Splatoon 2: Ketchup vs Maionese, il resoconto dell'ultimo SplatFest

Il resoconto del primo Splatfest post-lancio di Splatoon 2 direttamente da Inkopolis: ketchup contro maionese, uno scontro gustosissimo!

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Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

La chiamano "festa" in quel di Kyoto, ma non sanno di cosa parlano. In realtà la prima Splatfest ufficiale di Splatoon 2 si è rivelata essere un evento all'insegna delle mazzate più selvagge, della competitività più accesa e dello sfottò più becero, che ha visto sfidarsi due schieramenti divisi dal sapore di un semplice condimento. Ma è poi davvero giusto definire ketchup e mayonaise "semplici condimenti"?
A guardare gli ettolitri di inchiostro colorato sparsi su tutta Inkopolis tra sabato e domenica sembrerebbe esserci molto di più dietro due tra i più apprezzati ingredienti con cui farcire wurstel, patatine e hamburger: parliamo addirittura di due modi di vivere la vita ben diversi, due filosofie che ci determinano come esseri umani, e che ci separano dalle "bestie infedeli" che si nascondono tra le fila dello schieramento opposto.
Io, per ventiquattr'ore, sono stato un "Ketchup boy", uno di quelli che ha assaporato sopratutto la sconfitta dal momento che, al termine dei giochi, i Mayonaise si sono imposti per 2 a 1 sui miei rossi compagni: ma la disfatta non mi tange più di tanto, perché in fondo in fondo la mia scelta è stata di semplice convenienza. Ho puntato al "male peggiore", dal momento che so bene che le uniche due salse che valga la pena versare sul cibo sono quella Barbecue e Sua Maestà Mostarda. Un giocatore "super partes" quindi, perfetto per stilare il resoconto della prima Splatfest ufficiale di Splatoon 2, analizzando ciò che ha funzionato così come gli aspetti più critici di una tipologia di evento che ci accompagnerà per i prossimi due anni con cadenza regolare. Via al collegamento da Inkopolis!

In diretta da Inkopolis

La piazza di Inkopolis è gremita: tutta la community di Splatoon affolla le strade in attesa del concerto più atteso dell'ultimo mese, quello di Pearl e Marina, a sancire l'inizio di ventiquattr'ore di festeggiamenti per l'attesa Splatfest. Per l'occasione la fisionomia della piazza risulta profondamente cambiata, con i grattacieli che ne cingono il perimetro ornati da megaschermi al neon sui quali vengono riprodotti gli status più cool dei giocatori. L'accesso alle lobby vede invece la presenza di un mega palcoscenico sul quale i lavori erano iniziati già nella scorsa settimana: le due idol ad arringare la folla mentre luci stroboscopiche e tanta musica allietano la serata degli Squid, illuminata inoltre da spettacolari fuochi d'artificio. Un impatto scenografico notevole quello della Splatfest, che trasforma l'HUB centrale di Splatoon 2 in uno scenario completamente nuovo, straripante di piccoli dettagli che contribuiscono a calare la community nel mood della Splatfest.
Una Splatfest che, come abbiamo già accennato, vedeva sfidarsi gli amanti di ketchup e mayonaise, pronti a splattarsi a vicenda in tre scenari specifici, Campus Hippocampus, Tintodromo Montecarpa e l'inedito Zona Mista. Quest'ultimo stage si sviluppa all'interno del mondo degli Octoling (lo stesso visitabile nel single player) e presenta un layout dinamico che varierà di Splatfest in Splatfest.

