Tom Clancy's: Storia di un marchio transmediale

Cinema, televisione, libri, fumetti e videogiochi: le opere di Tom Clancy hanno toccato (e continuano a toccare) ogni settore dell'intrattenimento.

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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Qualche giorno fa ci siamo tuffati nei ricordi videoludici ripercorrendo la trentennale evoluzione dei prodotti digitali legati a uno dei marchi più conosciuti (e riconoscibili) del settore che, da qualche tempo, si trova saldamente nelle mani di Ubisoft. Non solo: abbiamo anche avuto occasione di testare l'ultima avventura dei Fantasmi, questa volta in azione in terra boliviana. Stiamo ovviamente parlando di quel "Tom Clancy's" che campeggia solenne come prefisso di molti franchise a noi ben conosciuti: Splinter Cell, Rainbow Six, Ghost Recon, H.A.W.X., End War e, da ultimo, The Division.
La curiosa partnership tra il compianto maestro del techno-thriller e il potente publisher francese affonda le sue radici in un lontano passato che ci fa capire come, l'autore statunitense, possa essere considerato una personalità unica nel suo genere. A Tom Clancy, in effetti, il "semplice" epiteto di scrittore è sempre andato stretto. Egli ha precorso i tempi, non solo per la sua inusuale e dettagliata conoscenza di tecnologie militari segrete rivelatesi poi - in alcuni casi - effettivamente esistenti, ma anche riguardo al cosiddetto concetto di "transmedialità".
Questo termine, ve ne sarete accorti, negli ultimi anni ha preso il sopravvento andando ad incidere sul modo in cui le storie vengono raccontate, rendendo sempre più "liquidi" i confini tra un medium e l'altro. Cinema, televisione, libri, fumetti e videogiochi oramai contribuiscono quasi equamente ad ampliare la quantità di informazioni che vanno a comporre la storia, le vicende e la stessa comprensione di un universo narrativo in costante evoluzione partorito dalla fantasia di uno (o più) autori.
Persino un festival dedicato alla letteratura "tradizionale" come quello di Mantova, a settembre dello scorso anno si è aperto per la prima volta al mondo videoludico; segno che le tradizionali barriere che da sempre dividono in modo netto i modi di manifestare il racconto, oramai, si stanno sgretolando.
Ecco perché definire Tom Clancy solo uno "scrittore" significa ridurre ai minimi termini il devastante impatto (chiaramente inteso in senso positivo) che il suo operato ha avuto per l'evoluzione del modo di intendere la narrazione negli ultimi trent'anni. Un'evoluzione iniziata nel lontano 1984, con La grande fuga dell'Ottobre Rosso. Il romanzo si guadagnò una trasposizione sul grande schermo con un allora filiforme Alec Baldwin il quale interpretava Jack Ryan, personaggio chiave per l'intero ciclo narrativo clancyano.
Ne venne tratto anche un videogioco, tra i primi esempi di tie-in. Da allora l'autore statunitense è stato coccolato da editori, case di produzione cinematografiche e, ovviamente, software house. Il risultato? "Tom Clancy", ormai, non è più solo il nome di un uomo. È un marchio regolarmente registrato il quale trascende la persona. Ci riferiamo, ovviamente, anche ai romanzi, visto che dall'inizio del nuovo millennio il buon Clancy soleva apporre il proprio nome su libri, in realtà, non scritti da lui. Ma, su questo, torneremo più tardi.

Tom Clancy's Trademark: dove tutto ebbe inizio

I primi romanzi di Clancy divennero immediatamente enormi successi commerciali e di critica, soprattutto per le tematiche affrontate. Non dimentichiamo, infatti, che le vicende romanzate comparvero sul finire della Guerra Fredda, in un momento abbastanza tumultuoso sotto il profilo geopolitico. L'abilità nel raccontare possibili scenari futuri portò lo scrittore a divenire in breve tempo uno dei più famosi e pagati degli Stati Uniti. La visibilità raggiunta gli permise di iniziare a strappare accordi multimilionari con major cinematografiche, emittenti televisive e i potenti editori americani che si contendevano l'esclusiva. Le pellicole cinematografiche, ovviamente, le conoscete e saprete che sono tutte legate dal solito personaggio: Jack Ryan. Caccia a Ottobre Rosso, Giochi di potere, Sotto il segno del pericolo e Al vertice della tensione furono tutte produzioni di un certo peso che videro comparire nei credits Alec Baldwin, Harrison Ford e Ben Affleck, segno che il richiamo e la popolarità esercitati dal nome dello "scrittore" riuscivano a smuovere più di qualche milione di dollari.
L'editore Penguin arrivò addirittura a offrire un accordo da oltre settanta milioni di dollari per avere i diritti su due romanzi e un contratto di quattro anni per qualsiasi contenuto fosse stato prodotto dallo studio di sviluppo Red Storm Entertainment, di cui parleremo a breve. In molti, insomma, bussavano alla porta del lungimirante autore e lui, dotato di grande acume e senso per gli affari, non si tirò mai indietro. L'emittente televisiva ABC, ad esempio, acquisì i diritti di NetForce da cui, nel 1999, venne tratto l'omonimo film per la TV con protagonista Scott "Quantum Leap" Bakula. Lo stesso avvenne anche nel 1995 per Op Center (in cui compariva, udite udite, Kabir Bedi).

