Alice in Wonderland > Recensione
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Alice in Wonderland - Recensione

Inviato il 27/02/2010 da Marco Lucio Papaleo
Alice come Avatar?
In seguito al grande interesse mostrato dai nostri utenti nei confronti dell'attessissimo film di James Cameron "Avatar", del quale vi abbiamo portato ben due recensioni ufficiali della redazione (più una realizzata da una nostra lettrice in quel di Londra), anche per "Alice in Wonderland" di Tim Burton, in virtù del fatto che risulta essere uno dei film con più hype fra i nostri utenti, vi proporremo un doppio coverage. A questa recensione, che farà indubbiamente discutere per il voto, se ne aggiungerà quindi un'altra dopo la seconda anteprima del film che si terrà la prossima settimana. Il viaggio nel Sottomondo continua sulle pagine di Everyeye....
“In ogni fiaba c'è il bene e il male. Quello che mi è sempre piaciuto del Sottomondo è che tutto è vagamente 'spostato', anche le brave persone. Questo, per me, fa la differenza.”

Con queste parole cariche di sotteso entusiasmo Tim Burton, uno dei registi più geniali ed espressivi della sua generazione, ha accolto l'idea di realizzare una trasposizione filmica di uno dei più grandi classici della letteratura per l'infanzia, Alice nel paese delle meraviglie.
Alice in Wonderland è, difatti, uno dei racconti fiabeschi più universalmente popolari, infrangendo qualunque barriera geografica, demografica e culturale. Un mondo, e in particolar modo dei personaggi, quelli del reverendo Charles Dodgson -ben più conosciuto sotto lo pseudonimo Lewis Carroll- entrati quasi di prepotenza nell'immaginario di tutti nel corso di quasi centocinquant'anni, grazie alle numerosissime riduzioni (e reinterpretazioni) che il cinema -e i media in generale- hanno offerto fin dagli albori del ventesimo secolo (il primo film tratto dalle avventure di Alice è addirittura del 1903!). Personaggi iconici, che sono stati più e più volte traslati, adattati, rimodellati nel corso del tempo per adattarsi ai più vari contesti, tanto che in molti ignorano che in realtà le meravigliose avventure di Alice constano in due volumi, ognuno separato dall'altro e con pochi elementi in comune, oltre alla folle genialità delle trovate di Carroll. I due volumi, Alice's Adventures in Wonderland e Through the Looking-Glass (Attraverso lo specchio), sono stati infatti più volte condensati fra loro prendendo elementi ora dall'uno ora dall'altro, per estro di registi e sceneggiatori o per semplici esigenze narrative. Questo in virtù del fatto che le storie (in special modo la prima) non si basano tanto su un intreccio particolarmente complesso quanto sulle bizzarre sequenze di eventi in cui la protagonista è di volta in volta catapultata: molto più semplice e d'effetto, dunque, cinematograficamente parlando, estrapolare gli elementi ritenuti migliori e di maggior presa sul pubblico, piuttosto che trasportare pedissequamente le vicende così come concepite da Carroll, nel suo stile di narrazione avvincente, ma fin troppo semplice (se si escludono, naturalmente, la miriade di sciarade e giochetti linguistico-sintattico-matematici con cui l'eclettico autore infarciva golosamente la sua prosa).
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Mille e una Alice: la più celebre è di Walt
Alice in Wonderland - recensione - Cinema Ben poche volte si è deciso di portar sullo schermo Alice nel paese delle meraviglie così come è stato concepito: anche il grande Walt Disney decise, insieme agli sceneggiatori, di realizzarne un "semplice" adattamento quando Alice in wonderland entrò in produzione. E' interessante ricordare come l'universo di Carroll sia sempre stato una grande fonte di ispirazione per Mastro Walt, molto più di quanto ci si immagini. Fin dagli inizi della sua carriera, il personaggio di Alice era nei suoi pensieri, e realizzò un film dal vivo e diversi piccoli cortometraggi ispirandovisi. La versione animata doveva, in teoria, essere il suo primo lungometraggio animato, precedendo dunque addirittura Biancaneve e i sette nani.
