Rocket League: Un Gioco Perfetto?

Dopo cinque mesi, il gioco Psyonix, adesso in procinto di arrivare anche su Xbox One, continua a riservare sorprese ai suoi giocatori. Ci troviamo davanti a un raro caso di gioco perfetto?

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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E poi ho iniziato a volare. Sì, a volare. La palla sta ricadendo sul campo e io sono lì, nel posto giusto al momento giusto per provarci. "Mi sento pronto" dico tra me e me, e do gas sfanculando ogni paura. Col naso puntato sulla palla e la concentrazione massima che distorce le dita sul pad, mi preparo al doppio salto. In aria si ferma tutto, il fiato, il sudore, tranne gli avversari che come schegge emergono dai bordi dello schermo cercando di fregarmi l'anticipo. A tre metri dal suolo, combatto l'ansia serrando i denti, mentre con tocchi di farfalla provo ad alzare leggermente il muso del mio bolide per schiacciare il tiro verso terra. La palla è nella posizione che volevo, io sono nella posizione che cercavo, gli altri sono a un metro di troppo per impensierirmi: allento la presa e lascio che la gravità faccia il suo corso ancora due decimi di secondo in più, e poi... boom, do fondo a tutto il turbo che ho in canna e la propulsione mi spinge come un razzo verso l'alto, proprio dove speravo. La palla accelera verso terra, nella giusta direzione, rimbalza violentemente, riprende quota formando una stramba traiettoria svirgolante, veloce, verso l'angolo della porta avversaria. Entra! E le dico tutte le parolacce che conosco, forse ne invento anche due per l'occasione. Giù con la voce e su con i pugni, strappando involontariamente l'auricolare dall'orecchio, in piena estasi. Così ho iniziato a volare, così sono diventato un giocatore di Rocket League migliore.

Match & Go

C'è un motivo per cui racconto tutto questo, che è storia abbastanza recente ed è importante sottolinearlo: sono passati circa cinque mesi dall'uscita di questo gioco e nonostante Rocket League non nasconda nulla ai suoi giocatori, questi continuano ad apprendere nuove tattiche, nuove acrobazie. Nel gioco Psyonix, in termini di gameplay, la prima partita è identica all'ultima. In Rocket League non ci sono turbo migliori, macchine che saltano più in alto di altre, o power-up in grado di capovolgere una partita; in realtà non c'è nemmeno l'ombra di un power-up. Gli strumenti per vincere sono infatti tutti lì, a nostra disposizione, e fin da subito. L'unica cosa che separa un giocatore da un altro è soltanto pura e semplice bravura. Vi pare poco? Non lo è. Ecco perché oggi scrivo di Rocket League: avevo voglia di discutere di perfezione. Può un gioco essere perfetto? Sì, ma capita solo raramente. Per forza di cose, più un gioco punta in alto, a mondi sempre più grossi e complessi, più è difficile per gli sviluppatori far quadrare il cerchio. Non è un caso che The Order non abbia bug, ma un gioco Bethesda di solito ne sia pieno: più vuoi stupire e più sei costretto a porgere il fianco a sviste, o a passi più lunghi della gamba. Gli sviluppatori di Rocket League hanno senza dubbio dovuto percorrere una strada meno irta di ostacoli: il loro è "semplicemente" un gioco di macchinine radiocomandate. Di "giochini" però ce ne sono stati tanti e tanti ce ne saranno in futuro, come mai solo così pochi hanno avuto la capacità di esplodere come bombe atomiche una volta raggiunti gli scaffali, virtuali e non, dei negozi? A domanda retorica, risposta scontata: perché non è mai facile raggiungere la perfezione. Psyonix c'è riuscita, e la febbre da Rocket League, invece di sgonfiarsi ha continuato a crescere. Ogni sera, oltre 100.000 persone (ma a volte molte di più) si affrontano sui numerosi campi digitali del gioco. L'ammissione quasi immediata nella Electronic Sports League è un ulteriore prova che con questo titolo, le cose possono diventare dannatamente serie.

