Speciale PSP Go

Tutte le caratteristiche della nuova PSP

Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Disponibile dal primo Ottobre nei negozi di tutto il mondo (a parte nelle grosse catene che hanno partecipato ad un esteso boicottaggio), PSP Go è il nuovo modello della portatile Sony, presentato per la prima volta all'E3 di quest'anno e diventato fin da subito uno degli argomenti più discussi e chiacchierati dell'Industry.
Deluse le aspettative di chi si aspettava una nuova Playstation Portable (con tanto di doppio stick analogico, magari), l'arrivo di Psp Go è stato invece accompagnato da un serio rilancio dell'Handheld, in termini di visibilità, immagine e line-up.
Sony sembra dunque decisa a migliorare base installata e ricettività del pubblico, e per far questo si mostra persino pronta a scommettere pesantemente sul futuro della distribuzione digitale. Psp Go, infatti, abbandona definitivamente il supporto rigido (e obsoleto) dell'UMD, in favore di una gestione delle applicazioni che definiremmo “I-Phone style”. Prima di discutere se questa sia o meno una scelta appropriata, dedichiamoci però ad un'analisi preliminare delle caratteristiche della console.

Caratteristiche Tecniche

Aperta la piccola scatola di Psp Go, la console appare in prima linea, ben disposta all'interno di un alloggiamento di cartone. Avvolta dalla protezione di un foglio plastificato (i cui sigilli assicurano ci assicurano di eseguire la prima apertura), la macchina è accompagnata da un cavo connettore ed un trasformatore. Traendo chiara ispirazione dal design tipico della casa di Cupertino, il cavo con connettore USB è lo stesso che, collegato al trasformatore (o al PC), permette di ricaricare la piccola console. La porta per effettuare i collegamenti, disposta nella parte inferiore della macchina, è proprietaria (niente più mini-usb).

Aprendo delicatamente lo slide ci si può rassicurare sulla solidità e sulla buona qualità costruttiva, mentre osservando l'oggetto c'è da rimanere comunque compiaciuti per quanto riguarda il redesign, davvero eccellente. Che Psp Go sia un oggetto gradevole, al tatto ed alla vista, lo avevamo capito già dalle prime presentazioni. Il peso, davvero esiguo, aumenta la portabilità della macchina, che appare per altro molto meno “delicata” rispetto ai vecchi modelli. Disponibile in due colori (ed il bianco-perla “metallizzato” non è affatto male), Psp Go mostra linee sinuose ed attraenti.
Qualche perplessità si desta invece quando si va ad analizzare la disposizione dei tasti. Mentre è esemplare il lavoro sui dorsali, molto comodi da premere, per l'ubicazione di croce direzionale e front button i creativi sono dovuti scendere a compromessi con le ridotte dimensioni della console. Le due pulsantiere sono formate da tasti molti piccoli, e sono davvero molto ravvicinate fra loro, costringendo spesso ad un esercizio digitale attento e meticoloso. Anche la sensibilità dello stick analogico è cambiata, ed insomma è necessario un periodo di adattamento per poter giocare al meglio.
Niente da dire, invece, per quanto riguarda i tasti-funzione (regolazione del volume, della luminosità), tutti sul lato superiore della console. Il pulsante PS, che permette di richiamare in ogni momento la XMB (Cross Media Bar) è sul lato frontale, a sinistra, mentre i trigger di accensione e attivazione del Wi-Fi restano ai margini laterali, come nel vecchio modello.

Accesa la console ed impostati i dati principali (Nick, Data di Nascita, Ora e Fuso) ci troviamo di fronte alla XMB che conosciamo da tempo, oramai completa di tutte le funzioni, compresa quella di navigazione sul PSN. La qualità dello schermo è, come sempre, ottima, e le varie impostazioni per la luminosità permettono di ottimizzare i consumi. Come sapranno i lettori più attenti, Psp Go è dotata di una batteria interna non removibile, dalla buona autonomia. La durata di una singola carica può arrivare fino a sei ore di gioco continuativo, e si estende non poco se la console viene usata come riproduttore musicale.

Prima di trarre qualche conclusione preliminare, citiamo altre caratteristiche importanti. PspGo è dotata di una connessione BlueTooth, che permette quindi di sfruttare accessori Wirless: una vera manna per chi utilizza le funzioni multimediali e necessità di connettere un auricolare alla console.
La macchina è inoltre dotata di una memoria interna di 16 GigaByte (più che sufficiente per godere appieno di tutte le funzionalità), ma se non bastasse è possibile inserire (in un piccolo sportello coperto sul lato sinistro) una memory stick micro (disponibile in “tagli” fino a 32GB).

L'apertura e la chiusura dello slide possono essere collegate (tramite il menù impostazioni) a diverse funzioni. Di default, aprire la PSP spenta la avvia, mentre chiuderla mentre è accesa attiva uno screen saver molto elegante, in cui le icone della XMB fluttuano per qualche secondo, prima di mostrare un orologio digitale.

Complessivamente, dopo numerosi contatti con la console, si rimane ad onor del vero più che soddisfatti. Il design è accattivante e gradevole, e una volta metabolizzata la disposizione dei tasti non si può far altro che pensare di avere per le mani un oggetto solido, funzionale, ed elegante. Molti utenti hanno lamentato un prezzo troppo elevato (soprattutto se paragonato a quello della Home Console Sony), ed in effetti 249€ possono sembrare molti (se si considera che PSP Go diventa, dopo il taglio di prezzo del Wii, la seconda console più costosa sul mercato). Eppure, per la presenza della memoria interna, di una connessione BlueTooth, e per i pregi di un design ricercato, ci sentiamo di dire che la nuova versione di Psp ha davvero un valore elevato.

