27 volte in bianco > Recensione
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27 volte in bianco - Recensione

Inviato il da Cristian "Klinton" Scanu
27 volte in bianco - recensione - Cinema Il cinema americano è sempre stato molto proficuo per quanto concerne le commedie sentimentali. In questo caso infatti, non ci troviamo di fronte ad un genere di nicchia, ma ad un prodotto per tutte le età che il più delle volte, racconta storie zuccherose a sfondo buonista.
Sebbene il fascino delle commedie sia intramontabile, l'eccessivo sfruttamento ha reso il genere eccessivamente prevedibile, scadendo nel ripetitivo (la trama segue sempre gli stessi avvenimenti) e nel melenso (troppi buoni sentimenti finiscono per dare la nausea).
Il film che ci apprestiamo a recensire in teoria dovrebbe essere la solita commedia sentimentale per l'appunto prevedibile e melensa, ma come in tutte le cose, è sempre meglio uno sguardo attento prima di dare un giudizio.

27 volte la damigella
27 volte in bianco - recensione - Cinema Jane è una ragazza romantica e generosa, che da l'età di otto anni ha il pallino di organizzare matrimoni. Tale passione l'ha portata a partecipare a ben 27 cerimonie come damigella, collezionando 27 abiti che custodisce gelosamente nel suo armadio.
Trattandosi di una ragazza estremamente romantica, Jane attende con trepidanza il "suo" giorno più bello, magari insieme all'uomo dei suoi sogni( il suo capo), che però non sembra essersi ancora 'accorto' di lei e che proprio non riesce a vederla in 'quel modo'.
Le illusioni di Jane, però, sono destinate a svanire all'arrivo della sorella minore Tess, che in breve tempo riuscirà a portarle via l'amato non corrisposto distruggendo il suo sogno di felicità.
Riuscirà Jane a resistere a questo terribile triangolo amoroso?
Gradevole sorpresa
27 volte in bianco - recensione - Cinema Diretto da Anne Fletcher (alla sua seconda direzione dopo il pessimo Step Up) e sceneggiato da Aline Brosh McKenna (la stessa de Il Diavolo veste Prada), il film si presenta come una prevedibile commedia sentimentale, resa ancor più banale dal titolo italiano (che allude velatamente alla sfera sessuale). A conti infatti invece, si dimostra una piacevole sorpresa pur non discostandosi totalmente dal suo genere: innanzitutto gli interpreti sono tutti molto azzeccati per il loro ruolo e tra questi l'interpretazione di Katherine Heigl, (famosa presso il grande pubblico per Grey's Anatomy e il recente Molto Incinta) spicca sugli altri. Il suo ruolo, infatti, si basa su un ottimo uso della mimica facciale, riuscendo perfettamente nell'obbiettivo di rappresentare Jane come una donna eternamente in bilico tra ragione (lavoro, altruismo verso la sorella) e sentimento (vivere il matrimonio come una sorta di happy ending). Degna di nota è anche l'interpretazione di James Marsden che, interpretando il giornalista cinico e disilluso, si adatta benissimo al personaggio di Jane, evidenziandone pregi e difetti.
Un altro pregio sta nella sceneggiatura che, intelligentemente, gioca sul significato intrinseco del matrimonio (ovvero la realizzazione di un sogno insieme alla persona amata, per vivere felici e contenti) rendendolo buffo ma anche con una leggera introspezione. Infatti nel film emerge un piacevole dualismo che a tratti esalta il matrimonio elevandolo a "tappa fondamentale della vita", mentre in altri (soprattutto le parti che riguardano il cinico Kevin) viene visto come una sorta di "schiavitù volontaria" che danneggia tutti eccetto chi di questo evento ne ha fatto un business.
L' unico vero difetto è da ricercarsi nello svolgimento della vicenda che non si discosta dallo schema classico, risultando a volte eccessivamente scontata e prevedibile. Sebbene questo difetto tenda a diminuire la qualità del film, è altrettanto corretto evidenziare che, per il genere a cui appartiene, si dimostra al di sopra della qualità media a cui siamo abituati.
A livello registico non c'è nulla di particolarmente innovativo eccetto i miglioramenti di Anne Fletcher che, dopo il tonfo di Step up, sembra aver imparato dai suoi errori. Degna di nota è la colonna sonora che, con musiche e testi a tema ( uno su tutti il motivetto che evidenzia la perdita di calma di Jane) riesce perfettamente nel trasmettere le emozioni dei personaggi.
27 volte in bianco si dimostra una piacevole sorpresa in un genere in cui è stato detto tutto. L’ottima performance di Katherine Heigl, unita ad una sapiente sceneggiatura, riescono a far trascorrere piacevolmente le quasi due ore di proiezione.
Per i fan del genere è consigliatissimo, mentre per i restanti è corretto avvisare che, in alcuni momenti, il film tende a risultare scontato senza però compromettere eccessivamente la qualità.
Dati i temi trattati e la leggerezza con cui vengono esposti 27 Volte in Bianco si presta per una serata disimpegnata ma senza scadere nel banale.

VOTOGLOBALE6.5

27 volte in bianco

27 volte in bianco - Cinema
Uscita nelle sale Italiane: 2008
Genere: Commedia
Regia: Anne Fletcher
Interpreti: Katherine Heigl, James Marsden, Edward Burns, Judy Greer, Malin Akerman
Nazione: USA
Durata: 107 min
27 volte in bianco
26 voti
6,2
ND.
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