Speciale Tutti a caccia!

I segreti del multiplayer di Monster Hunter 3 Ultimate. Perchè in Giappone è un fenomeno di massa?

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    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il modo migliore per giocare a Monster Hunter è farlo in compagnia di due-tre amici. L'esperienza in singolo con le sue quest di raccolta erbe e decimazione della fauna erbivora può essere deleteria, ma se l'occasione di una battuta di caccia può essere anche motivo di riunione con colleghi di lavoro o compagni di calcetto il morale del gruppo ne esce rafforzato.
I giapponesi hanno compreso alla perfezione l'offerta Capcom, benedicendo ogni singola uscita con volumi di vendita impressionanti. Non è raro intravedere capannelli di persone nei parchi pubblici collegati via ad-hoc con le loro PSP o clienti di un bar collegati wireless con i Nintendo 3DS. In Europa tale fenomeno culturale non ha mai attecchito per ragioni sopratutto strutturali, ma la casa di Osaka non si è mai data per vinta e ci riproverà tra una manciata di settimane con Monster Hunter 3 Ultimate destinato a Wii U e Nintendo 3DS.
Durante una recente visita negli uffici di Nintendo Italia abbiamo avuto modo di testare una versione praticamente completa a fianco di tre avventori, testando la configurazione multiplayer sia attraverso il due schermi che il tablet-controller.

Tanta carne al fuoco

Rispetto alla prova delle demo su Nintendo 3DS e su Wii U abbiamo ben poco da aggiungere. A breve pubblicheremo la nostra recensione, ma sin da ora possiamo sottolineare l'assoluta uguaglianza in termini di contenuti tra le due versionii. Stesso ammontare di armi, quest identiche, ugual numero di mostri. Dopotutto lo sviluppo è iniziato su Nintendo 3DS, la cui versione uscì in Giappone già a fine 2011, poi portata su Wii U scalando gli asset fino a 1080p ma senza toccare la mole poligonale e la qualità delle texture.
La somiglianza totale ci ha lasciato un po' contrariati inizialmente: perchè Capcom non ha sfruttato l'anno extra di sviluppo per migliorare la fluidità (30 fps pur senza inciampi) o potenziare il numero dei poligoni almeno delle bestiole più caratteristiche? La spiegazione può essere data dalla natura cross-platform del progetto, dalla volontà di proporre la medesima esperienza tanto su portatili quanto sulla console casalinga così da incentivare il multiplayer locale. Pompare la versione Wii U avrebbe dato un vantaggio non indifferente agli acquirenti di tale versione, provocando involontariamente la migrazione dagli handheld alle piattaforme da salotto. Già i possessori di Nintendo 3DS sono penalizzati dall'assenza dell'online (mossa pigra di Capcom, che invero lo ha già confermato per Monster Hunter 4 atteso in Giappone nel corso dell'Estate), che invece è ben presente su Wii U con tanto di patch al day one finalizzata ad unire i server europei con quelli americani.
Ma quanti abbiano già giocato Monster Hunter 3 su Wii possono mettere in conto l'acquisto della versione Ultimate oppure i contenuti aggiuntivi sono talmente esigui da consigliare loro di attendere fino all'uscita di Monster Hunter 4? Su questo punto Capcom ha voluto mettere le cose in chiaro, incrementando a dismisura il bestiario e gli oggetti a disposizione dei giocatori.
I numeri definitivi parlano di 73 mostri in totale, 38 dei quali assenti nella precedente pubblicazione su Wii: 28 sono ritorni dagli episodi Playstation 2 e PSP e 9 sono varianti cromatiche e di pattern d'attacco. Vi è anche un'aggiunta assolutamente inedita, ovvero Brachydios che abbiamo accuratamente evitato durante il nostro hands-on a causa della nostra inesperienza con Monster Hunter 3 Ultimate. Il conto dei nuovi mostri non esaurisce di certo le aggiunte apportate da Capcom: abbiamo qualcosa come 211 nuove quest, circa il doppio di quelle giocate su Wii comunque incluse, 580 oggetti supplementari, 11 minion aggiuntivi (18 in tutto) e 1014 armi portando così l'armamentario a 1398 (+72%!). In sede di recensione valuteremo approfonditamente se alla quantità si accompagna una valida diversificazione in termini di gameplay anziché solo in termini scenografici o cromatici.

