nell'altro per rappresentare l'hardware stesso, in fondo veicolando le soddisfazioni che questo dispensa. Basti pensare che le ultime due console Nintendo hanno puntato moltissimo su un'idea nuova di controller, che potesse in qualche modo caratterizzarle e influire al contempo sulla proposta software.
Sia PlayStation 4 che Xbox One si affacciano sul mercato con un Pad rivisitato: nel caso di Sony, però, c'è una ristrutturazione integrale, mentre Microsoft ha deciso di non mutare ergonomia e design. Il motivo è presto detto: nella generazione appena passata la situazione sul fronte PlayStation era quasi disastrosa, e il Dualshock 3 non poteva che apparire, di fronte all'eccellente pad Xbox360, un controller datato e superato (l'unico plusvalore era la presenza della batteria interna). C'era insomma bisogno di correre ai ripari, e Sony l'ha fatto nel migliore dei modi.
Il Dualshock 4 si presenta con un'ergonomia tutta nuova: poco più grande del predecessore (ma non troppo più pesante), il pad si appoggia sugli incavi delle mani in maniera molto naturale, ed alle le leve analogiche si arriva senza fatica. Proprio dagli stick che si cominciano ad avvertire i primi cambiamenti: la superficie di gomma morbida ma soprattutto il bordo più spesso determinano un grip maggiore; le molle fanno finalmente più resistenza, e ne giova infinitamente il controllo "di fino".
Il lavoro di revisione ha interessato anche una delle parti dolenti del Dualshock 3, ovvero i trigger ed i tasti dorsali. Le plastiche dei grilletti sono finalmente meno scivolose, e la convessità facilita l'alloggiamento delle dita. Sulla superficie centrale del Dualshock 4 c'è un touchpad (capacitivo) di qualche centimetro, attualmente utilizzato da poche applicazioni, ma che potrebbe risultare interessante se ben sfruttato (è del resto molto preciso e reattivo).
Al di là delle ottime sensazioni restituite da leve, pulsanti e trigger, quello che colpisce del DualShock 4 è il design. Le linee più morbide, i corni più pieni e tondeggianti, la disposizione simmetrica degli elementi ci mette di fronte ad un pad bello da vedere e comodissimo da tenere in mano. Si tratta, insomma, di un grandissimo passo avanti, che porta il controller di Ps4 allo stesso livello di quello concorrente, se non forse qualche gradino sopra: la batteria ricaricabile, la Lightbar che permette di interagire con PlayStation Camera, l'attacco universale per le cuffie e lo speaker built-in sono tutti elementi da tenere in debito conto, che allo stato attuale dei fatti rendono il DualShock 4 un pad quasi inarrivabile. Molti storceranno il naso, tuttavia, per la disposizione simmetrica degli analogici, che spiace a tanti giocatori (soprattutto a chi gioca agli FPS).
E' in effetti questa una differenza molto importante fra il DualShock 4 ed il Pad della Xbox One, che si presenta con un layout ed un'ergonomia sostanzialmente immutati rispetto a quelli del controller 360. Sono gli stick analogici, invece, ad essere totalmente rinnovati. Le leve sono più spesse e circondate da una plastica zigrinata ad alto grip: per le regolazioni di fino e i rapidi cambi di direzione questo nuovo setup è una manna dal cielo, soprattutto perchè supportato come sempre da molle rigide e salde.
Eccezionali poi i trigger: i grilletti sono adesso più larghi, non più paralleli ma leggermente angolati verso l'esterno, in modo che la pressione sia molto più facile. La corsa è equiparabile a quella del controller di Xbox 360, ma una vera e propria piccola rivoluzione è rappresentata dalla vibrazione integrata: il motore per il rumble trasmette ottime sensazioni, trasformando completamente l'esperienza di gioco nel caso di un simulatore di guida. In generale tutta la gestione delle vibrazioni è veramente ottima, ed in questo il pad di Xbox One non ha rivali.
Peccato che invece i dorsali sia veramente inchiodati e difficili da premere: un punto debole non da poco. Le altre criticità interessano l'assenza di una batteria integrata (il Play & Charge Kit va acquistato singolarmente), nonché la presenza di un connettore proprietario per le cuffie, che ci costringe per il momento ad aspettare un headset ufficiale. Si tratta per fortuna di problematiche non direttamente legate all'esperienza di gioco.
In generale, tuttavia, vista anche la qualità non eccezionale dei front button, sembra che sia il DualShock 4 a spuntarla. C'è da verificare la "tenuta" delle leve (alcuni utenti hanno lamentato un logoramento evidente dopo poche settimane di utilizzo, che per fortuna non si è verificato nel nostro caso), ma il lavoro di Sony appare veramente eccezionale, ed il fatto che i driver per l'utilizzo su PC siano già stati distribuiti, fa pensare che il DualShock 4 sia sulla buona strada per una diffusione capillare nel mondo del gaming. Aspettiamo quindi di mettere le mani sullo Steam Controller per capire se le superfici "aptiche" rivoluzioneranno davvero il concetto di gamepad.

