Speciale Sulle note dell'orrore

Ripercorriamo i momenti più intensi della saga di Silent Hill, omaggiandone la bellissima colonna sonora d'autore, seguita in quasi tutti i capitoli principali dal maestro Akira Yamaoka.

speciale Sulle note dell'orrore
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  • PS4
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

La fitta nebbia che avvolge il lago Toluca oramai dal lontano 1999 è stata capace di insinuarsi nel cuore di milioni di giocatori di tutto il mondo. Umida e strisciante, la coltre di piccole gocce d'acqua sospese ha rapito chiunque abbia avuto il coraggio di attraversarla, rendendo i primi 3 capitoli della saga ambientata nella cittadina americana di Silent Hill veri e propri giochi di culto. Per gli appassionati della serie Konami preferire Silent Hill agli altrettanto famosi concorrenti equivale da sempre a voler vivere una tipologia di terrore diversa, più subdola e visionaria, prendendo le distanze da plot narrativi composti da virus sintetizzati in laboratori segreti o spiriti inquieti da liberare. Gettarsi nella nebbia equivale a saltare nell'oscurità del proprio cuore, fissare l'orrore negli occhi e sostenerne lo sguardo, mentre i rimpianti e le sofferenze terrene ricordano costantemente la loro scomoda presenza, lacerando e ferendo animi tormentati. Che decidiate di ritrovare la piccola Cheryl nei panni di Harry Mason, inseguire la speranza di riabbracciare un amore perduto con James Sunderland oppure cercare di dare un senso alle terrorizzanti visioni allucinate che turbano la giovane Heather, vi ritroverete in ogni caso a confrontarvi con un incubo intimo, personale, la cui forma risulta sempre plasmata dalle debolezze e dalle ferite scoperte racchiuse nel sottile guscio della fragilità umana. Composta da veri e propri "viaggi emozionali", la saga di Silent Hill, o quantomeno la trilogia iniziale, è custodita nel cuore dei tanti fan con i quali il defunto Team Silent è stato capace di instaurare un'alchimia quasi innaturale per quanto potente. Nel raggiungere tali traguardi il ruolo del comparto audio, e della colonna sonora nello specifico, è stato determinante: il Maestro Akira Yamaoka ha dato voce agli orrori nascosti dalla nebbia, curando tutte le OST della saga, ad esclusione degli ultimi capitoli Downpour e Book of Memories.

Grazie alla perfetta commistione tra Rock e Trip hop, affiancata da echi Jazz e Industrial, il compositore giapponese ha contribuito a rendere memorabili numerosi momenti della saga: oggi, con questo articolo, vorremmo ripercorrere alcuni di quegli istanti omaggiando le composizioni più significative dei primi tre Silent Hill, analizzando il grande contributo emozionale da queste apportato, riconoscendole come elementi imprescindibili della visione realizzata dal Team Silent. Sarà ovviamente impossibile assicurare il giusto spazio a tutti i brani di ciascuna tracklist (ognuna composta dai 30 ai 40 componimenti circa), ma speriamo che i campioni selezionati possano per voi rivelarsi un incentivo, spingendovi ad approfondire l'argomento con ulteriori ascolti alla ricerca della vostra traccia preferita. Inutile dire che lo spoiler è dietro l'angolo, incombente e pesante come il letale Pyramid Head.

