Top ten Videogiochi fatti di carta

Tearaway taglia, piega e contorce un mondo composto interamente di carta. Quali altri videogiochi hanno fatto lo stesso?

top ten Videogiochi fatti di carta
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  • PSVita
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Iota é un messaggero con in bisaccia del pane, della marmellata e una missiva importantissima da consegnare. Destinatario? Proprio voi. Divinità di un mondo tutto di carta, incorniciati da raggi di Sole in stile Teletubbies.
Solamente grazie al vostro intervento, toccando, inclinando, ruotando, tagliando, fotografando, le lande cartacee su cui corre il Mercurio in cellulosa e sulle quali avete il medesimo potere di bambino eccitato dall'imminente collage, potrete aprire la fatidica busta e scoprire cosa Media Molecule ha scritto per ciascuno di noi.
Tearaway é arrivato. L'unico titolo veramente meritevole su PlayStation Vita di un annata sottotono é pronto a sprigionare la sua magia. E il suo mondo tutto di carta é una delle caratteristiche che più ci attrae e intriga.
Ci siamo quindi chiesti: quali altri videogiochi hanno sfruttato la carta come elemento cardine del gameplay? Non molti a dire il vero, ma ce ne sono un sacco di meritevoli!
Ne é uscita una Top Ten colorata e variopinta, molto giapponese (ahimè...chi scrive ha gusti discutibili!) e con un sorprendente primo posto.
A proposito di cose sorprendenti: restate sulle pagine di Everyeye, perché nei prossimi giorni la redazione si metterà a nudo in omaggio a Tearaway!

10. Paperboy

Un classico del videogioco. Una delle maggiori icone delle sale giochi negli anni '80 era un ragazzo che consegnava i quotidiani al vicinato. Quanto erano acerbi i videogiochi allora? Chi si sarebbe aspettato che trent'anni dopo sarebbe stato un proliferare di soldati, assassini e zombie?
Atari lo creò nel 1984 pensandolo come un puzzle/adventure, in cui il level design dell'isolato avrebbe reso più o meno difficile la parabola del contenitore di notizie dalla bicicletta all'uscio di casa...
La carta non è ovviamente il cardine dell'esperienza ludica, ma...ehi...senza giornali stampati non avrebbe avuto senso questo sfavillante capolavoro arcade!

9. Wario Ware

La collection di minigiochi fortemente voluta e sviluppata da Wario, nemesi mariesca panzona e cafona, ha prodotto una miriade di esperimenti videoludici degni di nota tra console da ruotare, schermi da toccare, controller da agitare e party game da organizzare.
Lo stile cartoon é molto sgangherato e le volutamente approssimative animazioni di cut scene e minigiochi tradiscono un character design per l'appunto abbozzato.
Il legame con la carta? Non cosí stringente, ma ehi chi si ricorda il bellissimo manuale di istruzioni delle primissime uscite? Quello dell'episodio per Gamecube era strutturato sotto forma di diario e lasciava che fosse un personaggio sempre diverso a presentare le varie modalità, menú d'opzioni incluso, oltre che essere disseminato da attività in stile Settimana Enigmistica tipo unire i punti o completare dei lisergici labirinti! Ciliegina sulla torta finale il modulo di assunzione per la Wario Ware Inc, in cui si richiedono le misure di fianchi e girovita, la necessità di far ridere Wario con una barzelletta e la domanda più difficile di tutte: "Che cosa ho mangiato ieri e quanto?".

8. Heavy Rain

Un origami abbandonato e insanguinato, depositato sulla scena del crimine con cura e deciso a risaltare. Questo il marchio di fabbrica del killer di David Cage, nell'interessante esperimento narrativo (meglio questa definizione di "film interattivo", vero?) uscito in esclusiva su Playstation 3.
Qui ovviamente il simbolo scelto dall'assassino ha un valore simbolico e nessuna meccanica ludica è legata a fogli e giornali; eppure l'idea di un assassino che piega con tale perfezione un foglio di carta, che affida ad esso la propria firma sull'efferato delitto, che ne attribuisce un valore catartico è potente e colpisce il nostro immaginario!
Frivolezza time: forse vi piacerà sapere come farlo voi stessi un origami simile a quello del gioco. Ma sì che vi piace, quindi ecco come realizzarlo!

7. Tengami

La nobile arte giapponese del piegare ordinatamente fogli di carta non è menzionata nel solo Heavy Rain. Anche lo studio indie Nyamyam sta lavorando a Tengami, un titolo che unisce un mondo ricavato interamente dalla carta con gli elementi base di un platform e delle avventure grafiche.
Lo stile grafico è assai particolare, forte di un colpo d'occhio minimale e colori presi a prestito da Sword & Sworcery, mentre un scenario pacati e tranquillizzante prende forma come se fosse un libro pop-up con cui interagire tirando linguette e sollevando casette.
Tengami proporrà una trama ispirata al Giappone feudale e dovrebbe essere rilasciato nei prossimi mesi su iPad, PC, Mac e Wii U.

6. Let's Tap

Non gli é andata benissimo a Yuji Naka, il papà di Sonic, abbandonare Sega. Con la sua nuova software house Prope ha creata alcuni titoli interessanti, ma dal dubbio successo commerciale.
Il più originale tra questi é Let's Tap, particolarissimo party game per Wii. Infatti, il gioco é venduto insieme a due banali scatole di cartone su cui appoggiare il Wiimote; tutte le attività del gioco richiedono di battere con le mani sulla superficie delle scatole e poi l'accelerometro del controller avrebbe interpretato le vibrazioni quali input in-game.
Qualche esempio? Tap Runner chiede di battere il più velocemente possibile per tagliare per primi il traguardo in una versione party di Track'n Field, mentre Bubble Voyager vi pone all'interno di un labirinto costellato di mine e spuntoni da evitare attentamente mentre si controlla un avatar intrappolato all'interno di una bolla trasparente.