Sharing

Entrambe le console puntano molto sulle possibilità legare allo sharing dei propri contenuti.
Quella che rimarca di più l'importanza della condivisione è PlayStation 4, che addirittura le dedica un tasto del pad. Premendolo nel corso di una partita il gioco si interrompe e veniamo catapultati in una schermata con tre grosse icone. Qui possiamo scegliere se condividere un filmato, una schermata di gioco, oppure se avviare lo streaming delle nostre prodezze.
In questo primo periodo di vita è Ps4 l'unica console che permette di trasmettere in diretta le proprie partite (su Twitch o Ustream), mentre la medesima funzione arriverà su Xbox One "nei primi mesi del 2014" (stando ovviamente alle dichiarazioni ufficiali).
Lo streaming su PlayStation funziona in ogni caso alla grande con 1Mbit di banda in upload, anche se in effetti si sente la mancanza di un menù opzioni più denso e della possibilità di salvare le proprie trasmissioni (Twitch ha confermato che sarà implementata in futuro). Grazie a PlayStation Camera è possibile eventualmente comparire in prima persona nella finestra di streaming.
Molto meno complesse invece le opzioni di condivisione di filmati e immagini: l'aspetto sicuramente più interessante è che PlayStation 4 registra automaticamente i vostri ultimi 15 minuti di gameplay, ed in ogni momento possiamo quindi interrompere la partita, andare a cercare un avvenimento preciso e inviarlo su Facebook per poi riprendere subito la partita mentre l'algoritmo di compressione lavora in background. Purtroppo le opzioni di personalizzazione del filmato sono poche, e per il momento l'unico sistema per "esportare" le clip è quello di inviarle su Facebook e poi salvarle con un programma esterno. La compressione (a 720p) è in ogni caso molto buona. Dal momento che tutte le clip sono accessibili dall'opzione "gestisci memoria", speriamo che in futuro (quando Ps4 leggerà le chiavette usb) sia possibile salvarle su supporti di memoria esterni, magari per poterle editare in tranquillità.
Anche Xbox One permette di salvare filmati, grazie alla funzione Game DVR, oppure affidandosi agli algoritmi misteriosi della dashboard, che hanno la proprietà magica di salvare in automatico quelle azioni di gioco che sono in qualche modo memorabili. Per gestire personalmente la registrazione, invece, bisogna necessariamente affiancare l'app dedicata. Il minutaggio, qui, è limitato a soli 5 minuti e, come si diceva poco fa, purtroppo non c'è nessuna opzione per lo streaming.
E' invece molto interessante la presenza di un'app gratuita chiamata Upload Studio, che permette di editare i video: una volta entrati nel programma, avrete la possibilità di tagliare una singola clip, selezionandone il punto di partenza e la fine (il processo è molto rapido), ma anche di "condirla" un po'. Potrete usare, ad esempio, uno dei filtri disponibili per dare un effetto particolare al video, ma anche sfruttare Kinect per registrare un commento audio o, addirittura, un video di voi che parlate nella vostra stanza. Serve un po' di pazienza per effettuare le registrazioni all'unisono con il video che scorre, ma il sistema funziona.
Peccato però che il sistema di condivisione non si interfacci al meglio coi social network più quotati: Xbox One permette di salvare le clip sulla console per mostrarle agli altri giocatori della nostra friend list, oppure di di caricarle su SkyDrive. In questo secondo caso è possibile poi recuperare i filmati su PC, editarli e farli rimbalzare anche su Facebook.
Complessivamente, anche mettendo in conto la compressione video non eccezionale di Xbox One e il fatto che l'upload delle clip non può essere effettuato in background, ci pare che sul fronte dello sharing sia la console Sony a spuntarla, anche al netto di menù di opzioni un po' poveri e della mancanza di un programma interno per l'editing.

