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I Migliori Spin-off di Final Fantasy

Scandagliamo 20 anni di fantasie finali alla ricerca dei migliori (e peggiori) spin off della saga Square Enix

top ten I Migliori Spin-off di Final Fantasy
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Final Fantasy XV, lo ricordiamo tutti, non fu annunciato come un episodio principale della serie. Nel 2006 fu presentato come spin-off action e particolarmente emo (d'altronde dietro c'era lo zampino di Nomura) della saga di Final Fantasy XIII con il nome di Versus XIII.
Gestazione complicata, lunghissima, ma in fin dei conti mai interrotta. Il 29 Novembre debutterà finalmente dopo dieci anni esatti Final Fantasy XV, conservando la volontà di sperimentare un nuovo modo di giocare a Final Fantasy pur con i valori produttivi e narrativi degni di un episodio principale.
In effetti spesso serie famose e di lungo corso hanno un gameplay consolidato, deputando a spin off o saghe secondarie il compito di proporre idee nuove, facendo leva proprio sul brand o sui personaggi chiave del franchise per vendere l'idea stravagante o fuori dal seminato.
Ci siamo allora chiesti quali fossero i migliori spin-off di Final Fantasy? Quali quelli più audaci e fuori di testa? Quali, invece, quelli più interessanti e coraggiosi nel portare avanti? Quali quelli meglio riusciti e quelli proprio da dimenticare?
Abbiamo scandagliato venti anni di fantasie finali, considerando sia gli spin off diretti sia le saghe in cui compaiono alcuni dei beniamini dei vari episodi, e questa è la nostra classifica...

10) Final Fantasy VII Snowboarding

A metà del decennio scorso Square Enix si rese conto dell'infatuazione del suo pubblico verso Final Fantasy VII rispetto a tutti gli altri episodi della serie. Ovviamente meriti di Cloud e compagni, ma anche demeriti di Square stessa che non ha saputo proporre un Final Fantasy di qualità altrettanto sopraffina. Fatto sta che tra Advent Children, Dirge of Cerberus e Crisis Core, trova posto nel 2005 - ma solo in Giappone e Stati Uniti - Final Fantasy VII Snowboarding, conversione per cellulari (allora si chiamavano featured-phone...) del minigame di Final Fantasy VII con protagonista Cloud. Una discesa in snowboard sulla neve, molto a base di trick, ancestralmente ispirata al pinguinone blu di Mario 64. In sottofondo, marimba e maracas del Chocobo theme...

9) Final Fantasy Type-0

Con Final Fantasy XV condivide moltissimo: l'origine quale spin-off di Final Fantasy XIII (era Agito XIII ed era destinato a PSP), la gestazione complicata (per dire, noi europei lo abbiamo giocato solo lo scorso anno, niente affatto su una piattaforma portatile), il battle system action e la gestione del team, ma soprattutto il medesimo producer nella persona di Hajime Tabata.
Nonostante un comparto grafico ahinoi compassato, figlio di un hardware anni luce inferiore a Playstation 4 e Xbox One, Type-0 è un'esperienza godibile per i fan della serie, che possono apprezzare una sceneggiatura dalle tinte cupe più che mai, dalle minuziose intuizioni in termini di gameplay (bella la cornice scolastica) e dalla più che soddisfacente longevità. Fatelo vostro in attesa del Quindici!

8) Ehrgeiz: God Bless the Ring

Prima di Dissidia Final Fantasy aveva già calcato i ring dei picchiaduro 3d, che tra Tekken e Virtua Fighter andavano tanto di moda a fine anni '90. Un po' incomprensibile che Ehrgeiz: God Bless the Ring non abbia nel titolo alcun riferimento a Final Fantasy, ma il roster di personaggi che si rifà soprattutto al settimo episodio non lascia spazio a dubbi.
Squaresoft coinvolge Dream Factory che già aveva lavorato per la casa del quadrato sulla serie Tobal ed anche Namco per poter presentarsi dignitosamente in sala giochi. Non gli ultimi arrivati e infatti il risultato è discreto, soprattutto sul fronte della animazioni e della fluidità dei combattimenti.
Certo però che il carisma della serie e dei personaggi non traspare minimamente nelle arene grigie e fredde del titolo: più un picchiaduro con Final Fantasy che un picchiaduro su Final Fantasy...

7) Mario Slam Basketball

In un periodo in cui Nintendo e Square Enix erano coppia di fatto (...Dragon Quest IX su Nintendo DS...), la casa di Kyoto riesce pure a dare in appalto agli specialisti di giochi di ruolo uno sportivo mariesco. Si tratta di Mario Slam Basketball, sfide 3 contro 3 tra i beniamini dell'idraulico e alcuni maghetti di Final Fantasy con la particolarità che per muovere il personaggio, passare la palla a spicchi e tirare a canestro disegnando e picchiettando il touch screen del portatile a due schermi.
Il feeling in effetti non era dei migliori, ma c'è da dire che l'aspetto tecnico era decisamente superlativo e la contaminazione tra Mario e Final Fantasy era la più riuscita dai tempi di Super Mario RPG: Legend of the Seven Stars. La creatura Bomb faceva capolino nel campo arrangiato tra le mura del castello di Bowser, mentre un Chocobo rimpiazzava il canestro in Airship Court (#crudeltà); tra i personaggi sbloccabili figuravano inoltre Maghi Bianchi e Neri, Moogle, Cactuar e Ninja, che qualcuno diceva pure fossero troppo sproporzionati in termini di forza rispetto agli eroi Nintendo.

