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Speciale Uncharted 3 Multiplayer

Sviscerato il multiplayer di Uncharted 3

speciale Uncharted 3 Multiplayer
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

La saga di Uncharted, celebre esclusiva Playstation 3 partorita dalle brillanti menti dei programmatori Naughty Dog, si è sempre distinta per qualità del gameplay, per l’appassionante storyline e, dal secondo episodio, per una modalità multiplayer approfondita e curata sotto ogni aspetto. A meno di una settimana dall’uscita ufficiale del terzo capitolo, “L’Inganno di Drake”, noi di Everyeye siamo pronti a presentarvi un dettagliato speciale incentrato proprio sul multiplayer, tornato più in forma che mai ed arricchito di tante novità che faranno sicuramente felici i moltissimi fan del titolo.

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA

Come spesso succede, anche Uncharted 3 ripropone la stessa ossatura ludica vista nel secondo episodio, ma le novità riguardo le modalità di gioco competitive e cooperative sono moltissime.
In totale il pacchetto multigiocatore comprende ben 9 modalità: 6 in cui si gioca contro altri giocatori, e 3 da affrontare cooperando contro nemici controllati dalla CPU. Il primo impatto è dei migliori: il menù, semplice ed intuitivo, lascia spazio alla visibilità del nostro alter-ego virtuale, permettendoci di personalizzarlo in qualsiasi modo preferiamo, anche durante i caricamenti delle partite online. La personalizzazione maniacale è stata fortemente voluta dagli stessi programmatori, convinti che quanto più si riesca a far “proprio” un profilo virtuale, tanto più aumenti l’immersività ed il coinvolgimento. E non si può proprio dar loro torto. Oltre alla modifica dell’aspetto (che scende nei più piccoli dettagli, dal colore dei pantaloni alla possibilità di indossare guanti e cappelli), potremo, una volta saliti al giusto livello e guadagnati abbastanza dollari, acquistare le sembianze dei beniamini della serie, includendo anche le timide comparse che comunque hanno lasciato la loro impronta nella trilogia di Uncharted. Non solo, ma il gioco ci darà la possibilità di personalizzare anche la versione “malvagia” del nostro Alter Ego, nel caso ci trovassimo dalla parte “sbagliata” del match. Anche in questo caso il procedimento rimane lo stesso, e ci permette di scegliere tra una vasta gamma di mercenari senza scrupoli, fino ad arrivare a vere celebrità della cattiveria, come Lazarevic o addirittura lo scheletro riportato in vita di Gengis Khan!
Come ogni multiplayer che si rispetti, anche in Uncharted 3 è possibile scegliere le nostre armi preferite tra un arsenale che non farà certo impallidire Call Of Duty, ma è comunque degno di nota. Sia alle armi primarie che a quelle secondarie si potranno successivamente aggiungere svariati perks, che potranno migliorare sensibilmente la qualità dell’arma utilizzata, attraverso un sistema di puntamento avanzato, una ricarica più veloce, una stabilità aumentata e così via. Se durante la partita completeremo delle particolari azioni (come salvare un amico dal fuoco ostile, prendere un nemico di spalle, uccidere più avversari in rapida successione), otterremo delle medaglie che ci consentiranno di sbloccare dei bonus alla stregua delle famose Killstreak: potremo quindi utilizzare per breve tempo un RPG o vedere la posizione dei nemici sullo schermo, o ancora muoverci più velocemente durante le arrampicate. Insomma, a livello di personalizzazione, skin e perks, Uncharted 3 non ha niente da invidiare ai prodotti più blasonati. Completata la nostra personalizzazione siamo pronti a lanciarci in una delle tante modalità disponibili: oltre Deathmatch a squadre, Saccheggio e Tutti contro Tutti (già presenti in Uncharted 2), troviamo l’interessante Deathmatch a 3 squadre, Estremo e Obiettivo di squadra, oltre alle opzioni cooperative che analizzeremo in seguito.