Multimedialità

Sul fronte della multimedialità entrambe le console vacillano un po', in questo primo periodo di lancio, ma Xbox One ha degli evidenti punti di forza e qualche vantaggio rispetto alla rivale.
Entrambe le macchine escono dalla scatola con dei tagli che sembrano inspiegabili, come ad esempio l'assenza del supporto per gli MP3 (verrà aggiunto in futuro). Anche le porte USB delle due console sono inservibili: né Xbox OnePlayStation 4 leggono chiavette USB o hard disk esterni, ed è attualmente molto difficile considerarle dei veri e propri media center.
Su Ps4 la situazione è ancora più tragica, dal momento che manca il supporto DLNA, e quindi è impossibile trasferire file audio e video presenti sui PC del network casalingo.
Xbox One non rende certo le cose più facili: supporta il DLNA, ma non c'è un'applicazione che permette ad esempio di navigare nelle cartelle condivise. Gli utenti più risoluti, comunque, possono usare un'applicazione "ponte" su smartphone oppure navigare nei menù opzioni di Windows 8, per inviare "forzatamente" file audio e video alla console: a questo punto basterà aprire l'applicazione corrispondente (Xbox Music o Xbox Video) per vedere il contenuto in streaming. Data la presenza dell'app SkyDrive integrata, è anche possibile idealmente caricare i filmati nel nostro spazio cloud per poi vederli tramite console. In entrambi i casi l'operazione non è proprio immediata, e speriamo che presto le cose possano cambiare.
Sia Ps4 che Xbox One, comunque, sembrano voler puntare molto sul video store, che stavolta pure Sony mette in bella mostra: su tutte le piattaforme è quindi possibile acquistare o noleggiare film e serie TV. Le uscite dei blockbuster sono "coordinate" con le release ufficiali in blu-ray, quindi è possibile trovare film tutto sommato recenti, a patto di non volere lungometraggi impegnati e di lasciarvi invece guidare dalle mode di Hollywood. I costi sembrano tutto sommato interessanti: l'acquisto della versione digitale va dai 15 ai 20 euro, mentre un noleggio ne costa solo 5.
Il sistema di noleggio permette di vedere il film entro 30 giorni dall'acquisto (15 su Xbox One), ma solo per 48 ore una volta avviata la prima riproduzione.
Troppo esosi invece i prezzi per un episodio delle serie TV, che per altro non sono aggiornatissime.
Almeno in Italia la situazione sul fronte dei provider esterni non è rosea: su Ps4 non c'è proprio niente, mentre su Xbox One c'è Machinima, Mediaset Premium, YouTube ed Eurosport.
Il vero punto di forza della console Microsoft è tuttavia la possibilità di ricevere in ingresso il segnale HDMI di un qualsiasi decoder, e poi inviarlo direttamente alla TV; magari affiancandolo alla schermata di gioco. L'idea è interessante e potenzialmente eccezionale, anche se al momento, oltre ad un lieve calo qualitativo del flusso video, il problema più grosso è che la console non funziona da hardware "passante", e deve necessariamente essere accesa per trasmettere il segnale.
Più in generale, i passi avanti da compiere sono molti su tutti e due i fronti, ma certo Xbox One parte in vantaggio.

