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I consigli per gli acquisti di Everyeye.it

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Articolo a cura di
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il periodo delle feste, per ogni videogiocatore, rappresenta una vera e propria sfida. Da una parte il calendario delle release risulta assolutamente sfavorevole, con distributori già ampiamente in vacanza e scaffali molto probabilmente impolverati da un mese abbondante; dall'altra, grazie a tredicesime ed extra paghette varie (non vogliamo certo dimenticare i più piccini) ci si ritrova -anche in periodo di crisi- con un piccolo gruzzolo da investire nelle proprie passioni. 
Ecco dunque spuntare l'oramai onnipresente Everyeye che, in questa sede stessa, vuole profondere i suoi "consigli per gli acquisti": una serie tra i migliori titoli usciti in questi anni (svarieremo magari sino al 2010) suddivisi per genere -e non solo- che potreste esservi persi nei meandri dei mesi più caldi. Attenzione però, non si tratterà di un vademecum dalla A alla Z; non lamentatevi dunque se nel trattare questo o quel genere non spunterà uno dei vostri preferiti: utilizzate anzi il topic apposito per aggiungere i vostri commenti e dare i consigli ai lettori.
Andiamo ad iniziare.

First Person Shooter


Cominciamo senza ombra di dubbio dal genere al momento più inflazionato, quello che, in questi ultimi anni, ha riscosso i maggiori successi in assoluto.
Le scelte, in questo caso, potrebbero tranquillamente essere della scontatezza di un Call of Duty o un Battlefield qualsiasi ma, siamo sicuri, la maggior parte di voi possiederanno titoli appartenenti a queste serie in abbondanza. Per chi volesse dunque svariare, come non segnalare (per l'ennesima volta) una delle migliori sorprese della recente storia videoludica, quel Borderlands che ha saputo donare una dimensione leggermente diversa al FPS moderno. La sua infinita varietà di bocche da fuoco, il vastissimo mondo di gioco, la struttura di tipo open world e la possiblità di portare a termine l'avventura in cooperativa lo fatto apprezzare in lungo e in largo. Il titolo è stato inoltre precursore (in un certo senso) di uno step up nella tecnica grafica del cell shading, sviluppandone uno molto maturo, graffiante ed adatto a rappresentare le particolarissime atmosfere e gli ottimi protagonisti dell'avventura.
Da non perdere, scavando nel passato, anche The Darkness, reperibile oggi a pochi euro. Quella del titolo Starbreeze è una formula sempre attuale, che condensa le velleità di uno shooter e la presenza di capacità sovrumane da parte dell'eroe, che diviene dunque capace di approcciare le situazioni ludiche in molte maniere diverse. Non dimentichiamo poi che le vicende -in The Darkness- vengono sorrette da una trama ben orchestrata e da un'impianto scenico molto accattivante, in pieno stile Comic americano.
A ben considerare la varietà d'approcci ci viene in mente un'altro consiglio, sempre dal passato e sempre tra le produzioni meno blasonate. Si tratta di The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena, classificabile più come First Person Game che come shooter in toto. Anche in questo caso, a nostro avviso, si tratta di una produzione da recuperare, per sperimentare non solo l'ottima varietà (stealth, combattimento a mani nude, utilizzo delle armi..) ma anche l'accurato bilanciamento della struttura ludica, raggiunto grazie al collimare delle capacità del protagonista (il Vin Diesel virtuale) e la più che discreta intelligenza artificiale. In più, al suo interno, potrete trovare anche Escape from Butcher Bay: una delle più belle avventure/shooter della scorsa generazione.

Rimanendo nell'ambito della prima persona riteniamo immancabile, prima del definitivo tramonto di questa generazione, l'acquisto di Portal 2. Ancora una volta non si tratta di un vero e proprio shooter; o meglio, sì, uno shooter, nel quale però non si spara ad anima viva. Protagonista dell'avventura, infatti, una giovane cavia da laboratorio che, armata di una pistola spara-portali e -più in là- vernici colorate dagli strambi effetti fisici, tenterà la fuga, scontrandosi con una tra le migliori nemesi della recente storia videoludica: GlaDos, una subola intelligenza artificiale dallo spiccato senso dell'umorismo. Un'avventura tutta da gustare quella di Valve, che propone un mix di cervellotici puzzle (dal design davvero geniale) ed una costante spruzzata di umorismo. Un vero capolavoro.
Non dimentichiamo, infine, chi predilige il PC gaming e, nella stragrande maggioranza dei casi, mette il realismo al primo posto tra le caratteristiche di una produzione. In questo caso non serve scervellarsi troppo, poiché questo stesso anno ha visto l'arrivo del meraviglioso Red Orchestra 2: Heroes of Stalingrad, un titolo che ha letteralmente alzato la barra in ambito simulativo. Un'esperienza senza compromessi che vi catapulterà nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, facendovela rivivere come mai nessuno prima.

Third Person Shooter

Parallelamente ai First Person Shooter corrono, al giorno d'oggi, i Third Person Shooter, sdoganati in questa generazione da Gears of War, il primo della nostra lista consigli. Anche se la serie, capitolo dopo capitolo, non ha offerto grossissimi spunti di rinnovamento e freschezza, ogni possessore di Xbox 360 non può certo esimersi dal possedere -e completare- la trilogia dedicata a Marcus Fenix e soci. Un'avventura che da il meglio di se in signle player, aggiungendo, soprattutto nell'ultimo capitolo, una buona componente cooperativa con la reinvenzione dell'ottima modalità Orda, altra "novità -ai tempi- sdoganata da Epic. Il multiplayer competitivo, invece, non ci ha mai convinto al 100% ma non possiamo certo non ammettere che per i fanatici dell'online gaming rimanga comunque un must.

