(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Primo episodio della dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2!

Speciale Senza speranza

Sono gli sfortunati, le ciambelle senza buco: un excursus sui giochi che non ce l'hanno fatta, e che (forse) non ce la faranno mai. In alcuni casi fonte di dispiacere, in altri di interessanti rinascite e sviluppi imprevisti.

speciale Senza speranza
Articolo a cura di
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Qualche volta le cose vanno bene. Che lo sviluppo dei videogiochi stia diventando una questione sempre più complessa e dispendiosa, anche per coloro intenzionati a partire "dal basso" con produzioni indipendenti, è ormai chiaro. L'espansione del pubblico, la stratificazione dei generi, l'offerta sempre più massiccia e le elevate aspettative richiedono quasi sempre una base solidissima da cui partire, laddove le eccezioni sono quasi sempre accompagnate da colpi di genio e un pizzico di fortuna. In questo panorama non è una sorpresa il fatto che un gran numero di produzioni incontrino fasi difficili durante lo sviluppo: alle volte, riescono ad arrivare alla fine del loro ciclo (quasi) intatte, altre volte cambiano forma, publisher o prospettive (basti pensare ad I Am Alive di Ubisoft, trasformato in un gioco digital, o a True Crime: Hong Kong di Activision, diventato poi Sleeping Dogs). Ma ci sono anche altri casi, quelli davvero disperati. Abbiamo pensato di raccoglierne alcuni, tra più o meno recenti, o particolarmente interessanti, e cercare di capire insieme cosa sia successo di tanto grave per causarne la triste dipartita.

Alan Wake 2

Il finale aperto del primo episodio non lasciava molti dubbi: Alan Wake non era stato pensato da Remedy come un singolo gioco, bensì come una vera e propria saga. I lavori sul secondo capitolo, almeno dal punto di vista concettuale, erano già in corso, quando le vendite molto deludenti del capostipite non lasciarono scelta a Microsoft. Il sequel fu messo in pausa a tempo indeterminato, e l'attenzione si spostò su una nuova proprietà intellettuale, Quantum Break (della quale sapremo di più all'ormai imminente E3 di Los Angeles). Il sequel avrebbe dovuto naturalmente raccontare il prosieguo del viaggio di Alan sul fondo del lago, con la possibilità di comprendere meglio i confini della complessa trama, sospesa tra soprannaturale e stati allucinatori. Dal punto di vista del gameplay, una delle feature più interessanti avrebbe dovuto riguardare la possibilità di "riscrivere" la realtà, cambiando l'ordine delle parole all'interno di alcune frasi e osservandone gli effetti nell'ambiente di gioco, un qualcosa già suggerito nell'ottimo DLC "The Writer". Diversi concept vennero creati anche per una serie di nuovi nemici, molti dei quali sono stati successivamente riutilizzati nello spin off American Nightmare. Ci sono ancora chance di vedere mai un Alan Wake 2? I diritti, in primo luogo, appartengono a Remedy, e questo sicuramente è un dato incoraggiante. Una volta terminati i lavori su Quantum Break, lo studio potrebbe cercare un modo per risvegliare l'interesse di altri publisher, oppure rivolgersi direttamente al pubblico con una campagna di raccolta fondi. Di certo, Remedy è molto affezionata al brand, e teneterà ogni modo per portare l'opera a compimento.

The Crossing

Non molti lo ricordano, ma prima di dare il via ai lavori su Dishonored, Arkane Studios era impegnata su un progetto noto come The Crossing, sparatutto in prima persona ambientato in una Parigi distopica, dove i Cavalieri Templari erano ancora in piena attività. Unendo in una sola formula singolo e multigiocatore, il titolo proponeva azione basata sia sulle armi da fuoco che su quelle bianche, per un gameplay molto particolare. Il concept della Parigi del futuro era stato affidato a Viktor Antonov (lo stesso della City 17 di Half Life 2), e, curiosamente, nei video gameplay distribuiti è facilissimo riconoscere alcuni elementi che successivamente si sono ritrovati nei panorami di Dunwall, la città di Dishonored, come ad esempio le carrozze dallo stile steampunk. Una volta cancellato il progetto in seguito allo scarso interesse da parte dei publisher, infatti, gli sviluppatori hanno dato immediatamente il via ai lavori su Dishonored, ed è quindi probabile che alcuni concept siano stati effettivamente riutilizzati per dar vita alle avventure di Corvo Attano.

