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Realtà Virtuale: Il punto della situazione

Il 2016 verrà ricordato come l'anno della Realtà Virtuale: HTC VIVE e Oculus Rift sono già sul mercato e presto arriverà anche PlayStation VR...

speciale Realtà Virtuale: Il punto della situazione
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il 2016 verrà ricordato negli annali come l'anno della Realtà Virtuale. Da pochi mesi, infatti, le versioni consumer di Oculus Rift e HTC Vive sono finalmente state consegnate nelle mani dei primi appassionati, disposti a spendere cifre considerevoli per poter provare di persona una delle nuove tecnologie tra le più promettenti. Mai come per Oculus e Vive, però, si è trattato di lanci difficoltosi, tra costi impegnativi (nei quali le spese di spedizione e importazione hanno messo a dura prova l'eccitazione di moltissimi early adopter), scarsa disponibilità di hardware, titoli di lancio tutt'altro che esaltanti. A tenere a freno la penetrazione nel mercato ci ha pensato anche la generale diffidenza di moltissimi utenti, abituati a giocare su schermi 2D e utilizzando controller classici, non troppo disposti quindi a cambiare le proprie abitudini. Tutto questo senza tenere in considerazione Sony, il cui visore arriverà ad Ottobre ad un prezzo più abbordabile rispetto alla concorrenza, e con una base installata di console PlayStation 4 molto ampia, senza imporre quindi ai giocatori di aggiornare il PC o acquistarne uno nuovo. Come per tutti i lanci hardware, però, rimane un punto fondamentale: il software. Per ogni console che è stata commercializzata, c'è sempre voluto almeno un titolo per convincere l'utenza potenziale all'acquisto: quel gioco irrinunciabile, magnetico; il System Seller. In quest'ottica, quindi, i visori VR sono da considerarsi vere e proprie piattaforme a sé stanti, che senza un parco software interessante e innovativo perdono di ogni attrattiva. Va detto comunque che l'argomento non si applica al cento per cento, in quanto la VR non è solo gaming, e alcune delle funzionalità multimediali o delle future prospettive di sviluppo potrebbero ingolosire gli utenti. Sappiamo però che ai lettori di Everyeye interessa soprattutto l'aspetto ludico. Ecco perché vorremmo fornirvi una panoramica il più ampia possibile su ciò che c'è da giocare in VR ora e su ciò che arriverà nei prossimi mesi, in modo che ognuno possa fare le proprie valutazioni, tanto economiche quanto nell'ottica del puro divertimento; per un avvicinamento consapevole alla Realtà Virtuale.

