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Speciale Sony - Conferenza Paris Games Week 2015

Il colosso nipponico ha saltato la Gamescom di Colonia per prepararsi al meglio all'appuntamento con la Games Week di Parigi: qualche annuncio importante, ma nessuna vera novità su PlayStation VR.

speciale Sony - Conferenza Paris Games Week 2015
Articolo a cura di
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

La regola è abbastanza semplice: quando conquisti una posizione dominante è bene continuare a insistere, accelerare, mostrare a tutti che hai ancora molta benzina nel serbatoio. Quello che sta facendo Sony in questo periodo è esattamente questo: in un momento in cui le uscite "first party" scarseggiano, è meglio ricordare a tutti che il numero uno sei tu e che in pentola a bollire c'è abbastanza cibo per tutti. Sony nel 2015 ha partecipato a tutti gli eventi più importanti e a ognuno ha organizzato una conferenza stampa invitando migliaia di giornalisti e addetti ai lavori: Los Angeles, Tokyo e adesso Parigi. E ogni volta ha cercato di stupire il pubblico con qualche annuncio a sorpresa. Anche qui a Parigi, dove l'evento onestamente non poteva reggere il confronto con la marea di annunci dell'E3 (ma anche di un Tokyo Game Show insolitamente ricco di novità), alla fine ha colpito il segno, mostrando per la prima volta due titoli di grande importanza come Gran Turismo Sport (anche se di quest'ultimo, a dire il vero, non si è visto quasi nulla) e Detroit, la nuova fatica di David Cage, che qui ovviamente giocava in casa. Insomma, bersaglio centrato? Sì, considerate le dimensioni dell'evento. Ma qualche colpo, questa volta, sembra essere andato a vuoto.

Molto virtuale, poco reale

Quando sul palco della Paris Games Week sale Shu Yoshida, tutti sanno che è arrivato il momento di parlare di PlayStation VR. Ormai sono circa due anni che Sony lavora al progetto, che lo mostra al pubblico. Eppure, la sensazione è che ci sia tanto timore, tanta cautela intorno alla realtà virtuale. A Parigi abbiamo visto un paio di titoli nuovi, Robinson di Crytek e Until Dawn: Rush of Blood, ma sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più. In molti erano convinti che Sony avrebbe svelato qualcosa di più concreto sui suoi piani per la VR, magari la data di uscita. La sensazione è che dovremo aspettare il prossimo E3 di Los Angeles per sapere esattamente quando potremo acquistare PlayStation VR nei negozi. Insomma, invece di spingere una tecnologia, come si dovrebbe fare quando vuoi davvero innovare, Sony procede a piccolissimi passi, tratta PlayStation VR come qualcosa di indipendente da PS4, un modo diverso di godere di videogame che saranno diversi. Lo stesso discorso vale anche per Oculus e i rivali: se prima si poteva giustificare questa lentezza con problematiche legate allo sviluppo della tecnologia, adesso sembra più una danza, una strategia: tutti aspettano che sia qualcun altro a fare la prima mossa, per vedere se il mercato è davvero pronto per la realtà virtuale e quindi muoversi di conseguenza. Vedremo, intanto però, ancora una volta, niente data di lancio.

Mi è sembrato di vedere un Gran Turismo

C'era un solo grande assente nella line up di PlayStation 4: Gran Turismo. A Parigi Yamauchi in persona ha presentato il primo trailer di Gran Turismo Sport, un titolo che non sarà proprio un Gran Turismo 7, ma una sorta di anticipazione con un gameplay fortemente incentrato sulle competizioni online. La novità è la partnership con la FIA, la Federazione Internazionale dell'Automobile che proprio a Parigi ha la sua sede centrale. In Gran Turismo Sport potremo competere online contro altri giocatori in due modalità: Nations e Manufacturers. Nella prima, ogni risultato, ogni vittoria che porteremo a casa contribuirà al punteggio della nazione che rappresentiamo, mentre nella seconda il procedimento è lo stesso ma i punti andranno ai diversi costruttori, in un campionato plurimarca che sarà il cuore dell'esperienza di GT Sport. Ogni anno, i vincitori di queste speciali competizioni verranno premiati sul palco del galà di fine stagione della FIA, quello dove vengono premiati i migliori piloti dell'anno, dal campione di Formula Uno a quello di rally. Dopo la GT Academy e il progetto GT Vision, un altro "mix" tra reale e virtuale che dimostra quanto forte sia il legame tra il gioco di corse Polyphony e il mondo dell'auto.

