Speciale Xbox One Scaler

L'ultimo update di Xbox One migliora lo scaler della console

speciale Xbox One Scaler
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Negli ultimi giorni si fa un gran parlare delle migliorie apportate dall'ultimo update di Xbox One allo scaler interno della console. Arrivato praticamente in contemporanea con la Beta di Titanfall, l'aggiornamento software ha di fatto aggiustato alcune evidenti problematiche, migliorando nettamente la qualità del flusso video non solo dello sparatutto firmato Respawn Entertainment, ma anche dei vecchi titoli multipiattaforma aspramente criticati nel periodo del lancio.
Prima di discutere più approfonditamente di questi ritocchi, abbiamo quindi deciso di spiegare più nel dettaglio che cosa sia uno scaler, che funzione abbia, e come mai sia tanto importante per la console Microsoft.

Per qualche pixel in più

Quando un motore grafico “renderizza” il flusso video di un gioco, lo fa ad una determinata risoluzione: calcola, cioè, un preciso quantitativo di pixel, per un determinato numero di volte al secondo (il framerate indica appunto se l'engine calcola 30 o 60 quadri per ogni secondo di gioco). Non sempre questa risoluzione nativa coincide con quella del televisore: nel caso ci sia una discrepanza, interviene lo scaler. Si tratta in pratica di un programma che, usando particolari algoritmi di compressione, “trasforma” il flusso video in uno adatto a quello dello schermo.
Nel caso (ormai sempre più raro) in cui la risoluzione nativa sia maggiore rispetto a quella della TV, interviene un “downscaler”: si tratta di un processo che non genera troppi problemi a livello di aliasing, ma che può comunque ridurre la qualità dell'immagine, magari per problemi di alterazioni cromatiche.
Ben più invasivo ed evidente è il processo di “upscaling”: in pratica, il software deve generare un'immagine contente un numero maggiore di pixel, calcolata sulla base di quella originale. Il processo di upscaling, in molti casi, causa uno sgranamento dell'immagine, acuisce in maniera netta i problemi di aliasing, e determina un'evidente calo della qualità video.
Nel caso dell'Xbox One, i problemi legati allo scaler interno della console sono apparsi fin da subito evidentissimi. Quasi tutti i titoli di lancio, del, resto, giravano ad una risoluzione inferiore a 1080p, e sarebbe stato saggio, da parte dell'azienda di Redmond, inserire uno scaler con un buon algoritmo, che limitasse l'aliasing “secondario”, non dovuto direttamente all'engine ma all'allargamento dell'immagine. E invece così non è stato: al di là di notevoli problemi legati al contrasto dell'immagine, lo scaler della console Next-Gen targata Microsoft faceva acqua da tutte le parti, mettendo in evidenza persino invasive correzioni di gamma. Il problema principale era poi la presenza di un filtro di sharpening veramente tremendo, che creava un sacco di artefatti sui bordi e accentuava addirittura le “scalette”.
Al confronto, l'hardware Sony ha schierato uno scaler molto più rispettoso della qualità dell'immagine: anche se quasi tutti i titoli Ps4 sono nativamente renderizzati a 1080p, basta prendere Battlefield 4 (la cui risoluzione nativa, su hardware Sony, è 1600x900), per avere un'idea della qualità sicuramente maggiore del software.
Un altro problema della console Microsoft era legato al fatto che, anche volendo, non era sempre possibile “aggirare” lo scaler: anche settando l'output della console su 720p il problema non si risolveva, dal momento che molti titoli avevano una risoluzione sub-1080p, ma maggiore di quella che un tempo veniva indicata “HD” (senza full). Lo stesso Ryse: Son of Rome, una delle esclusive più importanti del lancio, girava a 900p.
Il miglioramento dello scaler, insomma, è apparso fin da subito necessario: una delle prime urgenze di una console arrivata sul mercato con qualche problema di troppo sul fronte del sistema operativo e del software interno. Microsoft l'ha capito, ed ha deciso di correre ai ripari per valorizzare al meglio un'altra delle sue esclusive di punta: Titanfall, che gira (almeno in versione Beta) all'insolita risoluzione di 1408x792 (che, a dirla tutta, troviamo abbastanza inspiegabile).

Le migliorie

Bisogna ammettere che dopo l'update la qualità complessiva dell'immagine è migliorata notevolmente. Anche nel caso di vecchi titoli reinseriti nella console si nota un discreto miglioramento, e ad esempio alcune scene di Assassin's Creed 4 sono ora molto più belle da vedere: soprattutto quando ci si sofferma su panorami più vasti, gli elementi in lontananza non vengono sporcati dalle scalettature sui bordi, ed i contorni delle ombre sono molto più regolari.
Per ottenere questo risultato è bastato eliminare il filtro di sharpening di cui si diceva: si trattava, in ultima analisi, del problema più rilevante del processo di upscaling, che adesso è svanito per sempre.
Purtroppo però questa sembra l'unica modifica che Microsoft ha apportato al software con l'ultimo upgrade. Si notano ancora, infatti, alcune problematiche legate al contrasto dell'immagine ed alla correzione della gamma. Anche riguardo alla qualità del flusso video, bisogna citare che lo scaler sembra utilizzare lo stesso algoritmo di sempre, senza miglioramenti tangibili se si fanno comparazioni pixel per pixel. Dobbiamo anche ammettere però che questi artefatti verranno notati solamente da chi ha un occhio allenato e attento: alla maggior parte dei giocatori basterà la rimozione del filtro di cui sopra per notare un evidente miglioramento della qualità complessiva.
Arrivando al caso Titanfall giusto prima di concludere, va citato che la scelta di una risoluzione così atipica non aiuta. Forse Respawn Entertainment avrebbe fatto meglio a puntare su un più classico 720p: lo scaler, infatti, sembra fare un lavoro leggermente peggiore con lo sparatutto pubblicato da Electronic Arts: restano quindi i dubbi già espressi nei nostri articoli, fortunatamente messi a tacere dalla qualità stratosferica del gameplay.