Oculus Rift

Il primo modello di visore per i consumatori prodotto da Oculus - detto anche CV1 - è finalmente disponibile. Negli Stati Uniti è stato distribuito in maniera limitata anche presso alcune catene di elettronica, come il ben noto marchio Best Buy, ma per quanto riguarda gli utenti europei l'unico modo per acquistarne uno è ordinandolo sul sito ufficiale. Purtroppo le spedizioni sono tutt'altro che rapide e solo ora il ritmo è aumentato, con la compagnia americana che è finalmente riuscita a soddisfare tutti i preordini e sta iniziando ad inviare il visore a chi lo acquista sul sito. L'attesa è variabile ma comunque nell'ordine di alcune settimane, arrivando in certi casi a toccare i due mesi. Per procedere all'ordine basta creare un proprio profilo e preparare la propria carta di credito, sulla quale verrà addebitata la somma di € 699. A tanto arriva infatti il prezzo, che di base è di 599 dollari, ma aumenta proprio per via di tasse e spedizione (la confezione è discretamente pesante e ingombrante). Una volta aperta si troverà il visore stesso, i cavi di connessione, un sensore per il tracciamento dei propri movimenti, un piccolo telecomando e un gamepad di Xbox One, ovviamente compatibile anche con un PC. Non sono invece inclusi i controller di movimento Touch, attualmente ancora nelle mani degli sviluppatori e che verranno lanciati solo tra alcuni mesi, con data e prezzo da confermare. Parlando di software, nella fattispecie quello ludico, con l'ordine viene fornito un codice per il download di Lucky's Tale, un platform 3D con la camera in terza persona che denota più di un elemento in comune con svariati classici delle produzioni Rare, tra i quali Banjo-Kazooie. Si tratta di un titolo interessante soprattutto perché dimostra che il dualismo Realtà Virtuale - visuale in soggettiva non è assolutamente indissolubile e che, anzi, una camera in terza persona funziona molto bene in VR e riesce ad aggiungere elementi innovativi anche ad un genere sulla carta così tradizionale. Navigando Oculus Home, lo store proprietario legato al visore, è poi possibile individuare parecchi altri titoli interessanti, molti dei quali esclusivi. Impossibile non citare Edge of Nowhere, adventure di Insomniac Games che è passato quasi inosservato ma rappresenta uno dei titoli più importanti per quanto riguarda questa prima ondata di videogiochi in VR. Inizialmente si presenta come un'avventura tra i ghiacci, con elementi action e una telecamera in terza persona molto particolare, che segue il personaggio principale con movimenti lenti e ponderati, grazie ad un level design che si sviluppa sempre in profondità, seguendo il punto di fuga degli occhi del giocatore. Bastano però pochi minuti di gioco per iniziare a percepire un vago senso di disagio, assolutamente non dovuto all'uso di Oculus Rift ma dalle venature horror che il team ha voluto inserire, tramutando Edge of Nowhere in una vera e propria discesa agli inferi, in questo caso ghiacciati. Una trama adulta che strizza l'occhio a classici come Bioshock e che richiama alla mente volumi fondamentali della letteratura come Le Montagne della Follia di Lovecraft, ne fanno un titolo molto interessante. Chronos è invece un action RPG molto particolare per almeno due motivi: è ambientato in un labirinto, da esplorare utilizzando inquadrature fisse come le celebri camere del primo, storico, Resident Evil, che rappresentano i punti di vista dai quali potremo guardare il protagonista semplicemente muovendo la testa; in più l'ingresso dell'immensa struttura viene aperto solo una volta all'anno, nell'immaginario di gioco. Questi due elementi si fondono, in quanto ogni volta che si muore il nostro avventuriero invecchierà proprio di un anno, perdendo quindi in agilità e forza ma potendo sbloccare skill differenti legate alla magia, sempre e comunque in relazione all'età che ha raggiunto in-game.

Un altro titolo che va menzionato è EVE Valkyrie, shooter spaziale ambientato nell'universo di EVE Online che era compreso con i preorder del visore e che attualmente è uno dei titoli di punta dello store di Oculus. Il motivo è presto detto: si tratta di una delle esperienze più adrenaliniche e nel contempo accessibili, in quanto la visuale in soggettiva è sempre circondata dal ricchissimo cockpit della propria nave da combattimento, offrendo perciò un punto di riferimento stabile. Un elemento che di fatto minimizza in modo molto efficace qualsiasi possibilità di motion sickness. Anzi: guardarsi intorno e anche alle spalle per cercare di individuare un nemico che si è posizionato in coda e che sta cercando di abbatterci, diventa un'azione naturale, grazie ad un senso di presenza molto marcato proprio dovuto alla fisicità del cruscotto e delle apparecchiature del mezzo. Esclusiva importante è anche The Climb, sviluppato da Crytek ovviamente utilizzando il proprio motore grafico Cryengine. Di fatto si tratta è un simulatore di arrampicata e rappresenta forse il titolo più ricco e appariscente tra quelli disponibili per Oculus. Attualmente si gioca con il controller incluso nel kit ma il supporto ai dispositivi Oculus Touch è già stato aggiunto, sebbene in forma beta in quanto i controller non sono ancora disponibili sul mercato. Già con un gamepad The Climb appassiona e utilizza una meccanica tutto sommato semplice che fa leva sulla necessità di muovere le mani con cautela, in quanto si è appesi sul pendio di una montagna nel tentativo di scalarla. Le ambientazioni ricchissime e il forte senso di vuoto, reso in maniera eccezionale grazie alla Realtà Virtuale, ne fanno un titolo molto interessante, che con l'uscita di Oculus Touch potrà esprimere ancor meglio tutto il suo potenziale.
Per quanto riguarda il futuro, Oculus sta proprio puntando su Touch: si tratta di due controller di movimento dal design e dall'ergonomia eccezionale, che si indossano semplicemente afferrandoli e che offrono la possibilità di interagire con il mondo virtuale tanto muovendo le mani quanto tramite svariati pulsanti e stick analogici, posizionati esattamente dove le dita andrebbero a cercarli. Tra i titoli più promettenti in arrivo per la coppia Oculus Rift e Touch c'è sicuramente Wilson's Heart, titolo investigativo a tinte horror che sull'interazione tramite le mani fonda gran parte del suo gameplay. Nel gioco si impersonerà Robert Wilson, il paziente di una clinica che doveva subire un trapianto di cuore ma che invece scopre che nel suo petto è stato impiantato un dispositivo misterioso. Wilson's Heart è in sviluppo presso Twisted Pixel, team da poco separatosi da Microsoft e che in passato aveva ottenuto un discreto successo con 'Splosion Man. Ripcoil è invece un titolo che punta a portare in ambito VR una disciplina sportiva non dissimile dalle storiche battaglie con i dischi di Tron. I giocatori si sfidano su delle piattaforme in grado di levitare, afferrando il disco al volo e lanciandolo verso la metà del campo opposta, sfruttando varie barriere di energia poste lateralmente in modo da tentare arditi giochi di sponda. Il gameplay è molto interessante e la possibilità di percepire in maniera netta la terza dimensione permette di afferrare il disco in maniera spettacolare, fattore che potrebbe spingere Ripcoil verso il successo soprattutto nell'ambito degli eSports, che ancora non hanno un titolo rappresentativo nell'ambito della Realtà Virtuale.

