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Speciale Splatoon - Tre mesi dopo

A tre mesi dal lancio analizziamo lo stato di salute del divertentissimo sparatutto Nintendo, arricchitosi con tanti nuovi contenuti e modalità inedite: un successo meritato, che però presta ancora il fianco a qualche critica.

speciale Splatoon - Tre mesi dopo
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Sono passati ben tre mesi dalla pubblicazione dell'esclusiva Wii U più importante della stagione estiva (non ce ne voglia il buon Yoshi!), quello Splatoon che ha saputo interpretare con grande stile e personalità un genere da sempre "estraneo" a Nintendo. Neanche la casa di Kyoto si aspettava un successo così strepitoso per questa nuova IP, un titolo che ha lanciato con decisione forti segnali a tutti coloro che accusano la software house nipponica di eccessivo immobilismo e accanito sfruttamento dei propri storici brand. Pur avendo conseguito ottimi risultati sul territorio europeo e, in parte, su quello americano, è stato piuttosto il Giappone ad accogliere le battaglie dei calamari antropomorfi con incredibile calore ed entusiasmo, come testimoniato non solo dai numerosi giocatori dagli occhi a mandorla connessi in ogni momento della giornata, ma anche dalle ottime vendite registrate: secondo i dati di Media Create, Splatoon ha raggiunto quota 560000 unità vendute, non scendendo mai oltre la quinta posizione delle classifiche stilate dall'analista nipponico durante questi mesi estivi. Un risultato incredibile per una release Wii U, e il volume di vendite ancora oggi non accenna a diminuire. Nintendo ha compreso il grande potenziale del suo ultimo successo, espandendone a dismisura l'offerta ludica con nuovi contenuti quali armi e mappe, e tracciando la strada di un supporto puntuale e completamente gratuito. L'ultima tappa di questo percorso ha portato ad un corposo aggiornamento, pubblicato il 6 agosto, che ha eliminato buona parte dei più gravi problemi strutturali che affliggevano il gioco.
Con questo articolo vogliamo allora ripercorrere l'evoluzione del titolo, così da formulare un giudizio più completo e puntuale alla luce dei tanti sforzi compiuti dal team EAD 2, nel contempo soffermandoci su quelli che sono gli aspetti sui quali, secondo noi, occorre ancora intervenire.

Non tutti i DLC vengono per nuocere

É piuttosto impegnativo riassumere il corposo quantitativo di contenuti pubblicati per Splatoon nel corso di questi tre mesi: Nintendo aveva lanciato sul mercato un prodotto che non faticammmo a definire incompleto, ma che oggi si presenta sulle nostre console in una forma completamente rivoluzionata. La strategia operata dalla casa di Kyoto ha mirato a rendere progressivamente disponibili nuovi elementi di gioco, che arricchissero un gameplay che oggi mostra una complessità e una varietà di meccaniche tale da non temere il confronto con gli sparatutto più "seriosi" presenti oggi sul mercato. Questo lento ma progressivo supporto ha fatto si che i giocatori prendessero confidenza con un nuovo modo di interpretare il genere, contraddistinto da quel tratto di genialità e freschezza che solo Nintendo poteva assicurare.
Col tempo le Mischie Mollusche hanno goduto di un corposo aumento dei campi di battaglia disponibili, per un numero totale di stage che, rispetto alla data d'uscita, è oramai raddoppiato: le cinque mappe iniziali sono state affiancate da numerose aggiunte, tutte più o meno riuscite, con picchi di eccellenza assoluta come Camp Totano e Torri Cittadine. Location inedite caratterizzate con grandissima cura, il cui design esalta le peculiarità del gameplay di Splatoon, impreziosendolo addirittura con piccoli eventi dinamici, come ad esempio le enormi barriere presenti in Camp Totano, che liberano il proprio passaggio negli ultimi secondi di ciascun turno, consentendo di raggiungere in pochi istanti la base avversaria e regalando attimi finali molto concitati. Per rendere il ritmo di gioco ancora più intenso e forsennato, il team ha inoltre introdotto nuove "bocche da inchiostro", non solo rielaborando armi già presenti al day-one, magari associandole a set di secondarie e speciali diversi, ma mettendo a disposizione dei battaglieri calamari strumenti totalmente inediti: troviamo ad esempio il rapido pennello Calamaravaggio, col quale abbattere i nemici con grande facilità sulla corta distanza, oppure il recentissimo secchiello Secchiostro, grazie al quale ricoprire gli stage con veri e propri gavettoni di colore. Menzione speciale per la potente Spatling a tanica, gatling gun introdotta nell'ultimo aggiornamento, la cui potenza di fuoco appare inarrestabile, seppur controbilanciata da una lentezza nei movimenti da non sottovalutare. Il team EAD 2 ha inoltre trovato il tempo per omaggiare l'infinita storia Nintendo, proponendo una fedele replica dello Zapper del NES caratterizzata da una elevatissima rapidità di fuoco, questa volta adoperata per abbattere calamari e non anatre in fuga. Tutti coloro che temevano esiti negativi sugli equilibri del bilanciamento generale sono stati fortunatamente smentiti: indubbiamente alcune armi risultano più versatili di altre, adattandosi con maggiore facilità a diversi stili di gioco. Ma il buon lavoro effettuato da Nintendo nel bilanciare il tutto può essere riscontrato proprio alla luce dei tanti e diversi set di equipaggiamento che popolano le partite in rete, a testimoniare come ogni giocatore abbia trovato uno strumento bellico più adatto alle proprie esigenze e al proprio stile.
A variare la formula delle Partite Pro si sono aggiunte due nuove modalità: Torre Mobile e la recentissima Bazookarp. Nella prima le due squadre sono impegnate nel raggiungere una torre volante posta nella parte centrale della mappa, così da saltarci su e controllarla, permettendole di avanzare su binari prestabiliti verso un punto specifico posto nella "metà campo" avversaria. Vince chi riesce a raggiungere questa zona prima dello scadere del tempo, e, nel caso nessuno vi riesca, la vittoria spetterà a coloro che saranno stati capaci di avvicinarvisi maggiormente. Una modalità divertentissima, che richiede tanto pensiero laterale e una buona dose di strategia, dal momento che gettarsi insieme all'intero team sulla torre non è la scelta più saggia. La squadra deve piuttosto dividersi, con alcuni giocatori impegnati a controllare la piattaforma mentre gli altri ne anticipano il tragitto cercando di eliminare gli avversari lungo il percorso. La filosofia alla base del "Capture the Flag" viene poi parzialmente reinterpretata nella modalità Bazookarp, nella quale è necessario raggiungere l'omonima arma dorata posta al centro della mappa. Grazie all'enorme bocca da fuoco a forma di carpa il giocatore può sparare tornado d'inchiostro, nel tentativo di raggiungere un pilastro posizionato nei pressi del punto di respawn avversario, così da depositarvi l'arma e vincere la partita.

