Overwatch Adesso online

Giochiamo in diretta con l'acclamato sparatutto Blizzard!

CES 2013

Speciale Steam Box

Il co-fondatore di Valve Gabe Newell, ci rivela qualche interessante informazione sulla nuova e misteriosa console.

speciale Steam Box
Articolo a cura di
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tra le varie novità del CES e gli incessanti rumor degli ultimi mesi in merito all'arrivo della tanto attesa next gen, uno in particolare si fa sempre più insistente e curioso: quello relativo ad una fantomatica console di Valve, nuova occasione per approcciare la digital experience di Steam in maniera rapida e indolore, dal salotto di casa propria esattamente come con una tradizionale console da gioco. Quel che però traspare tra l'hype e la corsa all'ultima voce di corridoio, è un grande confusione intorno a quello che non è solo un oggetto fisico - console o computer che dir si voglia - ma un nuovo concetto di fruizione videoludica (e multimediale); un concetto che è stato ribadito da molti alla fiera di Los Angeles ancora in corso, l'edizione 2013 del Consumer Electronic Show. Gabe Newell, amministratore delegato e co-fondatore di Valve ha da poco rilasciato una lunga intervista a porte chiuse, per chiarire una volta per tutte cosa bolle in pentola.

JACK-IN-THE-BOX

Nonostante i chiarimenti e le svariate informazioni a riguardo, il progetto Steam Box rimane un grande mistero, proprio come il contenuto di una scatola a molla. Steam Box non è solo un oggetto, una macchina o un dispositivo elettronico, ma un nuovo e ambizioso concetto di fruibilità tra le mura domestiche, un dispositivo o una serie di dispositivi collegati e comunicanti tra loro per un idea di multimedialità più semplice e intuitiva che mai. Questo ecosistema, è una scatola pronta ad aprirsi per mostrare al mondo intero le potenzialità di una piattaforma versatile e potente, che vuole diventare sinonimo di divertimento per ogni tipo d'utenza.
Durante l'intervista Newell spiega che Valve ha idea di creare qualcosa che sia una via di mezzo tra un sistema proprietario e una piattaforma aperta, dando possibilità ad una folta schiera di produttori di collaborare a questo inedito segmento dell'industria videoludica. Steam Box potrà essere costruita sulle esigenze del singolo utente, seguendo la filosofia del "buono, migliore, o il massimo".

"Steam Box è un ecosistema digitale ad uso domestico, una scatola pronta ad aprirsi per mostrare al mondo intero le potenzialità di una piattaforma versatile e potente."

Gli utenti interessati alla parte multimediale e i gamer occasionali potranno accontentarsi di una soluzione simile a quella proposta da OnLive e recentemente presentata anche da NVIDIA con la sua tecnologia Grid, mentre gli hardcore gamer potranno puntare su hardware veri e propri, performanti a seconda di esigenze e disponibilità economiche. L'idea è decisamente vincente, e se pubblicizzata correttamente potrebbe mettere in seria difficoltà i grandi nomi dell'intrattenimento casalingo attuale, la trinità Microsoft, Nintendo e Sony. Il grande vantaggio della filosofia open source è la possibilità di personalizzare al massimo l'esperienza d'uso, in questo caso con parti hardware intercambiabili e software (a quanto pare Steam Box si baserà su Linux, ma nulla vieta all'utente di installarci Windows o altri sistemi operativi).
Tutto questo porterà naturalmente a dei sostanziali cambiamenti anche per la stessa piattaforma Steam, che si è recentemente rinnovata in un'interfaccia dedicata ai grandi schermi e alla fruizione per i salotti (Big Picture), quindi destinata ad ulteriori e importanti mutamenti. L'intervista ha dato conferma che la scatola magica di Valve ci offrirà la possibilità di vedere film in streaming, navigare su internet, e offrire altri generi di servizi internet, magari con delle importanti partnership studiate a tavolino.
Per fare definitivamente chiarezza sulla questione, confermiamo infine che Piston, il mini PC modulare presentato da Xi3, sarà quindi soltanto una delle tante "SteamBox" che appariranno sul mercato. Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare dei costi (probabilmente eccessivi) di questo prodotto. Newell ha confermato che Valve proporrà una sua soluzione, quella che in fondo potremo considerare la Steambox principale: design, caratteristiche e prezzi non sono stati annunciati. Quello che conta è che Valve non sembra avere intenzione di soffocare la pluralità del mercato legato alla componentistica Hardware, lasciando ad ogni produttore la possibilità di proporre la sua soluzione, sfruttando poi tutte le possibilità che Steam già propone.

UNA QUESTIONE DI CONTROLLO

Alienware X51 è quanto di più simile al concetto di Steam Box al momento disponibile sul mercato. In realtà si tratta di un normale computer mini-ITX potenziato.

Nella sua recente intervista, Gabe Newell non ha dimenticato di parlare dei numerosi e diversi sistemi di controllo che possiamo trovare oggi sul mercato, a partire dai classici joypad di cui fanno uso le più importanti console delle ultime generazioni, a mouse e tastiera legati ad una filosofia PC-centrica, così come i nuovi arrivati di un mercato in continuo mutamento, ovvero i controller a sensore di movimento e gli schermi touchscreen dello scenario mobile. E' attorno a questi ultimi due che si è concentrato il recente dibattito tenuto dal co-fondatore di Valve, che non si ritiene per nulla interessato da questi nuovi input device, assolutamente incapaci di offrire la giusta reattività e delle latenze ridotte ai minimi termini indispensabili per i giochi di oggi, adatti non tanto per il gaming in sé, quanto per delle funzionalità accessorie e complementari. Il corpo umano non ha nulla di più rapido e reattivo delle dita delle mani, ecco perché esse sono il miglior strumento del vero videogiocatore; un'affermazione per altro ribadita anche da Warren Spector in una nostra intervista di qualche mese fa. Il colosso del gaming ha dimostrato invece grande interesse per una tecnologia sporadicamente menzionata in ambito videoludico, che in passato ha interessato la sola Nintendo, tuttavia mai implementata in nessun hardware casalingo: stiamo parlando della biometria, in grado di rilevare gli stati d'ansia del giocatore, quindi battito cardiaco, movimento delle pupille, postura e movimenti del giocatore di fronte allo schermo, informazioni che, con la giusta tecnologia, potrebbero essere interpretate dal gioco influenzando l'ambiente virtuale o il personaggio da noi utilizzato in game.

Steambox Proprio in virtù di una crisi che continua a mietere vittime anche in ambito videoludico, Valve potrebbe riuscire ad ottenere l'approvazione di utenti, sviluppatori e publisher in un mercato complesso e stratificato, grazie ad un sistema aperto in grado di soddisfare ogni genere d'utenza; da quella in cerca di uno strumento economico e funzionale, o chi preferisce una piattaforma potente e performante. L'idea alla base è sicuramente ottima, così come i propositi di Valve: grazie alle recenti innovazioni sul piano tecnico, le novità da poco presentate da colossi come NVIDIA e delle infrastrutture sempre più performanti e veloci, possiamo sicuramente confermare che i tempi sono maturi e pronti all'innovazione che l'azienda di Seattle ci vuole presentare. Ora non ci resta che attendere nuove informazioni, nella speranza che il mercato sia pronto per questo nuovo passo avanti.