Heavy Rain Oggi alle ore 17:00

Alessandro Bruni si cimenta in una speciale Suicide Run!

So Long, and thanks for...

Dopo un bel po' di avventure (non solo) editoriali, Andrea ha deciso di prendere un'altra strada professionale. Ecco un piccolo articolo per salutare, e ringraziare tutti quanti dei bei momenti passati assieme.

speciale So Long, and thanks for...
Articolo a cura di
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Scrivere di videogiochi è sempre stato il mio lavoro.
L'ho scelto, ho combattuto le mie piccole guerre per farlo nel modo che piaceva a me, e così facendo ho vissuto dieci anni meravigliosi. Di questi, non è difficile identificare il periodo migliore. Everyeye mi ha accolto con entusiasmo, dopo un "corteggiamento" reciproco che è durato anni. Al mio ingresso in redazione ho trovato tanta disponibilità, serietà professionale, voglia di fare, di provare a realizzare le idee ancora prima di lasciarle a sedimentare sul tavolo di una discussione. L'unico limite, letteralmente, è stata la mia (nostra) immaginazione.
Tutto questo lo devo non solo a Francesco, che in questi anni è diventato un sincero amico oltre che un instancabile e eccezionale collaboratore, ma anche a Simone e Domenico, che ci hanno dato ogni risorsa possibile per portare avanti le nostre idee. Ai miei occhi, Everyeye non è stato semplicemente un lavoro. Guardandomi indietro, ha più l'aspetto di un viaggio percorso insieme a persone straordinarie, nel senso letterale del termine. Non c'è bisogno che trasformi questo sincero saluto in una lista di nomi: lo sapete, che sto parlando di voi.

È paradossale, in certo senso, che io mi trovi a salutare chi mi ha letto - e ascoltato - in tutti questi anni, proprio sulle pagine del sito che più mi ha permesso di realizzare i miei desideri professionali, ma forse c'è una forma di equilibrio in tutto questo. Non c'è momento migliore per lasciare una partita di quando stai vincendo, con un sorriso e le tasche piene di piccoli, ma importanti, successi. Per i ricordi, la nostalgia e le lacrime il tempo lo trovi dopo aver abbracciato tutti quelli al tavolo e aver salutato il pubblico, te li porti con te, perché la malinconia è parte di ogni fine, e di ogni inizio, ma andrebbe sempre vissuta nel privato. Davanti ho prospettive trasformatesi talmente in fretta che una parte di me deve ancora digerirle, rielaborarle. Allo stesso tempo, sono anche certo, nel bene e nel male, di aver dato a questo lavoro tutto quello che potevo, e di essermi preso tutto il meglio che aveva da offrire. E non riesco ad immaginare un momento migliore per scommettere su una nuova strada, per quanto paradossale possa apparire.

Scrivere di videogiochi è sempre stato il mio lavoro, e spero, nel corso degli anni, di essere riuscito a raccontarvi questo splendido viaggio nella maniera migliore. Le mie future sfide professionali mi porteranno a cambiare completamente prospettiva, sebbene all'interno del medesimo settore, ma cercherò sempre di trovare il tempo per rimettere le mani sulla tastiera e lasciare la mia firma su qualcuna delle pagine di questo "sito di videogiochi", che ormai, grazie anche al lavoro fatto in questi ultimi anni, ha preso le forme di una compagnia di amici della quale siete entrati a far parte anche voi, i lettori. Tra un "more coconuts", un Jimmy California e una Discomfort Zone abbiamo vissuto insieme momenti che ti stampano un sorriso in faccia destinato a riaffiorare nel tempo, e questo, per me, ha un valore inestimabile. Arrivati qui, non mi resta che ringraziarvi, per avermi letto, ascoltato, guardato, per aver riso con me, per avermi mandato a cagare per un'opinione secondo voi sbagliata. Mille volte grazie per questi anni preziosi, dei quali una parte rimarrà sempre con me. Ci si legge sempre qui, su Everyeye, apice della mia carriera di giornalista e della mia soddisfazione professionale. Che il vizio di scrivere, sebbene con meno frequenza, non sono affatto intenzionato a perderlo. È solo grazie a quel vizio che tutto questo è stato possibile, e non voglio certo rinunciare all'opportunità di continuare a far parte di qualcosa di speciale.
A presto.