PUTIFERIO IN EQUILIBRIO

Una delle modalità più riuscite di sempre nella storia del multiplayer videoludico è senz’altro il Deathmatch a squadre. Talvolta arricchito con alcune feature pregevoli, altre volte ridotto ai minimi termini per assaporare l’essenzialità dello scontro tra due team, di certo questa modalità è la più gettonata nella storia videoludica. Ma Naughty Dog ha pensato bene di stravolgere le regole: se con due squadre gli utenti si divertono un mondo, cosa succederebbe se ce ne mettessimo 3? La risposta a questa domanda, per quanto sorprendente possa essere, è una sola: niente. Nel multiplayer a 3 Squadre, un trio di team composti da due soli giocatori si dovrà affrontare in una delle dettagliatissime mappe multiplayer, cercando di accumulare il maggior numero di uccisioni. Un’idea che messa in pratica ha sicuramente i suoi risvolti tattici: ad esempio è opportuno stare sempre vicino al compagno, per raddoppiare così il rateo di fuoco ed assicurarsi kill preziose. Purtroppo la vastità della mappa e il basso numero di utenti (6) finiscono per creare un leggero scompiglio (sarà difficile organizzare tattiche ben imbastite), che molti videogiocatori troveranno fastidioso, optando per qualche modalità più classica. Resta comunque un’esperienza diversa dalla solita minestra, a cui si può dedicare tempo, sfruttando il fatto di essere solo in 6 per cercare quantomeno di accumulare soldi ed esperienza in maniera facile e veloce. Torna l’amata modalità Saccheggio, che altri non è che la rivisitazione in chiave archeologica di Capture The Flag: al posto della bandiera dovremo catturare un prezioso manufatto e riportarlo alla base. Manufatto che comparirà in zone della mappa sempre differenti, e che quindi costringerà i giocatori a muoversi continuamente, evitando il camping selvaggio. Una volta recuperato l’idolo, tuttavia, i nostri movimenti rallenteranno a causa del peso, e avremo a disposizione solo l’arma ad una mano per difenderci. Un colpo di genio che fin da subito i fan di Uncharted hanno dimostrato di adorare. Ciò obbliga infatti il portatore del tesoro di essere quasi sempre scortato da almeno un compagno di squadra, che si assicuri che il viaggio fili liscio. E’ finito il tempo delle scorribande a perdifiato con la bandiera in saccoccia: qui si fa sul serio e c’è bisogno di una buona cooperazione per vincere la partita.
Tra le vecchie conoscenze troviamo anche “Obiettivo di Squadra”, che ripropone tutte le modalità più conosciute in un’unica grande partita dalla durata sostanziosa. Gli Eroi ed i Cattivi si contenderanno un punto in ognuna delle tipologie di partita(Re della Collina, Deathmatch a squadre, Guerra di Territorio, Cacciatore di Tesori). Divertente e longevo, Obiettivo di Squadra è sicuramente un caposaldo del multiplayer di Uncharted 3: una panoramica esaustiva su tutto ciò che il gioco online ha da offrire.
Interessante novità invece è rappresentata da “Estremo”, durante la quale tutti i giocatori non avranno a disposizione nessun potenziamento, nessuna medaglia e nessuna modifica, ma solo una quantità maggiore di salute per sostenere al meglio quella che senza ombra di dubbio è la modalità più difficile di Uncharted 3. Un massimo di 10 giocatori divisi in 2 squadre da 5 si darà battaglia senza esclusione di colpi in un deathmatch nudo e crudo. Tanti proiettili, esplosioni e salti funambolici: questi gli unici ingredienti di Estremo, che noi di Everyeye applaudiamo a man forte, felici di poter constatare come competizione multiplayer dal sapore retrò possa ancora appassionare tanta gente, riempiendo le sale d’attesa.
Terminiamo con “Tutti Contro Tutti”: proposta anche nel predecessore, qui nel terzo capitolo della serie trova forse la sua forma migliore, avendo i programmatori eliminato i piccoli fastidi che scontentavano la massa. Con un bilanciamento delle armi rivisitato, una fluidità di gioco maggiore ed una complessità ambientale da far impallidire anche il più tosto Gears Of War, persino una modalità vista e stravista come quella di Tutti Contro Tutti riesce ad emergere, appagante come poche.