Pirati dei Caraibi: L'Armata dei Dannati

Con la saga cinematografica ancora in piena attività, l'idea di un gioco basato sulla licenza di Pirati dei Caraibi poteva apparire nel 2009 davvero promettente. L'Armata dei Dannati presentava inoltre caratteristiche interessanti, a partire dall'ambientazione completamente open world, alla possibilità di esplorare e combattere sia a piedi sia a bordo dei vascelli, sino ad un'evoluzione del personaggio di stampo ruolistico, con abilità da sbloccare e arsenale potenziabile. Non mancava nemmeno un sistema morale, che avrebbe permesso ai giocatori di plasmare il proprio destino da eroi o da terrori dei sette mari. La ristrutturazione di Disney Digital alla fine del 2010, tuttavia, non ebbe nessuna pietà dei lavori in corso, sebbene questi fossero ormai piuttosto avanzati. Il colpo d'accetta fu netto, e non lasciò alcuna traccia del gioco. Con il successivo calo di interesse nei confronti della licenza, tra l'altro, si persero anche tutte le speranze che altri publisher potessero interessarsi al progetto.

Star Wars 1313

Vero tasto dolente per tutti i fan della saga firmata da George Lucas, Star Wars 1313 doveva ambientarsi in uno dei sottolivelli di Coruscant, la città/pianeta capitale della Repubblica, e raccontare le gesta di un giovane Boba Fett. Purtroppo, nel passaggio del testimone da LucasArts a Disney, un gran numero di giochi a tema Guerre Stellari sono stati cancellati senza ripensamenti, e tra questi c'è proprio 1313. Le speranze di rivederlo sono assolutamente nulle: l'annuncio della nuova trilogia cinematografica ha portato Disney e a rivedere l'intero "canone narrativo" applicato sino ad oggi alla saga, e tra i film in lavorazione c'è anche uno spin off dedicato proprio al ben noto cacciatore di taglie. Chiaramente, tutto questo non lascia dubbi sul triste destino di Star Wars: 1313. Attualmente, i ragazzi di Visceral Games sono al lavoro su un gioco in terza persona basato sulla licenza di Star Wars, e sarà interessante scoprire quanto quest'ultimo porterà in eredità. Anche in questo caso, solo il tempo potrà dircelo.

Aliens: Crucible

L'idea che uno studio talentuoso come Obsidian fosse al lavoro su un action RPG basato sulla licenza di Alien non poteva che mandare in visibilio l'immaginazione dei fan. Aliens: Crucible avrebbe permesso ai giocatori di creare il proprio personaggio partendo da una serie di preset e statistiche di base, per poi trovarsi a capo di una squadra di Marine coloniali. Pochissimi dettagli si conoscono sulla trama, mentre il gameplay avrebbe dovuto prevedere un mix tra sparatutto e abilità di stampo ruolistico/strategico (una sorta di Mass Effect in salsa Alien, se vogliamo). Uno dei lati più interessanti della produzione rimane la possibilità per il giocatore di creare una propria base all'interno dell'ambientazione, e arricchirla a dovere con difese contro gli attacchi degli Alien. Purtroppo, il publisher SEGA ha cancellato il gioco alla fine del 2009, per motivi ancora oggi non del tutto chiari. Va detto che i video gameplay apparsi successivamente (e ancora disponibili su Youtube) non appaiono troppo brillanti, e i problemi di Gearbox con Colonial Marines potrebbero aver anch'essi giocato un ruolo nella decisione. Sebbene il gioco sia ormai più che irrecuperabile, i fan di Alien possono sentirsi più che fortunati: Isolation ha dato loro la migliore esperienza che potessero desiderare.

Silent Hills

E veniamo al colpo d'accetta più recente, nonché forse il più doloroso della lista. Dopo un annuncio davvero eccezionale, che ha visto Kojima e Konami distribuire un "teaser giocabile" sotto forma di P.T. (esperienza horror assolutamente da provare, a patto che l'abbiate scaricata prima che venisse rimossa dal PSN), le notizie sul gioco si sono fatte estremamente rare, sino all'annuncio della cancellazione. La notizia è ancora molto fresca, e i retroscena della vicenda più che fumosi, tanto che a darne l'annuncio sono stati prima il regista Guillermo del Toro e l'attore Norman Reedus che Konami stessa. Di certo, una delle cause scatenanti è rappresentata dalle grosse difficoltà che si sono create nel rapporto tra Kojima Productions e il publisher, le cui ragioni rimangono ancora piuttosto misteriose (ma voci di corridoio parlano di questioni salariali). Quel che è certo è che Silent Hills non vedrà mai la luce, perlomeno non in questa forma. Se non certo, che il brand abbia un qualche genere di futuro è quantomeno probabile, ma questo promettentissimo progetto è purtroppo naufragato, e tutto quello che ci rimane è una brevissima sequenza video al termine del Playable Teaser.