Speciale Un Mese con Destiny

30 giorni in compagnia dello sparatutto Bungie. In attesa del DLC, ecco le nostre impressioni aggiornate.

speciale Un Mese con Destiny
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  • Xbox 360
  • Ps3
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E' passato più o meno un mese dall'uscita di Destiny, e riguardo al titolo Bungie si sono spesi fiumi di parole. L'opinione dei giocatori e della critica è stata per lo più dipartita: da una parte tutti quegli utenti delusi dalla trama inesistente e dall'abbandono perentorio della struttura da FPS classico; dall'altra coloro che -in questa volontà di rompere con la tradizione- hanno colto il desiderio di costruire qualcosa di nuovo, un ibrido che mescolasse i ritmi di uno sparatutto rodato con l'estensione, la persistenza e l'intima epicità di un MMO.
Che Destiny fosse "uno splendido inizio" e non un approdo, poi, l'aveva già confermato il team di Seattle, ribadendo la durata decennale del progetto e parlando ancora prima dell'uscita di DLC, eventi pubblici, espansioni: e insomma di un supporto post-lancio più costante e continuo rispetto a quello di qualsiasi altro videogioco.
Col senno di poi, e pure buttando un occhio alle classifiche di Twitch ed al numero di ore che abbiamo passato sui server del titolo, siamo abbastanza convinti di aver giustamente riconosciuto ed esaltato, al tempo della recensione, l'enorme potenziale del titolo, che nel corso di questi ultimi 30 giorni ha monopolizzato le nostre serate, inchiodandoci per via di una progressione sempre ben tenuta.
Grazie anche alle risposte tutto sommato molto rapide che Bungie ha dato ai vari problemi, grazie agli interventi correttivi ed alle patch, ma anche alla programmazione di eventi che tutt'oggi sta continuando -e che a grandi passi ci porterà nei pressi della prima espansione ufficiale- Destiny è rimasto il titolo che abbiamo giocato di più e con più gusto. E, in totale onestà, anche al netto di una mole di missioni che avrebbe potuto essere un po' più vasta, considerando la "tenuta" del raid ed il brivido degli assalti Cala la Notte, possiamo dire che nessuna promessa ci sembra davvero infranta.

Player Vs Engrams

Se c'è stato un momento di sconforto, nelle settimane in cui abbiamo giocato a Destiny, è stato quando abbiamo capito, intimamente e senza possibilità di appello, che il Drop Rate degli engrammi leggendari era tremendamente basso. Tutte le volte poi che il Criptarca ci consegnava, con infinita calma e solennità, l'ennesimo oggetto blu con valori di luce ridicoli, un fremito potente turbava la Forza.
La situazione, anche dopo l'ultima patch, non è del tutto lusinghiera: ancora troppo aleatorie sono le ricompense del crogiolo, e nel corso delle missioni il numero di engrammi leggendari è ancora molto basso (figurarsi poi gli esotici). Eppure, almeno nei raid di alto livello, le ricompense di fine missione includono sempre qualche oggetto da decriptare, per la gioia di chi aspetta le ricompense dell'amministratrice ad ogni passaggio di livello del Criptarca.
Dopo trenta giorni di gioco, tuttavia, ci siamo anche convinti che la progressione punteggiata da Bungie fosse in qualche maniera ben ponderata, anzi attentissima e pensata per accompagnare gradualmente i giocatori nel corso di un viaggio lungo e faticoso, ma proprio per quel motivo anche stimolante.
La terribile "zona grigia" a cui ci si affacciava attorno al livello 23 è stata rischiarata per fortuna dalle ricompense dell'evento "L'Ira della Regina", tutte viola e perfette per fare in modo che i giocatori potessero avvicinarsi al level cap, andando quindi ad affrontare il Raid.
Anche se per molti utenti le missioni della Regina degli Insonni hanno perso di significato nel momento in cui smantellare il set delle armature ha smesso di regalare Frammenti Ascendenti, bisogna dare atto al team di sviluppo di aver proposto una convincente "valvola di sfogo" a tutti i nervosismi legati al Drop Rate.

