Top ten Assassin's Creed 3 - Lezioni di Storia

Assassin's Creed III ci catapulta agli albori della storia americana: una buona occasione per ripassarla

top ten Assassin's Creed 3 - Lezioni di Storia
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

"I colpi di fucile che tutto il mondo ha udito". Con queste parole il poeta Ralph Waldo Emerson apostrofò i primi due scontri a fuoco che diedero inizio alla Guerra d'indipendenza americana. Era il 19 Aprile 1775. Circa 700 soldati inglesi dopo aver placato nel sangue una rivolta a Boston si allontanarono dalla città in direzione di Concord; a Lexington non si fecero impressionare da un piccolo gruppo di patrioti avvertiti da alcuni messaggeri inviati nottetempo, ma una volta raggiunta Concord si trovarono di fronte un esercito capace di tenere loro testa e costringere gli inglesi a fare retromarcia. La capitale del Massachusets resistette per oltre un anno prima di cadere nelle mani degli americani, ma per allora la guerra era già stata dichiarata e un virginiano di nome George Washington era stato nominato comandante della Continental Army. A quel punto l'idea di dichiarare l'indipendenza dalla madrepatria inglese aveva cominciato a concretizzarsi nelle menti degli abitanti dei futuri Stati Uniti d'America.
Chissà se nella finzione immaginata da Ubisoft in Assassin's Creed III il nuovo assassino protagonista, Connor, sarà in prima fila insieme ai ribelli negli scontri di Lexington e Concord, come già sappiamo sarà impegnato nella sanguinosa battaglia di Bunker Hill del Giugno successivo? Che sia stato lui a sparare quei colpi che tutto il mondo ha udito?
Anche se Connor avrà da sbrigliare una matassa non da poco (con la complicità dell'a noi coevo Desmond) rispetto ai propositi di dominio del mondo fantasticati dai Templari/Abstergo, l'ambientazione e le vicende storiche dell'America coloniale detteranno i tempi del gameplay e saranno il primo motore di fascino esercitato sull'appetito del giocatore. D'altronde Assassin's Creed III copre una larghissima fetta del periodo rivoluzionario, iniziando addirittura vent'anni prima del fatidico 4 Luglio 1776 e fermandosi qualche anno prima (1783) della conclusione del conflitto e la firma della Costituzione. In attesa dell'uscita fissata per il 31 Ottobre abbiamo pensato di fornirvi una piccola guida/riassunto sulle principali vicende della Guerra d'indipendenza americana, cercando al tempo stesso di scandagliare i collegamenti con il videogioco Ubisoft.

AC III Coverage

Non volete perdere proprio niente di Assassin's Creed 3? Ecco tutti gli articoli che Everyeye.it ha preparato per voi:

- Il Free Roaming di Assassin's Creed 3
- New England
- Assassin's Creed 3: la Recensione
- La Videorecensione della versione Ps3
- Assassin's Creed Liberation: la Recensione

Connor, l'uomo della Frontiera

Letteratura e cinematografia hanno celebrato l'immagine dell'uomo di frontiera, il frontiersman armato di Winchester e con lo sguardo proteso verso l'orizzonte. Quest'immagine è un classico dell'universo western ottocentesco, incastonato in un territorio vasto e lontano dalle originarie 13 colonie raccontate in Assassin's Creed III; eppure il protagonista del videogioco Ubisoft, Connor Kenway, sembra essere perfettamente a proprio agio nelle inospitali e incontaminate foreste dell'entroterra, tutt'altro che impaurito dagli incontri con lupi o orsi bruni nella natura selvaggia della wilderness.
Forse perchè nelle vene di Connor scorre anche il sangue indiano: la madre, infatti, appartiene alla tribù dei Mohawk e alla nascita ha dato lui il nome di Ratonhnhaké:ton, la cui traduzione profetizza un futuro di rischi e pericoli: "vita piena di graffi".
Alex Hutchinson, creative producer, ha in più occasioni affermato la validità di avere un protagonista nativo americano: "Abbiamo deciso che sarebbe stato un nativo americano perché volevamo che il nostro assassino non appartenesse a nessuna delle due fazioni in lotta durante la rivoluzione. Ovviamente è stata una scelta rischiosa, e così abbiamo coinvolto un consulente nativo americano per essere sicuri di gestire al meglio la cosa. Anche l'attore che doppia Connor nella versione inglese è nativo americano".

