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Top ten Assassin's Creed 4 - L'età d'oro della pirateria

Lezioni di Storia: Assassin's Creed IV ci racconta l'epopea dei pirati

top ten Assassin's Creed 4 - L'età d'oro della pirateria
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Ubisoft non ci pensa proprio a fermarsi. Solo un anno fa esploravamo le 13 Colonie statunitensi in compagnia di Connor Kenway nel tentativo di garantire loro l'indipendenza, che effettivamente poi strapparono nel 1776.
A brevissimo (dal 29 Ottobre su Xbox 360, Playstation 3 e Wii U, dal 22 Novembre su PC e next gen), Assassin's Creed 4: Black Flag porterà avanti la saga, tornando di qualche decennio indietro nel tempo, dove rivivremo la carriera del nonno di Connor, Edward Kenway. O meglio capitano Edward Kenway, dal momento che la sua fortuna ha la foggia di un vascello battente bandiera nera e solca a vele spiegate sull'oceano blu.
La Storia anche a questo giro è importante: come con la Guerra d'Indipendenza americana e prima ancora le vicende rinascimentali italiane, Ubisoft ha svolto un ottimo lavoro di ricerca e contestualizzazione dei fatti, tant'è che la vicenda fittizia di Edward è coerentemente inserita all'interno di un quadro noto come Età d'oro della pirateria.
In questo speciale cerchiamo di capire cosa intendano gli storici con tale denominazione e come è stata recepita dal team di sviluppo. Siete pronti ad avviare la Macchina del tempo?

L'età d'oro della pirateria

Colin Woodard nel 2008 ha dato alle stampe il libro Republic of Pirates. In esso si racconta di come l'immaginario pop piratesco, da Capitan Uncino a Jack Sparrow, affondi le proprie radici per il 95% in un remoto e breve periodo storico, oltre che circoscritto ad uno spazio geografico quasi insignificante. Parliamo in buona sostanza dei Caraibi tra il 1715 e il 1725: dieci anni appena di scorribande e guerre senza quartiere nel triangolo tra Havana, Kingston e Nassau. Parliamo per giunta di un certo tipo di pirati, quasi tutti precedentemente arruolati nella marina reale come corsari alla stregua di Francis Drake per Elisabetta I (e noi videogiocatori conosciamo bene un certo discendente di Drake!)
Woodard nel suo libro ha dimostrato come tale manipolo d'uomini fosse piuttosto atipico rispetto alla figura del pirata somalo d'oggi o di qualsiasi altra forma di pirateria dai tempi dei Fenici. Per due ragioni sostanziali: la loro capacità di tenere sotto scacco per un decennio le navi pesantemente armate di 5 nazioni, che fino ad allora avevano servito. Non trascuriamo il fatto che essi primeggiarono nel recupero del carico della Flotta Dorata, 11 galeoni spagnoli carichi d'oro che un uragano fece naufragare vicino alle coste della Florida nel 1715.
Inoltre, essi si diedero un'organizzazione proto-democratica, superando distinzioni razziali e di genere (vedi la singolare vicenda della piratessa Anne Bonny), riunendo in consiglio i principali capitani di vascello dell'epoca. Nomi celebrati dalla letteratura e dal cinema, e tra qualche giorno anche da Assassin's Creed 4: Black Flag.

Il Trattato di Utrecht

Perchè nel giro di pochissimi anni la situazione cambiò così pesantemente? Perchè le ciurme di corsari al soldo dei regnanti d'Europa divennero liberi predoni del Mar dei Caraibi? Una spiegazione la si coglie leggendo il Trattato di Utrecht, firmato nella città olandese nel 1713: come nella Guerra dei Sette Anni o Franco-Indiana assaporata in principio di Assassin's Creed III, le potenze europee si fecero la guerra sia nel Vecchio Continente che in America. Inglesi, francesi, portoghesi e olandesi si immischiarono nelle faccende concernenti il destino del trono di Spagna, con contraccolpi significativi per i commerci nell'arcipelago delle Bahamas, dal momento che le marine nazionali proteggevano direttamente le navi da corsa che arrembavano i vascelli mercantili della fazione opposta.
Con la firma del Trattato di Utrecht e la fissazione del concetto di "equilibrio di potenza" la situazione si pacificò pian piano in Europa, ma lasciò irrequiete le colonie che "sprofondarono" in un periodo di pace tale da lasciare migliaia di pirati disoccupati e decine di vascelli lontani dalle rotte oceaniche...