Silent Hill

Per cominciare il nostro "percorso emozionale" sulle note dell'orrore apriamo le danze con il primo, indimenticabile Silent Hill, rilasciato nel 1999 e diretto da Keiichiro Toyama, divenuto poi fondatore del Team Siren, al quale dobbiamo oggi l'esistenza di piccole perle come Forbidden Siren e il più recente Gravity Rush. Chiunque abbia posseduto una Playstation nel 1999 non tarderà a riconoscere le prime note del brano omonimo "Silent Hill", ad accompagnare il filmato introduttivo in CGI nel quale osserviamo il rocambolesco arrivo di Harry Mason nella cittadina avvolta dalla nebbia. Una chitarra acustica propone un ondeggiante arpeggio dissonante, mentre incalzanti note di mandolino si susseguono rapide; i due strumenti si sovrappongono, riproducendo una melodia destabilizzante, malsana, che scuote l'ascoltatore e satura l'aria di un odore malato, come di fiori andati a male, a testimoniare l'avvento di un pericolo imminente. Trascorsi i primi 23 secondi l'atmosfera di colpo si alleggerisce e le influenze Trip hop di Yamaoka entrano in scena, con batterie campionate e sintetizzatori ambient al servizio di una melodia malinconica e struggente. Nel frattempo scorrono le immagini dell'intro, frammenti di un passato sfocato e anticipazioni delle tante personalità che incontreremo nel nostro viaggio, poveri diavoli più o meno inconsapevoli, che impareremo ad odiare o a compatire alla luce del loro tragico destino. Ancora oggi questo brano riesce ad inquietare e suggestionare, con il mandolino che sembra cadenzare gli infiniti passi di una creatura insettoide che striscia impazzita sotto la nostra pelle.
Il primo terrore, d'altronde, non si scorda mai.

Altro momento iconico dello splendido debutto Konami vede protagonista la giovane e bella Lisa Garland, infermiera dell'Alchemilla Hospital. Sopravvissuta all'incubo in cui la città sembra sprofondata, la ragazza è in chiaro stato di shock, spaesata e confusa dagli assurdi eventi che si stanno consumando. Il destino di Harry si incrocia con quello di Lisa, e tra i due, protagonisti inconsapevoli dello stesso spettacolo d'orrore, si instaurerà un forte legame, condividendo la volontà di resistere alla follia che li assedia. Proprio per questo motivo separarsi per sempre dalla dolce infermiera sarà ancora più difficile e struggente: in una delle stanze dell'ospedale la giovane confesserà ad Harry di aver capito cosa le sta succedendo, di conoscere finalmente il perché lei sia l'unica sopravvissuta dell'equipe medica della struttura. Il dolore, la sofferenza e le dipendenze da droghe hanno riscosso il proprio dazio nei confronti della giovane, piegandone la mente e facendole negare l'ovvia realtà: Lisa è infatti già morta, ma non è mai stata pronta ad accettarlo. La paura scuote il corpo della donna, la quale chiede ad Harry di salvarla; una richiesta di conforto e di calore umano mentre abbraccia un angosciante destino di morte al quale nessuno sembra mai essere sufficientemente preparato. Una visione orribile si para dinanzi gli occhi di Mason che, terrorizzato, respinge quella che sino ad allora era stata l'unica persona con cui condividere la propria angoscia, fuggendo e voltandole le spalle. Gli occhi di Lisa si riempiono di sangue mentre quelli del giocatore traboccano di lacrime: il tutto accompagnato dalle tristi note di "Not tomorrow 1", una lenta ballata sorretta da un arpeggio di chitarra, ultima sentenza su un domani che per Lisa non avrà mai luogo. Harry, incurante del pianto disperato proveniente dalla camera, sbarra la porta, quasi come un bambino che chiude gli occhi dinanzi alla visione del "mostro cattivo", sperando che questo possa così svanire. Una scena mai dimenticata dai fan del brand, che da sempre si ritrovano sui forum per ricordare la triste fine di uno dei personaggi più iconici della saga. Lisa ed Harry, accompagnati dal Maestro Yamaoka, ci ricordano l'infinita fragilità della natura umana, la tenerezza nascosta dietro al più disperato grido d'aiuto, e la forza innata del terrore, che in un istante può prendere il sopravvento e trasformarci nei suoi mostruosi servi.

Molti sono i brani della OST del primo capitolo di Silent Hill che andrebbero approfonditi, tracce quali "Tears of...", "She" e "Otherside", tasselli di un puzzle sonoro di assoluto splendore. Il primo lavoro di Yamaoka dedicato alla serie, forse, non è il più maturo e vario della sua produzione, ma vanta certamente la presenza di alcune tra le più potenti e suggestive track.

