Top ten Top 15: PSP

I 15 (e oltre) migliori videogiochi per PSP!

top ten Top 15: PSP
Articolo a cura di
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Con l'arrivo di Playstation Vita sotto gli alberi natalizi giapponesi e la carnevalata di una release occidentale al termine di Febbraio, l'avventura di Playstation Portable giunge al termine.
La scommessa lanciata a Nintendo da Sony sul fronte portatile sul finire del 2004 ha dovuto superare ostacoli non da poco: il successo incredibile del rivale Nintendo DS, il fallimento nel presentare la console come il "walkman del nuovo millennio", l'infelice scelta degli UMD e l'ancora più infelice scelta della softeca di film nota come UMD Video. Ci sono ugualmente indiscutibili meriti: lo store digitale di PSP (Playstation Store) è anni luce avanti rispetto a quello di Nintendo, le risorse tecnologiche più all'avanguardia a partire da un fascinoso schermo 16:9, i 71 milioni di pezzi venduti in tutto il mondo. E poi senza dubbio le molte pietre miliari in termini di line up, che è quello che alla fin fine conta di una console.
Proprio quest'ultimo aspetto vogliamo oggi ricapitolare con una classifica dei migliori disponibili per la piattaforma. Non vi diciamo che dovete averli tutti, vista l'estrema eterogeneità di generi, ma sono tutti prodotti caldamente consigliati.
La lista è enorme: volevamo inizialmente proporre la consueta top ten, ma poi quando si è trattato di escludere una perla come Everybody's Golf 2 ci siamo decisi a selezionare quindici giochi per cui vale la pena acquistare la console o scaricarli in versione digitale e gustarseli su Playstation Vita. Ma non è finita qui: la scelta dei 15 escludeva molti altri altrettanto meritevoli, motivo per cui ad ogni posizione accenneremo un titolo analogo per genere/ispirazione a cui rivolgersi.
E alla fine vogliamo chiedere a voi nello spazio dedicato ai commenti di integrare la top 15+15 con qualche altra perla, europea o d'importazione, assolutamente da far propria.

15. C.R.U.S.H.

Le console portatili hanno iscritto nel loro DNA una vasta discendenza di puzzle game. Dai tempi di Tetris fino ad arrivare al recentissimo Pullblox per Nintendo 3DS, il genere ha trovato massima concretizzazione nei ritmi frenetici del mordi e fuggi. CRUSH di Sega basa i propri cervellotici enigmi sull'alternanza tra dimensioni: si inizia un livello in tre dimensioni, quindi scontrandosi con un cubo invalicabile, è possibile aggirarlo passando alla prospettiva in due dimensioni. E così via di livello in livello, forte di una inventiva sempre fresca e di una sfida costantemente cervellotica.
Buona notizia: un seguito è praticamente imminente per 3DS e si intitola CRUSH 3D!

Cugino di CRUSH è Echochrome, titolo degli studios giapponesi di Sony. L'idea in questo caso si basa sul ruotare lo spazio tridimensionale costruendo percorsi sopra cui far transitare un anonimo manichino. Ma l'elegante grafica in bianco e nero non basta a coprire un gameplay in più punti confusionario.

14. Everybody's Golf 2

Clap Hanz segue da quasi vent'anni la serie Minna no Golf/Everybody's Golf per conto di Sony. Dopo alcune felici uscite su Playstation e Playstation 2, l'esordio al lancio di PSP proietta la serie nel firmamento dei titolo golfistici. Grafica coloratissima e gameplay assai intuitivo fanno dei due Everybody's Golf Portable l'esperienza sportiva definitiva sul portatile Sony.
Il divertimento spensierato, ma tenace e quantomai profondo, è perfezionato ulteriormente da un online assuefacente.

Clap Hanz si è poi divertita nel fondere simulazione tennistica e gioco di ruolo in Everybody's Tennis, ma sul fronte del gameplay Virtua Tennis World Tour lo supera abbondantemente. Il porting da Dreamcast di Virtua Tennis 2 acquista una nuova dimensione nelle nostre tasche: ogni momento è buono per estrarre la console e completare una tappa dell'ottima carriera World Tour.

