Destiny 2: Community Event Adesso online

Giochiamo in diretta con la community!

Speciale Steam Power

Un sunto delle novità offerte dal software made by Valve, all'alba di una nuova era videoludica.

speciale Steam Power
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il mondo videoludico è in fibrillazione per l'arrivo della next generation. Solo due mesi ci separano dall'avvento delle nuove macchine, ma se pensate che il PC sia una piattaforma vecchia e stantia, allora vi sbagliate di grosso. Il colosso Valve è qui proprio per raccontarcelo, grazie ad un anno ricco di novità, attraverso continui update del software ma anche di importanti innovazioni della piattaforma di distribuzione digitale. Non ci stancheremo mai di dirlo, ma Steam rappresenta per certi versi il futuro di un mondo destinato alla totale digitalizzazione, uno store online forte di prezzi competitivi e di un'infrastruttura online incredibilmente ben realizzata. Ecco un sunto delle novità offerte dal software del colosso californiano, all'alba di una nuova era videoludica.

BIG PICTURE: LA TV INCONTRA STEAM

Nel tentativo di avvicinarsi agli utenti console e ai casual gamer, Steam propone ormai da diversi mesi una nuova interfaccia grafica studiata per la navigazione con joypad controller e la fruizione su schermi TV. Ne avevamo già parlato a suo tempo con un articolo dedicato: ora il servizio è uscito dal suo stadio embrionale "beta" ed è pronto ad abbracciare tutti i giocatori che hanno intenzione di farsi un multimedia PC o che hanno la fortuna di poter collegare il proprio computer, desktop o portatile che sia, ad un bello schermo LED dall'ampia diagonale. Big Picture, così si chiama l'originale interfaccia di Steam, richiama quanto già osservato sulle console tra dashboard e interfacce utente di vario tipo. Con l'utilizzo di un controller (la preferenza va naturalmente a quello Xbox 360 compatibile con Windows) possiamo comodamente navigare stando sdraiati sul letto o sul divano, senza l'impiccio della tastiera e del mouse. L'interfaccia è ora disponibile a tutti senza limitazioni d'uso, ma non ci sentiamo di decretarlo come un vero successo, in quanto la navigazione è sì semplice, ma anche priva dell'immediatezza e dello charme offerto da Microsoft e Sony con i rispettivi hardware casalinghi.

"Con l'utilizzo di un controller possiamo comodamente navigare stando sdraiati sul letto o sul divano, senza l'impiccio della tastiera e del mouse."

La difficoltà maggiore per Valve risiede nel far collimare e coincidere le funzionalità offerte dalla versione classica di Steam, con tutte le feature legate alla community e al network, con quella di più semplice navigazione pensata proprio per il joypad, impresa tutt'altro che semplice. Il futuro di Big Picture è ancora nebuloso, forse legato alla fantomatica SteamBox sulla quale si specula tanto di recente. Possiamo solo supporre l'arrivo di una serie di servizi cloud, magari in partnership con NVIDIA e grazie all'architettura GRID, permettendo così agli utenti di giocare a tutti i titoli del catalogo previo sottoscrizione di un abbonamento, un po' come già avviene negli States o in alcuni paesi europei con servizi come Onlive e Gaikai (ora acquisita da Sony Entertainment). Ma per chi come noi vede in Steam una piattaforma senza limiti né barriere, c'è anche il cinema e la musica, media che potrebbero, perché no, diventare parte integrante dell'offerta Valve, ponendo il colosso californiano in diretta concorrenza con Netflix, iTunes e Play Store.

STEAM, PIATTAFORMA APERTA

Bagnando il naso a Microsoft, Valve anticipa la mossa di qualsiasi concorrente, proponendo un innovativo sistema che abilita gli utenti a condividere la propria libreria di giochi con familiari ed amici. Avete capito bene: anche se in fase beta, con Steam Family Sharing presto Valve darà possibilità agli utenti iscritti di scambiarsi virtualmente i giochi acquistati, trasformando in byte e download quanto avviene su console quando si presta il disco di gioco. Sebbene pratica nuova nel mondo videoludico, la condivisione è cosa ben conosciuta nel mondo del digital delivery. Prendete il già citato Netflix piattaforma per la visione di contenuti video molto popolare negli States. Grazie al sistema share è possibile creare un utenza e condividere l'account con altre persone. Se Valve riesce nell'impresa, la feature di Steam promette grandi cose, non senza vincoli o limitazioni. Le librerie verranno condivise interamente per un massimo di 10 utenti (o meglio computer) da noi selezionati, ma solo da un utente per volta. Alcuni giochi potrebbero non essere disponibili per la condivisione a causa di limitazioni tecniche.

