Speciale Un anno di (Playstation) Vita

A un anno da debutto in Europa, un resoconto su quanto fatto dalla PS Vita

speciale Un anno di (Playstation) Vita
Articolo a cura di
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Sony, regina incontrastata del mercato casalingo, sorprese molti quando si scoprì impreparata e incapace di compiere un miracolo analogo in ambito portatile con la PSP. Più performante e multimediale del concorrente Nintendo DS, la console non seppe interpretare i gusti e le tendenze di un pubblico fin’ora sconosciuto sia agli addetti marketing, sia agli sviluppatori first party. Sebbene con il senno di poi non si possono biasimare i dati vendita registrati dal portatile, la percezione di allora fu quella di una lotta impari e mai realmente iniziata.
Una generazione di console dopo le cose non sono migliorate: il 3DS è la piattaforma di riferimento, ogni giorno smartphone e tablet erodono minuscole porzioni di mercato e la PS Vita fatica a trovare la propria dimensione, schiacciata dalla concorrenza e già costretta a correre ai ripari con offerte e price-cut. Non senza ironia, c’è già chi prende in giro il nome della console, così inadatto per un progetto morto e sepolto.
Al di là delle valutazioni puramente economiche, a 365 giorni circa dall’uscita della PS Vita ci sembrava giusto offrirvi una panoramica sullo stato di salute del portatile dal un punto di vista dell’hardware e del software, senza dimenticarci di fantasticare su quello che ci auguriamo possa essere il suo (finalmente) roseo futuro.

L’hardware

Chi vi scrive è un fiero possessore di una PS Vita sin dal day-one. Con numerosissime ore di servizio alle spalle ed essendo stata utilizzata in qualsiasi situazione, dalle prolungate soste in bagno alle spossanti e frenetiche fiere videoludiche in giro per il mondo, la mia console si presta piuttosto bene ad un attento esame delle condizioni dell’hardware dopo mesi e mesi di utilizzo.
Il giudizio, senza alcuna remora, è assolutamente positivo, segno della professionalità con cui è stato assemblato il dispositivo giapponese.
Lo schermo, tanto per cominciare, si presenta praticamente intatto. Privo di pixel morti, lo spettacolare display OLED brilla oggi come allora, non lamentando alcun graffio pur in assenza di pellicola protettiva. La cura certosina con cui è stato premurosamente pulito, all’inizio e al termine di ogni utilizzo, ha sicuramente aiutato ad evitarne il deterioramento, ma la totale assenza di danni conferma le buone impressioni avute sin dalla prima volta che abbiamo stretto tra le mani la console.
Il touch-pad, al contrario, mostra qualche deturpamento: diversi graffi e persino un paio di ammaccature. Niente di grave, né di esteticamente impattante, ma era quasi scontato che la parte più esposta al rischio di urti presentasse qualche imperfezione. Ciò è tanto più irrilevante quando non si denota alcun calo prestazionale una volta nel pieno dell’azione di gioco.
Nulla da segnalare per quanto riguarda croce direzionale e pulsanti frontali: il feedback alla pressione è il medesimo di sempre.
In ottime condizioni anche i due analogici, originariamente accusati di rappresentare punti di debolezza strutturale a causa della loro sporgenza. È vero che ogni tanto hanno il brutto vizio di appendersi ai bordi delle borse o delle tasche dei jeans, ma la loro solidità è ormai fuori da qualsiasi dubbio. Sebbene la così detta “zona morta” si sia lievemente allargata, forse a causa dei continui urti, anche in questo caso una volta nel vivo dell’azione non si registrano problemi.
I due dorsali invece, dopo qualche mese hanno iniziato a scricchiolare leggermente. Nulla di invalidante in termini pratici, ma il rumore, per quanto impercettibile, è fastidioso, soprattutto quando si gioca a titoli che li chiamano spesso in causa.
Anche le rifiniture non mostrano alcuna imperfezione: nonostante un paio di rovinosi urti contro il suolo, la PS Vita regala ancora quel senso di solidità e integrità che suscitò nel momento di estrarla dalla scatola.
Un anno dopo la console Sony ancora bellissima e resistente. Qualche segno del tempo che passa c’è, sarebbe grave il contrario, ma il problema di questo dispositivo non sembra certo essere legato al suo utilizzo.
Naturalmente, parlando di un caso specifico, non c’è nessuna controprova che ad altri utenti possa essere andata molto peggio, ma anche confrontando le PS Vita in possesso agli altri membri dello staff di Everyeye.it il risultato è più o meno il medesimo.