Silent Hill 2

Nel 2001 Konami e il Team Silent ci riportano sulle sponde del lago Toluca, ancora una volta accompagnati dalle melodie dell'artista giapponese, coinvolto in maniera ancora più attiva nel processo creativo alla base del titolo. Il risultato finale è eccellente, per uno dei capitoli più amati della saga e del genere horror, impreziosito da una storia estremamente matura, anche per i canoni odierni, e da una colonna sonora d'eccezione. Dopo aver rovinato i piani del "Culto" al fianco di Harry Mason, l'attenzione del giocatore questa volta si sposta su James Sunderland: l'uomo si dirige a Silent Hill dopo aver ricevuto una lettera da sua moglie Mary, morta tre anni prima, nella quale la donna lo invita a incontrarla nel loro "posto speciale". Questa volta non vi sarà nessun rito di iniziazione né Dei sanguinari da risvegliare: James affronterà piuttosto un viaggio molto più duro, quello nei propri sensi di colpa e nei rimpianti di un passato che non cessa di tormentarlo. Gli ultimi tre anni trascorsi al fianco di sua moglie erano stati un inferno a causa di una malattia degenerativa che aveva privato la donna prima della sua bellezza e poi della sua salute.

Rancori, risentimenti e rabbia avevano cominciato a nutrire un rapporto che alla fine si era inevitabilmente compromesso, sostituendo l'amore con tutto il peso della frustrazione. James, stanco di veder soffrire Mary e stanco di veder lentamente scivolare via il fantasma di una vita che non avrebbero mai potuto trascorrere insieme, decideva di anticipare l'inevitabile, ponendo fine alle sofferenze di sua moglie, uccidendola. Il titolo si apre con il protagonista assorto sulla riva del fiume Toluca, mentre, incredulo, legge la lettera recentemente ricevuta. Accompagnato dalle note rock della bellissima "Promise" il giocatore comincia a conoscere la personalità di James, uomo semplice, che come tanti altri prima di lui ha incontrato l'amore e a quell'amore ha affidato una parte importante del proprio cuore. Lo stesso brano può inoltre essere ascoltato nei crediti di uno dei finali "positivi" del gioco, il "Maria ending", una chiusura dolceamara, fatta di rassegnazione e di perdono, di una pace interiore mai completamente conquistata. Ormai venuti a conoscenza di tutti i retroscena celati dietro la storia di James, possiamo comprendere come la "promessa" del titolo sia quella fatta dall'uomo a sua moglie Mary, deciso a condurla per un'ultima volta a Silent Hill come da lei richiesto, per conservare il ricordo di una felicità che non avrebbero mai più potuto condividere insieme. Una promessa che James non ha mai mantenuto, quasi a simboleggiare il peso di tutte le colpe non espiate delle quali l'uomo si è fatto carico. Ma è anche la promessa fatta dal Destino, forza incomprensibile, che con i suoi scherzi costringe l'essere umano ad accettare forzatamente il risultato degli eventi, condannandolo ad essere accompagnato da fantasmi dei quali non riuscirà mai a liberarsi completamente, proprio come accaduto con Mary per James. Yamaoka colpisce ancora una volta con "Promise", dipingendo spazi dell'anima discreti e tormentati con un brano strumentale di forte impatto, malinconico, a tratti risentito, che evoca caldi pomeriggi d'estate nel bel mezzo dei quali, alle volte, scoppia un forte temporale, mentre un grigio profumo di terra bagnata ruba tutti i colori.

Il momento più emotivo dell'intera produzione è però quello in cui James ricorda di aver effettivamente ucciso Mary con le sue stesse mani. Una verità pesante, che il subconscio dell'uomo aveva accantonato in qualche angolo buio e remoto della mente, e che gli viene rivelata in una stanza del Lake View Hotel, luogo in cui la coppia aveva soggiornato negli ultimi giorni trascorsi insieme. Mentre il protagonista cede alla disperazione delle immagini riprodotte da un vecchio lettore VHS, le quali mostrano l'orribile gesto compiuto, l'atmosfera si fa gelida attraverso le pesanti note di pianoforte del brano "True"; spilli di ghiaccio che trafiggono il cuore dei giocatori, quasi a rappresentare la sofferenza di James in quegli stessi istanti. D'improvviso lunghe note di violoncello rimangono sospese nell'aria, dense e penetranti, malinconiche come la consapevolezza di un addio troppo lungo per essere accettato. Si dice che la verità, alle volte, possa ferire come poche altre cose al mondo; se avete ancora dubbi a riguardo chiedete pure a James Sunderland.

