Speciale The Art of Dishonored

Un viaggio fra gli schizzi preparatori e le tavole concettuali su cui è stato costruito il titolo Arkhane

speciale The Art of Dishonored
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Vi abbiamo raccontato molto, su Dishonored. Vi abbiamo detto della piaga strisciante che infetta le pareti di Dunwall, di quel pasticcio sociale in cui i ratti appestati infilano il grugno, e siamo andati poi alla ricerca delle mille influenze che attraversano il gameplay delle fasi Stealth.
E ovviamente, abbiamo esaminato fin nei minimi dettagli l'ultimo lavoro di Arkhane, mostrandovi in video tutte le prodezze di Corvo. In questo nostro piccolo speciale, vogliamo invece lasciar parlare le immagini, portando alla luce tutto quel substrato di schizzi preparatori e concept che hanno supportato il lavoro del team di sviluppo. Come se si trattasse di una piccola galleria d'arte, contrappuntata da qualche nota interessante che sveli qualcosa di più sul mondo di gioco. Seguiteci.

Dunwall


Eccola: Dunwall. Quando ancora era bellissima. La rivoluzione industriale aveva rinvigorito l'economia, fatta fino a quel momento di piccole pescatori, e attirato la gente dalle isole. La capitale di Gristol non era mai stata così bella. I grandi muri di mattoni rossi splendevano mentre il sole ancora trovava spazio nelle strade ariose, ed il brulicare di gente dava al tutto un'aria cosmopolita. Gristol sembrava davvero il centro dell'universo.




E poi invece ecco la faccia scura del progresso: un'essere fatto solo di fumo, onnivoro, alimentato dai mille comignoli delle case che bruciano gli adipi di Balena ventiquattr'ore su ventiquattro. Una coltre spessa che opacizza la luce, toglie i colori. Di la dalla baia, si vede solo una macchia, una scia funebre di barche che passano sotto il ponte.




Il ponte di Kaldwin separa i due distretti della città. Un gigante metallico che vigila su tutto, e tiene lontani i poveracci dagli alloggi dei potenti.




Il regime si è ormai insediato, e le vetture che scorrono rapide sulle rotaie servono solo a una cosa: trasportare i morti della peste lontano dalla città. I grossi veicoli neri ricordano certe macchine infernali del Reich, e schizzano avanti e indietro sul binario morto del distretto sommerso: qui, scaricano i corpi avvolti dai sudari, come sacchetti inutili. Non c'è più né il tempo ne il modo di bruciarli, a Dunwall.




Una mappa stilizzata del centro città. La strada principale è dedicata a John Clavering: l'unico che abbiamo trovato è un generale inglese del '700: un tributo?


L'anima del Commercio

C'è un numero incredibile di poster, quadri, immagini promozionali e cartelloni di propaganda che tappezzano le mura della città. Ed è impressionante la cura per il dettaglio con cui è stata realizzata tutta la cartellonistica che si può ammirare persino nella camera di Corvo all'interno dell'Hound Pits Pub.
Dishonored non è il solo videogioco che ha utilizzato questo sistema per caratterizzare i propri scorci: anche il primo Bioshock aveva ammaliato il suo pubblico con gli impacciati Advertise che sembravano davvero usciti dagli anni '50, fatti di facce sorridenti e tratteggiati con lo stile da comic preistorico. Non è un caso che fra i due titoli sia stato riscontrato un certo parallelismo, quindi.
Per quanto riguarda invece il motivo di un così attento lavoro, ci viene solo da pensare che è in fondo attraverso la pubblicità che si mettono a nudo gli usi e i costumi di una cultura, le sue strategie comunicative, il successo di quei prodotti che poi scandiscono i ritmi della vita di tutti i giorni. Nei cartelloni di Dishonored lo stile asettico e monocromatico ricorda molto quello del regime sovietico, aspro e duro, senza troppi orpelli, diretto e comunicativo. In questa maniera ogni immagine risalta ancora di più


La congiura dei lealisti parte dall'Hound Pits Pub, ormai in rovina dopo che il distretto della città in cui sorgeva è stato abbandonato. Della vecchia gloria rimane solo un accenno, in questo cartellone che non si fa scrupolo a ribadire la brutalità di una società in cui il progresso tecnologico non ha ancora smussato le asperità dei modi. I combattimenti fra cani sono legali, la violenza quasi glorificata. Restiamo molto curiosi di assaggiare lo spezzatino di Toro.