Infine va sicuramente segnalata la versione VR di Superhot, titolo che ha riscontrato parecchio successo su PC e Xbox One negli scorsi mesi. Superhot VR non sarà però una versione adattata del gioco ma in parte ripensata, in quanto la meccanica di avanzamento del tempo legata alle proprie azioni alla base del gameplay assumerà un ruolo ancor più centrale, legato probabilmente non solo alla rotazione della testa che indossa il visore ma anche al movimento delle mani. Per ora non ci sono notizie più precise, se non un lancio annunciato entro la fine del 2016, ma la versione VR di Superhot potrebbe essere ancora più incredibile e coinvolgente di quella già disponibile sul mercato. Questa carrellata è comunque ridotta, in quanto Oculus ha annunciato ben 30 esclusive per la propria piattaforma, tutte compatibili con Touch, anche se la lista completa non è stata ancora definita pubblicamente e sarà necessario attendere ancora qualche mese, quando i piani per la pubblicazione dei controller di movimento per Rift saranno più chiari e definiti.

HTC Vive

Se Oculus è stato il visore che ha dato il via alla rivoluzione in VR, Vive è però stato quello che è arrivato sul mercato nella maniera più solida e completa, almeno a livello di pacchetto hardware "chiavi in mano". Il kit prodotto da HTC, in collaborazione con Valve, è infatti disponibile sul sito ufficiale e ha ormai tempi di spedizione e consegna decisamente ristretti, che arrivano nel migliore dei casi ai tre giorni lavorativi. Si tratta però del modo per entrare nella Realtà Virtuale più costoso, in quanto il gigantesco pacco verrà consegnato con il pagamento di ben 900 Euro, quasi il costo del PC necessario per poterlo utilizzare. Si tratta di una spesa importante che, almeno in un primo momento, ha collocato Vive nel segmento di mercato per professionisti ed aziende, che stanno iniziando ad applicare la Realtà Virtuale al di fuori del gaming, per software di produttività ed esperienze in ambito business molto innovative.

