Splatoon 2: alla scoperta della modalità Salmon Run

Splatoon 2 introduce la Salmon Run, una modalità "orda" interpretata in pieno stile Nintendo, che sotto una superficie semplice nasconde molto di più...

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  • Switch
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Splatoon 2 si affaccia sul mercato con una mole contenutistica non invidiabile, ma certamente molto più ricca e variegata rispetto a quanto offerto dal prequel per Wii U. Merito non solo di un parco armi e equipaggiamenti molto più ricco, o di un ventaglio di modalità competitive certamente più ampio, ma sopratutto dell'inedita Salmon Run. L'interpretazione della classica modalità "orda" in stile Nintendo potrebbe apparire ad una prima e fugace occhiata un divertente diversivo alle solite Mischie Mollusche o ai frenetici match di Zona Splat, ma in realtà, sotto una superficie apparentemente esile ed essenziale si nasconde molto di più. Tanti sono stati infatti gli sforzi produttivi riversati nella Salmon Run, a restituire una modalità gratificante e incredibilmente tattica, che arricchisce la lore del mondo degli Squid ma sopratutto offre al giocatore un gameplay profondo e pronto a svelare nuove variabili partita dopo partita. Tempo di visitare i loschi vicoli di Inkopolis quindi, per trovare un lavoro da freelance presso la misteriosa Ursus & Co., guidata per l'appunto da Mr. Ursus.

Tutti al lavoro!

Il termine "Salmon Run" viene adoperato per indicare quel periodo dell'anno in cui i salmoni migrano dagli oceani, risalendo le correnti dei fiumi per depositare le proprie uova nei letti asciutti dei corsi d'acqua. Che è un po' la stessa cosa che fanno i perfidi Salmonidi, la terza razza che coabita nell'universo di Splatoon 2 insieme agli Squid e agli Octoling. I Salmonidi risiedono per l'appunto negli oceani, e a quanto pare sono appassionati di utensili da cucina quali forconi e padelle, che tramandano di generazione in generazione quasi come fossero reliquie sacre.

Non sappiamo se tali cimeli di famiglia godano effettivamente del potere del Divino, quel che è certo è che beccarne i colpi in faccia fa davvero male, un motivo in più per difendere il proprio territorio tenendosene bene alla larga. D'altronde il compito della squadra di giocatori, composta da quattro elementi, non è tanto quello di sterminare tutti i Salmonidi, ma solo quelli un po' troppo cresciuti, simpatici burloni dotati di abilità speciali e di un numero decisamente superiore di punti vita, da prosciugare mirando ai diversi punti deboli. La varietà di bestie speciali contro cui si ha a che fare durante un turno di raccolta è davvero elevata: ciascuno dei boss Salmonidi richiede al team una sempre diversa coordinazione, ma sopratutto la necessità di assegnare delle priorità su quello che dev'essere il successivo obiettivo da abbattere. Un esempio: i Salmodroni, capaci di lanciare missili a ricerca che inchiostrano il selciato, potrebbero all'apparenza sembrare i più innocui, ma lasciarli scorrazzare in giro per la mappa troppo a lungo equivale a ritrovarsi costantemente braccati da un fuoco nemico che non può essere respinto, ma solo evitato, a tutto svantaggio delle manovre di attacco che la squadra può pianificare.
Una situazione decisamente spiacevole da fronteggiare, sopratutto se si è inseguiti da un Boccalone (un enorme pesce pronto a sbucare d'improvviso dal terreno, in pieno stile Tremors), o se si è braccati dalle mefitiche spire di un Anguillone, enorme anguilla robotica dal corpo composto di inchiostro, il cui punto debole risiede nella coda, plancia di comando dove troviamo il pilota da splattare. Reagire prontamente alla minaccia Salmonide risulta insomma l'unica strategia vincente da adoperare se si desidera sopravvivere ai tre round che compongono ciascun turno di raccolta: ma è bene non dimenticarsi mai che l'obiettivo primario della Ursus è quello di accumulare sempre più Uova Dorate, droppate proprio dai boss sopracitati, da depositare nell'apposito cestello. Inoltre ogni turno di lavoro è accompagnato da equipaggiamenti diversi distribuiti in maniera randomica tra gli elementi del team, richiedendo così al giocatore di riscrivere completamente il proprio approccio alla lotta.