Con grande coraggio e maturità Silent Hill 2 affronta nel corso del plot narrativo numerosi temi etici e morali scottanti, argomenti che ancora oggi sono al centro di aspri dibattiti sociali, quali eutanasia, abusi psicologici e sessuali, abbandono. Un lungo viaggio nei meandri più oscuri della natura umana, accompagnati ancora una volta dalla maestria di Akira Yamaoka. Tanti i brani di altissimo livello presenti nella OST del titolo, dal famosissimo tema principale "Theme of Laura" al rock acido e arrabbiato di "Overdose Delusion", passando per l'incalzante "Love Psalm" e per i ritmi avvolgenti di "Heaven's Night". Il risultato finale è consegnato alle cronache come una delle colonne sonore più belle di tutti i tempi (a parere di chi scrive la migliore della serie), ad accompagnare "IL" titolo horror per eccellenza, ancora oggi ineguagliato.

Silent Hill 3

Nell'afoso maggio del 2003 il Team Silent torna sugli schermi Sony, con un terzo capitolo che si pone come sequel diretto del primo Silent Hill. Tornano anche alcuni dei personaggi che avevamo conosciuto cinque anni prima, e il fulcro degli eventi ruota ancora una volta attorno al "Culto", movimento pagano nato e sviluppatosi nella cittadina, portato avanti dagli adepti dell'Ordine. Il giocatore veste i panni di Heater Mason, figlia adottiva di Harry, ben 17 anni dopo lo scontro con il temibile Incubus, menre il legame che congiunge la giovane alla città nebbiosa comincia a manifestarsi nella forma di visioni allucinate. Nel tentativo di dare un senso a quanto accade, Heather si ritrova suo malgrado inseguita da Claudia, affiliata all'Ordine, cercando di sottrarsi ad un destino tragico che la vede come futura genitrice di un nuovo Maligno. Per molti fan il terzo capitolo della saga segna l'inizio del declino della serie, pur venendo a tutti gli effetti riconosciuto come un buon Silent Hill. Diversi saranno gli avvenimenti salienti coi quali il giocatore sarà chiamato a confrontarsi, accompagnato come sempre dalle suggestioni distorte di Yamaoka. La OST si presenta ancora più rockeggiante della precedente, con chitarre acide e pesanti batterie industrial a farla da padrone: ma la grande novità risiede nella presenza di brani non solo strumentali ma anche cantati, accompagnati dalla calda e potente voce di Mary Elizabeth McGlynn, cantante, doppiatrice e attrice molto conosciuta in america. Il risultato finale è come sempre ottimo, per una colonna sonora molto più dinamica, rinnovata dall'introduzione della versatile voce femminile.

