Warhammer 40,000: come avvicinarsi all'universo di Games Workshop

L'universo di Warhammer 40,000 è incredibilmente vasto e variegato: qualche consiglio per avvicinarsi al mondo creato da Games Workshop.

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"È il quarantunesimo Millennio. Da più di cento secoli l'Imperatore degli Uomini siede immobile sul Trono Dorato della Terra. Egli governa l'umanità per volontà degli dei e controlla un milione di mondi con la forza delle Sue inesauribili armate. È una carcassa marcescente che avvizzisce impercettibilmente, dotata dei poteri dell'Età Oscura della Tecnologia. È il Signore Necrofago del vasto Impero degli Uomini per cui migliaia di anime vengono sacrificate ogni giorno, cosicché non possa mai davvero morire.
Anche nel Suo stato senza morte, l'Imperatore continua la sua eterna vigilanza. Potenti flotte da battaglia attraversano il miasma infestato da demoni del Warp, l'unica via tra le stelle lontane. La loro rotta è illuminata dall'Astronomican, la manifestazione psichica della volontà dell'Imperatore. Vaste armate combattono in Suo nome su innumerevoli mondi. I più grandi fra i Suoi soldati sono gli Adeptus Astartes, gli Space Marine, super-guerrieri bio-ingegnerizzati. I loro compagni d'armi sono legioni: la Guardia Imperiale e incalcolabili forze di difesa planetaria, la sempre vigile Inquisizione e i tecnopreti dell'Adeptus Mechanicus,èper nominarne solo alcuni. Ma nonostante il loro grande numero, sono a malapena sufficienti a contenere la sempre presente minaccia rappresentata da alieni, eretici, mutanti - e molto, molto peggio.
Essere un uomo in quest'epoca vuol dire essere un individuo tra infiniti miliardi. Vuol dire vivere nel più crudele e sanguinoso regime che la mente possa mai immaginare. Queste sono le storie di questi tempi. Dimenticate il potere della tecnologia e della scienza, perché troppo è stato scordato, e mai più è stato appreso. Dimenticate la promessa di progresso e comprensione, perché nel futuro oscuro e spietato c'è solo guerra. Non c'è pace tra le stelle, solo un'eternità di carneficine e stragi, e la risata di dei assetati.
" Introduzione a Warhammer 40.000

In the grim darkness of the far future there is only war

Se non avete mai sentito parlare di Warhammer 40.000 probabilmente avete vissuto una vita da anacoreta. L'universo forgiato da Games Workshop nel 1987, infatti, ha dato vita ad un vero e proprio fenomeno culturale, ha ispirato numerosi artisti ed ha persino creato un vero e proprio sottogenere: il grimdark.
Siamo in un lontanissimo futuro, distante dai consueti canoni della fantascienza. La violenza e l'oscurità sono accentuate, la realtà è vista dagli occhi di infaticabili guerrieri, nati per combattere e per servire degli idoli effimeri. Non c'è spazio per la pace in Warhammer 40.000, la guerra è in ogni dove, divora uomini, città, pianeti e dei. Tanto è il fascino irradiato da questa proprietà intellettuale (originariamente associata ad un "semplice" tabletop game), che intorno ad essa son fiorite tantissime opere transmediali, talmente tante che potrebbe essere complesso, allo stato attuale, avvicinarsi a questo mondo.

Abbiamo pensato, quindi, di consigliarvi diversi approcci da seguire per entrare in contatto con il lore, con lo stile o semplicemente con l'estetica dell'universo di Games Workshop. Citeremo opere di tutti i gusti, adatte a quasi ogni platea, anche ad appassionati che, magari, non hanno mai approfondito un determinato aspetto. Prima di cominciare vogliamo avvisarvi: molto del materiale che riporteremo in questo articolo è disponibile esclusivamente in lingua inglese e in alcuni casi potrebbe essere di difficile reperibilità. Inoltre, vi consigliamo di dare un'occhiata alla wiki, ricchissima di dettagli d'ogni genere, e al canale YouTube OneMindSyndicateOne, anche questo stracolmo di interessanti video che approfondiscono molti aspetti, anche quelli più secondari.

La via del lettore

La letteratura è con molta probabilità il modo migliore per entrare nel mood di Warhammer 40.000. Nonostante ciò, la produzione letteraria è così vasta che potrebbe essere difficile scegliere da dove cominciare. Per entrare in pieno nella truce atmosfera del quarantunesimo millennio, quindi, vi consigliamo di procurarvi la serie di romanzi conosciuta come "Horus Heresy". La serie è suddivisa in ben quarantatré romanzi (altri quattro devono essere ancora pubblicati) ambientati nel trentunesimo millennio, diecimila anni prima rispetto alle vicende che prendono posto nel mondo creato da Games Workshop. In questa serie di libri, che non è stata pensata per essere letta obbligatoriamente in ordine cronologico, si parla dell'Eresia di Horus, una sanguinosa guerra civile causata dal tradimento di Horus, il comandante supremo dell'esercito imperiale. Purtroppo solo il primo volume (L'Ascesa di Horus) è stato tradotto nella nostra lingua, mentre tutti gli altri sono disponibili solo nella lingua d'Albione.

