Speciale Resistance 3 Multiplayer

Una disamina approfondita del Multiplayer dello shooter Insomniac.

speciale Resistance 3 Multiplayer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Resistance è sempre stato un franchise che ha fondato buona parte del suo successo sul multiplayer, associato ad un comparto artistico di prim’ordine e uno stile che si discosta dalla moltitudine di sparatutto ad ambientazione fantascientifica o sui conflitti bellici moderni e del prossimo futuro.
Resistance 3, uscito proprio in questi giorni, non tralascia ovviamente le modalità multigiocatore online, rivedendone in parte l’approccio e proponendo alcune novità, tentando quindi di soddisfare sia l’ampia community che si è venuta a creare attorno alla serie con il passare degli anni sia i nuovi arrivati, magari attirati dal recente taglio di prezzo della console, dal supporto al 3D con i televisori compatibili e ai controlli tramite Playstation Move, già visti in azione con Killzone 3 ma sempre rari per i titoli dedicati agli appassionati.
Dopo l’estesa recensione della campagna single player, quindi, andiamo ad analizzare il ricco comparto multiplayer, in modo da capire se la seconda anima di Resistance sia ancora in grado di infuocare gli animi.

Revisione

Il primo capitolo, pubblicato al lancio della console in occidente, offriva modalità competitive che potevano ospitare fino a quaranta giocatori.
E’ però con il secondo episodio che è stato fatto un grande salto, spingendo tale numero fino a sessanta unità, in una corsa al gioco che poteva ospitare più giocatori in contemporanea, nel tentativo di tenere testa a MAG, ancora campione in materia.
Con il seguito i giocatori sono scesi a sedici: un taglio netto che, come spiegato da Cameron Christian alla presentazione milanese del gioco, si è reso necessario per cercare di focalizzare l’attenzione sul gameplay e sugli scontri, riducendo al minimo il caos generato dalla presenza di troppi concorrenti e valorizzando quindi un lavoro di squadra organizzato, nel quale ognuno può davvero fare la differenza senza rimanere un giocatore qualunque all’interno della massa.
La seconda novità, che potrà far infuriare chi è solito acquistare i giochi dopo qualche tempo, soprattutto se usati, è la presenza dell’ormai famoso pass per il gioco online che, per quanto riguarda Sony, prende il nome di Network Pass ed è rappresentato da un codice utilizzabile una sola volta ma acquistabile nuovamente sul Playstation Network, nel caso si entri in possesso di una copia di seconda mano.
E’ ormai una formula comune e rodata che, però, farà lievitare il prezzo d’acquisto per una copia usata se l’acquirente vorrà accedere ai server multiplayer.

Mappamondo

La scelta di mappe in Resistance 3 è abbastanza variegata e il numero totale ammonta a dodici, alcune delle quali erano già incluse all’interno della beta pubblica disponibile da alcune settimane prima del lancio del gioco completo.
Le ambientazioni sono varie e vanno da New York, meta ultima del viaggio di Capelli, fino alla Repubblica del Ciad, passando per Bogotà: segno che l’infezione Chimera ha raggiunto i quattro angoli del globo.
Tra le migliori si segnala sicuramente la mappa ambientata a Broadway, completamente imbiancata e con una nevicata in corso che riprende e migliora l’effetto visto nella Londra del primo capitolo della serie: in questo caso abbiamo a che fare con delle strutture Chimera che dividono in due l’ampia strada, con dei passaggi al centro e alcune gallerie scavate nel terreno sottostante. La presenza di palazzi semi diroccati ai lati può favorire delle imboscate, anche se l’accesso particolarmente rapido e l’altezza limitata ad un piano non potrà sicuramente far sentire al sicuro gli eventuali cecchini.
Fantastica, inoltre, la mappa ambientata in un paesino del Galles, dominata da una nebbia imperante che limita la visibilità e da un fiume in secca che la attraversa diametralmente, in modo da offrire tanto i passaggi sui ponti quanto la possibilità di effettuare un guado, in modo da nascondersi al fuoco nemico. Per la conformazione e la visibilità scarsa è perfetta per un capture the flag particolarmente tattico, anche grazie alle scale che permettono di salire sui tetti degli edifici più bassi, in modo da poter piazzare un compagno cecchino che possa coprire un eventuale assaltatore di ritorno alla base con la bandiera nemica.
Tra quelle meno riuscite va sicuramente segnalata la mappa del terraformante a Tokyo, troppo anonima nelle sue strutture aliene scurissime che ricordano molti altri titoli, andando quindi a perdere in gran parte la personalità che caratterizza la serie.

