Speciale The Last of Us Remastered - Analisi Tecnica un po' Noiosa ma comunque Scritta Bene

Entriamo nel dettaglio delle novità tecniche dell'edizione rimasterizzata.

speciale The Last of Us Remastered - Analisi Tecnica un po' Noiosa ma comunque Scritta Bene
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

The Last of Us Remastered arriva in un momento molto delicato per le console Next-Gen, in cui una consistente fetta di pubblico si chiede se il salto generazionale abbia veramente aperto ai giocatori una nuova stagione del gaming, o abbia semplicemente tirato a lucido quella vecchia, con lustrini grafici e texture in alta definizione.
La riedizione del titolo Naughty Dog, per molti, rappresenta il "lato oscuro" di un mercato in cui sempre più raramente emergono nuove idee, e chiude un'annata che ha avuto i suoi momenti di sconforto, assediata dalle riedizioni HD. Mentre si salta da Tomb Raider a Metro Redux, si rincorrono voci di una trilogia di Uncharted riconvertita su Ps4, e rischia di spuntare pure un Beyond "uno-punto-cinque": è normale insomma che serpeggi un po' di malcontento. Sarebbe bello, del resto, che le energie produttive dei team di sviluppo fossero orientate solo ed esclusivamente su nuovi progetti, IP inedite e meravigliose capaci di darci quello che ancora non ci hanno dato 10 mesi di Next-Gen.
Sony ci tiene comunque a giustificarsi: buona parte degli utenti Ps4 raggiunge solo con questo hardware i lidi PlayStation, e sarebbe un peccato che si perdessero quelle pietre miliari che hanno definito la line-up della vecchia macchina. PlayStation Now non è ancora pronto (e chissà poi quanto dignitosamente potrà comportarsi nel vecchio continente), e manca totalmente la retrocompatibilità: che sia quest'ultimo il peccato mortale della "scheggia nera" di Sony?
A onor del vero ci pare un punto di vista un po' frettoloso, se si considera quanto abbia fatto bene alla console il cambio integrale di architettura, che adesso permette l'arrivo di tante produzioni indipendenti sviluppate senza fatica da team contenuti, e velocizza il processo produttivo e di ottimizzazione.
Fatto sta che The Last of Us Remastered, dovesse pure aver rallentato il lavori per il nuovo progetto del team, adesso è sugli scaffali dei negozi, e insomma sarebbe un po' scortese far ricadere su di lui tutte le colpe di questo periodo un po' complesso per il gaming.
Ieri, allora, ho cercato di raccontarvelo in maniera un po' particolare. Sono stato il primo a storcere la bocca ai tempi dell'annuncio, e insomma non è che mi aspettassi grandi cose quando ho infilato il disco nella console. Pensavo di sapere quello che mi aspettava.
E invece The Last of Us è riuscito a colpirmi di nuovo. Non tanto per i 60 frame al secondo, l'aumento dei dettagli o della profondità di campo. The Last of Us, un anno dopo la sua uscita, mi ha fatto innamorare nuovamente come la prima volta, mi ha lasciato inerme di fronte ai titoli di coda dopo avermi massacrato coi suoi colpi allo stomaco, mi ha fatto tremare di rabbia e versare qualche lacrima.
Spesso gioco per lavoro, in maniera rapsodica e violenta. L'ultimo gioco che ho finito più volte, per intero, dev'essere stato Snake Eater. The Last of Us (Remastered) ha avuto la forza di trascinarmi di nuovo fino alla fine.
Pensavo che bastasse raccontarvi tutto questo per farvi capire come la penso sulla qualità e sull'opportunità di questa riedizione. Anche perchè, insomma, per raccontare una cosa del genere bisogna sedersi di fronte allo schermo per ore, e pesare le parole e gli aggettivi, e capire come descrivere una bellezza terribile e lancinante. Ci vuole molto meno a scrivere "rallentamenti" e "texture HD". Ma insomma, da un certo punto di vista capisco anche queste urgenze. Quindi...

Ma io volevo la Global Illumination dinamica!