Il divertimento continua, assicurato non solo dalla varietà offerta dalle tante nuove modalità, ma anche da una serie di rinnovate opzioni di matchmaking aggiunte nell'ultimo update: la fanbase di Splatoon ha così avuto l'opportunità di accedere ai match privati, da disputare tra amici e con regole personalizzate, selezionando la mappa che più si preferisce. Inoltre è finalmente stata resa disponibile la possibilità di cercare partite in compagnia di altri amici invitati nell'apposita lobby, per poter giocare sempre tutti insieme e sopratutto nella stessa squadra. Opzioni di cui si è decisamente sentita la mancanza nei mesi trascorsi; ancora oggi rimaniamo sinceramente perplessi dinanzi alla scelta operata da Nintendo in questo senso, che ha privato per troppe settimane l'utenza di una funzionalità importante, che è oramai prassi nel panorama degli shooter online da almeno dieci anni.
L'abbondanza contenutistica viene impreziosita dalle sempre attesissime Splatfest, eventi periodici della durata di ventiquattr'ore durante i quali la community è chiamata a prendere le parti di uno dei due schieramenti proposti.

Per l'occasione su Coloropoli scende la sera e le stelle risplendono sui tradizionali campi di battaglia, assicurando agli scontri un sapore del tutto nuovo grazie alle tante suggestioni dovute al cambio di setting. Al termine della Splatfest, Stella e Marina annunciano lo schieramento vincitore, regalando a tutti i giocatori un numero variabile di preziosissime ostriche da donare a Spike, in cambio delle quali il riccio di mare aggiungerà slot bonus al nostro equipaggiamento oppure cambierà le abilità ad esso associate in maniera del tutto casuale. Un ottimo modo per rendere i propri capi preferiti sempre performanti e utili in battaglia, senza mai rinunciare ad una sana dose di stile; proprio come fanno i veri tipi "in gambero".

Le ombre di Coloropoli

É impossibile quindi non accogliere con estrema positività quanto fatto sino ad oggi da Nintendo: l'impegno profuso dalla casa giapponese è incontestabile e i giocatori di tutto il mondo possono ora godere di un prodotto che è riuscito a diventare molto di più di quanto ci si aspettasse. Il flusso di contenuti gratuiti inoltre non sembra destinato ad arrestarsi, con nuove mappe annunciate nei recenti trailer promozionali che promettono di continuare a stimolare gli utenti nella loro lunga scalata verso il rinnovato level cap (aumentato da 20 a 50) e nell'acquisto dei tantissimi nuovi capi d'abbigliamento aggiunti grazie all'update estivo.