Il nostro gusto, per la seconda di due scelte da poggiare sotto l'albero di Natale, ci fa propendere per una produzione che idealmente metteremmo al di sopra di Gears of War: Dead Space. Visceral Games, soprattutto con il secondo episodio, si è letteralemente superata, producendo un videogioco dalle atmosfere sconvolgenti e dal gameplay molto vicino alle velleità dei migliori survival horror dell'ultima decade.
Nei panni di Isaac Clarke sperimenteremo il terrore dell'oscurità, isolati e quasi abbandonati nelle profondità dello spazio dove la stazione spaziale in cui ci troviamo ad operare sarà collocata.
Sfruttando una buona dotazione bellica e le velleità di un gameplay capace di offrirci soluzioni sempre diverse ed in grado di mantenerci sempre "sulla corda", Dead Space 2 (ma anche il primo) è uno dei pochi sparattutto in terza persona in questa generazione in grado di toccare profonde corde emozionali e coinvolgere veramente il giocatore.
Assolutamente imperdibile.

Action/Adventure

Parlando di generi videoludici "inflazionati" -per così dire- come non pensare agli action/adventure, prodotti semi-dominanti in questi ultimi anni: se togliamo i titoli sportivi, in sostanza, la maggior parte delle uscite possono essere suddivise tra FPS ed action/adventure.
I maggiori beneficiari delle meraviglie di questo particolare genere sono (e saranno) i possessori di Playstation 3 che, se ancora non l'hanno fatto, dovrebbero affrettarsi a recuperare l'intera trilogia di Uncharted. Si tratta dell'erede spirituale -in salsa moderna- dei migliori Tomb Raider: un titolo capace di unire un'interessante -per quanto lineare- esplorazione ambientale, il combattimento in terza persona (sempre molto vario) ed una spettacolarità che mai si era vista prima. Le vertiginose arrampicate, le minuziose scelte di regia, il taglio cinematografico e -non dimentichiamolo- una trama sempre fantastica e perfettamente interpretata, rendono queste, tre vere perle di questa generazione. Uncharted ha inoltre un'altro punto di forza: un comparto tecnico/scenico/sonoro sempre un passo avanti al resto. Con l'uscita del terzo capitolo si potrebbe ad esempio pensare di non aver più voglia di recuperare il primo, magari per il netto distacco. Ma non è così. Certo, l'evoluzione (o l'involuzione, nel caso non aveste mai preso in mano la saga dall'inizio) è chiara, eppure, a diversi anni di distanza, anche la primissima incarnazione cede difficilmente il passo alle terze parti odierne. Un piccolo miracolo da non perdere per nessuna ragione al mondo.

Staccandoci dalla piattaforma Sony la scelta di titoli diventa realmente imbarazzante, tanto che si potrebbe continuare a scrivere fino a domani. Prendendo per assunto che non serva consigliarvi veri e propri must buy come Batman: Arkham Asylum e Batman: Arkham City, capaci in tre anni di ringalluzzire completamente la figura del pipistrello videoludico, sorvoliamo e passiamo ad IP passate certamente più in sordina. Su tutte non possiamo non mettere per l'ennesima volta l'accento su Darksiders: Wrath of War, un titolo che ci ha seriamente colpito al cuore. Recuperando una progressione in stile Legacy of Kain: Soul Reaver il titolo THQ ci immerge in un'avventura davvero profonda, nella quale, pur senza un intreccio narrativo estremamente solido, perdersi per ore ed ore di ottimo intrattenimento. La produzione affonda le sue radici in un gamplay di assoluta caratura, sempre fresco ed in continua evoluzione grazie al continuo rimpinguarsi della dotazione dell'eroe, che permetterà di variare costantemente gli approcci alla battaglia ed imbarcarsi in un sanissimo backtracking. Enigmi ambientali di rara bontà e l'accattivante visual design di Joe Madureira infarciscono questa torta con la più gustosa delle ciliegine.

Sulla falsariga, almeno per quel che concerne il gameplay, s'è distinta un'altra produzione: Castlevania: Lords of Shadow. Sottovalutata da molti per le prime claudicanti ore di gioco, quella di Konami è invece un'avventura fantastica, in grado di surclassare moltissimi congeneri attuali, passati ed anche futuri. Una volta preso il via il titolo vi metterà costantemente di fronte a situazioni diverse da affrontare facendo lavorare la materia grigia: ora sfruttando una nuova arma per sconfiggere un boss, ora risolvendo un particolare enigma ambientale. Diversamente da moltissimi altri titoli odierni, inoltre, la produzione nipponica si può fregiare di una longevità straordinaria, assecondata da un ottima componente di backtracking e da un intreccio narrativo assolutamente non banale. Visivamente, poi, la produzione si fa rispettare, strappando sin le lodi per una ricerca stilistica davvero certosina nella modellazione degli ambienti di gioco.
Parlando di design ed arte non si può poi non riallacciarsi ad un'altra delle produzioni che ci hanno letteralmente stregato, quell'Alice: Madness Returns guardato da troppi con sufficenza ma in grado, nonostante un pizzico di ripetitività faccia di tanto in tanto capolino, d'impreziosire una generazione spesso a corto di idee. Per quel che riguarda il gameplay, a dire il vero, l'opera di American McGee recupera feature e meccaniche dai suoi antenati congeneri; ad Hong Kong (sede dello studio) sono stati però capaci d'inserire quest'eredità in contesti dal level design spesso fenomenale e capaci, grazie ad una ricerca stilistica quasi sempre impeccabile e personalissima, di emozionare qualsiasi videogiocatore. Il carattere malato e decadente di quest'Alice farà infine felici tutti quei players oramai stanchi del solito "buonismo".