13. Me & My Katamari

Namco ha dimostrato su PSP un'abilità non comune nell'aggirare i limiti dell'hardware. Vedi un Katamari Damacy monco di uno stick analogico: con Me & My Katamari il puzzle game si appoggia nella deambulazione al fungo sotto la croce direzionale, mentre impone ai tasti frontali la correzione della rotta. Sembra impossibile ma il gioco funziona ugualmente, difficoltà e divertimento dei precedenti capitoli Playstation 2 rimangono inalterati, sebbene a livello di dimensioni sia molto contenuto (nessuna supernova a cui incollarsi!). Meno aggregazione di pianeti e più a spasso di gingilli underground!

A proposito di undergound, come dimenticare il mitico Hot PXL di zslide? Un concentrato di minigame alla Wario Ware; anche se le singole prove durano qualche secondo in più del titolo Nintendo, lo stile strambo e fuori di testa accomuna i due giochini. Hot PXL si rifà non tanto alla coloreria jpop quanto alla mentalità metropolitana dai toni acidi e le linee acuminate, rilette attraverso un ventaglio di pixel troppo anni '80!

12. Medievil Resurrection

Non un seguito, bensì un remake. Il Medievil che accompagnò il lancio della console altro non è che il rifacimento del primo storico capitolo, che seppe incantare migliaia di videogiocatori grazie ad una rilettura ironica del fantasy e dell'horror. Daniel Fortesque ritorna, non troppo vivo, con l'obiettivo di scacciare lo stregone malefico Zarok. Qualche subquest inedita e un più che soddisfacente rifacimento grafico e sonoro (è sempre un piacere ascoltare la soundtrack di Medievil!) infondono nuova linfa vitale (ehr...) al franchise. Sembrava la promessa di un nuovo capitolo originale da consumarsi sotto le pensiline dell'autobus e invece sembra proprio che Sony abbia intenzione di risotterrare l'impavido cavaliere non-morto. Questa volta per sempre! Zarok risorgi, Zarok risorgi...

Molti importanti franchise Sony hanno visto spin off pensati per PSP. Pochi di questi sono riusciti a svettare degnamente sull'handheld, uno è probabilmente Resistance Retribution. La battaglia in prima persona contro i Chimera si trasforma in sparatutto in terza persona che comincia in Inghilterra e poi si trasferisce sul Continente, tra Parigi e la Germania. Da non sottovalutare le opzioni multiplayer online, anche se mentre scriviamo i server o sono spopolati o non esistono più!

11. Ridge Racers

E' il classico Ridge Racer al lancio. L'immancabile racing game che battezza ogni console Sony. Una banale collezione di piste e macchine dagli episodi precedenti. Nossignore: Ridge Racers (notare la "s" finale), o più precisamente Riiiiidge Raceeeers (notare la "s" finale) per dirla con Kaz Hirai, raccoglie sì tracciati, vetture e motivi musicali dal ventaglio di episodi precedenti, dal primo al quinto spin off esclusi, ma lo fa con grande eleganza e l'imprescindibile novità del turbo tale da renderlo il miglior episodio della serie degli ultimi cinque anni.

Stando in casa Namco (ve lo avevamo detto che sarebbe protagonista) parliamo di un'altra serie ultra di successo sulla prima Playstation che ha goduto di ben tre episodi su PSP. E' Ace Combat ovviamente che pure senza grandi novità si è imposta discretamente all'attenzione dei possessori della console Sony: l'ultimo (Ace Combat Joint Assault) è forse il più riuscito, il primo oltretutto a proporre scenari di gioco reali proprio come Assault Horizon uscito lo scorso anno su Playstation 3 e Xbox 360.

10. Monster Hunter

Al sottoscritto la serie Monster Hunter non fa particolarmente impazzire, ecco perchè la trovate in decima posizione e non sul podio. Impossibile, però, dimenticarla dai migliori PSP se non altro per l'impatto a livello di vendite. In Giappone il solo passaggio da Playstation 2 all'ambito portatile ha elevato la caccia dei mostri Capcom a fenomeno di costume da milioni e milioni di copie. Versioni base, versioni budget The Best, espansioni "G": non ce n'è per nessuno, appena un Monster Hunter faceva capolino sugli scaffali dei negozi questo prontamente scalava la top 10 software settimanale.
I segreti del successo? Una modalità online degna di questo nome, la morbosa passione dei giapponesi per i giochi di ruolo da centinaia di ore e continui incentivi a collezionare tutto il collezionabile.