Kinect vs PlayStation Camera: dai comandi vocali al motion gaming

Questo è sicuramente il settore in cui Xbox One e PlayStation 4 si distanziano enormemente. Per Sony, del resto, PlayStation Camera non è niente di più che un accessorio tutt'altro che fondamentale, mentre Kinect è parte integrante dell'esperienza che Microsoft vuole veicolare con Xbox One. La visione della casa di Redmond considera imprescindibile la periferica, tanto che l'azienda l'ha inserita nella scatola della console, glissando sulle molte richieste di chi invece avrebbe gradito una Xbox One "Kinect-Free" venduta ad un prezzo più contenuto.
Alla prova dei fatti, le prime settimane passate assieme a Xbox One hanno dato ragione a Microsoft: Kinect influenza in maniera consistente il rapporto con l'hardware e la navigabilità, di fatto rappresentando un sistema a suo modo unico di interagire con la dashboard. I comandi vocali sono integrati in maniera eccellente, il riconoscimento è preciso e rapido, e sostanzialmente qualsiasi elemento può essere raggiunto semplicemente "chiamandolo". Anche il rilevamento motorio è enormemente migliorato rispetto alla prima versione del fu "project Natal": grazie al sensore ad infrarossi Kinect ci riconosce anche in condizioni di luce non proprio ottimali, e lo spazio richiesto per giocare è nettamente minore rispetto agli oltre 3 metri consigliati in precedenza. Un chiaro esempio di quello che Kinect 2.0 è in grado di fare ce lo da l'applicazione di Skype: durante le conversazioni la periferica zooma, ci segue, trasmettendo un segnale video sempre eccezionale.
Peccato che al momento siano pochi i videogiochi che sfruttano Kinect, e solo la Pre-Season di Sports Rivals ci dia un'idea di quanto anche in termini di precisione e reattività la periferica sia migliorata.
Dall'altro lato della barricata, è invece impossibile restare entusiasti: PlayStation Camera, ad oggi, è una periferica tutt'altro che fondamentale per tirare fuori il meglio dalla Ps4. Il riconoscimento facciale e i comandi vocali (disponibili anche via microfono) sono funzionalità curiose ma -allo stato attuale- male integrate con il sistema operativo, e le applicazioni che sfruttano l'evoluzione di Eye-Toy scarseggiano. The Playroom ci permette di farci un'idea di quello che PlayStation Camera potrà fare, ma per il momento, al di là di una migliore qualità del video, le funzioni sembrano tutto sommato basilari, ed il fatto che nessuno sviluppatore possa considerare PsCamera uno standard non aiuta: non saranno molti i team che spendano energie e risorse creative per implementare funzionalità extra.
Insomma: se optate per Ps4 e volete qualche accessorio extra, per il momento potete preferire senza remore un secondo pad.

