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E3 2013

Speciale Sony Press Conference

Un prezzo da applausi per Ps4

speciale Sony Press Conference
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Usciamo dall'enorme Memorial Sports Arena pienamente convinti che Sony avrebbe potuto concentrare la sua conferenza in un nucleo densissimo di pochi minuti. Supporto per i giochi usati, trecentonovantanove euro a Novembre. Saluti e baci; tutti a casa.
I “novantadue minuti di applausi” raccolti in sala alla conferma del prezzo ufficiale e della policy sui DRM, testimoniano chiaramente che la posizione di supremazia conquistata nelle scorse settimane è stata mantenuta: Sony ha dato l'idea di essere un'azienda che guarda prima di tutto all'interesse del giocatore, che per lui produce contenuti, che supporta la sua visione. Cavalcando l'onda mediatica dei Meme che nell'ultimo mese hanno invaso la rete, “Gamer” è stata la parola chiave di un evento purtroppo carente dal punto di vista del ritmo e dei contenuti, ma fondamentale per cementare l'immagine dell'azienda e della console. Sono bastati insomma questi due “punti chiave” per far perdonare non solo la snervante assenza di nuovi annunci, ma persino la conferma che nella prossima generazione di console, anche su Playstation 4 si dovrà pagare per accedere ai server multiplayer dei vari giochi, effettuando la sottoscrizione al PlayStation Plus (che resta, in ogni caso, un servizio molto più ricco del “concorrente” Live Gold).
L'idea generale è insomma quella che Sony, rimasta fedele ad una visione del mercato molto tradizionalista, partirà questo autunno con una marcia in più, sostenuta dalle simpatie dei giocatori e, in fondo, anche da una line-up solida e sicuramente fortissima sotto il profilo della produzione indipendente. Però, bisogna ammetterlo, l'evento pre-E3 del colosso nipponico non ha certo saputo valorizzare al meglio questi aspetti, risultando un po' pallidino e finendo per giocare tutto sulla “denuncia” delle falle della concorrenza. Siamo onesti: in un'occasione così importante ci aspettavamo sicuramente di più.

Abbiamo vinto la guerra (reprise)

Molto prevedibilmente, la prima parte dell'evento Sony è interamente dedicata all'offerta Ps3 e PsVita, a conferma del fatto che, nonostante l'arrivo della console di nuova generazione sia ormai imminente, l'azienda non intende dimenticarsi il suo portatile e l'hardware casalingo che proprio ultimamente sta dando così tante soddisfazioni. Poco prevedibilmente, mancano i nuovi annunci, e la sfilza di trailer proiettati sull'enorme schermo che sovrasta il palco parla di prodotti già conosciuti. Su Ps3, del resto, non si potrebbe chiedere di meglio. The Last of Us in arrivo la prossima settimana, ed a seguire, questo autunno, produzioni del calibro di Puppetteer, Gran Turismo 6, Beyond: Two Souls, Rain.
Vita resta invece ancora un po' indietro, quasi dimenticata dalle terze parti, con una line-up ancora asfittica, ravvivata solamente da Tearaway e Killzone Mercenaries: un po' poco per far dormire sonni tranquilli ai fan, che per fortuna si consolano con l'ottima proposta di titoli indie e produzioni in digital delivery, mai avara di prodotti soddisfacenti. Ancora una volta, comunque, il portatile Sony si conferma un oggetto difficile da inquadrare, molto liminale, trattenuto soprattutto dalla scarsa fiducia di publisher che non se la sentono di rischiare troppo.
Diametralmente opposta la situazione di Ps3, che chiuderà (?) il suo ciclo vitale con il botto: con la dolcezza europea di Rain, con l'intensità recitativa del titolo Quantic Dreams, e con il “Real Driving Simulator” che, ostinato nel mancare l'appuntamento con il lancio di una nuova console, si accontenterà di vendere un numero spropositato di copie grazie anche all'ottima base installata della macchina attuale. Il messaggio di Sony, per quanto riguarda la gestione di Playstation 3, è chiarissimo: ci sono ancora mille motivazioni per acquistare la console (fra cui un bundle con GTA 5, senza ombra di dubbio il prodotto current gen più atteso dell'anno), ed il momento è pure propizio.
Ovviamente noi che viaggiamo fino a Los Angeles (o guardiamo in streaming la conference alle tre di notte) vorremmo sapere qualcosa di più su quello che verrà. Superata non troppo agilmente la prima mezz'ora di conference, Sony ci accontenta, confermando che da quel momento si parlerà solo di Playstation 4.
Il primo aspetto da svelare è il design. Che è, al pari di quello di Xbox One, molto tradizionale, con linee squadrate e superfici nere non troppo mordaci, divise da una netta linea di demarcazione in due zone, una lucida e l'altra opaca. Rispetto alla concorrente diretta, PlayStation 4 ha però il vantaggio di essere snellissima, piccola e (apparentemente) leggera. L'obiettivo principale della scocca sembra quello di sottolineare in maniera evidente una certa linea di continuità con PlayStation 2, il “monolite nero” più amato dai giocatori, simbolo di un'epoca in cui Sony dominava economicamente e dal punto di vista creativo il mercato del gaming. Tutto sommato il design ci sembra indovinato, non troppo ricercato né futuribile, ma elegante e appropriato.