La rivoluzione industriale di Gristol si basa sull'olio di Balena. Un composto volatile, il cui funzionamento resta oscuro anche ai filosofi naturali. Riempiti a pressione, i contenitori servono per alimentare macchinari domestici e industriali. I prezzi sembrano popolari. "Riparti con Whale Oil company"




Le case chiuse sono una realtà. Nelle sale della casa di piacere si trovano politicanti e ricchi mercanti dediti alle più oscure perversioni. Ma sulle pareti della città, neppure una Pin Up. Non un reggipetto o una giarrettiera in vista. Solo un gatto dorato. Sintomo di una società attraversata da contraddizioni, corrotta e godereccia ma attenta alle apparente. Anche fra le Sette Costrizioni compare la "carne lasciva".




La guerra fra l'Elisir di Sokolov ed il Rimedio di Pietro sembra vedere vincitore l'intruglio del medico di corte. I due composti dovrebbero tenere a bada la peste, evitare il contagio, ma in verità sappiamo che possono ben poco. L'approccio concettuale, però, è differente. L'unguento di Sokolov cura il corpo, rinvigorisce, semplice ricostituente che migliora il tono muscolare. Quello di Piero solleva lo spirito, infida sostanza psicotropa che abbraccia la filosofia del "Positive Thinking". Per questo nel gioco curano rispettivamente salute e mana.





Nessuno ci pensa mai, a quanto spazio prendono i morti. Intere generazioni sepolte in filari tutti uguali, cimiteri monumentali che si estendono a perdita d'occhio. In un continente generalmente insulare, è difficile trovare così tanto spazio libero. Affidare i propri morti al mare? Difficile per un popolo che sul mare ci vive e con il mare combatte: chissà quanti uomini si sarà già preso. Meglio ricorrere alla cremazione. Un po' macabri il corvo e il ratto.



Eccolo, Corvo Attano. Ricercato, miscredente, nemico della città. Questo poster, come sottolinea la presenza del sito ufficiale in calce, è stato realizzato solo con finalità promozionali, ma già si intravede la predilezione per i toni di grigio e le linee parallele che listano quasi a lutto l'immagine del ricercato.


Quadri e Litografie

Sokolov non è solo medico di corte, ma pittore rinomato in tutta Dunwall. I suoi quadri sono piuttosto rari e valgono qualche soldo, perfetti anche come Collectible e disseminati nelle ambientazioni (molto difficili da trovare, alle volte). La sua pennellata grassa ha dipinto le personalità più eminenti della città.
Nelle case più modeste, invece, si trovano piccoli piccoli autoritratti e litografie.


Vi chiederete chi sia questa donna elegante e raffinata. Non vogliamo rivelarvi la sua storia, me gli occhi di ghiaccio di questa nobile adesso sono coperti da una bieca cateratta. Impazzita, uscita di senno, gira nei distretti portuali di Dunwall operando strani rituali. Si mormora sia una strega, la chiamano Nonna Cencia



La misteriosa Lady Boyle, amante segreta del lord reggente. Anche Sokolov l'ha ritratta solo da dietro, nella luce tagliata del mattino. A corvo toccherà scoprire chi fra le tre sorelle Boyle è il suo bersaglio designato.



Il Lord Reggente, una volta prima spia di Corte. L'artefice della cospirazione. E' già cibo per topi.




I Tre fratelli Pendleton. Due appoggiano il nuovo regime, il più saggio sostiene i lealisti. Arroccati fra le mura della casa di piacere, i poveri fratelli faranno una brutta fine. Bolliti a causa di una valvola di vapore difettosa, lanciati giù dalla terrazza per incontrare la fredda scogliera, oppure -senza più lingua per parlare- a scavare nelle miniere dove schiavizzano i propri operai.




I ritratti appesi alle pareti della casa di piacere.




In ultimo, una litografia. Un'enorme baleniera, su cui è stato issato un enorme cetaceo, pronto alla macellazione. I racconti tremendi della raccolta del sego e dell'olio si possono trovare nei libri sparsi per le case di Dunwall.
In litografie come queste, alle volte, si nascondono anche gli indizi per trovare le combinazioni di qualche cassaforte. Controllatele da vicino.


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