"Con Steam Family Sharing presto Valve darà possibilità agli utenti iscritti di scambiarsi virtualmente i giochi acquistati, trasformando in byte e download quanto avviene su console quando si presta il disco di gioco."

Per esempio, i titoli che richiedono in aggiunta un codice seriale, una sottoscrizione o un account di terze parti, non possono essere condivisi. Supponiamo che anche i publisher avranno voce in capitolo, potendo decidere se applicarsi alla politica di sharing o meno. Una libreria condivisa può essere utilizzata da un solo utente alla volta, ma potremo sempre accedere ai nostri giochi e usufruirne in qualunque momento. Se decidiamo di cominciare a giocare quando un amico sta già utilizzando uno dei nostri giochi, gli verranno concessi alcuni minuti per terminarne la sessione, o in alternativa acquistarne una copia di proprietà. I riceventi avranno sempre accesso ai DLC del proprietario, ma non potranno acquistare un DLC per un gioco che non possiedono. Ogni giocatore può acquistare, scambiare, guadagnare o ottenere in qualunque altro modo contenuti di gioco durante la partita, ma tali contenuti non saranno condivisibili tra gli account. Questi oggetti rimarranno di proprietà dell'account che li ha acquistati o ottenuti, indipendentemente dal proprietario del titolo. La nuova funzionalità in via sperimentale genera ovviamente tanti altri interrogativi, dubbi che dovremo però tenerci fino a quando non potremo effettuare un test con mano.

MANIA DI COLLEZIONISMO

Ma per irretire i giocatori non occorre solo proporre nuovi servizi o strumenti, quanto semplici alternative "ludiche", in questo caso costruite attorno alle funzionalità social della piattaforma stessa. Se prima c'erano gli Obiettivi - o Achievement se preferite - oggi abbiamo anche le carte collezionabili, da scambiare con amici ed utenti del network, o addirittura da vendere nel market integrato in cambio di moneta sonante. Non sappiamo bene come è nata l'idea o da cosa sia scaturita, ma lo Steam Trading Card Group e il suo milione di utenti iscritti è la chiara conferma che i giocatori apprezzano e che la trovata è un vero successone. Gran parte dei publisher supporta la simpatica feature e la lista dei giochi che aderisce all'iniziativa è ormai vastissima. Ogni gioco vanta dalle 5 alle 15 carte da collezionare e completare una serie permette di "fondere" le carte per realizzarne una medaglia, da sfoggiare nel proprio profilo utente attraverso un vero medagliere. Alle carte normali si aggiungono le foil, ovvero quelle con skin metallizzata, più rare e quindi dal valore nettamente superiore. Al pari di una collezione di figurine o card, questo trading system non ha utilità alcuna, ma si pone come stuzzicante elemento di contorno, a incorniciare una piattaforma già funzionale e completa. Chissà che Valve non trovi altri modi per sfruttare la simpatica feature...

Steam Everyeye non nasconde di sentirsi molto vicina al modello di business digitale, in particolare a quanto costruito da Valve in ormai più di dieci anni. La piattaforma si è evoluta in maniera eccezionale e rappresenta al momento la punta di diamante della distribuzione digital delivery (DDL), non solo per via di prezzi e offerte, ma soprattutto grazie a tutto ciò che è stato costruito attorno. Ai topic discussi nel corso dell'articolo si somma un social network davvero ben strutturato, così come un sacco di strumenti ad uso e vantaggio non solo degli utenti ma anche degli stessi sviluppatori, come Greenlight e Workshop. I tempi però sono tuttaltro che rosei, tra un settore mobile sempre più presente e l'arrivo della next gen a complicare il tutto. Se è vero che Valve nasconde un progetto a nome in codice SteamBox, è bene che lo riveli al pubblico nella speranza di poter prendere in contropiede l'avanzata inesorabile dei colossi dell'intrattenimento, Sony e Microsoft. E voi cosa ne pensate? Cosa vi aspettate per il futuro, da Steam e dalle nuove piattaforme digitali in dirittura d'arrivo?