I videogiochi. L'evoluzione del marchio

Parlando del nostro medium, in apertura abbiamo accennato allo stretto legame che intercorre tra Tom Clancy e Ubisoft. Il publisher francese, come ben saprete, dal 2008 detiene regolarmente i diritti di sfruttamento del marchio, siano essi utilizzati per libri, videogiochi, fumetti, giocattoli, film (vi ricordate il progetto che vedeva Tom Hardy nei panni di Sam Fisher?) e qualunque altra cosa possa esservi associata. Probabilmente l'acquisizione è stata un'operazione vantaggiosa (si parla di qualche milione di euro all'anno risparmiati) per il colosso di Rennes visto che, sino ad allora, l'esborso monetario per le royalty rappresentava una voce che ogni anno compariva in rosso e a caratteri cubitali nei bilanci dell'azienda. L'amore dell'eclettico autore per la libertà espressiva data dalle opere digitali, però, inizia da lontano. Abbiamo già visto la trasposizione digitale, sul finire degli anni '80, de La grande fuga dell'Ottobre Rosso. Nel 1996, assieme al socio Dough Littlejohns fonda Red Storm Entertainment, software house che ci regalò due tra le saghe videoludiche più conosciute: Rainbow Six e Ghost Recon. Potremmo dire che sono state proprio le vicende della squadra anti-terrorismo conosciuta come Rainbow a rafforzare in modo decisivo la sinergia tra Clancy e il mondo videoludico.
Prima di allora, infatti, la Red Storm pubblicò alcune trasposizioni mediocri basate sulla longeva serie "Power Plays" creata da Tom Clancy ma che, sostanzialmente, funge da contenitore per raccogliere opere scritte da altri. Di Politika, così come accadde per The Hunt for Red October, venne prodotto anche un board game in stile Risiko. Nel 1997 Tom Clancy iniziò la stesura di un libro incentrato su una squadra antiterrorismo composta da membri di forze internazionali collegata solo marginalmente all'universo narrativo "canonico". Ciò è confermato dal fatto che si possono trovare alcuni riferimenti, soprattutto legati ai personaggi. John Clark, il protagonista principale di Rainbow Six, viene descritto come un caro amico di Jack Ryan, personaggio che vi abbiamo già presentato poco più sopra. Red Storm Entertainment non poteva che prendere spunto dal maestro, attingendo da una bozza preliminare dell'opera letteraria che uscirà solo successivamente.

Per questo motivo la trama del videogioco, in alcuni punti, differisce da quella del romanzo. Il processo evolutivo, dunque, poteva dirsi già in atto. Più tardi, ciò avrebbe portato il marchio a "recidere" il cordone ombelicale dalla matrice letteraria e ad assumere più i tratti di un "aggregatore" di storie differenti, al pari di un universo espanso dalla mitologia complessa ma pur sempre fedele ad un unico deus ex machina: Tom Clancy. Il maestro del fanta-thriller, infatti, partecipava con regolarità alla realizzazione di videogiochi e film riferiti al marchio; a volte come semplice sceneggiatore, altre volte in qualità di consulente esperto soprattutto di politica, armamenti avanzati e tattiche militari. Ad un certo punto, dunque, il processo si inverte. Il mondo videoludico inizia ad influenzare il medium letterario. Nascono così le serie di romanzi tratti da proprietà intellettuali non legate - se non per il nome - ad alcun scritto originale di Clancy, come accaduto per Ghost Recon, Splinter Cell, End War e H.A.W.X.. L'epopea di Sam Fisher, per farvi un esempio, ha visto la pubblicazione di ben sei romanzi, scritti però da diversi autori, tutti conosciuti con lo pseudonimo di "David Michaels".

A brand new future

Insomma, con l'espansione di quello che potremmo definire un piccolo impero commerciale, il nome proprio "Tom Clancy" si staccò progressivamente dalla persona che lo portava per divenire un concetto mass-mediale astratto capace di vivere di vita propria. Infatti, nonostante i detrattori sostengano il contrario, parlare di ghostwriting quando ci si riferisce alle opere "firmate" da Clancy negli ultimi anni, non è esatto. Il termine solitamente si riferisce, a vario titolo, a uno scrittore "ombra" che cura (o, molto spesso, materialmente scrive) i libri dell'autore il cui nome campeggia a caratteri cubitali sul frontespizio. Nel caso di Tom Clancy, in copertina compare prima di tutto un marchio e solo più in basso - in piccolo - il nome del vero autore del romanzo. Un discorso molto simile può essere fatto, sostanzialmente, per tutti i cicli letterari che portano il nome di Clancy in questi ultimi venticinque anni come OP Center, NetForce, NetForce Explorer e il già citato Power Plays. In tutto, stiamo parlando di una oltre cinquantina di romanzi nati sotto un'unica etichetta.
Un marchio che, come abbiamo già visto, non si è mai fermato e di certo non accenna a rallentare. Il 2017 si preannuncia, infatti, estremamente vivace e prolifico. Oltre a nuovi romanzi, sotto il profilo videoludico assisteremo all'uscita del nuovo capitolo dedicato ai Fantasmi, ai nuovi contenuti per Rainbow Six: Siege e alle espansioni relative all'Anno Due di The Division.

Sul fronte televisivo, un paio di settimane fa sono iniziate le riprese di una serie televisiva originale firmata Amazon sulla figura di Jack Ryan, mentre a Hollywood si è iniziato a rumoreggiare dell'adattamento cinematografico di The Division, con protagonista Jake Gyllenhaal. Insomma, in un certo senso è come se Tom Clancy non ci avesse mai lasciato.