A chi non digerisce le letture in inglese consigliamo la trilogia di Eisenhorn di Dan Abnett (Xenos, Malleus, Hereticus), che permette di conoscere l'Inquisizione ed uno dei personaggi più carismatici di tutto l'universo di Warhammer 40.000: Gregor Eisenhorn. La saga degli Ultramarine di Graham McNeill, di cui i primi tre episodi sono tradotti italiano, è un'altra lettura indicata. Si tratta di romanzi che si focalizzano sul capitolo degli Ultramarine e sono molto utili per approfondire la fazione degli Space Marine. A chi è affascinato dalle malie di forze occulte e dalla sfrenata sete di potere, consigliamo Soul Hunter, di Aaron Dembski-Bowden. Il libro, esclusivamente in inglese, narra le vicende dei Night Lords una fazione degli Space Marine del Chaos.
Per i più curiosi raccomandiamo anche Titanicus di Dan Abnett, in cui si parla dei Titani, letali macchine da guerra dell'Imperium, ma anche la serie degli Spettri di Gaunt (tradotta in italiano solo per metà), sempre dello stesso autore. Infine, a coloro che sono particolarmente interessati agli Space Marine, e che magari hanno letto - gradendola - la serie dedicata agli Ultramarine, suggeriamo la saga dei Lupi Siderali.

La via del videogiocatore

I videogiochi ambientati nell'universo di Warhammer 40.000 non sono moltissimi, e ancor meno sono quelli su cui vale la pena mettere le mani. Partiamo dai migliori: la saga Dawn of War, con annesse espansioni, è di sicuro quella più indicata per cominciare. Ovviamente chi non mastica strategici e non è attratto dal genere difficilmente si interesserà al gioco, ma tutti gli altri dovrebbero dargli un'opportunità, non solo per il fascino della licenza, ma anche perché i Dawn of War sono tra gli RTS più belli e divertenti mai apparsi sul mercato.
Ma Relic, la software house a cui si deve la paternità di Dawn of War, si cimentò, nel 2011, anche in uno sparatutto in terza persona in cui si vestivano i panni di Titus, capitano del capitolo degli Ultramarine, inviato sul pianeta Graia per respingere un'imponente forza d'invasione degli Orki. Il gioco si chiamava Space Marine e non era di certo un titolo eccezionale, nonostante i difetti, però, rimane l'unico prodotto dedicato all'universo di Warhammer 40.000 non appartenente al genere degli strategici che vale la pena recuperare.

Un po' meno indicati, ma comunque discretamente validi, sono Armageddon, caratterizzato da una griglia ad esagoni, e Sanctus Reach, entrambi sviluppati da Slitherine. In ultimo, menzioniamo un titolo piuttosto recente ed ingiustamente passato in sordina: Battlefleet Gothic: Armada. Al di là di alcuni sbilanciamenti e di una campagna, alla lunga, estremamente monotona, il gioco di Tindalos Interactive rappresenta il modo migliore per cominciare a conoscere la flotta imperiale. In più, recenti espansioni gratuite hanno aggiunto anche la flotta Tau e quella degli Adeptus Astartes a fianco di quelle, già presenti al lancio, dell'Imperium, degli Orki, degli Eldar e del Chaos.

La via del cinefilo

Purtroppo Games Workshop e Warhammer 40.000 non sono mai entrati con successo nel mondo del cinema, quindi è davvero difficile consigliare del materiale a chi vorrebbe partire proprio da qui. In realtà esiste un film ufficiale in (pessima) computer grafica, scritto da Dan Abnett e diretto da Martyn Pick, chiamato Ultramarine. Il film è brutto, animato male e piuttosto inconsistente, di conseguenza, in aggiunta al fatto che è difficilissimo da reperire, non ne consigliamo la visione. Diverso il discorso per Damnatus, una pellicola creata da alcuni fan dalla qualità non proprio lusinghiera, ma che almeno potrebbe risultare interessante se visionata con uno sguardo non troppo critico.

A chi ama il cinema conviene aspettare, perché se tutti gli esperimenti precedenti per portare il brand su celluloide sono falliti, c'è un progetto fanmade davvero interessante che, stando ad una timeline visibile sul sito ufficiale, dovrebbe essere pronto nel corso di quest'anno. Stiamo parlando di The Lord Inquisitor, un film completamente in computer grafica a cui stanno lavorando da sei anni una decina di ragazzi. È già disponibile un breve prologo, che, nonostante qualche ruvidità nelle animazioni e una sincronia del labiale non sempre perfetta, è un chiaro esempio dello sterminato talento del team impegnato nel progetto. Incrociamo le dita e aspettiamo con pazienza.