5. Parappa the Rapper

Dov'è la carta direte voi nel più scoppiettante rhythm'n game dell'era Playstation? Beh, a onor del vero lo stile grafico cartoon fu pensato per essere un degno erede dei cartoni animati del Sabato pomeriggio, che nei beati anni 90 erano ancora bidimensionali, disegnati a mano, su carta e solo i più brutti avevano inserti al computer.
Le avventure del cane rapper nel Dojo cipolla o alle prese con l'esame della patente restano nei nostri cuori machi e inariditi. Dopo un trascurabile remake per PSP lo vedremo mai un sequel su PsVita o Playstation 4? Magari abbinato al touch screen o alla nuova moda del karaoke!

4. Sumioni

Qui non si piega né si appallottola, ma si dipinge o meglio si imbratta un rotolo di carta di riso. Ancora una volta siamo dalle parti del Giappone, ma non si tratta degli origami, bensì dell'antichissima arte della scrittura a inchiostro, meglio nota come Sumi-e. Imbevendo un pennello piuttosto spesso nella boccetta d'inchiostro si disegnano su un foglio alquanto poroso ideogrammi e altri simboli fonetici.
Certo nessuno dei nobili scrittori feudali avrebbe mai pensato che tale arte sarebbe diventata un giorno la base imprescindibile per la scampagnata di un demone, che l'inchiostro sarebbe servito per disegnare piattaforme, rallentare il tempo ed evocare ancestrali Fenici.
Sumioni (Demone+Inchiostro) è uno dei titoli meglio riusciti all'interno del debole parco software di Playstation Vita: l'interessante ambientazione e il legame molto forte con le tecniche di scrittura della tradizione nipponica sono solamente il preambolo di un action/platform cattivo e difficile, destinato quasi esclusivamente ai perfezionisti!

3. Paper Mario

Le idee di Nintendo sono sempre le più innovative ed originali!
Un RPG con protagonista Mario su Nintendo 64, che di RPG ne ha visti una miseria? Si può fare. Ma ambientarlo in un mondo che assomiglia a Flatlandia, dove tutti i personaggi del Regno dei Funghi sono sottili come fogli di carta, si intrufolano nelle fessure si piegano in aereoplanini e barchette? Difficile da immaginare, ma quei giapponesi di Intelligent System se ne sono venuti fuori con questa idea, che non solo ha partorito un ottimo gioco di ruolo mariesco a 64 bit, ma è pure riuscito a trasformarsi in una saga apprezzatissima, approdata lo scorso anno su Nintendo 3DS nella sua variante ad adesivi.
Insomma la formula intriga e si rinnova proprio a partire dalla carta, dagli utilizzi folli e comici che ne fanno i giocatori. Ma oramai ha un po' di anni sul groppone e a quanto pare il futuro non è propriamente roseo, visto il JRPG "concorrente" Mario & Luigi: Dream Team Bros...

2. Pac Pix

Leggenda vuole che Pac Man non sia nient'altro che una fetta di pizza tagliata da Toru Iwatani a metà anni '70. Nell'ormai classico da sala giochi la palletta gialla era disegnata con pochissimi sprite, presentava un'unica animazione e chiedeva al giocatore tanta fantasia. Tant'è che bastò aggiungere un fiocchetto rosa per ritrovarsi nei panni della Signora Pac Man in un gioco completamente (?) nuovo.
Per ritornare sulla cresta dell'onda Pac Man le ha provate un po' tutte, ma nessun platform, bidimensionale o tridimensionale che sia, è mai riuscito anche solo ad ipotizzare di nuovo il ritorno agli sfavillanti anni '70. Pac Man funziona benissimo e ancora oggi nella sua variante originale, a labirinto, e ce lo dimostrano alla grande Pac-Man Championship Edition e sopratutto Pac Pix. Quest'ultimo uscì nei primi mesi di vita del Nintendo DS e consentiva non solo di disegnare con il pennino la nostra versione della mascotte Namco, ma anche di gettarlo all'inseguimento dei fantasmini all'interno di labirinti schizzati sul quaderno di uno scolare delle Elementari, tant'erano semplicistici nel tratto e rigogliosi nell'uso delle matite colorate. Una autentica perla nascosta del due schermi Nintendo, anche se purtroppo dura poco!

1. Papers, Please

Dovete sapere che le Top Ten qui su Everyeye nascono svariati mesi prima della loro effettiva scrittura. Sotto la doccia o guidando nel traffico della tangenziale nasce il guizzo, lo si affida ad una nota vocale dello smartphone e da lì setacciando quotidianamente il web comincia a prendere forma la decina di videogame da ordinare in classifica.
Questa premesse è utile per capire come la prima posizione di questa Top Ten, che è uno degli indie più intensi ed apprezzati del 2013, fu inizialmente introdotto dopo aver letto un fugace trafiletto su Edge, quando ancora bussava alle porte di Valve per entrare a far parte di Steam Greenlight.
Naturalmente quel "paper" non indica solamente un fascicolo di carta, ma è il nome forse meno formale con cui gli inglesi chiamano il Passaporto e altri documenti d'identità. Del gioco Papers, Please ne avete quasi sicuramente sentito parlare: il giocatore fa da doganiere tra due fantomatici Stati dell'Europa Orientale, recentemente usciti da una guerra con la tensione nelle zone di confine ancora molto elevata. E' un'esperienza videoludica dall'alto contenuto emozionale e morale, del Game Over non ci si deve preoccupare, mentre della famiglia e della sicurezza del proprio territorio questo sì.
Un titolo consigliato a chiunque, anche perchè su Steam costa veramente un'inezia!