Il Software: Presente e Futuro

Nettissima è la differenza fra la proposta software di Xbox One e quella di PlayStation 4, almeno in questo periodo di lancio.
Microsoft ha assaltato il mercato con un numero di produzioni esclusive veramente incredibile. La line-up di Xbox One è senza ombra di dubbio completissima, con produzioni che coprono un ampio spettro di generi, pensate per ogni tipo di giocatori. Forza Motorsport 5 è senza ombra di dubbio la punta di diamante della scuderia, anche perchè dopo la defezione di Driveclub su Ps4 non c'è un racing game di sostanza (la console Sony deve fare affidamento sul multipiattaforma Need for Speed). Anche Dead Rising 3 è un titolo interessante, sebbene non proprio adattissimo a mostrare le potenzialità tecniche della macchina. Di contro, Ryse: Son of Rome sembra chiedere di più all'hardware, ma il gioco non ha convinto tutti i palati per via di una certa ripetitività.
L'altro "pezzo da 90" è Killer Instinct: nonostante una quantità di contenuti non eccezionale, il piacchiauro firmato Double Helix è uno dei più nuovi, vibranti e ben costruiti degli ultimi tempi.
In conto c'è da mettere anche Zoo Tycoon, un buon gestionale pensato per le famiglie.
Xbox One ha anche una line-up digitale abbastanza densa, anche se in questo caso le produzioni sono ben più modeste: Lococycle, Crimson Dragon e Powerstar Golf non sono proprio il massimo. Molto meglio Peggle 2, uscito in esclusiva a poche settimane dal lancio.
Sony, da canto suo, deve contentarsi di tre esclusive, e neppure tutte di alto livello: Knack infatti è un platform non disprezzabile ma francamente modestissimo. Killzone Shadow Fall riesce invece a mostrare le qualità tecniche della console (soprattutto quando gira a 60 fps), ma si rivela comunque uno sparatutto molto regolare e con qualche momento di smarrimento. Resogun, invece, è un arcade veramente incredibile, martellante e assuefacente.
Per caratterizzare la sua proposta, quindi Ps4 decide di puntare moltissimo su Cross-Buy e Free-to-Play. Da una parte abbiamo dunque vecchi titoli del catalogo Ps3 e PsVita restaurati per il lancio della next-gen: flOw, Flower, Sound Shapes, Escape Plan. Se li avete già acquistati non dovete certo ripagarli, ma magari la rivisitazione grafica vi spingerà a riscaricarli.
Dall'altra ci sono invece quattro titoli totalmente gratuiti: Warframe, Blacklight Retribution, DC Universe Online e War Thunder. Sono tutti disponibili su PC da un po' di tempo, ma nel panorama console si tratta di buone esclusive.
Chi acquista Ps4 può giocare anche a Doki-Doki Universe, Contrast (peccato che le buone idee non siano sfruttate a dovere), Putty Squad, Super Motherload e fra breve anche a Don't Starve (l'incredibile survival game di Klei Entertainment). Il servizio Plus, fra l'altro, diventato obbligatorio per giocare in rete (ma non necessario nel caso dei Free-to-Play) ha già cominciato a regalare titoli di spessore, e rappresenta senza ombra di dubbio un valore aggiunto considerevole.
Insomma, su Ps4 non c'è certo poco da giocare, anche se mancano le "primizie".
Sulle due console sono poi disponibili tutti i multipiattaforma cross-gen: Battlefield 4, Call of Duty Ghosts, Need for Speed Rivals, Assassin's Creed 4, NBA 2K14 e via dicendo.
Riportiamo in maniera molto distaccata che certi titoli (soprattutto i due sparatutto) se la cavano meglio, a livello tecnico, su PlayStation 4, mentre in altri casi (il racing di EA ed il Free Roaming di Ubisoft) le differenze sono sostanzialmente inavvertibili. Ma non è questo il luogo per sondare i motivi di queste divergenze tecniche.
Per quanto riguarda il futuro, non è facilissimo fare pronostici: Xbox One ha le idee più chiare, con una proposta software già delineata da Microsoft. Titanfall, in arrivo a Marzo, è sicuramente una vera e propria Killer App: il titolo che potrebbe rivoluzionare gli sparatutto in prima persona. C'è poi Sunset Overdrive (il silenzio stampa e gli ultimi lavori di Insomniac non fanno ben sperare), Quantum Break (il pedigree di Remedy è sinonimo di qualità), Halo 5 (ma sarà il 2015?), un nuovo titolo firmato Black Tusk Studio.
Sul fronte Sony tace quasi tutto: a parte Infamous Second Son e Driveclub (rimandato forse addirittura a Giugno), si sa di un nuovo Uncharted (ma chissà quando), e poco altro. I team interni di Sony sono tanti e, per stessa ammissione del publisher, sono tutti (!) al lavoro su Ps4. Al PlayStation Meeting di primavera potremmo vederne delle belle (magari anche il ritorno di Ueda?). Per il momento il futuro di Ps4 resta un po' più fumoso, anche se bastano i nomi di Naughty Dog e Santa Monica per tranquillizzare tutti i fan.

E Wii U?