La guerra franco-indiana

Oggi come oggi è impensabile che una guerra combattuta nel lontano Oriente, come ad esempio quella in Afghanistan, degeneri in un analogo conflitto in Europa o in qualunque altro continente, mentre nel XVIII secolo questa era la norma. Puntualmente accadde in occasione della Guerra dei Sette Anni (1756-1773), la prima guerra mondiale della Storia moderna. E poteva anche accadere che un esercito sbaragliasse quello avversario in un teatro di guerra, ma fosse sconfitto in un altro: così avvenne durante la Guerra dei Sette Anni, al termine della quale l'Inghilterra espulse la Francia dal Nord America controllando così interamente i traffici commerciali in quella regione, ma fu costretta alla resa in Europa dove si combatteva al confine tra Francia, Germania e Austria.
Assassin's Creed III ha inizio appena tre anni prima dello scoppio del conflitto, quindi non è da escludere che camminando tra i mercati di New York e Boston si sentano degli echi sull'andamento degli scontri. Nelle vene di Connor scorre inoltre il sangue Mohawk, nazione indiana stanziatasi al confine tra i possedimenti britannici sull'Atlantico e il Canada, quindi particolarmente interessata al verdetto del conflitto: la Guerra dei Sette Anni, infatti, in terra americana è più spesso chiamata Guerra franco-indiana per via delle numerose tribù indiane che si allearono chi con gli inglesi chi con i francesi. Gli indiani Delaware si schierarono con i secondi perchè i primi rifiutarono di riconoscere loro la sovranità sull'Ohio e così fecero molte altre nazioni indiane per tutelare il territorio in cui si erano stanziate; di contro gli inglesi poterono contare su meno alleati, ma tra questi vi era la potente e popolosa Confederazione Iroquese, della quale i Mohawk custodivano il territorio più a Est.

Inglesi contro americani contro...

Sui più sbrigativi libri di storia la Guerra d'Indipendenza Americana è raccontata come un conflitto tra l'esercito inglese e quello americano. Pochi si sono presi la briga di scandagliare esattamente chi componeva le fila di entrambi gli eserciti e sopratutto cosa indusse gli abitanti della costa est a ribellarsi alla madrepatria.
Le eccessive tasse e gli onerosi dazi ai commerci? L'illuminante pamphlet di Thomas Paine Common Sense? La contrapposizione tra il Parlamento inglese e l'autogoverno delle assemblee coloniali? Fu senza dubbio una miscela di queste e altre cause a far divampare la miccia di una guerra, che infine portò alla nascita di una nuova nazione pur modellata comunque su uno stile di vita e di organizzazione economica anglosassone.
La pluralità di motivi scatenanti si riflette anche nella variegata composizione dei due eserciti in campo. Sua Maestà Giorgio III dovette ingrossare le fila del suo esercito coloniale con mercenari reclutanti un po' ovunque in Europa, in Germania come in Scozia; si rivolse anche alle altre etnie presenti nel nord America promettendo la libertà ai neri di Virginia e Carolina e una maggiore indipendenza alle nazioni indiane, piuttosto diffidenti del fare aggressivo degli yankee.
I ribelli o indipendentisti erano anch'essi un crogiolo di popoli, in larga parte discendenti dei padri pellegrini che fuggirono un secolo prima dall'Inghilterra perchè perseguitati religiosi; c'erano anche su questo fronte ex-schiavi neri cui era analogamente promessa la libertà in cambio dell'arruolamento e c'erano per giunta emigranti europei galvanizzati dai principi che animavano la lotta per l'indipendenza. Un generale polacco fece armi e bagagli e s'imbarco verso il Nuovo Mondo dopo aver letto uno stralcio della Dichiarazione d'Indipendenza su un giornale; molti francesi tra cui il celeberrimo marchese La Fayette parteciparono in via ufficiale alla guerra nella speranza di rimediare allo smacco della Guerra dei sette anni: finirono per assorbire come una spugna gli ideali repubblicani e li trasportarono nella monarchica Francia giusto in tempo per la Rivoluzione del 1789.