In questo stesso senso s'è distinto, quest'anno, The Legend of Zelda: Skyward Sword, imperdibile per ogni possessore di Nintendo Wii. Dopo 25 anni Nintendo ha persino il coraggio di variare la formula di uno dei suoi brand di punta, stando però ben attenta al mantenimento di un altissimo livello qualitativo per quel che riguarda il level design e la varietà di situazioni. Con un leggero riciclo d'aree di gioco a far da unico neo, la produzione, dal punto di vista ludico ed artistico, è una vera ventata d'aria fresca per tutti i "nintendari" sparsi attorno al Globo.
Come non riservare infine uno spazio per uno dei precursori di molte delle caratteristiche peculiari che ha oggi questo genere. Parliamo ovviamente di Assassin's Creed, partito in quarta diversi anni fa e giunto alla conclusione di un ciclo con qualche acciacco, come un maratoneta che ha sovrasfruttato le sue energie. Nonostante tutto quelle di Assassin's Creed sono avventure da non perdere, dal primissimo capitolo sino al Revelations, disponibile da appena un mesetto. Vuoi per una trama particolarmente ben congegnata (Revelations), vuoi per scelte di design sorprendenti (Brotherhood) e vuoi per una sempre (o quasi) ottima caratterizzazione dei personaggi, quella Ubisoft è un'epopea che non può mancare nelle ludoteche d'ognuno.

Action Game

Sottoinsieme del precedente risulta quello degli action puri: prodotti che basano i loro successi principalmente su elaborati battle system, fatti di combo devastanti e tecnicismi estremi. Il campo, dunque, si restringe ad una minima schiera di titoli, primo fra i quali è senz'ombra di dubbio Bayonetta. Dietro alle curve di un'eroina tutta fan service si nasconde -a nostro modo d'intendere- il miglior action puro di questa generazione. La produzione Platinum Games, dietro ad un sistema di controllo snello ed accessibile, nasconde un combat system tra i più profondi ed articolari di questa generazione, che condisce con letali e divertenti finisher (ispirate alle più famose torture medievali) stringhe di colpi che possono superare ampiamente la trentina di hit. Il tutto si regge stabilmente ad un'impianto tecnico saldamente ancorato ai 60fps e caratterizzato da una spolverata d'esagerazione tipicamente nipponica.
Il secondo titolo da recuperare -se già non lo possedete- è Ninja Gaiden 2, oramai sceso a prezzi più che abbordabili. Anche in questo caso i tecnicismi si sprecano, con il buon Ryu Hayabusa forte di un arsenale composto dalla più completa dotazione ninja che abbiate mai visto, ed in grado di sfruttare ognuno dei suoi letali aggeggi per concatenare combinazioni diverse ed altamente spettacolari. Duelli all'arma bianca e potenti tecniche ninja (le ninpo) si amalgamano alla perfezione in un titolo che fa della sfida estrema il suo pane quotidiano. Ogni avversario, in Ninja Gaiden 2, vi darà del filo da torcere come fosse un boss di un videogioco "normale"; per ognuno vi saranno possibili strategie e punti di debolezza da sfruttare ed ognuno avrà un obbiettivo soltanto: fare la pelle all'eroe. Scordatevi le carneficine di un Assassin's Creed qualunque: nella produzione Team Ninja ogni parata fuoritempo potrebbe essere un passo verso la tomba. Anche in questo caso, naturalmente, i 60 fps sono un ferreo dogma, anche a scapito di una resa non sempre perfetta di texture ed effetti particellari.

Un occhio di riguardo, quando si parla di action game, va riservato ai possessori di Playstation 3, che hanno nella loro faretra un calibro da novanta come God of War. Con il terzo capitolo Santa Monica ha saputo condensare tutto quel che la saga ha proposto negli anni, regalando ai giocatori un battle system vario (grazie alla dotazione) e profondo, supportato da una realizzazione tecnica tra le migliori apprezzate in questa generazione. E se trama ed enigmi ambientali sono un mero palliativo alla distruzione, osservare, quadro dopo quadro, il recupero della feroce potenza di Kratos a scapito dei "poveri" Dei dell'Olimpo, è un'esperienza esaltante che i possessori del monolite Sony non possono davvero perdersi.
Vogliamo inserire a margine una produzione che con tutta probabilità non è totalmente adatta al genere action per come lo abbiamo descritto. Pur non calcando la mano sui tecnicismi, No More Heroes è tra quei titoli che fanno del combat system il loro perno, riuscendovi peraltro dove molti altri hanno miseramente fallito, ovvero su Wii. La scanzonata opera di Suda 51 vi metterà nei panni di un giovane "nerd" che, incarico dopo incarico, farà di tutto per ottenere i "favori" di un'avvenente ragazza....compreso rischiare la vita per scalare la classifica dei più feroci assassini di sempre. Tra una risata ed un'inquadratura ammiccante, No More Heroes vi imbratterà lo schermo di sangue, mettendovi di fronte ad una delle avventure più frenetiche ed esaltanti degli ultimi anni. Un titolo che si prende in giro e che canzona l'industria videoludica tutta: un must per possessori di home console Nintendo anche a diversi anni di distanza. Da non confondere con No More Heroes 2....di tutt'altra (e più indigesta) pasta.