The Last of Us Remastered, lo lascia intendere il titolo stesso, non è un remake del gioco originale, ma una versione "rimasterizzata". Avete presente i dischi dei Pink Floyd o dei Beatles che escono vent'anni dopo gli originali, e hanno una pulizia del suono che fa spavento anche se la mettete nell'impianto hi-fi nuovo-nuovo? Ecco: così. Solo che qui gli interventi sono ovviamente legati alla resa grafica.
Insomma, quello che ci si deve aspettare è, di fatto, lo stesso gioco di un anno fa, al massimo della risoluzione e con un framerate raddoppiato, e migliorato grazie ad interventi che aumentano la profondità di campo ed il dettaglio delle texture.
Ripeto, per evitare interpretazioni errate: lo stesso gioco.

Qui, è vero, ci sono anche tutte le mappe extra, il DLC Left Behind, l'opzione "realismo" per chi ama una difficoltà più intransigente. Ma insomma, come sopra.
Quello che più di ogni altro aspetto salta all'occhio, è la fluidità: i 60 frame al secondo sono una grande conquista anche per un titolo del genere, e sebbene non risultino importanti, nell'economia di gioco, come potrebbe essere per un Racing Game o per un First Person Shooter, anche un occhio poco attento saprà distinguere la differenza.
Da questo punto di vista, il lavoro di Nuaghty Dog ci è sembrato più che buono: la fluidità è garantita nella maggior parte delle situazioni, e solo in rari casi il framerate tentenna, staccando sempre e comunque di diverse lunghezze la soglia dei 30 fps.
Queste incertezze sono veramente poco evidenti, durano per pochi istanti, e poi tutto torna fluido come sempre. Il solito vale anche per il comparto Multiplayer competitivo, che dalla fluidità raddoppiata esce sicuramente rinvigorito (pur senza rappresentare il fiore all'occhiello del titolo).
C'è comunque, nelle opzioni di gioco, un selettore per bloccare il framerate ai livelli dell'uscita originale. Una possibilità che renderà felici tutti gli estimatori del look sporco e realistico delle cut-scene, che a 60 fps mostrano un look un po' più artificiale.
Ma insomma, dovessimo consigliarvi come giocare The Last of Us Remastered, non avremmo dubbio alcuno a suggerirvi di lascia la nuova opzione attivata dall'inizio alla fine.
Bisogna anche citare il fatto che la Day One Patch migliora in maniera percettibile la risoluzione delle ombre nel caso in cui si opti per la fluidità "ammezzata", ma anche in questo caso i benefici non sono tali da preferire questa opzione: a meno che non si voglia sfruttare il Photo Mode per condividere qualche scatto.

Sul fronte della risoluzione, The Last of Us Remastered rende merito al lavoro artistico del team di sviluppo non solo grazie al glorioso impatto dei 1080p, ma anche per un evidente aumento della qualità delle texture. Avete presente quando il vostro amico con un PC ultrapompato vi diceva che i multipiattaforma erano più belli perchè avevano le texture 4x? Ecco: le texture della versione Remastered sono (quasi sempre) quattro volte più grandi rispetto a quelle dell'edizione Ps3, e insomma hanno più dettagli. Ci sono, in certi momenti, texture meno definite che il gioco ci mette proprio di fronte agli occhi per qualche secondo, ma gli scenari vivono una seconda vita grazie agli interventi di restauro, anche perchè la Draw Distance è aumentata in maniera considerevole.
Ne esce rinvigorita anche l'atmosfera di certe scene: gli effetti particellari rivisti riescono a rendere al meglio l'aria polverosa di certe zone, o gli sbuffi di spore che quasi soffocano il protagonista.
Anche gli effetti di luce, di tanto in tanto, riescono a rendere la composizione molto più riuscita e affascinante, mentre altre volte restano regolari, ai livelli della scorsa generazione.
E' evidente che un titolo veramente Next-Gen non si affiderebbe mai ad una Global Illumination precalcolata e sostanzialmente "appiccicata" sugli scenari, evidentemente statica. Ma insomma, riscrivere gli algoritmi di gestione delle fonti di luce avrebbe richiesto un lavoro francamente inumano, e si torna al discorso di apertura: Remastered, non Remake.
E' importante anche non confondere i dettagli delle texture con quelli poligonali. Gli "scheletri" dei personaggi e degli elementi architettonici sono quelli dell'edizione Ps3: in lontananza si vedono palazzoni troppo squadrati, e spesso anche alcuni ambienti chiusi hanno una quantità di elementi modellati inferiore alle capacità potenziali del nuovo hardware. Ci sono alcuni elementi che sono stati marginalmente ritoccati (come i fluidi), ma che non sempre riescono ad intrecciarsi bene con gli oggetti di chiaro stampo old-gen (come nel caso delle pozze d'acqua di fronte alla City Hall di Boston).
Ma insomma, bisogna chiarire che in certi momenti The Last of Us Remastered lascia indietro un buon numero di titoli multipiattaforma visti negli ultimi mesi, e supera per qualità il "collega" Tomb Raider. Il merito è anche del materiale di origine, che davvero si sporgeva oltre le conquiste della vecchia generazione. Ecco: era il The Last of Us originale ad essere, concettualmente e tecnicamente, già "Cross-Gen", proprio come il GTA V che pure tornerà su Ps4 e Xbox One.
Basta vedere ad esempio le animazioni, e come i movimenti di Joel si adattino alle varie situazioni e persino ai movimenti di camera, per ricordarsi di quanto fosse smisurato l'impegno produttivo del team di sviluppo.