Ciò che però mantiene Vive a contatto con i videogiochi è la strettissima partnership con Steam, che a tutti gli effetti ha reso il visore di HTC come quello prediletto sullo store, andando a sviluppare l'estensione Steam VR che permette di utilizzare tutti i componenti del kit. Vive infatti non è solo un visore ma viene venduto con due sensori da montare a parete e che permettono di sfruttare quella che viene definita Room Scale VR. Utilizzando Vive lo spazio monitorato dal sistema può arrivare ad essere quello di una stanza intera, con la possibilità quindi di camminare liberamente per qualche metro. Inoltre ciò che Oculus Touch promette per il futuro, Vive lo offre già nel presente, in quanto sono inclusi nel pacchetto due controller di movimento, dalla forma abbastanza inusuale ma dotati di un numero molto alto di controlli. Il pollice può infatti interagire con una superficie sensibile al tocco, mentre non manca un trigger analogico e anche due pulsanti laterali da premere semplicemente stringendo la presa delle mani, mimando così il gesto di afferrare un oggetto. Il pacchetto è quindi davvero completo e stupisce positivamente il monitoraggio dello spazio, grazie a sensori non troppo invasivi che richiedono però un posizionamento accorto, riducendo quindi le possibilità di utilizzo per i soli utenti che hanno una stanza adeguata. Per quanto riguarda il software, le esclusive per Vive non sono moltissime ma tre sono già fornite in bundle con l'acquisto del kit: Tilt Brush, Fantastic Contraption e Job Simulator. Il primo non è a tutti gli effetti un videogioco ma si tratta di uno strumento a metà strada tra un software di disegno e un programma per realizzare sculture 3D. Tilt Brush è un progetto nato da Google, che poco alla volta è evoluto fino a diventare uno dei titoli simbolo di Vive. Artisti di fama internazionale l'hanno provato parecchi mesi prima dell'effettiva disponibilità, citandolo come uno strumento del tutto nuovo: è infatti possibile disegnare in tre dimensioni, utilizzando tantissimi strumenti diversi in pieno stile Photoshop, con l'opportunità quindi di camminare intorno alla propria creazione. Chi ha un certo background artistico nell'ambito del disegno o della pittura capirà dopo pochi istanti di prova che si tratta di un tool veramente incredibile, che permette un approccio del tutto nuovo e una naturalità estrema nel disegno. Fantastic Contraption è la versione VR dell'omonimo gioco che ha spopolato nell'era dei titoli in Flash sul web. L'obiettivo è semplice: bisogna costruire delle macchine con i vari pezzi a disposizione, in modo da spostare un blocco obiettivo in un'area ben delimitata del livello. L'originale era in 2D, mentre la versione VR aggiunge la terza dimensione, con in più la possibilità di camminare intorno alla propria creazione, modificandola in tempo reale. Grazie ai movimenti e al tracciamento offerto da Vive è possibile aggiungere ruote, barre di giunzione e moltissimi altri elementi, per creare macchine sempre più folli e fuori dagli schemi. A dispetto di chi dice che la Realtà Virtuale è alienante, in quanto richiede di distaccarsi dalla realtà indossando un visore, Fantastic Contraption è invece un party game eccezionale, in quanto basta collegare uno schermo esterno e tutti possono vedere cosa sta accadendo in VR, dando i propri consigli per cercare di aiutare il giocatore. Passando il visore ad un altro tra i propri amici presenti, è possibile inoltre affrontare un livello a turno. Job Simulator è un titolo che si posiziona sul solco di altri prodotti simili, strizzando l'occhio in particolare a Surgeon Simulator. Si tratta di un'esperienza in soggettiva, nuovamente incentrata sull'uso dei controller di movimento, che simula in maniera molto ironica alcune tipologie differenti di occupazione, dal lavoro di ufficio al cuoco, sempre e comunque ponendo l'accento sul nonsense. Il nostro capo è infatti un robot volante e non mancherà di dare istruzioni strampalate, che prevedono di afferrare, combinare e manipolare oggetti di ogni tipo, in modo da portare a termine tanti compiti differenti.

Il caso Revive

La lotta tra Oculus Rift e HTC Vive non si combatte però solo nel campo dell'hardware e dei titoli disponibili, ma anche sul delicato territorio dei DRM. A poche settimane di distanza dall'effettiva commercializzazione dei due visori, uno sviluppatore ha pubblicato Revive, un software che permette di giocare ai titoli esclusivi per Oculus anche su Vive. La reazione di Oculus non si è fatta attendere e la compagnia americana ha inserito un controllo molto stringente sull'hardware, che permette di avviare un titolo solo in presenza effettiva di un proprio visore collegato al PC. Le critiche non hanno però tardato ad arrivare e sono state così estese da convincere Oculus a tornare sui propri passi, complice un aggiornamento di Revive che superava la nuova protezione, aprendo però il mercato dei titoli per Oculus alla pirateria. La compagnia sembra quindi aver invertito la rotta e ha rimosso il controllo sull'hardware, quindi Revive è tornato a funzionare nuovamente. Sembra comunque solo l'ultimo episodio di una serie di eventi che potrebbe nascondere ancora nuove sorprese.