Role Playing Game

Quello del Role Playing Game è stato ed è un genere sempre piuttosto altalenante, che ha vissuto i suoi momenti d'oro e sta pian piano uscendo proprio ora da un periodo di crisi, reinventandosi e liberandosi di quell'ermetismo alla giapponese che ne ha contraddistinto i toni per troppo tempo.
Considerate le ultime mensilità offrire dei consigli sull'acquisto di produzioni "ruolistiche" è diventato veramente facilissimo. A capeggiare la fila c'è senza dubbio alcuno The Elder Scrolls V: Skyrim, RPG alla occidentale che riporta in auge il fantasy medievale, immergendo il giocatore nel più vasto mondo virtuale mai creato e in un'avventura epica, dalle mille sfaccettature. Impossibile condensare la magnificenza del GOTY 2011 in poche righe. Skyrim è libertà: di esplorare ogni centimetro dell'ambientazione, di evolvere il proprio avatar in decine di maniere diverse (senza più costrizioni di classe) e di cambiare, tramite alleanze e battaglie, il destino dello stesso mondo di gioco.
Rimanendo in ambito medievale non possiamo certo dimenticare Dark Souls, erede di quel Demons Soul che ha prodotto così tante scomuniche tra i videogiocatori. La produzione recupera tutte le caratteristiche del predecessore arricchendole grazie ad un comparto narrativo di maggior valore e ad una progressione meno frammentaria e più adatta all'immedesimarsi del videoplayer. Il fulcro del titolo resta comunque l'estrema sfida con se stessi che offrirà ogni centimetro quadrato d'ambientazione: tranelli, enigmi e mostri d'ogni genere e forma saranno pronti a sopraffarci (riuscendoci molto spesso), in uno dei pochi titoli che, passata la frustrazione, riuscirà a farvi davvero sentire soddisfatti d'aver completato anche solo una piccola sessione indenni.
A contrapporsi alla tipologia ruolistica che abbiamo definito "occidentale" sopravvive, grazie a pochi capolavori, anche la filosofia "orientale", mutata nelle fondamenta (abbandonando il combattimento a turni, ad esempio) ma capace di mantenere saldo quel senso di meraviglia per le sfaccettature di una cultura lontana ed affascinante.

Il suo massimo esponente, da non perdere per nessuna ragione al mondo, è al momento Xenoblade: Chronicles, per il quale vi servirà una Nintendo Wii (un regalo supplementare per questo Natale). Monolith Soft. ci regala una perla davvero imperdibile: un capolavoro nel quale si condensano tutte le caratteristiche dei migliori JRPG. Il coinvolgimento di una narrazione di spessore, la profondità nella caratterizzazione dei personaggi, le enormi possibilità d'esplorazione ed un battle system immediato ed accessibile a tutti rendono questa una delle migliori produzioni dell'intera generazione.
Virando verso l'action, per non scontentare davvero nessuno, segnaliamo come prodigioso regalo natalizio (per chi quest'estate fosse stato troppo impegnato a perfezionare la tintarella) Deus Ex: Human Revolution. Se sulle prime la produzione Eidos Montreal non entusiasma basta dargli una possibilità ed addentrarsi un minimo nella vicenda per farsi irretire completamente. Ad uno storytelling di innegabile spessore (farcito da qualche sottotrama da non sottovalutare) il prodotto aggiunge un battle system di natura estremamente dinamica, quasi paragonabile a quello di un ragionato First Person Shooter.

La buona varietà di bocche da fuoco disponibili non deve trarre in inganno, poiché Deus Ex offre anche -e sarebbe il caso di dire soprattutto- ottime possiblità d'azione furtiva ed ha davvero poco da spartire con gli FPS meno impegnati. Facendo tesoro del suo cuore moderno e fantascientifico, Human Revolution riesce ad integrare in maniera perfetta un sistema di crescita del personaggio del tutto peculiare, basato su innesti bio-meccanici capaci di espandere a dismisura le alternative d'approccio dell'eroe. Benché a livello visivo la produzione risulti un gradino al di sotto degli attuali congeneri, il coinvolgimento non ne risente e la qualità globale rimane davvero elevata.
Un occhio di riguardo, come al solito, ai sempre troppo sottovalutati pc-gamer che, oltre ad alcuni dei titoli sopracitati, potranno arricchire le loro vacanze natalizie (qualora non ne fossero già entrati in possesso) grazie a The Witcher 2, una tra le più belle incarnazioni ruolistiche degli ultimi anni. La forza della produzione polacca risiede nell'ampia rosa di possiblità per quel che riguarda le interazioni con gli NPC (vicine al modello Mass Effect), grazie alle quali potremo seriamente modellare il corso dell'avventura. Pur presentando sedici finali differenti The Witcher 2 non lesina assolutamente sulla qualità narrativa, al top di questa generazione, così come su battle system e sistema di crescita profondi e ben congegnati. Fiore all'occhiello l'incredibile realizzazione tecnica, che su macchine di alto livello riesce -se ce ne fosse bisogno- a donare un'ulteriore marcia in più a quest'indiscusso capolavoro.

Simulazioni Sportive

La casistica delle simulazioni sportive è particolare rispetto alle altre categorie trattate: qui l'aggiornamento è tutto e lo scavare nel passato -per quanto recente- totalmente controproducente. A ragion veduta, dunque, che siate appassionati di questa o quell'altra disciplina, dovrete puntare alle uscite dell'ultima annata, che hanno riservato -peraltro- davvero grandi sorprese.
Non si può dunque far altro che una lista, in questo caso. Cominciamo dal calcio, lo sport più amato nel belpaese. Qui il dogma è oramai FIFA, che con il capitolo targato 2012 ha raggiunto un livello di profondità in ciascuna giocata davvero strabiliante. Ai precisi dribbling ed ai realistici contatti s'aggiunge la solita pletora di licenze ufficiali che non possono davvero scontentare nessuno. Quest'anno oltretutto, è stato finalmente fatto un gran lavoro sull'intelligenza artificiale che, pur non soddisfando tutti, mette d'accordo i moltissimi già possessori del capolavoro EA Sports.

Sempre da Electronic Arts arriva una delle migliori simulazioni sportive di sempre per una delle discipline meno in voga di sempre (almeno in Italia). Si tratta di NHL 12, da non perdere se siete appassionati di Hockey su ghiaccio poiché, grazie ad un sistema di gioco collaudato ed in continuo perfezionamento dal 2007, saprà immergervi totalmente nella lega hockeystica più famosa al mondo.