Non dimentichiamoci che l'ottava generazione di console, quella in cui siamo appena entrati, è stata inaugurata oltre un anno fa da Wii U. L'hardware Nintendo è disponibile sul mercato ad un prezzo inferiore rispetto a quello delle due concorrenti.
Dopo il successo del Wii, Nintendo ha continuato a ritenere abbastanza superfluo l'aspetto tecnico, presentando un hardware che supera evidentemente Ps3 e Xbox360 ma non può avvicinarsi alle prestazioni delle due nuove console. Piuttosto che inseguire le questioni riguardanti risoluzione e polygon count, Nintendo ha voluto proporre con Wii U un'esperienza diversa: basata non soltanto sul tablet controller, quanto su un'idea più genuina e meno artefatta di videogame.
L'azienda di Kyoto, in questo anno, ha presentato dei titoli veramente incredibili: Pikmin 3, The Wonderful 101 e Super Mario 3D World sono prodotti semplicemente favolosi, quasi perfetti, che in certi casi si arrampicano sull'eredità storica della software house per sublimarne l'eredità, e in altri travalicano invece la logica di genere, presentandosi come prodotti originalissimi e mai visti prima. Sfortunatamente a livello di vendite la console non sta andando benissimo, e questo rende un po' titubanti le terze parti: per fortuna molti dei prodotti che usciranno anche su Ps4 e Xbox One il prossimo anno saranno cross-gen, ed un flusso di titoli multipiattaforma per intervallare i grandi capolavori in esclusiva dovrebbe essere garantito.
Complessivamente bisogna riconoscere che la console Nintendo ha, anche grazie ad alcune trovate come il Miiverse, una sua identità molto forte e volutamente alternativa. L'unica cosa che si può imputare a Nintendo è che sul fronte dei titoli in digital delivery manca una proposta di esclusive di carattere. Per il resto, Wii U può rappresentare una piccola oasi per chi cerca qualcosa di diverso, ma più in generale è una console solida con una line-up in cui già svettano molti capolavori.

Chi decide di aspettare

Come spesso succede, il lancio di una nuova console è un momento di forte transizione, in cui non si può chiedere certo il meglio alla generazione entrante: anche ai tempi di Ps3 e Xbox360 ci furono esperimenti clamorosamente falliti (Kameo e Lair, Perfect Dark Zero e Heavenly Sword), titoli molto modesti e tanti (troppi) titoli cross-gen. L'acquisto delle nuove console, insomma, è sempre un atto di fede ed un investimento per il futuro, fatto dai gamer più appassionati.
Chi decide di aspettare lo fa legittimamente: nel corso di questo articolo abbiamo evidenziato numerosi difetti e mancanze di entrambe le macchine, che verranno corrette con patch e firmware update, si spera entro breve. Per dovere di cronaca si segnala inoltre che alcuni utenti hanno lamentato problemi costruttivi: la presa HDMI della Ps4, il lettore dell'Xbox One. Noi non abbiamo trovato nessuna unità fallata, ma in ogni caso si tratta di problemi da registrare.
La scelta di non acquistare, ed attendere -se non un price drop- qualche rifinitura software o l'arrivo di un titolo imperdibile (siamo onesti: al momento non ce n'è neppure uno), è una scelta fatta consapevolmente e del tutto comprensibile. Tantopiù che i titoli cross-gen non sfigurano neppure sugli hardware della generazione uscente, e che in quest'anno sono usciti così tanti titoli che sicuramente avrete qualcosa da recuperare.
Chi vuole temporeggiare, in ogni caso, cerchi anche di capire gli altri: scoprire una nuova macchina è sempre un momento emozionante, pieno di entusiasmi e curiosità. Per un appassionato non c'è niente di più bello, dopo i sette interminabili anni di questa generazione, di esplorare le possibilità legate ad un hardware nuovo di zecca. Come spesso accade quando si tratta di tecnologia (basta pensare al mercato degli smartphone), l'acquisto è probabilmente più "desiderato" che necessario. Chiunque compri al Day One, in cuor suo, lo sa bene, e non c'è motivo di farne un dramma.