La via del collezionista

Avvicinarsi all'universo di Warhammer di 40.000 a partire dal gioco da tavolo è di sicuro la maniera più interessante, ma anche quella che richiede più soldi e tempo. Solo con le miniature, però, è possibile apprezzare la deliziosa ricerca artistica utilizzata per delineare i caratteri di tutte le fazioni presenti nel gioco (Imperium, Eldar, Orki, Tau, Necron e Tiranidi) ed anche i retroscena delle interminabili battaglie che imbevono di sangue il quarantunesimo millennio. Nel corso dei suoi trent'anni di vita, il tabletop game di Warhammer 40.000 è evoluto più e più volte, le regole son cambiate e molti dettagli e fazioni si sono aggiunti. Ora siamo arrivati alla settima edizione, ma presto, come annunciato da Games Workshop stessa, verrà lanciata l'ottava. Perciò potrebbe non essere un buon momento per impratichirsi col regolamento e per procurarsi i Codex (dei manuali dettagliati dedicati ad una fazione specifica, in cui ci sono anche dettagli sul lore, istruzioni di base e consigli sull'assemblaggio e pittura delle miniature).
Prima di lanciarsi all'acquisto di un'armata, comunque, è consigliabile visitare un punto vendita, parlare con qualche appassionato e fare anche qualche partita di prova.

Se, invece, l'interesse è quello di conoscere il mondo dei modellini esclusivamente dal punto di vista di un collezionista, è possibile acquistare dei pacchetti di unità basilari per far pratica nella pittura e nell'assemblaggio delle miniature. Sul proprio negozio virtuale Games Workshop ha inserito un pacchetto consigliato a tutti i neofiti, ideale soprattutto per mettere alla prova il proprio talento artistico.
Come ulteriore strumento per avvicinarsi al gioco da tavolo consigliamo la rivista White Dwarf, che, purtroppo, dal 2014 non è più disponibile in lingua italiana. Il periodico non si concentra esclusivamente su Warhammer 40.000 (parla anche di Warhammer fantasy e di The Lord of the Rings), ma è ricco di numerosi consigli di esperti che suggeriscono strategie di pittura, composizioni di armate e tattiche per gli scontri. Ci sono anche dei report sulle sfide più importanti a livello internazionale e delle pagine dedicate completamente ai migliori modelli.

La via dell'eretico

Non solo ciò che è canonico ed ufficiale può portare ad appassionarsi al brand di Warhammer 40.000. Esistono prodotti che, dichiaratamente o meno, hanno tratto fortissima ispirazione dallo stile e dalle fazioni del gioco da tavolo di Games Workshop. Come ad esempio la serie di StarCraft di Blizzard Entertainment. Dietro a due dei migliori strategici mai apparsi sul mercato, c'è una storia curiosa: la casa di irvine, che si era vista rifiutare la licenza Warhammer 40.000, decise di modificare gli asset di un gioco basato su quell'universo e quindi plasmare fazioni non molto lontane, soprattutto nell'estetica, a quelle del tabletop game. Le numerose armate Zerg, che divorano mondi alla velocità della luce, ricordano i Tiranidi, i Terran sono molto vicini agli Space Marine e il fascino esotico dei Protos lo ritroviamo anche negli Eldar.

Ma non finisce qua, perché anche Dead Space ricorda molto la brutalità, l'oscurità e la violenza viscerale del brand di Games Workshop, tant'è che alcuni fan hanno creato delle illustrazioni che fondono i due universi. Infine, il film Event Horizon (Punto di Non Ritorno in Italia) ha diversi elementi, relativi soprattutto alla dimensione caotica del Warp, che richiamano alla memoria Warhammer 40.000, a cui, secondo alcuni, lo sceneggiatore Philip Eisner si è ispirato.

Strade alternative

Fin'ora abbiamo citato moltissime opere e modi per entrare in contatto con l'universo di Warhammer 40.000. Non c'è una strada "migliore" nel vero senso della parola, ed è per questo che abbiamo preferito presentarvi un numero d'opere il più vario possibile. Non abbiamo parlato, però, delle numerose serie a fumetti che son state pubblicate dal 1999 fino a tempi recenti. Se siete curiosi vi consigliamo di recuperare La Crociata dei Dannati, Sangue e Tuoni e La Fucina della Guerra, gli unici tradotti in italiano.
Gli amanti delle illustrazioni non dovrebbero farsi invece scappare questo sito, un raccoglitore dei migliori artwork a tema Warhammer 40.000, e ce ne sono alcuni davvero fenomenali.
Insomma, le cose da citare sarebbero ancora tantissime, ma lasciamo la palla a voi: consigliate, criticate pure le nostre scelte, parlate, se siete dei veterani, del modo in cui siete entrati in contatto con Warhammer 40.000. Noi speriamo di avervi offerto qualche spunto interessante e di avervi fatto appassionare, almeno un pochino, ad un universo così bello, vasto ed incredibilmente profondo.

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