La cosa bella è che, una volta arrivati attorno al livello 29 (per il 30 serve, oltre che un Esotico, anche il set dei Signori Hezeni, da recuperare nei labirinti del Raid), ancora ci sono un sacco di cose da fare. Oltre a potenziare al massimo entrambe le Build del personaggio, ci sono le armi e le armatura da "maxare", utilizzando materiali rari che si trovano soltanto come ricompensa degli eventi pubblici e delle Missioni Eroiche del Giorno: un bel modo per farci tornare sui server con regolarità, in attesa di sbloccare gli eccezionali poteri speciali del Pocket Infinity.
Purtroppo non sono migliorati troppo i problemi di Lag nel Crogiolo: troppi utenti europei segnalano ancora ritardi evidenti e parecchie uccisioni "Post-Mortem". Anche in PvP, comunque, Destiny si è mostrato un prodotto profondo. Non tanto per il numero di modalità (le playlist quotidiane non bastano a controbilanciare lo scarso numero di modalità, che deve sicuramente aumentare), quando per la buona diversità di tattiche e strategie che è possibile utilizzare, legate sia all'armamentario che alle super. Ogni giocatore trova la sua combinazione vincente, fra chi predilige i terribili "no scope" con il fucile da cecchino e chi invece si esalta grazie alla Radianza ed all'abilità Angelo di Luce, che come il teletrasporto dello Stregone fa diventare imprevedibili le traiettorie dei salti.
Ancora oggi, comunque, il Crogiolo è la componente del titolo che avrebbe bisogno di più aggiornamenti contenutistici e fix, nonostante sia frequentatissimo. L'evento Iron Banner, attivo da poche ore, porta alla luce poi la difficoltà di bilanciare in maniera convincente tutte le armi e le armature quando si conservano nel PvP anche i benefici del livello: ci sono troppi "One Shot" e si registra la tendenza ad usare sempre gli stessi fucili (chi di voi odia il Suros Regime?). Ai giocatori sembra andare bene (del resto le partite "regolari" sono invece ben bilanciate), ma insomma ci si aspetta qualche piccola revisione con una patch correttiva.

Fra gli altri problemi che andrebbero aggiustati, c'è un sistema di "accesso" al lore del gioco che, sfortunatamente, passa solo e soltanto dal sito ufficiale e dalle Carte Grimorio: chi non ha mai fatto un salto su Bungie.Net dovrebbe rimediare subito, per scoprire non solo lo smisurato lavoro creativo del team, ma anche per capire che i progressi nelle uccisioni garantiscono bonus speciali legati alla raccolta di risorse. Bungie dovrebbe insomma escogitare un modo per rendere molto più visibile non solo il background narrativo celato nel retro delle carte, ma anche per veicolare informazioni troppo spesso nascoste. In molti non sanno, ad esempio, che il personaggio continua di fatto a fare "level up" ben oltre il cap, guadagnando ad ogni passaggio una particella di luce.
Bungie ha già confermato di essere al lavoro per risolvere tutti questi problemi, e speriamo quindi che nel mese di novembre qualcosa si muova: dicembre, infatti, con l'arrivo del primo DLC, sarà un mese importante per lo sparatutto Bungie, che deve presentarsi in forma più che smagliante.
Nel primo update, oltre ad un po' di assalti e magari a qualche missione ambientata nei pressi dell'Atollo (non vediamo l'ora di dare un'occhiata ad un'ambientazione inedita), dovrebbe esserci un nuovo Raid (stando alle indiscrezioni trapelate in rete).
Sarebbe, nel caso, un DLC sicuramente sostanzioso, visto che gran parte delle attenzioni di chi ha raggiunto l'endgame ruotano attorno alle disavventure nella Volta di Vetro.