Infrastruttura classica

Il contorno del gioco online in Resistance 3 è abbastanza tradizionale: il sistema di livelli è molto simile a quanto visto nella maggior parte degli sparattutto competitivi pubblicati negli ultimi anni, con il più classico dei Call of Duty preso ad esempio.
La struttura di gioco è a livelli: in base alle kill e all’aiuto dato alla propria squadra e ai compagni si guadagnano punti esperienza, in modo da salire progressivamente di livello.
Per ognuno si bloccheranno nuovi contenuti che permetteranno la personalizzazione secondo il proprio stile di gioco: all’inizio di otterranno nuove skin per il personaggio e dei pacchetti di armi già confezionati; in seguito si potranno sbloccare i singoli strumenti d’offesa, con l’opportunità quindi di scegliere cosa portare in battaglia, anche per quanto riguarda le tipologie di granate, sempre particolari ed esotiche nell’universo di Resistance.
Sempre sullo stile di Call of Duty e, in parte, di Crysis 2, rientra il sistema di abilità, due delle quali sono attive e due passive, in modo da cercare di avvantaggiarsi in ogni condizione di gioco, soprattutto quando lo scontro si tiene in mappe particolari che, come abbiamo visto, offrono numerosi spunti ambientali.
Il matchmaking è solido e tende a far entrare in partita giocatori di livello simile, in modo da offrire un tasso di sfida sempre adeguato e mai troppo sbilanciato.
Si registrano però alcuni rallentamenti e lag durante le partite più concitate, soprattutto nel momento in cui si viene uccisi: la kill cam tende ad inquadrare l’assassino senza però riuscire a raggiungerlo istantaneamente.
Gli scontri, quindi, sono discretamente animati ma la leggibilità dell’azione si mantiene comunque alta, almeno fino a quando si raggiungeranno i livelli più alti, nei quali le armi più particolari e le varie tipologie di scudo inizieranno a diventare la norma, non l’eccezione, al punto da spingere a rivedere le proprie strategie che fino a quel momento sembravano vincenti e lentamente perdono di efficacia.
In questi casi, soprattutto nelle mappe più piccole, si tenderà a perdere leggermente la visione completa della situazione e i respawn point lasceranno spazio a qualche critica, poiché si rischierà di rientrare in gioco in una sezione presidiata dalle forze nemiche.

Questione di controlli

Il gameplay di Resistance 3 in multiplayer è particolarmente fluido e in quanto ad uso del pad la comodità è la stessa garantita dalla campagna single player: la possibilità di configurare i controlli a piacere non è sempre presente nei first person shooter su console ed è quindi particolarmente gradita quando disponibile.
Il gioco, però, offre anche l’opportunità di giocare utilizzando Playstation Move, similmente a quanto visto in Killzone 3.
I base alle periferiche a disposizione è quindi possibile affrontare le sfide multiplayer in tre modi differenti: utilizzando Move e un pad DualShock 3, sostituendo quest’ultimo con il Navigation Controller o montandoli entrambi all’interno del fucile Sharp Shooter.
In tutti i casi è necessario un periodo di apprendimento, in modo da abituarsi al fatto che è necessario mirare direttamente con il controller di movimento, muovendo il punto di vista semplicemente avvicinando il reticolo di mira ai bordi dello schermo.
Abituandosi progressivamente si potrà intervenire nella configurazione del Move, andando a ridurre la zona morta di rilevamento a tutto vantaggio della precisione, sicuramente aumentata dall’uso del controller di movimento.
Ci si renderà quindi subito conto, però, che quanto guadagnato in termini di mira andrà perso in mobilità, favorendo chi è solito appostarsi ed aspettare il nemico rispetto a chi preferisce buttarsi a testa bassa nel cuore dell’azione.
L’uso del DualShock 3 nella mano non dominante, in modo da gestire avanzamento e strafe, limita fortemente la comodità d’uso, in quanto il pad ha un certo peso e va sostenuto ed utilizzato con una mano sola. Sostituendolo con il Navigator Controller si ritroverà rapidamente una certa naturalità dei movimenti, migliorata ancora con l’uso dello Sharp Shooter, fucile in materiale plastico che può contenere entrambe le periferiche e che permette di mirare e muoversi con la maggior rapidità possibile utilizzando Move.

Resistance 3 La componente multiplayer competitiva di Resistace 3 si dimostra solida e ben organizzata, con un gameplay classico che non si discosta troppo dall’esperienza in singolo ma è comunque in grado di offrire moltissime ore di divertimento. L’uscita a Settembre lascia spazio al nuovo capitolo di Insomniac per appassionare i giocatori, prima che arrivino sul mercato i mostri sacri del genere, rappresentati da Modern Warfare 3 e Battlefield 3: a quel punto bisognerà vedere se gli utenti si sposteranno in massa oppure rimarranno a popolare i server di Resistance 3. Molto dipenderà dal costante apporto di nuovi contenuti, ai quali Insomniac sta già pensando, come dimostrato dall’annuncio del primo DLC, in arrivo prossimamente in forma gratuita.

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