Visto il successo del franchise connaturato in toto all'hardware portatile, PSP ha visto un'infinità di parenti stretti pubblicati da altre software house. Elenco dei cloni più o meno dichiarati, più o meno di successo, di Monster Hunter: Lord of Arcana, God Eater, Dinasty Warrior Strikeforce, Lord of Apocalypse, Frontier Gate.

9. Crisis Core: Final Fantasy VII

Ad un primo periodo composto interamente da remake, la casa del quadrato ci ha dato dentro su PSP sino all'incredibile 2011 con ben cinque titoli! Volendo scegliere il nostro preferito segnaliamo Crisis Core: Final Fantasy VII, l'indomito spin off dell'episodio più amato dai fan. Il gameplay più action ben si sposa con una produzione oculata, atta a far luce su alcune zone d'ombra della settima fantasia finale.

Citiamo a margine l'ottimo Dissisdia 012, che ha il solo difetto di essere uno spin off non digeribile da tutti gli appassionati del gioco di ruolo. Un picchiaduro eccellente grazia l'universo Square Enix, innovativo in molti contesti e divertentissimo da giocare. Non storcete il naso alla parola "picchiaduro" e date più di una chance a questo spin off di gran pregio.

8. Every Extend Extra

Con Every Extend Extra il game designer Tetsuya Mizuguchi risponde esaustivamente ad una delle mode della corrente generazione, ovvero gli sparatutto a doppio stick sulla falsariga di Geometry Wars. E3 collega questa inflazionata tipologia ludica con il più modesto sparo a un tasto degli shoot'em up. O più precisamente il bombing selvaggio: il giocatore può solo far esplodere l'area circostante contando sul potenziale deflagrante delle esplosioni a catena. In sottofondo una colonna sonora affascinante, una danza che cresce a suon di detonazioni.

Una volta lasciata Sega Tetsuya Mizuguchi fonda Q Entertainment. Il titolo di debutto è un puzzle game alla Tetris giocato interamente a tempo di ritmo: Lumines. Grafica lisergica ma elegante, il celebre game designer fonde le atmosfere di Rez con un approccio ludico più alla portata di tutti e particolarmente adatto al gioco portatile.

7. Jeanne d'Arc

Level-5 si impone all'attenzione internazionale con lo sviluppo di Dragon Quest VIII e da quel momento in poi sfrutta la nomea acquisita per le più particolari incursioni sul terreno dei giochi di ruolo nipponici. Jeanne d'Arc è la perla che concede alla line up PSP, uno strategico a turni vagamente ispirato alle gesta della pulzella di Orleans con gli inglesi sostituiti da bestie demoniache. Decisamente profondo e dal buon tasso di sfida sin dalle prime battute, Jeanne d'Arc vanta un comparto tecnico super deformed squisitamente pitturato. Peccato solo che sia stato abbandonato sull'altra sponda dell'Atlantico!

Al peculiare Jeanne d'Arc si sono affiancati giusto l'anno passato due produzioni altrettanto valide. Da un lato Valkyria Chronicles II capace di passare da Playstation 3 a PSP senza battere ciglio né smarrire alcun elemento grafico o di gameplay, dall'altro l'eccezionale remake di Tactics Ogre semplicemente perfetto e brillante al punto giusto sullo schermo 16:9 della console.

6. Locoroco 2

Dai meandri degli studi giapponesi di Sony salta fuori una palletta giallo senape divenuta protagonista di un platform a colpi di dorsali L e R. Premendoli insieme si salta, premendo l'uno o l'altro il piano si inclina a destra o a sinistra. Compreso il sistema di controllo si scivola di pendio in pendio, si salta di liana in liana portando a termine livelli tanto strambi quanto spumeggianti nel level design. E se vi sembrano fin troppo semplici da completare, provate a raccogliere tutti i collectible sparsi nei meandri più (in apparenza) irraggiungibili.