Uomo Macchina

La perfezione di Rocket League va subito in scena. Il primo contatto lo si ha provando i controlli: precisi, reattivi, ma mai scontati. Non è una questione di imboccare l'animazione giusta, come avviene nei giochi di calcio moderni, ma di riflessi, di occhio, di limpida e non semplice coordinazione. In Rocket League non esistono animazioni precalcolate. Il bolide che guideremo sul campo da gioco sarà sempre totalmente in mano nostra. Naturalmente questo comporta delle difficoltà, e serve allenamento per riuscire a controllare perfettamente il nostro "giocatore", che questa volta non sarà un atleta qualsiasi ma bensì una macchinina, con il suo particolare angolo di sterzata, le sue veloci ripartenze.

Eppure, nonostante queste enormi differenze, perseverando è possibile "vestire" il bolide ai nostri comandi come non potrà mai avvenire in Fifa e Pes. Con "vestire" intendo non sentirsi più semplicemente ai comandi di una vettura radiocomandata, o di un calciatore, ma trasformarsi in lei/lui, percepirne le misure proprio come avviene con il nostro vero corpo. Un po' come accadeva in passato: Rocket League può essere tranquillamente definito la cosa più vicina a Kick Off e Sensible Soccer dall'avvento della grafica poligonale a oggi. Questa trasformazione da uomo a macchina porta con sé una fisicità che io personalmente non ho mai provato prima in un videogioco (se non forse con Kinect Sports, dove però mancava quasi totalmente la precisione). In Rocket League c'è tutto, e ogni contrasto, ogni salto verso la palla, magari in contemporanea con uno o più avversari, te lo senti addosso. È proprio come essere davvero lì, su quel campo, a sgomitare, spintonare, scattare, aggrappandoci a quei millimetri e a quei decimi di secondo che potrebbero fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Impossibile non contrarre i muscoli giocando, allungare la gamba, stendere il collo; tutti riflessi incondizionati di un corpo che per cinque minuti (tanto dura una singola partita) sembra non appartenerti più.

Questa pazzesca simbiosi fa in modo che i giocatori riversino nelle loro vetture addirittura parte del loro carattere, rendendo ogni squadra effettivamente unica, come sarà unica la tattica necessaria per sconfiggerla. Un giocatore potrà essere particolarmente bravo nell'attacco aereo, e un altro invece nei passaggi, o nella regia, e per tutte queste tipologie di sfidanti, per poter rispondere colpo su colpo dovremo continuamente modificare le nostre tattiche. In Rocket League non si smette mai di imparare, di evolvere, e dopo mesi sei ancora lì, a sviluppare meglio una prodezza che hai visto fare quella volta che hai perso sette a zero, a cercare il modo più veloce possibile per uscire dall'angolo dopo un cross, o per arrivare nei pressi del cosiddetto sette per delle parate spettacolo con cui annichilire il morale degli sfidanti. Rocket League è anche testa: dimenticate il famigerato "momentum" di Fifa, che dovrebbe simulare cali e risalite nella psiche di una squadra; tutto questo in Rocket League accade senza il bisogno di routine scritte appositamente. Sei tu a mollare a il colpo, ad essere stanco, a perdere lucidità, perché sei tu ad essere sul campo. Mi sbilancio: il miglior gioco di calcio non è un gioco di calcio, ma è Rocket League, che ne cattura lo spirito anche senza San Siro, che ne interpreta perfettamente lo spirito anche senza Ibra e Neymar.