Scrivi software, leggi app

Sin dal giorno della sua presentazione, la PS Vita è stata proposta al pubblico come un centro multimediale che ben poco avrebbe avuto da invidiare a smartphone e tablet. A distanza di mesi possiamo dire che Sony si è solo timidamente mossa in questa direzione, ma parte delle potenzialità sono già sotto gli occhi di tutti.
Se il browser presenta evidenti limiti strutturali e i soliti problemi di compatibilità con alcuni siti, le varie app rilasciate hanno permesso agli utenti di collegarsi in qualsiasi momento a diversi social network: da Facebook a Twitter, passando per Flickr e Foursquare, non manca proprio nulla. Naturalmente questi software non raggiungono la complessità degli omologhi in ambito PC, né l’elasticità e facilità di utilizzo delle versioni per smartphone, ma da questo punto di vista il portatile ha dato dimostrazione di sapersela cavare, risultando una buona alternativa per tutti coloro (sempre meno) ancora sprovvisti di cellulari di ultima generazione. Se volete saperne di più sul funzionamento di questi programmi, vi consigliamo la lettura di questo speciale, scritto diverso tempo fa ma ancora valido.
L’offerta non si ferma qui. Skype presenta qualche problemino di troppo, ma è utilissimo per contattare al volo un amico. Email permette di visionare con rapidità l’account di posta e di inviare un messaggio. Music Unlimited è invece un vero e proprio gioiello: grazie all’immenso catalogo multimediale, accessibile pagando un abbonamento mensile, permette di ascoltare i propri pezzi preferiti o di scoprire nuovi generi musicali e artisti.
Non vanno poi dimenticate le app direttamente collegate alla parte ludica della console: lo spazio dedicato ai Trofei, Near, la gestione dei propri contatti e la messaggistica istantanea.
Se l’obbiettivo fosse stato quello di sostituire smartphone e tablet, Sony, al momento, ha sicuramente perso la sua battaglia. Se, più realisticamente parlando, l’intento è quello di proporre una console che fosse anche in grado di sopperire la loro eventuale (e momentanea) assenza, non possiamo che applaudire all’operato del colosso nipponico. Le app soffrono di evidenti problemi e il colpevole ritardo con cui gli sviluppatori stanno cercando di sistemare e potenziare i propri servizi è rimarchevole. Ciononostante interrompere la partita per scrivere un aggiornamento su FB e magari approfittarne per vedere cosa propone Music Unlimited regala immense soddisfazioni.
Sony deve sicuramente fare di più, ma ha la macchina giusta per farlo. Resta da vedere se ci sarà anche la volontà.

L’altra faccia del software

Quando si passa a considerare l’altro ambito del software, quello relativo ai giochi, lo stupore per dati vendita così disastrosi sale ancora di più.
Partiamo con qualche statistica.
Ad oggi, la media dei voti ottenuti da tutti i titoli recensiti tra le nostre pagine virtuali è 7,06. Come ogni freddo numero da solo vuol dire molto poco, ma a fronte di una settantina di prodotti valutati, il dato è comunque testimone di una certa qualità generale più che discreta. Il premio al peggior gioco spetta a Chronovolt : titolo che ha accompagnato l’esordio del Playstation Plus e caratterizzato da un gameplay frustrante e noioso. Nell’altro estremo troviamo invece Gravity Rush: prima IP pensata intorno alle potenzialità della console. I giochi che non si sono meritati la sufficienza sono undici, mentre quelli il cui voto oscilla tra l’otto e il nove sono addirittura ventitre.
Come già detto queste cifre hanno un valore molto relativo, ma anche entrando nel merito della softeca ci si rende conto che ce n’è per tutti i gusti. LittleBigPlanet Vita traduce meravigliosamente in ambito portatile la famosa saga nata su PS3. Sine Mora soddisfa la voglia di sparatutto arcade di ognuno di noi. Motorstorm RC è ideale per gli amanti dei giochi di corsa arcade. Street Fighter X TEKKEN non ha certo bisogno di presentazioni. Zero Escape: Virtue's Last Reward è praticamente imperdibile per gli amanti delle avventure grafiche. FIFA 13 farà felice qualsiasi calciofilo. Knytt Underground è una splendida perla dello sviluppo indie. Lumines Electronic Symphony è un ottimo puzzle game. Persona 4: Golden rappresenta magnificamente i J-RPG. Rayman Origins, pur essendo un porting, è un platform che brilla di luce propria. Uncharted Golden Abyss sazierà gli affamati di avventura.
Già scorrendo questa breve lista ci si rende conto di come ogni genere videoludico sia coperto, segno che la PS Vita è virtualmente adatta a qualsiasi tipo d’utenza.
Volendo però muovere una critica in questo senso è giusto soffermarsi sull’alta presenza di collection, remake e porting che probabilmente hanno in qualche modo scoraggiato Sony stessa nella creazione di IP ad hoc. Al di fuori di Gravity Rush e Escape Plan ben poco è stato fatto in questo senso, il che stride tanto più se si considerano i risultati, spesso disastrosi, ottenuti da alcuni brand di richiamo traghettati frettolosamente su PS Vita (e stiamo ovviamente pensando al pessimo Call of Duty: Black Ops Declassified, ma anche al deludente Resistance Burning Skies).
Per essere al primo anno di vita, il portatile ci ha già fatto vedere molte cose, avendo ben poco da invidiare al più fortunato e acclamato 3DS. Sony però ha l’imperativo di continuare su questa strada, coinvolgere ancor di più le terze parti (scena indie compresa) e varare la produzione di nuovi brand appositamente pensati per sfruttare appieno le potenzialità della piattaforma.