Rimanendo in america pare doveroso citare il basket, decisamente più in voga dell'hockey anche da noi.
Con NBA 2K12 Visual Concept si è davvero superata e, in barba al lockout, ha saputo produrre una delle simulazioni sportive più complete e precise degli ultimi 10 anni.
Le mancanze di un comparto online sorprendentemente lasciato a se stesso non vi devono scoraggiare: l'esperienza del My Player e delle stagioni alla guida di una delle famosissime franchigie NBA è davvero unica ed imprescindibile nel panorama sportivo attuale.
Tornando al di qua dell'oceano quest'ultima stagione è stata proficua anche per le simulazioni tennistiche, che hanno visto in Top Spin 4 la summa di una saga che affonda le sue radici in tempi oramai dimenticati.
Quest'ultimo episodio, abbandonando il sistema dei Risk Shot e modificando completamente il sistema di controlli (ora legato maggiormente al tempismo nella risposta), riesce a veicolare un tennis ricco di variabili e capace di soddisfare i gusti di ogni videogiocatore appassionato.
La penuria di tennisti professionisti nel roster potrebbe essere una delle poche motivazioni per non avvicinarsi al titolo 2K, che, nonostante la bontà della sua offerta, soffre di un minimo di ripetitività.

Racing Game

Quello dei racing è un genere sempre molto in voga, che vede una costante separazione tra arcade e simulazione. Per non scontentare nessuno i nostri consigli verteranno su entrambi i generi.

Partendo dalla simulazione i titoli imprescindibili sono sostanzialmente quattro. Se siete fieri possessori di Xbox 360 la scelta cade inevitabilmente su Forza Motorsport 4, oramai divenuta la simulazione per eccellenza. Turn 10 ha saputo virtualizzare con successo la sua incredibile passione per i motori, producendo un titolo che mescola con egual profondità sfrenate sessioni di guida ed illimitate possibilità di personalizzazione della propria vettura, dipingendone la carrozzeria o elaborandone le parti meccaniche. Forza 4 è passione per i motori a tutto tondo, grazie alla possiblità di visionare da vicino (magari con Kinect) una folta schiera di auto da sogno, con tanto di descrizione delle componenti fondamentali e dei processi produttivi che portano all'eccellenza. Il titolo non scontenta proprio nessuno, supportando i migliori volanti in circolazione, implementando un sistema di guida tra i più realistici mai visti su console e non lesiando persino nelle caratteristiche social e di multiplayer gaming. Il sogno di chiunque abbia mai spinto un'autovettura oltre i 130 Km/h.
Dall'altra parte della barricata, ossia su Playstation 3, il top è senza ombra di dubbio rappresentato da Gran Turismo 5, che, in un'ottica molto diversa (più vicina allo stile nipponico del car lover) implementa la stessa passione per l'automobilismo di cui si fregia Turn 10. La produzione Polyphony, nonostante le critiche per la modellazione parziale degli interni e la differenziazione tra vetture Premium e Standard, ha saputo librarsi a testa alta nel mercato (pur con diversi anni di ritardo), proponendo un sistema di guida che, pur con i suoi difetti, riesce a veicolare ancora oggi sensazioni indescrivibili ed assolutamente slegate dalla mera dinamica del moto. Un'opera controversa ma allo stesso tempo intrisa di genialità e carattere: considerando il prezzo abbordabile al quale la si può trovare ora, ne consigliamo caldamente l'acquisto.

Laddove entrambe le esclusive falliscono è però nel veicolare il feeling e l'adrenalina data dalla competizione piuttosto che dal "semplice" mettersi al volante di un bolide da oltre 400 cavalli. Queste sensazioni sono state recentemente catturate da un'altro tra i corsistici che consideriamo imperdibili: Shift 2 Unleashed. I ragazzi di Slightly Mad Studios, sfruttando senso di velocità ed inquadrature mai viste prima, sono riusciti a cogliere ogni sensazione dall'abitacolo delle più potenti vetture al mondo, insinuandolo poi attraverso il pad (o il volante) nel cervello del giocatore, letteralmente invaso dall'adrenalina. Non bastasse il titolo mette in campo la miglior intelligenza artificiale mai vista, capace di prodursi in reazioni umane e mettere in costante apprensione anche il migliore dei piloti.
Non intendiamo dimenticare, nel nostro give away di consigli, tutti gli appassionati di auto e moto che, domenica dopo domenica, si mettono di fronte al televisore ad ammirare la Formula 1 o la Moto GP. I primi non devono lasciarsi assolutamente scappare F1 2011, una della migliori simulazioni di monoposto dai tempi di Geoff Krammond Grand Prix, con tanto di aggiornamento alla corrente stagione e possibilità di prodigarsi in una carriera da piloti in cui cominciare dalla base per giungere, contratto dopo contratto, alle scuderie più blasonate. I secondi non avranno, purtroppo, le stesse soddisfazioni ma dovranno accontentarsi di SBK 2011, l'italianissima simulazione motociclistica. In questo caso si tratta della categoria Superbike, per un prodotto che comprende anche le categorie inferiori, permettendo al videoplayer di immergersi in una lunga ed appassionante carriera motociclistica in cui conteranno addirittura le migliorie ingegneristiche, gli studi sul veicolo e, naturalmente gli assetti. Il titolo si fregia di un gameplay stratificato su più livelli (dall'Arcade alla Simulazione) per permettere a tutti di accedervi divertendosi.