Quando, finalmente, dopo diversi anni di lavoro Alice in wonderland uscì nelle sale cinematografiche, il film non raccolse il successo sperato: soprattutto nella madrepatria di Carroll, l'Inghilterra, dove il film ricevette solenni stroncature dalla critica, che accusava Walt di aver eccessivamente 'americanizzato' l'opera. Si trattava, in verità, di un piccolo capolavoro, che aveva preso tutti gli elementi considerati più geniali e li aveva inseriti in un contesto da viaggio onirico assolutamente affascinante e travolgente, ma invero innocentemente svuotati dei contesti e dalle ricche metafore originali. Le incredibili avventure che Alice vive nel film infatti sono risultano quasi fini a sé stesse in questa celebre versione animata, che inoltre non conservava molto del gusto finemente british delle pagine originali. Il pubblico del dopoguerra non andava certo così per il sottile e accolse bene la pellicola, ma non abbastanza: il film non fu più riproposto al cinema per quasi due decadi, e fu “riscoperto” solo durante gli anni '60 e '70, quando i 'viaggi' della mente avevano acquistato particolare valore nella letteratura e nella cultura popolare.
Sicuramente Disney era ben consapevole dei profondi significati allegorici dell'opera originale, ma probabilmente ritenne impossibile riportarli su schermo per il pubblico dell'epoca, e si risolse nell'accontentarsi di un ottimo prodotto di intrattenimento senza troppe pretese culturali, come gli venne tuttavia rinfacciato dalla critica. Tim Burton stesso non ha avuto remore nell'affermare che lo straordinario immaginario di Carroll è sempre uscito svilito dai film tratti dai suoi libri (includendo, implicitamente, anche il lungometraggio disneyano del '51 quindi) e che lui voleva andare oltre al concetto della ragazzina che, passivamente, veniva trascinata da un'avventura all'altra senza una reale crescita. Voleva maggiore profondità. Pur prendendosi, lui e la sceneggiatrice Linda Woolverton, notevoli libertà -realizzando, a tutti gli effetti, un'opera originale, sorta di sequel alternativo del film del '51- l'intento era di realizzare un film profondamente rispettoso e legato all'immaginario e alla visione di Carroll. Signori, ecco a voi Tim Burton's Alice in wonderland.
Impossibile? Solo se pensi che lo sia.
Alice in Wonderland - recensione - Cinema Alice Kingsleigh (Mia Wasikowska) è una diciannovenne dama inglese dai modi anticonformisti e risoluti. Non ha che vaghi ricordi delle sue disavventure nel Paese delle Meraviglie, che crede semplicemente frutto di un sogno infantile. Durante un clamoroso ricevimento campestre in onore suo e del banale e infantile lord che vorrebbe chiedere la sua mano, Alice scappa dal pretendente per inseguire, come in un riflesso condizionato, un buffo coniglio bianco vestito di tutto punto. Il Bianconiglio la sta attirando nuovamente, e questa volta in maniera consapevole, nel paese delle meraviglie, il Sottomondo. L'Oracolo prevede, difatti, che un paladino, rappresentato tra le sue pagine con le fattezze della ragazza, si batterà contro il leggendario Ciciarampa per ristabilire l'ordine nel regno. Ma Alice è pronta ad un passo del genere? Ora che è quasi un'adulta, come se la caverà nel Sottomondo, non avendo più l'ingenuità tipica di una ragazzina? E soprattutto, è davvero lei l'Alice che tutti ricordano e cercano? Sono queste le domande che tutti i personaggi, vecchi e nuovi, si pongono in Alice in Wonderland. Ambigui come non mai, ritroviamo ad esempio il Cappellaio Matto (Johnny Depp), il Brucaliffo (Alan Rickman), la spietata ed egoista Regina Rossa (Helena bonham Carter), il sinistro Fante di Cuori (Crispin Glover), l'inquietante Regina Bianca (Anne Hathaway) e i gemelli Pinco Panco e Panco Pinco (Matt Lucas), lungo un percorso irto di ostacoli e scelte difficili. Cosa scoprirà Alice alla fine del suo cammino?

L'articolo prosegue a pagina due!

Alice in Wonderland

Uscita nelle sale Italiane: 03/03/2010
Uscita nelle sale USA: 05/03/2010
Distributore: Walt Disney Studios Motion Pictures International
Genere: Fantastico
Regia: Tim Burton
Interpreti: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Crispin Glover
Sceneggiatura: Linda Woolverton
Nazione: Usa
Produttore: Walt Disney
Sito Ufficiale: Link
Alice in Wonderland
207 voti
7,4
ND.
INCASSO ITALIA: 29.901.506 €
Aggiornato al 11/04/2010
INCASSO USA: 327.515.000 $
Aggiornato al 25/04/2010
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