Una volta svelata la console, cominciano purtroppo i problemi veri e propri dell'evento. Per le due interminabili ore di questa conferenza, hanno preso la parola personaggi completamente incapaci di reggere il palco, lenti e poco convinti nell'esposizione. L'inglese stentato di Yoshida ed i suoi toni poco cadenzati hanno spazzato via la simpatia del suo sorriso, gli inciampi nella lettura del gobbo del presidente di Sony Pictures hanno rovinato una delle performance meno convinte e partecipate, e persino House e Tretton ci sono sembrati un po' meno brillanti del solito. Mentre ci venivano mostrate sessioni in-game e nuovi trailer, insomma, si è consumato uno spettacolo non certo degno di un'azienda sempre attentissima alla comunicazione, e la cornice che avrebbe dovuto reggere i “quadri videoludici” di Sony è apparsa poco lucida e ancor meno brillante.

PlayStation Gamers

Che poi, si diceva, anche a livello ludico le sorprese sono state moderatissime. L'unico nuovo annuncio di rilievo è stato il The Order di Ready At Dawn, che si distingue per la Londra Steampunk che fa da sfondo al tutto, ma che poi decide di infilarsi in un genere un po' troppo abusato: di sparatutto cooperativi ne abbiamo veramente tanti, ed è difficile, in assenza di vere e proprie sequenze in-game, sbilanciarsi più di tanto. Da uno dei team che più stimiamo, ci saremmo attesi qualcosa con meno pallottole.
La conferenza procede, in ogni caso, con i quattro prodotti già annunciati il 20 febbraio: Killzone, Knack, Driveclub e Infamous, rigettati in pasto agli spettatori. Niente sorprese, insomma, e niente sorprese neppure sul fronte delle terze parti. Il Gameplay Reveal di Destiny lascia letteralmente meravigliati, Watchdogs si conferma un'IP di enorme valore, Assassin's Creed IV, tralasciando l'imbarazzo dei problemi tecnici, continua nel solco (ormai troppo profondo della tradizione). Ma il vero problema è che si tratta di prodotti che saranno multipiattaforma, così come lo saranno Diablo 3, Final Fantasy XV (il fu Versus XIII) e Kingdom Hearts 3. L'annuncio di contenuti esclusivi, oggetti di gioco aggiuntivi, add-on “only for Ps4” non basta più, dopo che Microsoft ha annunciato un numero impressionante di esclusive terze parti, con il Titanfall di EA a fare da testa d'ariete per una line-up presentata in maniera nettamente migliore.
Certo, per gli appassionati di GDR la “doppietta” di Square-Enix sarà stata un bel colpo, ma con i giapponesi c'è da andarci parecchio cauti, e considerati i tempi biblici del nuovo Final Fantasy, chissà quanto tempo passerà per vedere quel KH3 “currently in development”.
Unico guizzo di una conferenza un po' prevedibile (un aggettivo tremendo per una conference dell'E3), l'intervento non ludico di David Cage, che sommessamente conferma di essere al lavoro su Playstation 4 con una delle sue storiche Tech Demo. Prima di Heavy Rain c'era The Casting, prima di Beyond c'era Kara, e oggi -prima di un progetto misterioso di cui si parlerà probabilmente entro l'anno- c'è una divertita presa in giro di tutta l'industry videoludica e della sua ossessione per il motion capture.
Sul fronte delle produzioni che troveremo su Ps4, comunque, le soddisfazioni maggiori arrivano dalla scena indie. Oltre al The Witness del creatore di Braid, si aggiungono alla lista di produzioni indipendenti sei titoli di assoluto rilievo, divertenti e soprattutto alternative. Forse questo è l'unico aspetto che è mancato a Xbox One, una console molto “istituzionale” e tutta concentrata su produzioni tripla A. Confermando il supporto al self publishing e la volontà di aiutare nuovi talenti ad emergere, Sony ribadisce invece un'attenzione tutta particolare per un sottobosco che fino ad oggi è stato appannaggio del PC e della piattaforma Valve. Un ambiente da cui arrivano prodotti insoliti, creativi, lontani dai canoni classici e così preziosi per garantire vivacità alla scena videoludica.