Passando agli arcade la scelta è molto meno vasta (se dobbiamo mantenere dei rigidi termini di qualità). Il nostro consiglio, in questo caso, è quantomai radicale: Split/Second -in ambito console- è l'unica produzione che riteniamo, in questi ultimi anni, davvero degna di nota e capace di coinvolgere a 360° il giocatore. La produzione Black Rock Studio stravolge gli stilemi dei combat racing, in un certo senso, donando al giocatore il potere di demolire gli scenari per causare scompiglio e bloccare l'avanzata degli avversari. Adrenalina a fiumi e spettacolarità sopra ogni altra cosa caratterizzano una produzione fresca ed elettrizzante che ancor oggi potrebbe fare la felicità di molti amanti del racing disimpegnato.
Riguardo al PC, invece, troviamo Trackmania 2: Canyon, titolo capace di farvi demolire tastiera e joypad in poche ore, come da tradizione. Il gameplay è selettivo e la semplicità della struttura non deve ingannare: per poter scalare le vette delle classifiche nazionali ed internazionali è richiesta abilità e pazienza. Non riuscirete quindi ad evitare che la vostra vita sociale se ne vada a rotoli per qualche mese e dopotutto non avete colpe se Nadeo ha deciso di realizzare uno dei migliori giochi per PC degli ultimi anni. Quindici milioni di utenti, una struttura dedicata allo sharing perfettamente funzionante, un motore grafico moderno e leggero, pieno supporto dalla comunità on-line, contenuti personalizzabili ed un prezzo davvero basso. Cosa aspettate a recuperarlo?

Picchiaduro

Quello dei picchiaduro è un genere tornato in auge grazie a Street Fighter IV ma ricco, ancor oggi, di molte sfaccettature. Dare consigli univoci è dunque molto difficile ma, partendo proprio da Capcom, pensiamo di non poter sbagliare. Super Street Fighter IV (ancor meglio di SF IV) incarna il picchiaduro "vecchia scuola", con diverse possiblità di juggling, studio dell'hit box, dei frame e chi più ne ha più ne metta.

Ad una strutturazione apparentemetne molto tecnica la creatura di Yoshinori Ono unisce un sistema di gioco piuttosto accessibile e discretamente arcade. Grazie ad una serie di meccanisimi di comeback e la facilità d'esecuzione di molte delle mosse da sempre conosciutissime, il titolo riesce a soddisfare sia il giocatore più smaliziato (che si prodigherà nell'effettuare le combo più lunghe e complesse) sia quello meno avezzo, che pur "spammando" il più classico degli hadoken, riuscirà in qualche modo a cavarsela e, magari, a migliorare e variare il suo gioco.
D'altra parte, però, esiste anche la "scuola Mortal Kobat", dove mezzelune ed amenità del genere sono sostituite da lunghe stringhe di colpi, che sublimano infine nelle sanguinolente Fatality. Anche a loro, questa generazione, ha riservato delle ottime sorprese con Mortal Kombat, un ritorno alle origini finalmente anche per console in alta definizione. L'ampia longevità, garantita da una serie di modalità capaci di impegnare il più coriaceo dei lottatori ed un roster davvero molto ampio, terrà incollato allo schermo chiunque abbia tutt'ora nostalgia di Mortal Kombat Trilogy ed affini, proponendo un gameplay old-style in grado di soddisfare ogni fanatico della saga.

Ci sono infine coloro i quali ritengono entrambe le saghe troppo arcade e troppo poco tecniche: cultori del frame prima che dello stile visivo; personaggi in cerca di una costante sfida con se stessi. Per loro il consiglio è quello di recuperare il bellissimo BlazBlue (magari entrambi i capitoli), oppure, ancor meglio, il recentissimo The King of Fighters XIII, un picchiaduro senza fronzoli. Un titolo equilibrato che non nasconde le sue debolezze dietro un grande nome e che non tratta i giocatori con i guanti, dando la possibilità di vincere anche ai più deboli. Una produzione dedicata ad una nicchia di aficionados, che riconoscendosi in quanto detto sapranno che è proprio questo il titolo capace di scaldare il loro Natale.

Free Roaming

Negli ultimi anni anche il genere dei free roaming ha ottenuto grandi successi, vuoi per la presenza di grandi produzioni vuoi per il sempre più vasto interessamento dei team di sviluppo nell'inserire le loro avventure in ambientazioni quantopiù libere ed aperte possibili.
Regina in quest'ambito rimane in ogni caso Rockstar, capace di produrre in successione due imperdibili capolavori come Grand Theft Auto IV e Red Dead Redemption. GTA IV è riuscito -semmai ce ne fosse stato bisogno- ad estendere ulteriormente i confini del genere, catapultando il protagonista in una città quantomai viva e ricca di attività. Il contorno, per quanto possa sembrare insignificante, rende questo Grand Theft Auto il più ricco e curato di sempre, aggiungendo elementi mai visti prima in un videogioco ed una sempre più decisa sferzata del dissacrante humor che ha da sempre caratterizzato la serie. Rockstar però non si è accontentata d'infiocchettare tutto per bene, calcando la mano sulla caratterizzazione dei personaggi (più che discreta) e su qualche novità nell'ambito degli incarichi da svolgere che, pur mantenendo in linea di massima le ripetitive caratteristiche già viste in passato, vedono -di tanto in tanto- innesti di levatura encomiabile, capaci di coinvolgere il giocatore come mai nessuno (in quest'ambito) era riuscito prima. Visto che Rockstar non si accontenta mai, Grand Theft Auto IV ha visto affiancarglisi addirittura due espansioni: una più bella dell'altra. Se volete davvero farvi un bel reagalo di Natale, magari già possedendo GTA IV, recuperate The Lost and Damned e Ballad of Gay Tony. Il team, in questi casi, si è davvero superato, mostrando maturità e capacità da molti impensabili soprattutto nello storytelling e nella caratterizzazione dei personaggi.
La softco statunitense, subito dopo, ha fatto capire di poter andare anche oltre. Come abbiamo detto, infatti, il secondo titolo in lista è Red Dead Redemption, da avere assolutamente nella propria collezione. Qui non si tratta di un semplice free roaming: si tratta di un'esperienza a tutto tondo in grado di coinvolgere, commuovere e mantere il giocatore incollato lo schermo per un numero impensabile di ore...per il semplice piacere di bivaccare al chiaro di luna, o di cavalcare sotto un poderoso acquazzone. Si tratta, non a caso, del GOTY 2010: un titolo che rimarrà scolpito nella storia del gioco come John Marston -mitico protagonista- nella mente dei giocatori. Un omaggio allo Spaghetti Western alla Sergio Leone che ha saputo conciliare in un solo videogame migliaia di aspetti diversi, facendo felici generazioni intere di videogiocatori. Un masterpiece da non farsi scappare e da corredare con l'ottimo DLC Undead Nightmare nel caso in cui possediate già "la base".