La formula iniziale di Locoroco è stata perfezionata da due ulteriori seguiti, nel mentre lo stesso studio se ne usciva con un'altra idea geniale Patapon: unire uno strategico in tempo reale con la forza militare (?!?) di un rhythm'n game. Il concetto funzionava anche se entrambi gli aspetti ne uscivano pesantemente semplificati. Un autentico peccato il fatto che i due seguiti hanno solamente annacquato l'idea originale senza offrire alcuna novità!

5. Wipeout Pure

Escludendo il pessimo Wipeout Fusion Sony Liverpool (cioè Psygnosis) non produceva un convincente capitolo del racing futuristico dai tempi di 2097! Per fortuna che è arrivata PSP e per fortuna che nei primi mesi ci siamo potuti sollazzare con Wipeout Pure capace di dare un nuovo significato al concetto di "velocità ad un paio di metri da terra". Fulmineo, adrenalinico, cattivo, con un paio di modalità bonus decisamente intrigante ed un sistema di DLC scaricabili (tracciati, veicoli, musiche) dal sito ufficiale e trasferibili poi sulla console tanto arcaico quanto onesto in termini di offerta.

Di racing la piattaforma ne ha ospitati tanti, ma non tutti conoscono Initial D Street Stage, conversione del terzo episodio della serie pubblicato da Sega in sala giochi. Forse conoscerete l'omonimo manga, ma possiamo assicurarvi che i videogiochi sono altrettanto ben riusciti. Gare testa a testa a colpi di drift lungo tracciati notturni: un trionfo di strette derapate e sorpassi azzrdati.

4. Tekken Dark Resurrection

Namco poteva scegliere la soluzione più ovvia, cioè portare l'espansione di Tekken 5 su Playstation 2 visto che l'hardware arcade di partenza era praticamente lo stesso. Poteva, e invece si è messa al lavoro su una versione portatile lottando contro un hardware meno performante, una croce direzionale non eccellente e il solito astio dei puristi. Tekken Dark Resurrection ha invece del miracoloso, riproducendo senza incertezza (pur con i soliti biblici tempi di caricamento) il picchiaduro originale.
Rispetto a Tekken 5, Dark Resurrection introduce non poche novità: due nuovi personaggi (la bionda ereditiera Lili e il russo dalla Russia Sergei Dragunov), un parco mosse totalmente rivisto, una modalità online per scambiare i Ghost, nuove tracce audio e un sistema di crediti da scambiare con oggetti così da incrementare la rigiocabilità. Senza troppi giri di parole il miglior picchiaduro su PSP e il migliore (finora) su console portatile!

Sul fronte dei beat'em up bidimensionali possiamo segnalare Street Fighter Alpha 3 Max. Per quanto il sistema di controllo sia decisamente ostico con la croce direzionale di PSP, le molte modalità bonus (il World Tour già visto su Dreamcast, cui si aggiunge il Dramatic Battle con scontri handicap e il Variable Battle due contro due). C'è anche Ingrid, personaggio da Capcom Fighting Jam dal design così somigliante alla Lili di Tekken Dark Resurrection. Chi ha copiato chi?

Il podio

3. God of War Ghosts of Sparta


Come per altre serie di punta di Playstation Sony realizza anche uno spin off della furia greca su PSP. Certo che God of War non ha lo stesso appeal di Pursuit Force, ma l'inferocito Kratos è stato riposto in abili mani: i Ready at Dawn dell'italiano Andrea Pessino, già responsabili di Daxter (vedi sotto) che racchiusero tutto l'appeal dell'action brutale all'interno di un UMD con scritto Chains of Olympus.
Ma è il seguito Ghost of Sparta a ricevere elogi incondizionati: rilevante sotto il profilo della trama perchè racconta un po' il dietro le quinte di God of War III, stupefacente per ambientazioni (la battaglia navale del prologo è un esempio più che valido) e con un vasto arsenale che conta pure gustose new entry come scudo e lancia da usarsi all'unisono. Per qualcuno supera l'exploit del Santa Monica Studio e il loro terzo capitolo!

Prima di deliziarci con l'eroe greco, Ready at Dawn si era distinta agli albori della console con Daxter. Uno sviluppo sofferto, litigando con un hardware ancora da scoprire, non pregiudicarono il risultato finale: un platform tridimensionale molto classico con protagonista il (fino a quel punto) comprimario di Jak nella serie Naughty Dog.