Se nominalmente potrebbe sembrare un titolo poco appetibile, in realtà si tratta di un meta-gioco perfetto per avvicinare un neofita alla Realtà Virtuale, poiché il team ha sviluppato controlli molto intuitivi e gli obiettivi da raggiungere sono semplici e divertenti. Sempre tra i titoli introduttivi va citato The Lab, un pacchetto gratuito di esperienze in VR sviluppate direttamente da Valve, la più interessante delle quali è ambientata nel mondo di Portal e permette di entrare in un laboratorio di Aperture Science per riparare uno dei loro classici robot. La sezione di Steam dedicata ai titoli per VR si arricchisce settimana dopo settimana e alcuni titoli hanno già alzato l'asticella qualitativa rispetto a quanto offerto nel bundle di acquisto. Il primo episodio di The Gallery, sottotitolato Call of the Starseed, è disponibile e si tratta di un'avventura in soggettiva molto misteriosa, nel quale elementi fantasy si miscelano ad una tecnologia dimenticata, arrugginita, che avremo l'opportunità di riattivare grazie a moltissimi enigmi, tutti da risolvere con l'uso delle proprie mani, tracciate sempre in maniera eccellente dai controller di Vive. Se Oculus ha EVE Valkyrie, Vive ha Elite Dangerous, che è disponibile per entrambi i visori ma ha nell'hardware di HTC la piattaforma principale per lo sviluppo. Ecco perché l'espansione Arena, incentrata su battaglie spaziali PVP, attualmente è disponibile solo per Vive e le nuove feature vengono tutte sviluppate prima per questo visore. Infine va citato SelfieTennis, follia pubblicata da Devolver Digital e che trova un suo posto all'interno del vasto portfolio di titoli del publisher americano. Si tratta di un gioco di tennis in soggettiva, che teletrasporta però l'utente in maniera costante avanti e indietro tra i due lati del campo, facendolo in pratica giocare con sé stesso. Inoltre SelfieTennis include una quantità spropositata di segreti e attività collaterali, tutte assurde ed esilaranti, per un'esperienza in VR davvero sopra le righe. Per quanto riguarda il futuro, il gioco da tenere d'occhio è sicuramente Budget Cuts, del quale abbiamo già parlato qui su Everyeye.it in maniera entusiasta. La demo disponibile inizia ormai ad avere alcuni mesi sulle spalle e la speranza è che il gioco completo non tardi ancora molto ad essere lanciato, soprattutto perché sfrutta a fondo tutte le funzionalità di Vive e lo fa in maniera intelligente e divertente, minimizzando al massimo ogni eventuale effetto di motion sickness.

Purtroppo però Budget Cuts è anche il solo gioco interessante all'orizzonte, segno che la strategia di attrarre esclusive di Oculus ha fatto effetto e molti sviluppatori si stanno orientando sul visore concorrente. HTC sembra però pronta a correre ai ripari ed è già stato annunciata, sebbene in forma non così sensazionalistica, la nascita di un'azienda parallela ad HTC stessa e che sarà impegnata al cento per cento sulla Realtà Virtuale, con un fondo economico di tutto rispetto da investire nei progetti più promettenti.