Strategici/Gestionali

Il mondo degli strategici e dei gestionali, su PC, è davvero vastissimo. Consigliare titoli interessanti in questa categoria potrebbe dipendere esclusivamente dalla fortuna d'imbeccare quel connubio di ambientazione e features capace di far felice il gusto di un particolare giocatore. La nostra scelta è stata dunque -una volta di più- estrema e concentrata in quest'ultimo biennio.
Primo della lista degli imperdibili è senza ombra di dubbio Starcraft II. Per quanto l'evidente operazione commerciale che sottende la suddivisione del titolo in tre capitoli sia evidente, la cura che Blizzard ha posto in ogni minima sfaccettatura ha dell'ineguagliabile. Starcraft II è uno dei pochi strategici in cui l'aspetto narrativo non fa da mero contorno ma è parte integrante (e fondamentale) della produzione e della progressione. La caratterizzazione dei personaggi, la direzione artistica ed il taglio registico sono aspetti ponderati e curati al minimo dettaglio, per una delle incarnazioni del gaming strategico più accattivanti di sempre, persino per i meno interessati al genere che, lasciando perdere i fanatismi delle folli scorciatoie da tastiera ed affini, potranno godere di una campagna single player davvero mastodontica.
Direttamente a seguire, ma decisamente su un altro piano, troviamo Shogun 2, senza dubbio uno dei Must By PC dell'intero 2011. Sebbene la scala sia stata leggermente ridimensionata rispetto ad Empire, Creative Assembly ha saputo mantenere una profondità davvero eccezzionale in ogni aspetto. Il fasciono della produzione risiede, se vogliamo, anche nella sua complessità: con così tante possibilità e "cose da fare e gestire" il giocatore si troverà letteralmente rapito, nel tentativo di capire ed interiorizzare ogni aspetto. Aggiungiamoci il fascino inebriante delle atmosfere medievali giapponesi e della fantastica storia di questo paese e possiamo capire come mai Shogun 2 è unanimamente considerato il miglior Total War mai creato. Non dimentichiamo poi che, alla luce di configurazioni piuttosto potenti, il titolo è in grado di regalarci scorci visivi mozzafiato e centinaia di unità contemporaneamente a schermo.
Saltando dallo strategico al gestionale non ci possiamo assolutamente dimenticare di Anno 2070, nuovo nato di una serie che ha dipinto la storia del genere. Riaffermando quanto di positivo fatto in passato il team ha saputo innestare in questa sua ultima creatura qualche novità in grado di rinfrescare la proposta ludica ed attirare l'attenzione del giocatore.

La gestione delle risorse, la felicità dei cittadini, i rapporti commerciali ed il controllo degli sprechi e dell'inquinamento e molto altro ancora sono tutti aspetti perfettamente amalgamati in Anno 2070, frutto di una lunga esperienza e dell'accurato bilanciamento. Una componente online piuttosto riuscita ed un comparto tecnico assolutametne da non sottovalutare chiudono poi il sipario su uno dei giochi da non farsi assolutamente scappare.
Da buoni italiani, infine, non potevamo non chiudere con l'episodio targato 2012 di Football Manager. La formula è rimasta inalterata e, nonostante gli anni, è ancora in grado di sbaragliare la concorrenza. Tra il marasma di titoli sul genere questo è l'unico ancora in grado di eccellere, grazie ad un database infinito, alla minuziosa gestione d'ogni aspetto della società (dal prezzo dei panini allo stadio al cartellino dei calciatori). Ad ogni appassionato di fantacalcio (più che di calcio giocato) non possiamo che consigliare di correre subito dal proprio negoziante di fiducia, recuperare il titolo in oggetto, e cominciare un'immersione impagabile nel mondo delle panchine, dei procuratori e dei presidenti. Raccoglierete l'eredità di Sacchi o seguirete le orme del virtuoso Pep Guardiola?