Il Diavolo ha la barba nera

Dicono gli anglofoni: "idle hands are the Devil's workshop". Le mani libere sono il tavolo da lavoro del Diavolo. Nel nostro caso il mefistofelico tentatore ha un nome, un volto e anche un soprannome.
E' Edward Teach, ma molti lo conoscono come Barbanera. Era uno di quegli uomini al servizio della corona, che però in quel decennio fecero più di una deviazione rispetto al contratto non scritto: ufficialmente era un normale cittadino della colonia del Nord Carolina, ufficiosamente costringeva le navi francesi e spagnole all'interno di strette insenature e qui le depredava. Una parte del bottino finiva nelle tasche del Re al quale offriva anche la protezione delle rotte da e per l'Inghilterra, mentre un'altra più cospicua...beh...era nascosta all'interno di meno appariscenti balle di fieno.
Ingegnoso il modo con cui si costruì la sua fama di diavolo terrorizzante. Non era assolutamente vero, anzi lui stesso probabilmente non sparò mai un colpo di pistola né tagliò mai la gola ad alcuno. Egli imbruttì il proprio volto con quella barba corvina e le vene sporgenti sul collo per intimorire gli avversari e costringerli alla resa senza nemmeno combattere. La sua ciurma inscenava ugualmente un simile spettacolino, mostrando visi truci e l'arcinoto grido di battaglia "arggh". Dicono sempre gli inglesi: "devil is in the detail". Il Diavolo è nei dettagli!
Barbanera sparò i suoi primi colpi di cannone nella battaglia navale contro il governatore della Virginia Alexander Spotswood dove lui trovò la morte e i suoi uomini furono catturati, ma probabilmente non vivremo quel momento in Assassin's Creed 4: Black Flag. Il personaggio, che nella versione italiana sarà doppiato da Francesco Pannofino, si propone come mentore di Edward Kenway, vedendo in questo giovane del forte potenziale sia come pirata che come assassino.

Edward Kenway

Dopo aver impersonato quel giovincello aitante e un po' ingenuotto di Connor, viene difficile pensare di vestire i panni del nonno paterno. Ce lo si immagina decrepito, sempre pronto a dispensare consigli da vecchio...ma solamente con il bicchierino di rum sempre pieno.
Per fortuna che si torna indietro nel tempo e lo si ritrova anch'egli sbarbato, giovane e altrettanto ingenuo. Padre inglese madre scozzese: del metodo del primo ha preso ben poco (si è trasferito interamente al nipote Haytham?), mentre della sfrontatezza tipica della Bretagna del nord si è abbeverato fin quasi a scoppiare. Beve, molto, agisce d'impulso, gozzoviglia ogni notte e di giorno se ne sta in panciolle: "trovati un lavoro!" gli urla la devota moglie Caroline, prima di scoprire le gioie della cornificazione.
Solo, ma infiammato dalle sue ambizioni, Edward nel 1712 si arruolò in marina e fu assegnato di stanza in Jamaica. Qui conobbe Benjamin Hornigold, celeberrimo "allevatore" di pirati famosi; con lui Edward scoprì un mondo violento e guerrafondaio, ma estremamente stimolante e mai banale.
Questa pacchia durò 6 mesi. Poi la firma a Utrecht lo obbligò a trovarsi un altro onesto lavoro. Beh, più o meno...

Com'era la vita di un pirata? Perchè Nassau era uno dei porti più fiorenti dell'epoca? Cosa bloccò la condanna a morte della piratessa Anne Bonny? Le risposte le trovate a pagina 2!

I wanna be a pirate

Libertà, viaggi, alcol e tesori. La vita dei pirati sembra veramente eccitante, ma era veramente così? Assolutamente no: sia sui vascelli della marina che sulle navi corsare le condizioni igieniche erano inesistenti, il rancio una brodaglia schifosa e la convivenza coi ratti difficile. Lo scorbuto era una malattia che colpiva la maggior parte dei membri dell'equipaggio: la mancanza della vitamina C fu già deleteria durante la circumnavigazione del globo da parte di Magellano, a causa della quale trovò la morte l'80% dell'equipaggio. Figurarsi su una nave più capiente che trasportava per mesi centinaia di persone!
Aggiungiamo che non tutti i marinai ricevevano la paga o la loro parte di bottino. Si racconta che moltissimi bambini venivano semplicemente rapiti alle loro famiglie e gettati a bordo delle navi dove servivano come mozzi e all'occorrenza imbracciavano pure le armi.
Dalla loro la ciurma aveva soltanto i numeri: appena se ne rendevano conto, l'ammutinamento era assicurato!