Oltre all'arsenale di base, ciascun dipendente può inoltre fare affidamento su una coppia di mosse speciali, da attivare all'occorrenza nei momenti di pericolo: il Jet Splat è perfetto per guadagnare altezza e abbattere i nemici da una posizione di vantaggio, mentre il Vernischianto può davvero tirarvi fuori dalle mischie più affollate in un battibaleno. Imparare a gestire con parsimonia le proprie risorse, indirizzando l'attenzione al nemico giusto nel giusto momento, vi consentiranno di emergere in azienda, ottenendo sempre più punti da investire nelle ricompense previste: un equipaggiamento esclusivo al mese accompagnato poi da colorati bussolotti, all'interno dei quali recuperare tantissimo denaro, ticket per pranzi speciali da Gamberto, e preziosi frammenti di abilità. Mica male la vita del freelance!

Imprevisti sul lavoro

Come accennavamo in principio, le attività della Ursus & Co non sembrano poi così lecite: l'azienda ha sede in un vicoletto piuttosto malfamato di Inkopolis, in un puzzolente garage da quattro soldi. Inoltre Mr. Ursus ci parla costantemente attraverso un auricolare, senza mai mostrarsi di persona, a suggerire che forse non tutto è in regola nella sua bottega.
Ma un giovane Squid deve pur guadagnarsi il pane per vivere, e quindi c'è poco da fare gli schizzinosi: indossiamo i nostri stivali di gomma e salpiamo per una delle due arene ad oggi disponibili, accomunate da una direzione artistica coerente e d'impatto, ma piuttosto diverse in termini di design. Speriamo comunque che i nostri cari colleghi non abbiano mai nulla da ridire sui luoghi di lavoro, dal momento che non crediamo che la categoria possa essere tutelata da un vero e proprio sindacato. Lo dimostrano i tantissimi "imprevisti" che possono caratterizzare una singola ondata, a rendere il nostro turno sempre più faticoso e complesso da portare a casa.

Dei veri e propri mini eventi, che aggiungono una tonnellata di variabili al gameplay, a tutto vantaggio del divertimento e della varietà (ma anche a discapito di una difficoltà che può impennarsi d'improvviso). Sono questi gli elementi che rendono la Salmon Run molto più che un semplice diversivo, ma un'esperienza a sé stante, profonda e complessa, capace di regalare sessioni di gioco di un'intensità rara.
Alcuni esempi? Beh, di tanto in tanto potrebbe capitarvi di incappare nell'alta marea, con il livello dell'oceano che sale inondando quasi tutta la mappa, costringendo il team a presidiare un avamposto di raccolta decisamente limitato. Nebbia e mareggiate sono le variabili più semplici con cui dovrete confrontarvi: non sia mai che uno dei membri del team venga circondato da strambe lucciole che sembrano attrarre i Salmonidi più piccoli, che si lanceranno all'inseguimento del malcapitato in banchi enormi, capeggiati da un misterioso Salmonide dorato ripieno di uova. I più sfigati potrebbero ritrovarsi nel bel mezzo di un'invasione "aliena", con un'astronave madre a svettare nel cielo pronta a bombardare la squadra con piccoli contenitori, da distruggere prima che tocchino il suolo.

Solo così rilasceranno le preziose uova; in caso contrario si trasformeranno invece in punti di spawn per gruppi di nemici pronti a braccarvi. Come se non fosse già abbastanza difficile gestire gli atterraggi indesiderati, l'astronave madre si lancerà di tanto in tanto sul cestello delle uova raccolte, pronta a succhiarne via il prezioso contenuto con una proboscide meccanica; in questi casi non c'è molto da fare se non vestire i panni del buon Will Smith e prepararsi a girare alcune scene di Indipendence Day, respingendo il mefitico invasore. Potremmo continuare a citare altri eventi speciali che caratterizzano la Salmon Run ancora per un bel po', parlando dei turni in cui abbiamo a disposizione potenti cannoni fissi, o di round in cui la mappa si riempie di strambe fonti d'acqua, nelle quali si nasconde il Salmonide Dorato. Quel che ci preme sottolineare è che i valori produttivi che accompagnano la Salmon Run sono decisamente elevati, e dimostrano il loro potenziale solo sulla lunga distanza, battaglia dopo battaglia, regalandovi un "gioco nel gioco" fatto di follia, divertimento e dipendenza. A vostro rischio e pericolo!