6) Chocobo Racing

Mascotte curiose, pennuti gialli versioni troppo cresciute dei Cucco di Zelda, rappresentano la linea comica di Occhi del c... Final Fantasy. In questi anni sono stati protagonisti di dungeon crawler, giochi di carte e puzzle game per cellulari, ma forse il titolo più lontano dai canoni della serie è Chocobo Racing.
Ovviamente pesca a piene mani da Mario Kart 64 e Crash Team Racing, ma il risultato finale è decisamente sottotono tra bug e inesistente senso della velocità. Comunque Oscar a questi uccellini da cavalcare per il loro camaleontismo e la capacità di riprodursi in generi e videogiochi tanto diversi. Per dire gli Slime di Dragon Quest non hanno goduto di tutto questo successo!

5) Final Fantasy Crystal Chronicles

Lautamente pagato da una Nintendo desiderosa di riavere Squaresoft nel proprio dream team del Gamecube, Final Fantasy Crystal Chronicles rappresentava all'epoca una idea molto innovativa di JRPG. Naufragò ovviamente nel momento in cui si richiedeva la presenza-acquisto di 3 Game Boy Advance con relativi cavi di collegamento, ma per chi riuscì a radunare attorno al cubetto viola la giusta strumentazione ed altri 3 amici, Crystal Chronicles fu un bel godere, soprattutto rispetto alle atmosfere sognanti e fiabesche che ricordavano tanti i primissimi titoli del franchise.
Poi il brand fu utilizzato per proporre esperienze di gioco molto diverse sulle successive console Nintendo, soprattutto Wii, dimenticando un po' lo stile e l'originalità del primissimo episodio, l'atto di pace tra due aziende della game industry dagli occhi a mandorla!

4) Theatrhythm Final Fantasy

Con il suo ricco repertorio di musiche e melodie proporre un rhythm'n game non era certo impensabile. Ma ciò non toglie i meriti a Theatrhythm Final Fantasy e relativo seguito, perché hanno saputo unire musica e gameplay, accordando le fasi di esplorazione e combattimento al tema suonato in quell'istante. Nella scheda del gioco sono stipate un centinaio di tracce (50 a episodio), FMV di alcuni dei momenti più intensi della saga e deliziosi artwork a firma Monster Octopus, un artista nipponico che reinterpreta in maniera personalissimi il super deformed.
Un doppio-videogioco da scoprire, giocare e...ascoltare!

3) Dissidia 012 Final Fantasy

Spin off tendente al picchiaduro con una sfumatura di Dinasty Warriors. Il gameplay funziona alla grande, ma è senza dubbio l'aspetto enciclopedico e celebrativo quello più apprezzato dell'operazione Dissidia: il conflitto millenario tra Armonia e Discordia è solo una scusa per far sì che Kain di Final Fantasy IV e Lightning menino assieme le mani, e con loro Tifa da Final Fantasy VII, bretelle e top laracroftiano, Laguna di Final Fantasy VIII, e quindi Yuna da Final Fantasy X, su su fino al muscoloso Vaan di Final Fantasy XII.
La serie a breve proseguirà in sala giochi con un episodio a sé stante, sviluppato da Team Ninja, ed anche con un free-to-play per ora diretto solo al pubblico giapponese. Magari vedremo un nuovo episodio su Playstation 4 a stretto giro?

2) Final Fantasy Tactics Advance

Squaresoft approda tardi al sottogenere dei JRPG tattici: prima del 1997, anno di pubblicazione di Final Fantasy Tactics su Playstation, Koei, Nintendo, Quest (tactics Ogre), Konami, Sega eccetera avevano già portato a maturazione il genere. Squaresoft non sembra sulle prime interessate visto che la componente narrativa era spesso sacrificata in virtù di battaglie lunghe ed estenuanti, mentre la società andava verso il 3D e non aveva affatto competenze per quanto riguardava la grafica isometrica.
Fu solamente quando Yasumi Matsuno, l'uomo dietro l'acclamato Tactics Ogre, entrò a lavorare in Square che la deriva tattica di Final Fantasy potè avere luogo. Con Final Fantasy Tactics per il 32 bit Sony nacque Ivalice, continente medievaleggiante lontano dalle fascinazioni sci-fi di Sakaguchi, che poi rivedremo in Vagrant Story e Final Fantasy XII, ma soprattutto uno stile grafico sfumato e tenue che gli abbozzi poligonali ancora si sognavano.
Abbiamo parlato del capostipite della serie su Playstation, ma a modesto giudizio del sottoscritto il meglio riuscito è il sequel indiretto per Game Boy Advance. Curiosissimo l'incipit a base di palle di neve...

1) Kingdom Hearts

Nato senz'altro per scherzo, frutto di qualche saké di troppo tra le alte sfere di Squaresoft e Disney Japan, Kingdom Hearts ha ricevuto talmente tanti plausi da essere ormai un pilastro degli RPG alla giapponese. Difficile spiegare perché la formula sopra le righe abbia avuto tanto successo, anche se forse il merito è soprattutto di Square, che fin da subito ha messo in campo i propri migliori talenti e soprattutto i propri personaggi, ed ha lasciato che Topolino & Co ispirassero gli sceneggiatori piuttosto che costringerli. Inutile girarci intorno: alcuni dei momenti più riusciti dei capitoli regolari sono quelli in cui compaiono gli eroi (e gli anti-eroi) di Final Fantasy.
Altro merito è quello di aver investito moltissimo su manga, anime, merchandise ed ovviamente spin off, ognuno con la responsabilità di spiegare un pezzettino in più di trama. Ironico che proprio dal gameplay action di questa saga, Tabata-San abbia attinto a piene mani per pensare la quindicesima fantasia finale. Ma d'altro canto Kingdom Hearts 3, in uscita (si spera) il prossimo anno dopo 12 anni dal secondo capitolo, non è forse il titolo Square Enix più atteso in Occidente dopo Final Fantasy XV?

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