2. Metal Gear Solid Peace Walker


Metal Gear Solid Peace Walker non è solo la continuazione di Metal Gear Solid 3. Si tratta del videogioco capace di sfruttare al meglio PSP. L'ottimo comparto grafico si sposa con soluzioni di gameplay che pescano sì dalla giungla di Snake Eater ma anche dai laboratori dei primi due Metal Gear Solid: la gestione della Mother Base assegnando specifici compiti ai soldati catturati tramite un curioso pallone aerostatico ed una eccelsa modalità cooperativa sia offline che online rappresentano due inaspettate novità per la serie. Sullo sfondo il solito dilemma pace/guerra, libertà/potere, di nuovo calata nell'affascinante territorio sudamericano in piena Guerra Fredda: una trama molto profonda raccontata attraverso cut scene, fumetti interattivi e gli immancabili siparietti via codec.
Peccato solo che il sistema di controllo si riveli un po' ostico, specie affrontando i nemici più coriacei: la soluzione potrebbe essere rivolgersi alla recente Metal Gear Solid Collection a patto che teniate in considerazione l'estrema qualità proposta dalla Kojima Production sull'handheld Sony.

Visto che di serie storiche Playstation stiamo parlando, come non citare le due conversioni in parte estese di Grand Theft Auto III e Vice City? Tempi di caricamento a parte entrambi faranno la fortuna dei fan, che si divertiranno ad individuare le molte piccole variazioni disseminate dagli sviluppatori. Tra i due non vi consigliamo per ragioni affettive GTA Vice City Stories, ma anche il Liberty City Stories non è malaccio!

1. Ultimate Ghosts'n Goblins


Nel leggere la prima posizione molti tra voi avranno senz'altro alzato il sopracciglio. Esterrefatti che un titolo come Ghosts'n Goblins possa scalzare mostri sacri dell'intrattenimento made in Sony come Tekken, God of War, Final Fantasy e Metal Gear; ebbene sì per la semplice ragione che noi da un nuovo hardware come lo era PSP non ci aspettavamo solo il ritorno dei brand che tutti amiamo, ma anche qualche sorpresa impensabile.
Dopo due spin off tridimensionali carini per carità come i Maximo e le alterne vicende del MMORPG di Ghosts'n Goblins nessuno era pronto a scommettere sullo stato di forma di Sir Arthur. Ultimate Ghosts'n Goblins - ci sbilanciamo - è il miglior capitolo della serie, poiché grazie ai numerosi livelli di difficoltà è in grado di incontrare le esigenze di tutti i giocatori: dai continue infiniti ed i respawn immediati per i neofiti alle due vite e Game Over per tutti gli intrepidi dei cabinati originari, i livelli intermedi si adattano alle pretese di qualsiasi tipo di giocatore. E visto che l'estrema difficoltà dei precedenti episodi aveva bloccato non pochi giovanotti questa è senz'altro una grande conquista.
La progressione in sé si alimenta dell'inedita brodaglia 3d tra liquidi purpurei demoniaci e tentacolari riccioli color del grano. Cristallina la transizione tra elementi bidimensionali e tridimensionali, fluida al 100 % anche quando arriva il bestione alto dodici piani.
Davvero, qualora non lo aveste già giocato, Ultimate Ghosts'n Goblins è l'ultima sfida da affrontare prima di mettere le mani su Playstation Vita!

Con una prima posizione così inattesa, la proposta di contorno non può che essere altrettanto stupefacente. Lo è: Hammerin Hero di Irem è un platform completamente tridimensionale inquadrato da una prospettiva laterale tale da recuperare l'attempato carpentiere della casa di R-Type più o meno coscritto di Sir Arthur.
Affronterete una serie di livelli simpaticissimi: bagni termali, manicomi in stile The Ring, cantieri edilizi, ristoranti orientali, campi da baseball. Un concentrato simpaticissimo di armi non convenzionali si unisce ad un sistema di travestimenti fuori di testa tra abiti tradizionali giapponesi, casacche da baseball, tute d'astronauta e divise da salary man.