Come saprete, per incentivare gli “Early Adopters”, Sony ha deciso di regalare a chi registra la console entro il 10 Ottobre, una copia digitale di Gran Turismo PSP. Chi acquista Psp GO nonostante possegga un vecchio modello, potrà invece scaricare gratuitamente 3 titoli Sony a sua scelta, recuperando semmai alcune vecchie glorie della Line Up (pensiamo a Loco Roco o Syphon Filter).

Senza Supporto

Delicato e spinoso è invece il discorso sull'applicabilità della nuova filosofia commerciale di Sony. Un approccio al mercato che spinge, insomma, in direzione della rimozione totale del supporto fisico e della distribuzione classica, bypassando di fatto il ruolo del negozio specializzato o della grande catena commerciale.
I primi problemi riguardo all'applicabilità di tale metodo riguardano proprio le resistenze dei venditori, che ovviamente non vedono di buon occhio la commercializzazione di una macchina che non permette di incrementare la fetta di futuri clienti, ma la esclude definitivamente dai giochi.
Sony può fare davvero poco per risolvere tale questione, impossibilitata a garantire, come fa con PS3 e Psp Classica, guadagni che vadano oltre il misero ricarico sulla console (basati sulla vendita di software). Dovrebbe allora scardinare del tutto le logiche distributive antiche, presupponendo un sistema di vendita online anche per le console: in tal maniera non dovrebbe preoccuparsi di altri “embarghi commerciali”, e si avvicinerebbe ancora di più all'approccio di Apple, che sembra essere chiara fonte di ispirazione per le nuove politiche.

Per quanto riguarda invece la ricettività dell'utenza nei confronti di una macchina dedicata al solo Digital Delivery, ci sono altre variabili da considerare. Mentre in terra d'Italia non tutti sono disposti ad abbandonare l'idea del supporto fisico (a sostegno, quasi, della “solidità” di un acquisto), i mercati Usa e Jap sono più propensi ad accogliere le dolcezze del Digital Delivery. Ovviamente, se una tale politica portasse all'abbattimento dei prezzi, siamo sicuri che anche i concreti utenti italiani sarebbero felici di “passare al digitale” (scimmiottando la celebre “reclame” di un servizio Pay per View). In ogni caso, gli affezionati del marchio Sony già bazzicano spesso nel Psn, e forse per loro potrebbe essere più naturale fare acquisti “virtuali” online.

C'è da dire, al di là delle questioni teoriche, che fare spese sullo shop Playstation è veloce, pratico e sicuro. Chi possiede una Ps3 può anche scaricare le applicazioni per PSP Go direttamente sul monolite nero, collegando poi la consolina alla “sorella maggiore” per trasferire i titoli. Installando sul proprio PC Media Go, il nuovo software gratuito scaricabile anche sul sito ufficiale di Sony, si possono scaricare i file direttamente sull'hard disk della console quando questa è collegata al Personal Computer.
Il sistema più semplice per acquistare online resta comunque la connessione diretta allo Store, eseguita con Psp Go. La navigabilità ed i sistemi di filtraggio sono identici a quelli visti su Playstation 3.

Per quanto riguarda l'offerta di titoli attualmente disponibili, non si può certo lamentarsi. La buona base costituita dalle esclusive sviluppate da Team Interni si arricchisce grazie a numerose produzioni EA, ed altri titoli completi, a cui ben presto si aggiungeranno i Top Seller dell'inverno (Assassin's Creed 2, Little Big Planet).
In contemporanea con la commercializzazione di Psp Go, sul Psn si è aperta la sezione Minis: una stanza dedicata a piccoli titoli dal prezzo irrisorio, veloci da scaricare e immediati da giocare. Anche in questo caso, la somiglianza con le applicazioni ludiche del melafonino è evidentissima. Per il momento l'offerta di titoli è abbastanza varia (da cloni in miniatura di God of War a riedizioni di Tetris). Il prezzo resta, per molte “apps”, a livelli medio/alti (circa 4,99€), ma si trovano alcuni Minigame a costi più contenuti. Speriamo di potervi offrire, con la collaborazione dei publisher, le prime “Mini(s)-Review” in tempi brevi.

PSP Go Psp Go ha diviso l'utenza in due distinte “fazioni”. Chi ha criticato un restyle costoso e l'abbandono (prematuro) del supporto digitale, e chi ha visto invece una macchina accattivante che abbraccia una filosofia commerciale nuova e coraggiosa. La verità, come spesso, sta nel mezzo. Psp Go è una console affascinante, bella da vedere e da toccare, e ricca in fatto di dotazioni (fra batteria, 16 GB di memoria interna, Bluetooth). Il prezzo è quindi, in fin dei conti, abbastanza commisurato, anche se la percezione del pubblico vede i 249€ necessari all'acquisto una cifra esosa ed esagerata. Eppure, a chi compra abitualmente online ed è interessato alle prossime uscite, consigliamo di non escludere a priori l'acquisto di questo modello. Diverso il discorso per chi già possiede un vecchio modello: in questo caso si può star tranquilli e attendere con fiducia il primo Price Drop. Lodevole, per come la vediamo, l'idea di svincolarsi dalle logiche distributive classiche (soprattutto per quel che riguarda una piattaforma portatile), ma la strada da compiere è ancora molta, per “educare” gli utenti alle compravendite in rete e per evitare “manovre repressive” da parte di chi ancora, su queste logiche distributive, ci deve campare. Fra Minis, Web Comic e Video Delivery, vedremo cosa riserverà a noi utenti dello stivale il futuro di Psp Go. Se i servizi online dovessero modellarsi sulla base di quelli offerti all'utenza americana, la nuova console potrebbe diventare un discreto media center portatile.