PlayStation VR

Non essendo ancora disponibile, PSVR è forse il visore meno noto, almeno a livello di pubblico, in quanto la stampa mondiale ha avuto modo di poterlo provare numerose volte alle fiere di settore, mentre gli sviluppatori stanno ormai lavorando da parecchi mesi con un prototipo che dovrebbe essere molto vicino al dispositivo finale. Il lancio avverrà il 13 Ottobre in Europa, con i preorder già aperti da alcune settimane, ad un prezzo di € 399. Il pacchetto includerà il visore stesso e tutta la cavetteria necessaria a collegarlo a PlayStation 4, incluso il box che permette di sdoppiare l'uscita video e inviandola anche verso uno schermo, in modo da poter intrattenere gli amici che stanno assistendo alla nostra sessione di gioco. Rimane esclusa la PlayStation Camera, richiesta per il funzionamento del visore ma che verrà venduta a parte. Tra gli accessori ci sono i controller PlayStation Move, che tornano a nuova vita dopo un periodo di sostanziale abbandono, e l'Aim Controller, una nuova versione dello Sharp Shooter che venne lanciato in contemporanea a Killzone 3 e che permetteva di giocare all'FPS di Guerrilla sfruttando un PlayStation Move come fucile. Per quanto riguarda il software, Sony ha annunciato 50 titoli in uscita entro la fine del 2016, quindi un una finestra di lancio di circa due mesi abbondanti. Tra i titoli già confermati il più importante è RIGS, l'arcade sportivo multiplayer che unisce agili mech da pilotare in soggettiva con arene in stile Rocket League. Si tratta di un titolo molto dinamico che abbiamo già avuto modo di provare, stupendoci per l'ottima sensazione di presenza all'interno di un robot di acciaio alto vari metri, con però qualche dubbio per quanto riguarda il gameplay. Non si tratta delle arene o delle regole che definiscono un match, ma più di come un titolo così veloce, che sui riflessi basa molto del suo appeal, possa rendere nel modo giusto in VR, senza nel contempo generare alcun fenomeno di motion sickness. Lo spin-off di Until Dawn, sottotitolato Rush of Blood, è un prodotto molto più tradizionale, uno shooter on-rail molto guidato. Chi ha giocato Until Dawn sa però che i ragazzi di Supermassive Games hanno la grande capacità di rendere disturbanti ambientazioni e situazioni. Sempre lo stesso team è impegnato anche nello sviluppo di Tumble VR, versione riveduta e corretta dell'omonimo titolo che venne lanciato nel 2010, proprio nel periodo di successo di PlayStation Move. Si tratta di un puzzle game nel quale utilizzare blocchi di varie forme, colore e pesi in modo da creare strutture verticali sempre più alte e complesse, sfidando le leggi della fisica. Un titolo rilassato, quindi, che in Realtà Virtuale può esprimere ancor di più il suo potenziale, grazie alla percezione perfetta della terza dimensione e alla possibilità di guardare la propria creazione da ogni angolazione. Infine VR Worlds, che inizialmente si era pensato incluso nel pacchetto ma che invece verrà venduto separatamente, offrirà varie esperienze in VR tra le quali la più nota è sicuramente The Heist.

Si tratta di una sequenza interattiva che simula una rapina, ispirata a The Getaway, ambientata a Londra e che ci mette nei panni di un ladro in fuga con il bottino. Dovremo difenderci dagli assalti di gang rivali e forze dell'ordine, procedendo a rotta di collo su un'autostrada che presto si riempirà di bossoli, esplosi e carcasse di veicoli distrutti. Tra gli altri titoli vanno citati Battlezone, nuovo titolo della celebre serie in sviluppo presso Rebellion, Loading Human, avventura in soggettiva creata dagli italianissimi ragazzi di Untold Games, e infine Golem, misterioso progetto svelato alla PlayStation Experience di dicembre dello scorso anno.

Oculus Rift La Realtà Virtuale è arrivata e l’industria dei videogiochi è in fermento. Chi può permetterselo si sarà già accaparrato un visore Oculus o Vive, magari cambiando la scheda video del proprio PC per l’occasione. I più dubbiosi stanno invece aspettano che Sony scenda in campo con il proprio hardware, avendo la certezza di un’esperienza di buon livello sulla loro console, senza la necessità di dover necessariamente passare al gaming su PC. L’offerta di software è comunque destinata a crescere, anche e soprattutto con prodotti compatibili con tutte le piattaforme, come Eagle Flight e Star Trek: Bridge Crew di Ubisoft. Entro la fine dell’anno, quindi, moltissimi nuovi utenti potranno finalmente provare i primi titoli per Realtà Virtuale, dando il proprio contributo ad un mercato che decreterà il trend dei prossimi anni, rafforzando il gaming in Realtà Virtuale oppure lasciando che i visori diventino tecnologie per altri scopi, come la produttività, le videochiamate o l’uso dei social network. Comunque vada, il futuro è elettrizzante e la VR sembra essere una delle rivoluzioni più importanti degli ultimi anni.