Insieme per Trionfare

Le possibilità multiplayer per la coop sono ridotte rispetto al pacchetto competitivo offerto da Naughty Dog, ma in ogni caso degne di nota. Le danze si aprono con Arena, ormai conosciutissima e step quasi obbligatorio per ogni gioco che vuole intraprendere la difficile strada del multiplayer cooperativo. Tre giocatori affronteranno ondate sempre più numerose di nemici, che non hanno altro scopo se non quello di farci fuori, venendo a caro prezzo la pelle. Di tanto in tanto compariranno alcuni obiettivi, come quello di riportare l’ormai famigerato idolo alla base o di proteggere un’area della mappa dalle incursione nemiche, tenendo presente che le uccisioni al di fuori di questa zona non saranno conteggiate. Piacevole e frenetica, l’Arena Cooperativa ci propina un approccio che abbiamo imparato ad amare con Gears Of War e che rispettiamo anche in Uncharted 3 pur essendo di poco inferiore alla controparte Microsoft. Questo perché, aldilà della poca varietà nemica, l’esclusiva PS3 non riesce totalmente a trasmettere le sensazioni di pericolo e costante inferiorità che si avverte giocando nelle fasi più concitate di “Orda”. Eppure, resta una validissima alternativa, soprattutto per imparare a conoscere meglio le mappe e prendere dimestichezza con i vari potenziamenti e medaglie. Quella che non convince è invece Arena Cacciatore, una sorta di ibrido tra Deathmatch e Arena, che purtroppo prende il peggio da entrambi i lati. Le due squadre partecipanti saranno divise tra chi deve rubare il tesoro portandolo allo scrigno e chi invece deve difenderlo a tutti i costi. I difensori saranno in qualche modo avvantaggiati dal supporto dell’IA, che metterà loro a disposizione altri uomini, mentre gli attaccanti dovranno contare esclusivamente sulle loro (esigue) forze per sperare in una vittoria. Spesso e volentieri però, questa modalità si riduce ad un camping ostinato, che in qualche modo infastidisce l’attaccante, non solo in inferiorità numerica, ma anche braccato da molteplici mirini infrarossi. Non basta la scarsa intelligenza artificiale o un buon compagno di squadra ad avere la meglio, e dato che i ruoli cambiano ogni due turni, ci si ritroverà quasi sempre in parità, a meno di qualche colpo di fortuna o di una strategia ben studiata e messa in pratica ancora meglio.
Il piatto forte della produzione sono ovviamente le missioni da affrontare in cooperativa, fino ad un massimo di tre giocatori contemporaneamente. Gli ambienti di gioco sono gli stessi che fanno da sfondo all’avventura principale, ma quel filo di trama necessario a far carburare la missione non ha niente a che vedere col single player. I livelli di difficoltà sono quattro e variano per numero di nemici, salute dei giocatori e fuoco amico attivo. D’altronde sarà sempre possibile aiutare un nostro compagno ferito a morte o intrappolato da un nemico con la garrota. Il numero delle missioni non è altissimo, ma contribuisce notevolmente ad allungare una già ottima longevità globale, grazie anche alla durata che in media è più che soddisfacente.

Raggiungere l'orizzonte

Graficamente il multiplayer online dà spettacolo: pur non raggiungendo i picchi di eccellenza della campagna single player, tutto è perfettamente definito e solido, a dimostrazione della sempre morbosa cura con cui la Naughty Dog dalinea i propri standard. Gli ambienti sono vari e alternano zone urbane a giungle selvagge, dando per certa una varietà che lascia a bocca aperta. La straordinaria caratterizzazione ambientale passa da un’attenzione meticolosa per il design delle architetture, che sfocia in un set di playground di eccelsa fattura. Oltre ai classici remake provenienti da Uncharted 2 (come Molten Ruins, perfettamente rivisitata, o Facility -che con tutta probabilità è la meno entusiasmante delle 11 disponibili), alcune mappe a disposizione hanno la particolarità di essere strutturate “in sequenza”; questo vuol dire che alcuni specifici avvenimenti all’interno dell’ambiente saranno cruciali per lo svolgimento del match. All’interno di London Underground, ad esempio la battaglia tra i giocatori inizierà a bordo di treni in corsa, per poi finire nella stazione d’arrivo, dove la lotta si farà ancora più estenuante. Un altro classico esempio è il villaggio nel deserto, dove a intervalli regolari, incombe una fortissima tempesta di sabbia che come immaginerete ha effetti devastanti sulla visibilità di tutto quello che ci accade intorno. Menzione particolare va alla bellissima Drydocks, mappa che rappresenta una zona portuale, che consentirà ai giocatori dituffarsi nell’acqua, immergersi, (anche per eludere il nemico) e persino tendere agguati o ingaggiare scontri sottomarini ad alto tasso adrenalinico. Alcune mappe, invece, rinunciano a grandezza e complessità, per far contenti i giocatori che vogliono immedesimarsi in battaglie convulse e senza sosta. Come non nominare Città d’ottone, un piccolo ambiente circolare al cui centro è posta una pedana mobile, che si attiva saltuariamente. All’interno di essa un fortunato giocatore potrà trovare un RPG o un Hammer con i quali “ravvivare” la festa.

Uncharted 3 Uncharted 3 è un titolo completo. Anche sul fronte multiplayer. Tutto quello che un videogiocatore appassionato può cercare, si trova facilmente cercando sui server di gioco. I miglioramenti sono buoni, e la formula rimane quella vincente del secondo capitolo. Fiduciosi che Naughty Dog possa impreziosire ulteriormente il suo capolavoro con una miriade di pregevoli DLC, magari non troppo a pagamento, promuoviamo a pieni voti il comparto online di Uncharted 3.

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