Motown

Altro annuncio piuttosto atteso è stato quello di Detroit, il nuovo titolo di Quantic Dream che nasce da Kara, la celebre demo tecnica che raccontava la breve vita di un Androide in linea di montaggio. "Abbiamo realizzato quella demo in poche persone, solo per testare la potenza di PS4 e capire dove potevamo andare dopo Beyond. Il risultato è che quel video è stato visto 27 milioni di volte e ha scatenato una risposta nella nostra community che non ci aspettavamo. Così abbiamo deciso di andare oltre, di provare a trasforma Kara in un nuovo progetto", spiega un emozionato David Cage sul palco. Di Detroit è stato mostrato solo un trailer, che racconta di un futuro in cui gli androidi fanno parte della nostra vita quotidiana, ma sono emarginati, ghettizzati.. Hanno il loro scompartimento sugli autobus, le loro stazioni di ricarica sui marcipiedi. Sono tutti vestiti allo stesso modo e hanno tutti lo stesso sguardo, perso nel vuoto, triste, spento. Kara invece cammina sotto la pioggia, si mischia agli umani, ha la voglia e il coraggio di vivere. E mentre gli altri androidi la guardano, capisci che Detroit parlerà di integrazione, di razzismo, di cosa significa essere davvero umani e far parte di una comunità. Un argomento se vogliamo già visto, ma comunque ricco di fascino. Siamo molto curiosi di vedere cosa ci aspetta in Detroit, ma è probabile che dovremo aspettare parecchio, probabilmente il prossimo E3. Del resto, non è chiara nemmeno la data di uscita di Detroit ed è possibile che non lo vedremo prima del 2017.

Wild e gli altri

Sul palco si sono susseguiti vari sviluppatori, con alcuni annunci interessanti e qualche ritorno d'eccezione, come lo splendido Dreams di Media Molecule o Wild, il nuovo titolo del creatore di Rayman. Un gioco d'azione ambientato in un mondo preistorico dove, nei panni di una sciamano, potremo prendere il controllo di diversi animali, da un innocuo coniglio fino a un maestoso orso bruno. Con una meccanica online simile a quella di Bloodborne, con il vostro mondo di gioco che può essere invaso da altri giocatori che possono aiutarvi o attaccarvi, Wild sembra un titolo davvero diverso dal solito, un'ottima esclusiva per PlayStation 4. Anche di Horizon, il nuovo titolo di Guerrilla Games, si è visto qualcosa di nuovo. O, meglio, qualcosa di leggermente nuovo, nel senso che la demo era la stessa dell'E3 ma si svolgeva in modo leggermente diverso. La conferenza è andata avanti con altri annunci più o meno attesi, come il reveal del multiplayer di Uncharted 4, ma in generale gli annunci davvero importanti finiscono qui, con GT Sport e Detroit a fare da protagonisti.

Scheda PlayStation 4 Non è stata una grande conferenza, ma del resto era difficile aspettarsi di più. Sony nel 2015 ha partecipato a tutti gli eventi principali e, ogni volta, ha presentato titoli importanti e qualche sorpresa. Dopo l'E3, ricchissimo di annunci, la Gamescom dove le terze parti hanno mostrato diverse novità per PS4 e un Tokyo Game Show tornato a fare la voce grossa (quest'anno c'erano diversi prodotti importanti), a Parigi è toccato il compito di dare spazio a tre esclusive di grandissimo peso come Gran Turismo Sport, Detroit e Wild. Con Microsoft che sembra più concentrata su Windows 10 al momento, e Nintendo che sta vivendo un momento di transizione in attesa dell'arrivo di Project NX, per Sony la vita è relativamente facile. Anche se questo natale non è particolarmente ricco di esclusive, per il 2016 e oltre arriveranno una valanga di titoli che dovrebbero permettere facilmente a Sony e alla sua PS4 di continuare a dominare questa nuova generazione di console. Certo, c'è anche un po' di delusione: sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più per quanto riguarda la realtà virtuale e il PlayStation VR, e invece ci siamo ritrovati ad assistere all'ennesimo discorso vago sulle potenzialità della tecnologia, a cui si sono aggiunte le presentazioni di un paio di titoli. Apple e Google ci hanno insegnato che se credi davvero in una tecnologia, devi insistere, devi imporla. Sulla realtà virtuale invece la sensazione è che tutti, da Oculus a Sony, siano timorosi, preoccupati dalla reazione del pubblico. Si è innescata così un'attesa che rischia di essere troppo lunga. Dopo quasi due anni dal primo annuncio di Project Morpheus, è arrivato il momento di essere un po' più concreti.