Brachydios

Questa mastodontica Viverna è una faccia nuova dei Monster Hunter. La corazza blu è ultra-resistente nonchè cosparsa di un acido appiccicoso che dissemina sul campo di battaglia; attacca menando pugni degni di Muhammad Ali oppure gettandosi alla carico forte del proprio corno il quale per giunta è velenoso.
E' la legittima superstar di Monster Hunter 3 Ultimate essendo presente sulla copertina giapponese e nel filmato introduttivo.

Il fattore culturale

Sembra difficile concepire come un prodotto di consumo sia in grado di mobilitare un'intera nazione, mentre fuori dai suoi confini raccolga poco più di una nicchia di appassionati. Eppure con Monster Hunter succede così: successo immediato in Giappone, difficile penetrazione in occidente. Per una volta non conta la qualità intrinseca del videogioco, né gli sforzi dell'ufficio marketing, ma si tratta di un fattore culturale.
Lo ha spiegato limpidamente in una recente intervista il producer della serie Ryozo Tsujimoto: "in Giappone, per via delle abitudini di vita della nazione - è tutto molto compatto e la gente ha sempre attorno altre persone- è molto semplice trovarsi all'interno di un contesto in cui giocare alla modalità multiplayer locale. Di contro se vai in America o in altre nazioni di grandi dimensioni [ad esempio il continente europeo ndr] le persone vivono sparse; è davvero difficile per le persone incontrarsi e giocare".
Le testimonianze raccolte nel paese del Sol Levante non raccontano solo di adolescenti che anziché fare i compiti pomeridiani si ritrovano con gli amichetti al parco giochi intenzionati ad abbattere Viverne sino all'ora di cena, ma anche di adulti seriamente contagiati dalla mania di Monster Hunter. C'è chi dialoga con il proprio capo nel corso di sessioni al titolo Capcom, chi si sente escluso perchè alla gita aziendale ha lasciato la copia del gioco a casa, chi infine riempie i propri viaggi da pendolare giocando con i vicini di posto piuttosto che sonnacchiare. E stiamo parlando soltanto di svogliati appassionati (casual gamer?), mica dei fan duri e puri del titolo Capcom sempre in coda per partecipare ai tornei ufficiali o provare l'ultima versione a qualche fiera di settore, magari in abito da cosplayer...

Capcom Europe ha provato in passato a spingere il multiplayer locale organizzando iniziative e intensificando l'attività promozionale anche nel nostro continente. Citiamo due esempi legati a Monster Hunter Freedom Unite per PSP: nel 2009 noleggiò per alcuni mesi un intero piano del Gathering Hall di Londra così da aggregare gli appassionati inglesi e dare loro "un luogo dove poter giocare insieme", mentre per chi abitava lontano dalle terre d'Albione si impegnava a spedire a casa di quanti compilavano un apposito form sul sito ufficiale un delizioso raccoglitore contenente 4 UMD demo per testare il gioco in mutliplayer locale.
Ma in cuor nostro crediamo che Monster Hunter possa ottenere successo nel Vecchio Continente solo poggiandosi su un'agile infrastruttura online capace di connettere a distanza tutti gli appassionati. I numeri non saranno mai quelli giapponesi proprio perchè via etere il passaparola non funziona, eppure si potrebbe aprire una dignitosa breccia tra i giocatori europei affascinati dalla dura vita dei cacciatore di mostri. La versione Wii U promette assai bene su questo fronte, mentre quella 3DS invece ne è completamente sprovvista: sarà questo un forte limite alle ambizioni cross-platform di Capcom?

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