Un'arena che ripropone il classico design simmetrico tipico della serie, accompagnato da due macro piattaforme poste nella zona centrale in continuo movimento: una gradita novità che aggiunge pepe agli scontri, richiedendo al giocatore un costante uso di pensiero laterale e ancora più attenzione da porre sull'ambiente circostante, dal momento che il riposizionamento delle piattaforme potrebbe tagliare fuori d'improvviso importanti vie di fuga, costringendo i giocatori a serrati scontri diretti.
Peccato per una direzione artistica piuttosto anonima, caratterizzata dal riutilizzo di vari asset già adoperati in molte altre mappe, a comporre uno stage sviluppato in maniera un po' affrettata, complice la natura "multiforme" che gli sviluppatori gli hanno attribuito, pronti a ridefinirne gli spazi di evento in evento. Ad ogni modo le sorprese non sono finite qui per quanto concerne le ambientazioni: ogni Splatfest che si rispetti si svolge sempre in notturna, ed ecco che anche scenari ben conosciuti come Campus Hippocampus e Tintodromo Montecarpa si ripresentano tirati a lucido, più freschi e belli da vedere che mai. Merito anche dell'introduzione di due nuove colorazioni di inchiostro, a replicare le tinte tipiche di ketchup e mayonaise: un tocco di classe davvero godibile, che dimostra ancora una volta la cura riposta dagli sviluppatori nel trasformare le Splatfest in condensati quanto memorabili eventi. Ad ogni modo, va bene divertirsi, ma non bisogna mai dimenticare che durante una Splatfest si è in guerra, e che l'obiettivo primario rimane quello di vedere il proprio schieramento trionfare sugli avversari.

Ecco che le prestazioni individuali e di squadra contano tantissimo in Splatoon 2, imponendosi come due delle categorie fondamentali per il raggiungimento della tanto agognata vittoria finale (la terza affidata alla popolarità della singola coalizione). Oltre ai canonici punti esperienza, giocando si accumulano anche "punti schieramento", i quali consentiranno a ciascun giocatore di scalare una gerarchia di ranghi interna al proprio gruppo di gioco, composta da ben cinque gradi che vanno dal "ragazzo ketchup/mayonaise semplice" sino al prestigioso "ragazzo ketchup/mayonaise élite". Raggiungere un livello di un certo prestigio non solo contribuirà alla causa dei vostri commilitoni, ma farà sì che al termine della Splatfest possiate portare a casa un bottino ben più corposo in termini di Super Molluschi, che fanno il loro ritorno in questo seguito. Grazie agli speciali esserini violacei potrete rivolgervi al buon Echino, chiedendogli di "rollare" nuovamente tutte le abilità di un determinato equipaggiamento (spendendo un solo mollusco al posto dei canonici 20000 gettoni) oppure di aggiungere uno slot a maglie e cappelli di rango più basso, consentendovi nel tempo di plasmare con pazienza e costanza il vostro completo definitivo, basato sulle abilità che più preferite. A completare il quadro di novità introdotte dalla Splatfest troviamo nuove ed entusiasmanti tracce musicali ad accompagnare un evento che si dimostra decisamente curato sotto tutti i punti di vista: un diversivo composto da tanto divertimento e da un'incredibile attenzione al dettaglio (avete provato a farvi un giro nel poligono di allenamento per le armi? Perché anche quell'area ha goduto di un restyle in salsa Splatfest!), un appuntamento memorabile al quale sarebbe un peccato non partecipare. Nonostante i lampanti sforzi produttivi però, anche la Splatfest viene piagata da alcune criticità che ne hanno limitato l'efficacia e il successo; commentiamole insieme.

Come il ketchup sugli spaghetti

É un po' questo l'effetto che determinate scelte che accompagnano Splatoon 2 suscita in noi giocatori: fastidio e perplessità scaturiti da accostamenti incomprensibili, difficili da mandar giù, che rischiano di rovinare una ricetta che meriterebbe apprezzamenti ben diversi. Sì perché alcune delle scelte operate dal team di sviluppo che già normalmente arginano la libertà di Squid Boy e Squid Girl risultano ancora più fastidiose e incomprensibili in uno contesto di entusiasmo e divertimento da condividere quale quello di una Splatfest. Non è possibile ad esempio avviare una partita con amici se non si riesce a comporre un gruppo di almeno quattro persone: il matchmaking non riesce infatti ad associare una coppia o un semplice trio ad una squadra ancora alla ricerca di elementi, di fatto rendendo impossibile partecipare a match se non si è già parte di un gruppo completo.