Quale futuro?

Inutile nascondersi dietro a un dito: la PS Vita sta rischiando di diventare un progetto commercialmente fallimentare. Nonostante le buone intenzioni del publisher nipponico e un’incisività maggiore nelle strategie attuate, le vendite continuano ad essere pericolosamente basse.
Quale futuro possibile allora?
Non mancano insistenti voci che vorrebbero un’ormai inevitabile restyle. Schermo più luminoso, qualche centimetro di spessore in più e addirittura una porta HDMI che potrebbe essere utilizzata sia per utilizzare un normale schermo HD al posto del piccolo diplay OLED, sia per connetterla in qualche modo con l’ormai prossima PS4.
E proprio intorno alla nuova console casalinga si potrebbe costruire il rilancio della PS Vita. Sfruttata in maniera simile a quanto già accade su WiiU con il GamePad o per ampliarne ulteriormente le possibilità multimediali, molti potrebbero improvvisamente scoprirsi attratti dal portatile.
Va da sé che la parte del leone dovranno farla i giochi e in questo senso il futuro continua ad essere nebuloso, nonostante qualche probabile capolavoro all’orizzonte: il nuovo Killzone Merecenary tanto per cominciare, ma anche Tearaway che già ci ha fatto innamorare grazie al suo art design. Non vanno poi dimenticati i vari Sly Cooper Ladri Nel Tempo, Soul Sacrifice e Muramasa Rebirth.
Per quanto la qualità non mancherà, non c’è purtroppo l’imbarazzo della scelta e come se non bastasse gli sviluppatori paiono molto restii nell’impegnarsi nello sviluppo su PS Vita. La console sembra insomma avere il fiato molto corto, fin troppo legata alle cure delle first party.

Scheda Playstation Vita L’anno appena trascorso insieme alla PS Vita è stato pieno di soddisfazioni, ma all’orizzonte non mancano nubi minacciose. L’hardware, dopo mesi di duro lavoro, non presenta particolari segni di cedimento, a tal punto che salvo per qualche graffio sul touch-pad e per lo scricchiolio dei due dorsali, potremmo anche spacciarla per nuova. Dal punto di vista del software invece, Sony e le terze parti avrebbero sicuramente potuto fare di più, ma è difficile puntare il dito contro qualcosa in particolare. Le tante app che stanno rendendo la PS Vita sempre più social e multimediale sono minate da limiti e difetti, ma svolgono comunque il loro compito. Dall’altra parte, pur lamentando una certa mancanza di nuove IP e l’eccessiva presenza di porting, la softeca è in grado accontentare qualsiasi utente comprendo quasi tutti i generi videoludici esistenti. I prossimi 365 giorni saranno di fondamentale importanza per indovinare le sorti del portatile. Se Sony riuscirà a dimostrare di credere ancora nel progetto, magari usando come leva la futura PS4, allora ci saranno speranze per la piccola di casa. Altrimenti andrà visto con altri occhi l’esordio (neppure quello felicissimo a livello commerciale) del Playstation Mobile: un chiaro segnale che il colosso nipponico sta per rinunciare alle console portatili per concentrarsi con più convinzione sul mercato degli smartphone e tablet.