Lady Liberty

E le donne? Prima dell'età contemporanea, in ogni importante evento storico dalla portata rivoluzionaria il sesso femminile è sempre coinvolto, sia pure in una posizione meno evidente. Mentre il marito si arruolava volontario, la moglie restava a casa dove si occupava della coltivazione dei campi e dell'allevamento degli animali. Leggenda vuole che la prima bandiera a stelle e strisce fu confezionata da una signora di Philadelfia, Betsy Ross, su richiesta del generale George Washington. E furono proprio le donne a guerra conclusa responsabili dell'educazione civica e alle virtù repubblicane dei giovani americani.
Ma quasi nessuna combattè. Eccetto una: Aveline de Grandpré, assassina mulatta di origini francesi addestrata da uno schiavo africano. E' la protagonista di Assassin's Creed III Liberation per Playstation Vita, spin off ambientato tra gli anni '60 e '80 del Settecento a New Orleans. La città entrerà a far parte degli Stati Uniti soltanto nel 1803, quindi le vicende della Guerra d'Indipendenza e delle imprese di Connor lambiranno quelle di Aveline senza mai incrociarle. E' più che probabile che Liberation si destreggerà tra le due nazioni europee che si contendevano la città, ovvero la Francia e la Spagna che ne aveva appena assunto il controllo dopo la sconfitta francese nella Guerra dei 7 anni.
Peccato solo che il sottotitolo scelto per la versione europea sia l'anonimo Liberation, mentre in Giappone sarà Lady Liberty in memoria di un'altra signora francese che dal 1886 domina il porto di New York: la Statua della Libertà.

"Una se vengono via terra, due dal mare"

Tutti hanno adorato scalare la fortezza di San Giovanni d'Acri, la cupola del Brunelleschi, Castel Sant'Angelo o la basilica di Santa Sofia. Specie negli ultimi episodi gli sviluppatori si sono divertiti a rendere più complesse le arrampicate sui luoghi storici. Purtroppo l'ambientazione americana non potrà proporre analoghe altitudini, in quanto gli edifici più importanti difficilmente svettavano sul resto dello skyline coloniale.
A quel tempo le uniche città degne di questo nome erano Boston, New York e Philadelphia. Della città dove fu firmata la Dichiarazione d'Indipendenza non vi è traccia nel gioco (40 mila abitanti nel 1775, la seconda città dell'impero inglese dopo Londra), mentre il viaggio di Connor passerà senz'altro da New York e Boston. L'ex Nuova Amsterdam era passata nel giro di un secolo da appena 4 mila abitanti a 25 mila, grazie sopratutto ai suoi fiorenti commerci: la posizione lungo le foci dell'Hudson ne fece uno snodo tra l'Europa e l'entroterra continentale. Visiteremo la città, però, in uno dei suoi momenti meno fiorenti: nel 1776 New York fu infatti devastata da un incendio di proporzioni colossali. A tutt'oggi non è chiaro se fu a causa di un incidente o di una vendetta inglese.
Ma è Boston la città più importante dal punto di vista storico che incontreremo in Assassin's Creed III: centro manifatturiero e portuale, fu fondata dai celebri pellegrini della Mayflower, gli stessi che istituzionalizzarono il Ringraziamento. Qui ci saranno da scalare gli alberi maestri dei mercantili ormeggiati e anche il campanile della Old North Church, lo stesso campanile dal quale il patriota Paul Revere appese una lanterna per segnalare l'arrivo degli inglesi. Vivremo questo momento in Assassin's Creed III, così come il successivo assedio della città (durato oltre un anno e conclusosi con la sconfitta degli inglesi), nonchè l'altrettanto noto episodio del Boston Tea Party (1773) durante il quale alcuni americani vestiti da indiani rovesciarono le casse di the nell'Atlantico per protestare contro la tassa sul delicato infuso. Ribelli tutti d'un pezzo quelli del Massachusets!

Battaglia navale

Per legittimare il complesso lavoro svolto circa le battaglie a bordo di navi, Ubisoft ha cercato di farci credere che la Guerra d'indipendenza americana fu combattuta perlopiù in mare. Nulla di più sbagliato: già le battaglie campali furono davvero poche poichè i ribelli sfruttavano sopratutto tattiche di guerriglia, figurarsi se disponevano di una flotta in grado di rivaleggiare con quella dell'impero inglese! Soltanto durante la presidenza di Theodore Roosvelt gli Stati Uniti poterono fregiarsi di una flotta degna di questo nome. Ma erano i primi del '900.
Tuttavia, George Washington riuscì a strappare l'appoggio marittimo dei francesi, che pattugliarono le coste atlantiche sia per proteggere le navi mercantili sia per impedire l'arrivo di rinforzi dall'Inghilterra. Le due flotte si scontrano nel Settembre 1781 presso la baia di Chesapeake: la battaglia ebbe esito incerto, ma per gli inglesi comportò sopratutto l'impossibilità di supportare le truppe terrestri di Lord Cornwallis che dovette arrendersi il mese successivo presso Yorktown.
La guerra sarebbe proseguita anche nei due anni successivi: "senza una forza navale decisiva, non possiamo ottenere nulla di definitivo. Con essa, ogni gloria e onore è possibile" scrisse il generale Washington in una lettera.