Fra una cosa e l'altra, in ogni caso, la conference si è avviata verso la fine: l'annuncio di The Elder Scrolls Online (uno degli MMO meno promettenti del momento) è stato accolto con reazioni abbastanza sommesse, il reveal di Mad Max (Avalanche Studio gli darà la forma di un Just Cause postapocalittico) ha invece impresso un brivido lungo la schiena dei giocatori più anzianotti.
Ma gli applausi, come si diceva, sono stati tutti per il prezzo, e per le slide che quasi prendevano in giro la politica di Microsoft nei confronti dei giochi usati e dell'Always Online. Ed in effetti qui c'è poco da dire: 100 euro di differenza pesano come un macigno sulle aspettative di vendita della console di Redmond. Lì, è vero, troveremo incluso il costosissimo Kinect 2.0, ma i giocatori duri e puri non sanno davvero cosa farsene, e tantomeno riescono a giustificare un divario tanto evidente, soprattutto a fronte di un'ormai conclamata supremazia tecnica (sommessamente confermata anche dalle nostre prove dirette di alcune delle esclusive Xbox One). Per i territori europei, poi, l'assenza di DRM invasivi e la possibilità di restare disconnessi significa moltissimo. Ed anche il pubblico americano sembra aver apprezzato il mantenimento dello status quo. Forse erano più preoccupati i publisher, che nelle rigidissime politiche Microsoft hanno intravisto probabilmente un sistema per guadagnare anche dal (regolarizzato) mercato dell'usato. Sarà per questo motivo che hanno spostato su Xbox One alcune delle loro IP più promettenti?
Prima di chiudere, l'ultimo accenno alla conferma che, su Playstation 4, il multiplayer sarà a pagamento. E' vero che l'abbonamento al Playstation Plus permetterà anche di avere tutti i vantaggi che ormai conosciamo, primo fra tutti la Instant Game Collection. Eppure possiamo dire che oggi è ufficialmente finita un'epoca: un periodo d'oro per i giocatori, un sogno ad occhi aperti che faceva ricadere direttamente sull'azienda i costi di mantenimento delle infrastrutture. Sony ha saputo sfruttare al meglio le ottime qualità del suo Plus per far digerire ai suoi utenti questo cambio epocale. Siamo però sicuri che in molti scalpiteranno. Del resto, noi giocatori siamo gente davvero incontentabile.

Scheda PlayStation 4 Finisce coi botti la press conference Sony, dopo due ore di trailer e presentazioni dai ritmi un po' claudicanti. Di certo non si può dire che il confronto ludico con la rivale sia vinto: Microsoft ha presentato nuove IP coraggiose ed esclusive importanti, mentre Sony è tornata a martellare sui brand e sui prodotti già conosciuti, impostando il suo evento in maniera decisamente tradizionale. Impostazione, ritmi e presentazioni hanno ricordato quelli di conferenze classiche, istituzionali, fatte anche di parole a vuoto, di anticipazioni con poca sostanza, e di dirigenti che non sono in grado di tenere la scena. La Line-Up di Ps4, in ogni caso, è solida e potente, ma all'evento sono mancate due cose importantissime: novità e magia. Il coinvolgimento e le emozioni si sono tenuti sotto i livelli di guardia, per esplodere soltanto sul finale: quando il prezzo ed i dettagli sulla politica dell'usato hanno spento gli entusiasmi della concorrenza. Avremo voluto uscire dal Memorial Sports Arena più elettrizzati. Invece buona parte dei guizzi vidoludici è rimandata a domani, quando proveremo con mano le produzioni Ps4.