Impersonando una giovane diciassettenne, il focus narrativo del titolo cambia nuovamente registro rispetto al passato, focalizzando la propria attenzione sulla crescita, sul distacco, sull'incomprensione e sulle delusioni che divenire adulti inevitabilmente assicura. In tale contesto appare impossibile non citare una delle scene chiave di Silent Hill 3, capace di destabilizzare anche i fan più coraggiosi: l'assassinio di Harry Mason. Impegnata nello sfuggire agli aborti partoriti dal folle Otherworld, Heather rientra sfortunatamente troppo tardi, rinvenendo il cadavere del padre. Puntuale l'intervento del composer giapponese, impegnato a sostenere una scena tragica e lacerante come quella della morte di un genitore, grazie al brano "Dance With Night Wind": la drum machine accompagna i battiti del cuore della protagonista, cuore che sembra fermarsi e ripartire senza sosta. Il tutto in un panorama desolante, evocato dal piano e dal violino che prontamente contribuiscono a delineare una linea melodica solenne e malinconica. Neanche il tempo di sfogare tutta la nostra rabbia sul corpo informe dell'assassino, il boss Missionary, che la cruda realtà sembra convocarci di nuovo al suo cospetto. É tempo di salutare per l'ultima volta il buon Harry, con la bellissima "Please Love Me...Once More". Una sezione ritmica inusualmente vivace per i toni della scena e un fitto tappeto di tastiere scandiscono il tempo dell'addio, fotografando un giro di boa importante per il personaggio di Heather, shockata dalla morte del padre ma ormai risoluta a vendicarla. Il brano sembra rappresentare esattamente i due stati d'animo della ragazza, con i toni dimessi iniziali che lentamente scalciano dall'interno, decisi a cedere ad una lucida rabbia.

Il percorso emotivo di Heather è lungo e travagliato: la ragazza non solo è chiamata a confrontarsi con orrori che annienterebbero anche le menti più forti, ma deve fare i conti con tutta l'impulsività e l'incertezza a cui i suoi diciassette anni la sottopongono. In tale contesto spicca la ballata rock "I Want Love (Studio Mix)", un brano rabbioso e oscuro, nel quale la voce della McGlynn urla tutta la frustrazione e la disperazione del vuoto interiore della ragazza. Una versione molto più sperimentale del brano può inoltre essere ascoltata durante l'incontro tra la protagonista e il detective Douglas Cartland nel Lakeside Amusement Park. Il personaggio di Douglas costituisce ormai per Heather una vera e propria figura paterna, la cui vita risulta ancora una volta assediata dalla malvagità dell'Ordine. É facile quindi contestualizzare la forza di un brano come "I Want Love (Studio Mix)", universale nel tratteggiare con potenti suoni di chitarra elettrica il dolore lancinante di un abbandono e la confusione derivata dall'incapacità di dare una spiegazione logica ad avvenimenti inaccettabili per quanto dolorosi. Ma c'è spazio anche per la speranza riposta nell'amore, talmente forte e innata da divenire quasi necessità fisica.

Anche nel caso della OST di Silent Hill 3 vi sono ulteriori brani da citare, tra i quali spiccano gli strumentali "End of Small Sanctuary" e "Breeze in Monochrome Night", affiancati da pezzi cantati quali "Letter From the Lost Day" e "You're Not Here". Con il coinvolgimento di Mary Elizabeth McGlynn, Akira Yamaoka decide di rinnovare ulteriormente il proprio sforzo creativo, componendo una colonna sonora più dinamica e "arrabbiata", in cui le chitarre elettriche trovano ancora più spazio, tratteggiando atmosfere amare come la ruggine che infesta l'Otherworld

Silent Hills Il nostro cammino sulle note dell'orrore giunge al termine; tanto altro ci sarebbe da dire sul contributo musicale operato dal compositore giapponese e molti sarebbero i momenti iconici della saga che varrebbe la pena analizzare e riassaporare. Abbiamo volutamente deciso di limitarci ai primi tre capitoli del brand Konami, osannati da critica e pubblico e oramai detentori di un posto d'onore nell'olimpo videoludico. Qualora vi sia piaciuto rivivere con noi le atmosfere decadenti di una serie indimenticabile, o se non siete mai stati a Silent Hill prima d'ora ma la vostra curiosità è stata destata, consigliamo l'acquisto del cofanetto “Silent Hill: Sounds Box”, composto da ben 9 cd musicali grazie ai quali ripercorrere le forti emozioni dell'intera serie, con materiali bonus interessantissimi per i fan più accaniti ed un packaging da urlo. Oggi Akira Yamaoka continua a comporre, e presiede attivamente tantissime fiere di settore affiancato dalla sua band e da Mary Elizabeth McGlynn, consegnando a milioni di fan un biglietto di andata e ritorno per Silent Hill, e per quelle emozioni indelebili che, con la sua musica, ha contribuito a regalare.

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