Speciale Tom Clancy's The Division - Intervista a James Arthur

Durante la seconda affollatissima giornata del Milan GamesWeek, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con James Arthur, uno dei Lead Game Designer dell'attesissimo Tom Clancy's The Division.

speciale Tom Clancy's The Division - Intervista a James Arthur
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Durante la seconda affollatissima giornata del GamesWeek, che si sta svolgendo a Milano proprio in questi giorni, abbiamo avuto modo di intervistare James Arthur, Lead Game Designer e una delle menti più importanti dietro all'ambizioso progetto di Tom Clancy's The Division, titolo con il quale Ubisoft sta davvero cercando di proporre qualcosa di innovativo al panorama degli shooter in terza persona. C'è da dire che il titolo, dopo l'eclatante reveal e il meraviglioso video in stop-motion "Silent Night", era un po' sparito dai nostri radar, complice anche lo spostamento della data di pubblicazione (ora prevista per l'8 marzo del 2016) ed un comparto tecnico decisamente ridimensionato su console. Negli ultimi giorni, tuttavia, oltre alla presenza di una demo giocabile proprio al GamesWeek, Ubisoft ha rilasciato nuove interessanti informazioni sul titolo, tra cui citiamo l'introduzione delle condizioni meteo variabili, che influenzerà direttamente il gameplay. Senza ulteriori indugi, vi proponiamo di seguito la nostra intervista con James Arthur.


Intervista con James Arthur

Everyeye.it: The Division condivide molti aspetti con il genere MMO, abbastanza da poter parlare di modalità PVP e PVE. Puoi dirci qualcosa di più riguardo le modalità cooperative e competitive che troveremo in The Division?
James Arthur: Sì, è così, il nostro titolo ha molte similitudini con un MMO, anche se in The Division non avremo delle vere e proprie modalità di gioco, come avviene, ad esempio, negli open world per giocatore singolo. Infatti, nella maggior parte di essi siamo abituati ad affrontare il contenuto di gioco in solitaria o in co-op, mentre le dinamiche competitive sono solitamente fruibili in una modalità a sé stante, svincolata dalla progressione della modalità principale. In The Division, invece, il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare una vasta zona condivisa da più giocatori, con la possibilità di passare in maniera dinamica dal gameplay più cooperativo, organizzando dei gruppi fino a 4 giocatori per affrontare missioni di vario livello, a quello più competitivo, dove si potranno affrontare numerosi giocatori nelle ormai ben note Dark Zones, senza incorrere in alcun tipo di teletrasporto, caricamento o cambio di modalità; come avrai visto nella demo (quella presente al GamesWeek, che è la stessa dell'E3), per entrare ed uscire dalle Dark Zones è sufficiente scavalcare un muro e niente di più.

Everyeye.it: The Division è uno sparatutto in terza persona davvero inusuale, con tatticismi e statistiche recuperate dagli RPG, un po' come Mass Effect o Borderlands. Puoi raccontarci qualcosa di più riguardo il gunplay, il sistema di danni e la progressione del personaggio in The Division?
James Arthur: In The Division ci siamo impegnati davvero moltissimo per cercare di creare uno sparatutto fortemente tattico, dove il giocatore viene costantemente stimolato ad analizzare l'ambiente che lo circonda per cogliere tutti i potenziali pericoli in esso nascosti, così da riuscire a scoprire ed imparare, passo dopo passo, le migliori strategie da adottare per sopravvivere. Inoltre, come hai ben detto tu, la componente shooter è sostenuta da meccaniche RPG davvero molto solide e profonde. Avrai bisogno di far salire di livello il tuo personaggio, così da migliorare le sue statistiche offensive e difensive, e dovrai recuperare nuove armi, armature e consumabili, cercandoli per la mappa di gioco oppure recuperandoli dai cadaveri dei nemici eliminati. Il loot che otterrai, naturalmente, come avviene nella stragrande maggioranza degli RPG, potrà essere di differente qualità, seguendo la tipica categorizzazione per colori. Troverai armi ed armature bianche, verdi, blu, oppure, se sarai fortunato, entrerai in possesso di quelle arancioni -i cosiddetti "esotici"- che ovviamente rappresentano il meglio del meglio che il gioco possa offrirti. In generale, quindi, l'intera progressione in The Division si baserà sul recupero di nuovo equipaggiamento, per diventare più efficienti in combattimento; sulla necessità di affrontare uno scontro dopo l'altro, così da maturare abbastanza esperienza per far salire di livello il proprio personaggio, ed infine, ottenuto un buon equipaggiamento e sbloccate nuove abilità, eliminare nemici sempre più forti.