Training Autogeno

Le partite di Rocket League possono ospitare da due a otto giocatori contemporaneamente, ma il meglio è senza dubbio nel 3 contro 3. Una squadra da tre giocatori è l'unica che può infatti coprire la porta, e contemporaneamente portarsi avanti costruendo un'azione dall'inizio alla fine, passaggio dopo passaggio. La presenza di un portiere più o meno fisso anche tra gli avversari, rende necessaria una certa visione di gioco, in cui anche gli assist costituiscono in ogni momento una valida opzione. Un altro aspetto straordinario di Rocket League è il suo trasformismo: le altre modalità di gioco richiedono un approccio totalmente diverso, e tranne il caotico ma pur sempre divertente 4 contro 4 (non a caso l'unica modalità esclusa dalle partite classificate), tutte le altre opzioni garantiscono un risultato finale che è sempre o quasi (come in uno sport reale la fortuna e le performance dei singoli possono sparigliare le carte) perfetta espressione delle forze in campo. Anche il funzionamento dei campionati, suddivisi in varie categorie scalabili, rappresenta il meglio del meglio nel campo dei giochi multiplayer. Un meglio però già visto, ma che per esempio gli FPS hanno da tempo abbandonato in favore di una salita progressiva che non prevede passi indietro. Le classifiche di Rocket League funzionano in modo molto simile a quelle delle modalità online dei giochi di calcio più famosi, a quelle dei primi Halo, dove chi vince sale e chi perde scende, fino ad essere considerato "non classificato", o pippa.

10 consigli per migliorare

1) Meglio perdere una palla che rimanere senza turbo
2) Se il vostro avversario rimane in porta durante il calcio d'inizio, rallentate leggermente e angolate leggermente il tiro: molto probabilmente farete gol.
3) È inutile rimanere sotto una palla inattiva, meglio liberare il campo, spostarsi, in modo che i compagni in una posizione migliore possano intervenire con più precisione ed efficacia.
4) Se siete senza turbo, saltando due volte e roteando in avanti è possibile accelerare per un breve istante.
5) Saltare in picchiata sulla palla può portare a grandi tiri ma anche a grandi lisci, limitate i vostri tentativi aerei allo stretto necessario.
6) Se i vostri compagni sono in attacco, meglio rimanere indietro e tenere d'occhio eventuali rimpalli pericolosi.
7) Un giocatore avversario non si muove dalla porta e le para tutte? Distruggetelo.
8) I migliori gol si fanno carichi di turbo e partendo dal centrocampo, e non sotto la porta.
9) Doppio salto, cofano verso l'alto e turbo a manetta... si sta bene qui in alto, vero?
10) Potrà sembrare scomodo, ma non lo è: la ball cam va tenuta l'80% del tempo.

In questo modo si premia sempre la bravura, e mai il tempo libero a disposizione di un giocatore, come invece avviene in tutti quei giochi che non si permettono di offendere nessuno (Cod e Battlefield, siete proprio voi...). La perfezione di Rocket League è anche squisitamente tecnica: il motore grafico non perde mai colpi e i server dedicati garantiscono una percentuale eccezionale di match senza lag (se non alcune forse inevitabili incertezze iniziali, dovute ai diversi giocatori in via di collegamento). Nei dettagli Rocket League non è da meno: per caricare il gioco ed entrare in una partita online ci vogliono solo pochi istanti, ma le cose sono addirittura più veloci per chi gioca offline. E come se non bastasse, Rocket League supporta anche il multiplayer in split screen fino a quattro giocatori sulla stessa console, che potranno sfidarsi tra di loro o scendere in campo tutti insieme per vedersela contro un'altra squadra online. Naturalmente anche il gioco corale necessita di un certo affiatamento per dare i risultati migliori: un buon giocatore sa quando deve togliersi di mezzo,quando rientrare in difesa o correre in supporto dei compagni, ma più di ogni altra cosa, sa che l'allenamento è tutto e che potrebbe non smettere mai di imparare. Rocket League è disponibile a circa venti Euro su Pc e PlayStation4 (queste due versioni utilizzano gli stessi server e possono giocare tra loro), mentre la versione Xbox One è finalmente in dirittura d'arrivo (nel momento in cui scrivo è in fase di certificazione da parte di Microsoft). Potrei continuare a parlare per ore ed ore di Rocket League, decantandone le qualità, ricordando tutte le emozioni che è riuscito a darmi, tutte le ore passate in compagnia a ridere e a imprecare con gli amici, ma come tutte le partite, anche questa ha il suo fischio finale.

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