Ma è veramente oro quello che luccica?

I Salmonidi sono i cattivi, noi siamo i buoni. Questo è quello che la Ursus vuole farci credere. Ma vi siete mai chiesti se non vi fosse altro dietro i misteriosi affari della losca compagnia? Perchè organizzare spedizioni di volontari reclutati in lerci vicoli secondari? Da cosa deriva questa implacabile sete di uova? Pensateci bene: siamo noi Squid che invadiamo il territorio dei Salmonidi, dopo aver preso il largo con la nostra imbarcazione. Gli strambi esseri affiorano sulle rive di atolli dimenticati dal Dio dei calamari per scacciare l'intruso, ma cadono vittima del nostro inchiostro.
Facendo bene attenzione scoprirete che non è solo il ruolo di "sterminatori" quello che ci viene assegnato, ma anche di "rapitori senza scrupoli"; sì perché al centro delle uova dorate è possibile notare chiaramente la presenza di cuccioli di Salmonide, persi e spaesati, che noi non esiteremo a strappare ai rispettivi genitori e a sganciare negli appositi cestelli.

C'è da dire inoltre che la Ursus & Co è una delle aziende che produce tutta una linea di capi rivenduti nei negozi di Inkopolis, per una compagnia che forse, con quelle uova, recupera risorse da investire nella produzione di eguipaggiamenti per gli Squid più disattenti in fatto di acquisti e di origine dei prodotti scelti.
Anche l'accompagnamento sonoro che caratterizza la Salmon Run tradisce un che di fuori posto, con melodie che sembrano dipingere disagio, un malessere covato in segreto. Tanti piccoli indizi seminati dal team di sviluppo, i quali non solo concorrono a ricreare una lore ben più ricca e coerente di quanto non possa sembrare ad un primo sguardo, ma, volendo spingere sul pedale della fantasia, potrebbero comporre il profilo di uno specchio puntato su di una società di calamari che non si distingue poi tanto da quella umana, caratterizzata dalla presenza di compagnie senza scrupoli pronte a lucrare sulla salute del prossimo. Che ne dite? Ora le vostre scorribande all'insegna delle uova assumono tutto un altro sapore, non è forse vero?

Splatoon 2 Salmon Run arricchisce l'esperienza offerta da Splatoon 2 con un'efficacia che, sulle prime, potrebbe essere sottovalutata. Bollare l'inedita modalità come una semplice “orda” in salsa Nintendo non restituirebbe la portata di una trovata che nasconde sforzi ben più complessi e sostanziali sotto la sua superficie. Raggiunto un certo livello di difficoltà la Salmon Run dischiude tutto il suo potenziale, rivelando dinamiche fondate sulla tattica, sulla prontezza di riflessi e sullo studio attento dell'ambiente circostante. Le incredibili variazioni applicate ad una formula tanto semplice quanto efficace non fanno altro che ampliare a dismisura il respiro di un'esperienza che gode di una fortissima personalità, e che poggia su basi decisamente salde, ostentando una dignità francamente inattesa in fase di preview. La ciliegina sulla torta (di molluschi) arriva quando si osservano i tantissimi dettagli sparsi dal team di sviluppo a zonzo per gli stage e per i menu, a supportare una lore molto più matura e coraggiosa di quanto non fosse lecito aspettarsi da un prodotto Nintendo. La Salmon Run è per noi un traguardo importante raggiunto da Splatoon 2, e non vediamo l'ora che nuovi stage e armi vengano aggiunti con aggiornamenti futuri, per una modalità che nasconde un potenziale inatteso, davvero incredibile.

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