Everyeye.it: Quante classi troveremo in The Division? E come potremo sbloccare nuove abilità?
James Arthur: In The Division non ci sarà alcun tipo di classe. Potremo creare il nostro personaggio e specializzarlo progressivamente nella maniera che ci è più congeniale, senza dover dare conto ai limiti imposti dai talenti o dalle abilità di classe. Proprio per questo non abbiamo voluto integrare alcun tipo di skill tree, e le varie abilità si potranno sbloccare man mano che il personaggio salirà di un certo numero di livelli, scegliendo quelle che più si addicono al nostro stile di gioco. Come ti ho detto prima, il nostro scopo è quello di spingere il giocatore ad adattare le sue strategie, e dovrà farlo soprattutto in base all'equipaggiamento che riuscirà a recuperare sul campo di battaglia. Ad esempio, potrebbe capitarci di recuperare un fucile di precisione leggendario, ma in quel momento il nostro personaggio è specializzato per infliggere e subire numerosi danni ravvicinati, dato che equipaggia uno shotgun, efficace solamente a corto raggio. Cosa fare allora? È davvero molto semplice. Ci basterà rispecializzare il personaggio (si potrà fare in qualsiasi momento, senza alcun limite), scegliendo le migliori abilità sbloccate fino a quel momento e indossando l'equipaggiamento più idoneo per valorizzare le statistiche per il combattimento dalla lunga distanza, aumentando così l'efficacia del fucile di precisione che abbiamo appena trovato.

Everyeye.it: Sarà possibile comprare o modificare le armi in The Division, magari in una sorta di mercato nero?
James Arthur: Sì, certo, sarà possibile acquistare delle armi da alcuni venditori sparsi per la città. Tuttavia, il migliore equipaggiamento di gioco sarà recuperabile unicamente all'interno delle pericolosissime Dark Zones, dove, sebbene sia sempre consigliabile entrare in gruppo, sarà anche possibile avventurarcisi in solitaria, dato che le ricompense saranno comunque disponibili per il primo che riuscirà a trovarle e a recuperarle.

Everyeye.it: Potremo entrare nelle abitazioni o negli edifici per recuperare armi e risorse?
James Arthur: Certamente, molte delle missioni che abbiamo realizzato si svolgeranno proprio all'interno di case ed edifici. Ci siamo letteralmente dannati per nascondere il loot praticamente ovunque.

Everyeye.it: Sappiamo già che The Division sarà ambientato in una vasta area di New York City. Ci sarà data la possibilità di visitare la periferia o, comunque, di viaggiare al di fuori dei confini cittadini?
James Arthur: The Division, come abbiamo mostrato nella demo dell'E3, sarà ambientato unicamente sull'isola di Manhattan, in una zona che si estende approssimativamente dalla parte più a sud di Central Park a quella più a nord di Battery Park; si tratta quindi di un'area davvero vastissima da esplorare, piena di vie ed edifici interamente visitabili. Questa immensa zona sarà divisa verticalmente dalle Dark Zones, le quali saranno comunque attraversabili o aggirabili per potersi spostare dalla zona ovest di Manhattan a quella più ad est. Insomma, non sarà possibile avventurarsi al di fuori dell'isola, ma l'area di gioco che metteremo a disposizione dei giocatori sarà più che sufficiente, ve lo garantisco.

The Division Prima di concludere la nostra breve chiacchierata avremmo gradito sapere qualcosa di più sul supporto post-lancio che il team intende garantire. Vista la natura del prodotto, sappiamo bene che per rinsaldare la community e mantenerla attiva c'è bisogno di costanti iniezioni di contenuti, fra content patch e DLC. Essendo un titolo che guarda all'universo degli MMO, insomma, siamo abbastanza convinti che The Division dovrà adottare una strategia simile a quella di The Crew o del suo più diretto concorrente Destiny. Purtroppo ci è stato detto che è troppo presto per parlare di questo aspetto, e che il team sta concentrando i suoi sforzi per garantire il miglior lancio possibile. Continuiamo a pensare che una strategia lungimirante ed un piano d'azione per i mesi successivi alla pubblicazione sia fondamentale, e speriamo che Ubisoft voglia presto condividerla con i giocatori.