Complessivamente, insomma, The Last of Us Remastered sta davvero a cavallo fra due generazioni: ci sono alcuni elementi propriamente next-gen (gli effetti di riflessione dell'acqua, i dettagli delle texture, la fluidità), e altri che invece arrivano dall'epoca Ps3 (l'anti-aliasing non è di quelli all'ultimo grido, i modelli poligonali hanno qualche spigolo di troppo, l'illuminazione degli scenari è statica).
Viene da chiedersi, quindi, se è opportuno pretendere qualcosa di più da questa versione Remastered: da un titolo cioè che ammoderna, aggiorna e migliora il look del titolo originale, alle volte adombrando persino alcuni prodotti nati e cresciuti su hardware next-gen.
Si sarebbe potuto chiedere, è vero, di aggiungere qualche dettaglio poligonale in alcune aree di gioco, di restaurare i modelli dei personaggi principali, oppure di lavorare sui filtri di post-processing per un miglior sampling dell'anti-aliasing. Per avere tutte queste "feature" da quarta di copertina, ci sarebbero probabilmente voluti molti mesi di lavoro in più. Ma ecco; non eravate voi quelli che premevano perchè Naughty Dog tornasse a lavorare ai suoi nuovi progetti?

The Last of Us Ci sono domande che attanagliano gli uomini da secoli. Una di queste è: vale la pena acquistare The Last of Us Remastered se ho già giocato a The Last of Us? La risposta è dentro di voi. Tutto dipende dal valore che date all'home entertainment e dall'amore per il titolo firmato Naughty Dog, ma soprattutto dalla vostra capacità di superare questa snervante diatriba su cosa debba offrirvi la next-gen. Se PlayStation 4 dovesse davvero proporre esperienze come quella di The Last of Us, penso che tutti i giocatori non potrebbero che esserne fieri e felici. Anche dopo questa analisi tecnica che avete richiesto a gran voce, il consiglio resta lo stesso. Prendetelo ad occhi chiusi se non avete ancora affrontato l'avventura di Joel ed Ellie, ma pensate ad un “secondo giro” anche se l'avete apprezzata: la forza del racconto, della composizione, delle trovate ludiche di The Last of Us è ancora avvertibile e potente, trascinante. Gli interventi tecnici risvegliano le atmosfere e ci consegnano un prodotto più bello, artisticamente e visivamente travolgente, anche al netto di una genesi old-gen che pure riemerge in maniera evidente. Siamo abbastanza convinti, visti i risultati della “rimasterizzazione”, che Naughty Dog abbia fatto il meglio nel tempo che il team si era concesso prima di chiudere questo capitolo e passare ad altro. Però è bene chiarire ancora una volta: anche a fronte di un famerate raddoppiato e generalmente molto stabile, anche a fronte di nuovi effetti e qualità delle texture che fanno impallidire quelli di titoli Next-Gen, The Last of Us Remastered resta lo steso gioco di un anno fa. Rigiocateci.

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