Permangono però a nostro parere alcuni difetti strutturali che limitano in parte il potenziale di questa piccola gemma ancora parzialmente grezza. Alcuni di questi costituiscono certamente "peccati veniali", facilmente risolvibili con futuri update: risulta ancora piuttosto scomodo, ad esempio, dover abbandonare il matchmaking ogni volta che si desidera selezionare un diverso set di armi, allungando di conseguenza i momenti trascorsi nei menu di gioco e costringendoci a cercare nuovamente una partita. Scorciatoie che permettano di selezionare al volo uno dei loadout precedentemente configurati risolverebbero il problema, per un'implementazione che escludiamo possa richiedere grandi sforzi. Altra scelta difficilmente comprensibile è costituita dalle limitazioni imposte sulle mappe e sulle modalità di gioco selezionabili durante le partite: forzare una rotazione di sole due mappe ogni quattro ore, accompagnate da un conseguente cambio di modalità del tutto casuale, appare sinceramente assurdo, sopratutto ora che il numero di campi di battaglia comincia a farsi interessante. E non basta alternare Mischie Mollusche a match Pro per scacciare la noia che rischia di incombere dopo partite su partite disputate nella stessa arena. Necessario è quindi implementare un vero e proprio sistema di votazione, già presente in tanti altri titoli moderni; e se la preoccupazione di Nintendo è quella di vedere determinati stage cadere nel dimenticatoio della community senza venire mai selezionati, allora bisognerebbe quantomeno aumentarne il numero di stage per ogni fascia oraria. Ad ogni modo confidiamo in una soluzione che conceda massima libertà decisionale ai giocatori, permettendo loro di splattarsi a vicenda come e dove preferiscono.
Ma il tasto più dolente è sinceramente costituito dalla qualità del netcode, ancora oggi troppo ballerino: il lag può risultare piuttosto frequente in determinate ore della giornata, con avversari "splattati" che continuano a spararti addosso, inchiostro invisibile che non si deposita sulle superfici o "rulli fantasma" che avanzano sul loro cammino senza che neanche un colpo alla testa del proprio utilizzatore riesca ad arrestarli.
In seguito all'ultimo update e durante la più recente Splatfest disputata è stato davvero difficile riuscire a concludere un match senza incappare in qualche fastidiosissimo "errore di comunicazione" ed essere conseguentemente sbattuti fuori dalla partita. Chi vi scrive è certamente conscio di non godere di una delle migliori connessioni disponibili sulla piazza, ma è anche vero che bazzicando sui tanti forum internazionali (compreso il nostro) molti sono i giocatori che confermano i disagi sopra elencati. Una condizione che non viene certamente migliorata dalla totale assenza di filtri regionali utile a separare l'utenza su più server diversi: se al tutto aggiungiamo il cospicuo numero di giocatori giapponesi onnipresenti online certamente dotati di connessioni per noi difficilmente eguagliabili, allora è facile comprendere che in questo ambito vi è ancora molto da lavorare.

Splatoon Splatoon è un segnale importante da parte di Nintendo. La casa di Kyoto ha dimostrato di poter ancora (o meglio: ancora una volta) tirar fuori dal cilindro piccole gemme capaci di sovvertire i canoni imposti dall'arido panorama videoludico contemporaneo. La scelta di pubblicare un prodotto inizialmente "monco" per poi arricchirlo di contenuti gratuiti nel tempo è certamente contestabile, e ammettiamo che anche noi abbiamo storto il naso per alcune funzionalità di fondamentale importanza giunte in ritardo (una su tutte il matchmaking di gruppo). Per contro però non si può fare a meno di rimanere basiti dinanzi alla quantità di armi, mappe, accessori e modalità che sono state aggiunte già a partire dalla prima settimana successiva al lancio. E sapere che ulteriori DLC continueranno a sostenere il successo di Splatoon anche nei prossimi mesi (una nuova mappa è in uscita proprio il 21 agosto) non può che renderci felici per aver atteso con pazienza la lenta evoluzione del titolo. Nintendo però mostra ancora il fianco a qualche critica, derivata proprio da quell'ostinazione tipica della software house nipponica, sempre decisa a non volersi "conformare" alla concorrenza e alle mode del mercato: senza esserci soffermati sull'assenza della chat vocale, una feature che secondo noi avrebbe ulteriormente valorizzato il prodotto, vi sono ancora alcuni aspetti sui quali intervenire, uno su tutti la qualità del netcode, al momento troppo poco affidabile. Nonostante queste storture, Splatoon riesce comunque a sfiorare lo status di capolavoro, rivelandosi un'esperienza imprescindibile per qualunque possessore di Wii U ma non solo, vista la freschezza e la qualità generale dell'offerta ludica. Siamo certi che l'inizio del futuro della casa di Kyoto parta proprio da questo nuovo, promettentissimo brand, capace di ribadire ancora una volta la forza dirompente della "Nintendo difference".