Il mto della bandiera

La bandiera a stelle e strisce campeggia sullo sfondo della cover di Assassin's Creed III, dietro l'effige di Connor. La storia del vessillo è alquanto curiosa: il disegno recante 13 strisce e 13 stelle a ricordo delle colonie facenti parte degli Stati Uniti fu approvato dal Congresso nel 1777; una legge successiva del 1818 sancì che il numero di stelle e strisce sarebbe aumentato man mano che nuovi Stati si aggiungevano all'Unione; quindi tale modifica si riferì alle sole stelle, tant'è che le strisce tornarono a essere 13 in sempiterno ricordo degli stati originari.
La credenza popolare, però, sostiene che tale bandiera già accompagnava i patrioti negli scontri a Lexington e Concord del 1775. Il falso storico fu impresso su tela dal pittore Archibald Willard, il quale dipinse nel centenario della nascita della nazione Lo spirito del'76; grossomodo come La libertà che guida il popolo di Delacroix, il quadro di Willard proponeva una raffigurazione allegorica del popolo rivoluzionario: un veterano brizzolato, un giovane tamburino e un suonatore ferito marciano alla testa delle milizie contornati da una bandiera che nel 1776 ancora non esisteva.
Ma il mito permane e ancora oggi la stelle e strisce è lo specchio in cui genti di tutte le etnie, religioni e colore della pelle si riconoscono (o almeno cercano) americani.

George Washington

Il Congresso Continentale dopo i fatti di Boston decise di armare un esercito e lo affidò a George Washington. Virginiano d'origine, quindi schiavista (proprio come il futuro rivale politico Thomas Jefferson), servì l'esercito inglese durante la guerra dei 7 anni con il grado di colonnello.
Al termine della guerra pensò di ritirarsi nella sua tenuta a Mount Vernon, ma la sua ricchezza gli offrì lo spunto per tentare la carriera politica prima nella sua colonia e poi presso il Congresso Continentale.
Alla vigilia della Guerra d'indipendenza dovette armare e addestrare un esercito disunito, male organizzato e timoroso. Connor si interfaccerà ripetutamente con il futuro primo Presidente e cercherà di sciogliere i propri dubbi e le sue esitazioni. Non dimentichiamo inoltre che Washington possiede un frutto dell'Eden, come abbiamo appreso da Assassin's Creed II: dove lo ha scovato? Lo userà in battaglia? Quale ruolo avrà nella Guerra d'Indipendenza? E quali contraccolpi sulla vicenda di Desmond?
George Washington fu proclamato primo presidente dal Congresso nel 1789; l'avventura principale non coprirà tale momento (fermandosi al 1783), ma lo farà un futuro DLC che rilegge in maniera distopica la sua nomina. La Tirannia di Re Washington si svilupperà lungo tre capitoli e offrirà un mondo cupo e tenebroso, magari in preda a una minaccia zombie. Non morti a parte, Thomas Paine pensava e scriveva proprio questo a proposito del virginiano...

Bunker's Hill

Dopo un inverno passato a organizzare l'esercito, George Washington si mise in marcia verso il Massachusetts dove gli inglesi ancora assediavano Boston. Quest'ultimi si erano accampati presso la penisola di Charlestown occupando i promontori di Bunker Hill e Breed's Hill e da lì bombardavano gli insorti. La battaglia vera e propria si consumò il 17 Giugno 1775: gli americani inferiori in numero ben sopportarono l'avanzata degli inglesi e con grande coraggio aprirono il fuoco solo quando "videro il bianco nei loro occhi".
Dopo due avanzate l'esercito americano era ancora lì, ad attendere gli avversari: nonostante subirono molte perdite, essi diedero prova di grande disciplina spianando la strada verso la liberazione di Boston.
Proprio la battaglia di Bunker Hill sarà al centro di una rievocazione storica organizzata direttamente da Ubisoft. Sabato 3 Novembre in occasione del Lucca Comics & games lungo i baluardi San Frediano e Santa Croce sarà ricostruito lo scontro campale: più di duecento figuranti (il termine inglese preciso è reenactor), rappresentanti dei due eserciti contrapposti, scandiranno le ore della giornata con il momento del rancio, l'armamento, l'attesa per lo scontro. Il primo colpo di cannone sarà sparato alle 15.30.
Everyeye sarà presente, e voi?

Che voto dai a: Assassin's Creed 3

Media Voto Utenti
Voti totali: 412
8.2
nd