Il cuore nero di Venere

La Volta di Vetro si apre nelle profondità cupe di Venere, scavata nel cuore umido di un pianeta sintetico. Ci si arriva attraversando labirinti ombrosi guardati a vista dalle Gorgoni, e poi lanciandosi nel vuoto, verso piattaforme che scompaiono in un lampo. Il percorso che si compie per arrivare in fondo a questo dedalo vertiginoso, nella camera che ospita il terribile Atheon, lo si fa con il cuore in gola, sperduti tra cave mastodontiche che degradano nell'Oscurità: quella nera e bituminosa dell'oblio.
Lo si fa assieme a cinque compagni di viaggio, non solo in cerca di qualche stravagante arma esotica, ma inseguendo una gloria intima e luminosa. L'esaltazione del singolo non esiste, di fronte alle Idre titaniche, ai rituali di negazione, ai Fanatici e ai Pretoriani che sembrano non finire mai: esiste il branco, operoso e vorace, che si muove all'unisono e si dispone con precisione rigorosa e metodica di fronte alle confluenze.
E' solo quando tutti compiono il loro dovere, salvaguardando l'integrità dei portali e bersagliando il nemico con i colpi precisi dell'Aculeo o del Rompighiaccio, che la via per la Vittoria si rivela. Nell'attimo in cui sei si muovono come uno, nel momento preciso in cui l'ossessione per gli Engrammi Leggendari pervade tutti i membri del gruppo, estatici ed esaltati dalle smitragliate ritmate e dalle esplosioni solari delle granate, che Destiny diventa inimitabile, sublime; perfetto.

Riconfermando ancora una volta l'estrema vicinanza con il mondo degli MMO, insomma, anche lo sparatutto Bungie ribadisce che attorno ai Raid si concentri buona parte degli entusiasmi dei giocatori. Emozionante e ben studiata, la missione alla Volta di Vetro è tutta da scoprire, e stupisce gli utenti con insolite sequenze stealth e imprevisti momenti platform. Persino gli scontri con i Boss sono complessi, stratificati, e richiedono l'attuazione di strategie ben concertate.
Anche il Raid può essere affrontato con un modificatore eroico attivo, che abilità la permadeath, eliminando quindi la possibilità di resuscitare i compagni fino al prossimo checkpoint.
Troviamo giusta la decisione di non aver previsto il matchmaking, in queste prime settimane di gioco: il Raid è un evento che andava scoperto assieme ad una squadra affiatata, ma adesso che i suoi segreti sono stati rivelati, Bungie sta giustamente pensando di dare anche ai più solitari l'opportunità di cimentarsi nell'impresa.
Il fatto che i progressi vengano resettati una volta a settimana smussa un po' l'importanza del raid, solitamente già completato -dopo il Cala la Notte che regala un boost all'esperienza guadagnata e ai drop rate- il martedì sera dalle squadre più rodate. Visto che la storia eroica del giorno è una pura formalità, e che la frequenza degli eventi pubblici è ancora bassa, urgono nuovi contenuti. In attesa che arrivi The Dark Below, insomma, speriamo che dopo lo Stendardo di Ferro giungano eventi PvE un po' più sostanziosi rispetto all'Ira della Regina.

Destiny Dopo aver passato un mese in compagnia del titolo Bungie, ribadiamo quello che abbiamo detto ai tempi della recensione: Destiny non è un titolo per tutti. Soprattutto chi cerca una campagna ben diretta ed una storia epica e coinvolgente, dovrebbe avvicinarsi al gioco con molte riserve oppure lasciar perdere. D'altro canto, la qualità smisurata delle dinamiche shooter non si mette in discussione, così come è impossibile criticare i ritmi di una progressione che ancora oggi tiene impegnati i giocatori, consegnando su base regolare armi e armature da potenziare, fucili esotici da testare, eventi speciali. Il supporto di Bungie è impeccabile: gli update sono rapidi, le patch hanno risolto in poche settimane i problemi principali, i feedback della community vengono ascoltati e presi in considerazione. Con l'ultimo Fix, anche la stabilità dei server dovrebbe essere migliorata. Resta vero che la mole di contenuti della prima release non è eccezionale (nonostante le mappe siano invece molto vaste e articolate): ormai giocare alle playlist assalto è un po' noioso, e l'accesso quotidiano si fa soprattutto per le missioni giornaliere e i loro frammenti ascendenti. Un altro mese ci separa dalla prima iniezioni di contenuti, ed in queste settimane il team dovrà escogitare qualcosa di interessante, vivacizzando le cose più di quanto non abbia fatto con le taglie della Regina (pensate più che altro per vestire i giocatori di viola e traghettarli verso l'endgame). Per quanto ci riguarda, comunque, Destiny resta un titolo eccezionale, una delle proposte più brillanti che l'attuale generazione videoludica abbia presentato ai giocatori, ed un prodotto che ha davvero le potenzialità per durare e crescere.

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