E per rimanere ancora sul discorso matchmaking, sono state subito chiare le difficoltà incontrate dall'algoritmo nella gestione delle partite, con tempi decisamente dilatati rispetto al normale. Colpa da attribuire alla mole di lavoro in più necessaria non solo a far incontrare giocatori appartenenti a schieramenti diversi, ma anche caratterizzati da ranghi più o meno simili, oltre che da un ventaglio di armi omogeneo e variegato. Questo quantomeno in teoria, dal momento che la mia esperienza si è rivelata piuttosto distante dallo scenario idilliaco che ho tratteggiato. Tutto ciò anche a causa di un numero esacerbante di scontri contro team appartenenti al mio stesso schieramento, per dei testa a testa di fatto inutili ai fini del calcolo del punteggio finale della Splatfest, buoni solo a scalare i ranghi e quindi a supportare la categoria dedicata alle performance personali, che mette in palio un punto dei tre disponibili.

É chiaro quindi che qualcosa non abbia funzionato per il meglio: nonostante la popolarità del ketchup fosse sì superiore a quella della mayonaise è stato spesso impossibile contribuire alla propria causa con massima efficacia, proprio perché costretti a scontrarsi sin troppo spesso con altri amanti del rosso condimento. Criticità anche nella stabilità del netcode, con disconnessioni molto più frequenti rispetto al normale, anche nel bel mezzo di partite, che di fatto sono state istantaneamente compromesse. Da un lato quindi osserviamo scelte di design contestabili (e che in parte già conoscevamo), dall'altro un'infrastruttura ancora incapace di assicurare un'esperienza sempre scorrevole e godibile: due facce di una stessa medaglia che rischia di limitare le potenzialità delle Splatfest anche in futuro, con criticità sulle quali Nintendo deve necessariamente intervenire. Non solo perché Splatoon 2 sembra volersi imporre come newcomer nel territorio dei titoli competitivi più giocati sul web, ma anche perché, se tutto andrà bene, a partire dalla prossima primavera ai giocatori verrà richiesto un esborso economico per poter accedere alle funzionalità online dei titoli Switch. Un'eventualità che, alla luce delle problematiche riscontrate, risulta decisamente inaccettabile anche per il più paziente degli Squid Boy.

Splatoon 2 La prima Splatfest ufficiale di Splatoon 2 si conclude anche in Europa con la vittoria dello schieramento Mayonaise, riuscito ad imporsi sui “cugini” del Ketchup per un punteggio di 2 a 1. Il divertimento è stato tanto, complice anche il grande impegno riposto da Nintendo nel trasformare la Spaltfest in un evento memorabile, ricco di personalità, capace di costituire un piacevolissimo diversivo alla tradizionali Mischie Mollusche o Partite Pro giocate alla luce del sole di Inkopolis. Grazie anche alle preziose ricompense inizia oggi la scalata di ogni giocatore verso il proprio “equipaggiamento perfetto”, un lungo cammino da percorrere all'insegna dell'impegno, della costanza e della pazienza, ma anche del grinding più estremo, richiesto per plasmare un capo con le specifiche abilità che più si preferiscono. Un entusiasmo in parte rovinato da alcuni problemi strutturali, per i quali ci aspettiamo una risposta convincente già a partire dalla prossima Splatfest; imperfezioni di un netcode che dovrà dimostrare una solidità e un'affidabilità ben maggiori in futuro. Meno ottimistiche invece le nostre previsioni per quanto concerne la gestione di partite con amici: Nintendo sembra anche in questo caso voler seguire una direzione francamente impossibile da apprezzare, imponendo al giocatore limitazioni assurde. “Splatfest” dovrebbe essere sinonimo di “divertimento assoluto” da provare anche e sopratutto in compagnia di amici, qualsiasi sia il loro numero. Speriamo che a Kyoto smettano di intestardirsi in questo modo, e spoglino un potenziale diamante grezzo quale Splatoon 2 è da una serie di inutili imperfezioni che ne rovinano apparentemente la sola superficie, ma che come piccole crepe si estenderanno in profondità, procurando un danno che potrebbe essere percepito in maniera decisamente maggiore sulla lunga distanza.

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