La repubblica di Nassau

Nelle scorribande in Assassin's Creed 4: Black Flag, Nassau rappresenterà con ogni probabilità il vostro centro nevralgico.
Tale città portuale è situata sull'isola di New Providence, nell'arcipelago delle Bahamas di cui è la capitale. Fondata dai britannici a metà del XVII secolo come Charles Town, venne ribattezzata Nassau nel 1695. Proprio in quegli anni divenne uno dei più importanti rifugi per i Pirati dei Caraibi - in particolare per Barbanera.
Gli inglesi la abbandonarono agli inizi del '700, lasciando che una colonia di reietti e senza patria la occupasse e iniziasse a commerciare con la vicina Florida spagnola, sfruttando le correnti ventose favorevoli di quel tratto di mare. Gli inglesi tentarono di riconquistare tale porto durante la Guerra di Successione Spagnola, ma furono ricacciati almeno 4 volte dai vari Barbanera, Benjamin Hornigold, e Charles Vane. Costoro al termine della guerra difesero tale roccaforte e vi costituirono una "repubblica dei pirati", un esperimento di governo libero che fu soppresso nel sangue nel 1718.
Ludicamente parlando Nassau assomiglia alla Masyaf dei primi episodi: piuttosto contenuta, ma accogliente per ogni genere di pirata ed ovviamente approdo sicuro per qualunque genere di fuggiasco dalla marina sventolante la Union Jack.

Anne Bonny: il pirata in gonnella

Come spesso accade per i pirati consegnati alla letteratura, la loro figura si tramuta con facilità in leggenda. Tra le molte leggende maschili, si racconta di una certa Anne Bonny, capitano donna in un mondo ipotizziamo poco interessato al dibattito sulle quote rosa e molto più alle risse da osteria.
Di lei si racconta che si unì alla ciurma di Calico Jack travestita da uomo e con il celebre pirata ebbe un rapporto alquanto...intimo. Sempre la leggenda vuole che quando fu catturata in Jamaica essa era incinta proprio di Calico Jack e la sua esecuzione fu rimandata fino al giorno in cui non partorì il proprio primo ed unico genito!

Un salto all'Havana

Havana si trovava all'epoca in un crocevia piuttosto pericoloso, battuto da spagnoli, inglesi e ovviamente pirati. La città fu fondata nel 1515 a Sud di Cuba, ma dopo pochi anni l'insediamento si spinse un po' più a Nord fino alla posizione che occupa tutt'ora. Dopo nemmeno 50 anni dalla sua fondazione, i pirati la avevano saccheggiata e bruciata per ben tre volte!
La dominazione spagnola ne ha condizionato fortemente lo sviluppo architettonico, che ad inizio '700 significa palazzi, chiese e viali d'impostazione ricca ed elaborata, chiaro influsso del barocco europeo come si può ammirare nel Castillo del Morro, all'ingresso della baia.
Per questo la città in Assassin's Creed 4: Black Flag assomiglierà moltissimo alla Firenze del secondo episodio, pulsante di vita e con un andamento più verticale di Nassau e Kingston.

La poiana

Olivier Levasseur non sarà un personaggio di Assassin's Creed IV, ma farà capolino sullo spin off Pirates previsto per dispositivi mobile. Sulle sue tracce, o meglio su quelle del suo sfavillante bottino, si getterà a capofitto il giovane Alonzo Batilla, pirata alle prime armi resuscitato dall'oblio storico attraverso le tecnoglogie portentose dell'Abstergo.
Lavasseur, invece, è veramente esistito. Il suo soprannome era La Buse, che in francese significa poiana per via dell'agilità e dell'istinto graffiante con cui arrembava le navi mercantili. Fu uno dei protagonisti del versante americano della Guerra di Successione Spagnola, ma alla sua conclusione diresse le proprie vele verso l'Africa declinando la cortese richiesta di Benjamin Hornigold di unirsi alla "repubblica dei pirati".
Nel continente nero fu protagonista del rocambolesco arrembaggio al galeone portoghese Cabo, la cui resa Levasseur la ottenne senza sparare nemmeno un colpo di cannone ma sfruttando una tempesta imminente per danneggiare la goffa nave avversaria. L'episodio è celebrato da Robert Louis Stevenson nella sua Isola del Tesoro per bocca del capitano Long John Silver.
In attesa dell'uscita digitale di Assassin's Creed: Pirates, perchè non vi cimentate con il divertito crittogramma segnalante (forse!) l'ubicazione del suo immenso tesoro. Ah già, qui c'è l'alfabeto per decifrarlo. Forse!

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