Platform

Tra una kill ed una combo da cinquanta colpi c'è anche bisogno di variare, di esplorare nuove dimensioni e, magari, tornare verso un nostalgico passato. La maniera migliore per assurgere a tal proposito sono i platoform, titoli che impegnano il giocatore in maniera diversa, chiedendogli magari precisione nella pressione dei tasti e nel movimento dello stick analogico, ma lasciandogli spesso più tempo per una meticolosa -e necessaria- osservazione delle location.
Per quanto riguarda questa categoria, l'annata che sta volgendo al termine ha donato ai giocatori grandi ed interessantissimi spunti. In ambito HD i migliori si sono senz'altro rivelati Sonic Generations e Rayman: Origins, due titoli in grado di riportare il giocatore ai fasti di qualche generazione fa, quando il platform gaming dominava. Generations, in realtà, è una summa di tutta l'esperienza che il brand SEGA ha proposto in questi anni, integrando sessioni bidimensionali e tridimensionali in un mondo di gioco tutto particolare, dove a far da HUB c'è un gigantesco livello di gioco. Origins, invece, prende la nostra melanzana preferita ed, assieme ai suoi compagni di viaggio, la trasporta in un mondo completamente nuovo, regolato e pesantemente influenzato dalla ricerca artistica, nelle visuali come nel sonoro. Il dipanarsi dei livelli e le azioni compiute dai nostri eroi verranno dunque scandite da ritmi musicali magnifici, che avremo spesso la sensazione di creare noi stessi attraverso la progressione. Livello dopo livello faremo inoltre nuove entusiasmanti scoperte, che dipingeranno questa come una delle opere d'arte videoludiche più belle degli ultimi anni.
Passando su piattaforma home Nintendo, per non dimenticare nessuno, non bigosna dimenticare l'esistenza di grandissimi capolavori del calibro di Super Mario Galaxy (da recuperare, primo e secondo capitolo, se ancora non li possedete) e, soprattutto (ci verrebbe da dire), Donkey Kong Country Returns, IL vero tuffo nel pasato. Il team è riuscito a recuperare gran parte delle velleità che hanno caratterizzato le migliori soluzioni di level design dei capitoli storici, inserendole e rinfrescandole per quest'ennesimo capitolo. Barili, sezioni sottomarine, miniere e carrelli da "guidare" all'impazzata caratterizzano un livello di sfida particolarmente elevato (troppo in certi frangenti), che rende appetibile la produzione solo a palati fini. Se però siete amanti del platform gaming e -magari- dello scimmione made in Nintendo, questa è una di quelle produzioni da non farsi assolutamente scappare.

DS e 3DS

Parlando di platform non ci siamo dimenticati di citare un capolavoro del calibro di Super Mario Land 3D: abbiamo semplicemente pensato di riservare uno spazio interamente a DS e 3DS. Per quel che concerne il DS, oramai verso il tramonto, i consigli sono sostanzialmente i soliti di sempre. Il parco titoli della "vecchia" portatile Nintendo è vastissimo e stilare una piccola lista dei desideri natalizi è un'impresa davvero difficile. Gli imperdibili, per quel che riguarda il DS, sono sostanzialmente sempre "gli stessi": ci sono i Professor Layton e i Phoenix Wright a farla come sempre da padrone, con l'aggiunta dei vari New Super Mario Bros., Zelda Phantom Hourglass, gli indimenticabili capitoli di Dragon Quest, la riedizione di Chrono Trigger e moltissimi altri. I generi sui quali puntare sono davvero tantissimi: potremo citare Advance Wars (in tutte le sue salse) come gestionale, Rythm Paradise ed Elite Beat Agents come rythm game e via discorrendo.

Se vogliamo dare anche uno sguardo alla line-up più recente non possiamo fare certo a meno di citare opere del calibro di Ghost Trick, il visionario Okamiden o il sempreverde Pokémon, uscito in due nuove versioni (bianca e nera) capaci di elevare ulteriormente le qualità ruolistiche della saga, venendo incontro ai gusti di grandi e piccini. Scavando invece in un più remoto passato troviamo hit sempreverdi e mai passate di moda come Another Code (imperdibile e tra i pochi capaci di sfruttare tutte le feature del DS) oppure -rimanendo in ambito- Hotel Dusk 215. Di capolavori, in sostanza, il DS ne ha sfornati davvero moltissimi, tanto che dare conto anche solo dei più recenti è quasi impossibile.
Tuttavia, ora come ora, siamo certi che tutti i possessori di Nintendo DS che ci leggono sono adesso ex-possessori di DS e felici possessori di 3DS. Con un lancio un pò sottotono ed una lineup -almeno all'inizio- piuttosto ristretta e non molto soddisfacente la console stereoscopica ha vissuto soltanto negli ultimi mesi il suo periodo migliore. Sono infatti giunte sul mercato produzioni del calibro di Zelda: Ocarina of Time 3D, riedizione del classicissimo Nintendo che, beneficiando della stereoscopia, ha acquisito un ulteriore replay value. Recentemente si sono poi aggiunte produzioni del calibro di Super Mario Land 3D: come si diceva in apertura uno dei migliori platform degli ultimi anni. L'ultima fatica Nintendo è stata nuovamente in grado di reinventare la sua identità, elevando una volta in più la qualità del level design ed unendo in una sola opera, con maestria estrema, elementi tipici e "classici" della serie con vere e proprie novità, veicolate -ad esempio- dalle potenzialità della stereoscopia.


Ma di certo il nuovo Super Mario ed Ocarina of Time non sono le uniche sorpresae da lasciare (o lasciarsi) sotto l'albero: la lineup vede tra le sue perle più luminose anche un altro ritorno dal passato, che risponde al nome di Starfox 64 3D. La produzione non è altro che una versione riveduta e corretta dello Starfox che ognuno di noi ha imparato ad ammirare su Nintendo 64. Il titolo non ha minimamente risentito del passare del tempo, mostrando ancora oggi un ritmo estremamente dinamico ed un gameplay davvero ben bilanciato. Le sensazioni sono quelle di un tempo per un capolavoro che ha dimostrato di non sottostare alle leggi del tempo.
Nintendo, nella sua costante "operazione nostalgia", ha infine sfornato l'ennesimo vincente episodio di Mario Kart. Mario Kart 7, a volerla dire tutta, mostra le stesse imprecisioni che hanno reso le ultimissime versioni leggermente sbilanciate a favore della quantità e qualità di oggetti d'offesa reperibili nel corso delle gare. Il mantenimento della solida struttura ludica e l'aggiunta di molti nuovi percorsi e di un supporto online davvero convincente, tuttavia, lo rendono ancora estremamente assuefacente ed appetibile a coloro i quali cerchino l'immancabile feeling del corsistico Nintendo per qualche divertente serata in compagnia.