Amabili Resti > Recensione
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Amabili Resti - Recensione

Inviato il da Stefano Camaioni
Peter Jackson non ha certo bisogno di presentazioni: basta dire che si tratta del regista contemporaneo che forse più, dopo Spielberg e Lucas, è riuscito a rivoluzionare l'intera industria cinematografica americana negli ultimi 20 anni, portando al suo interno, come un germe alieno, la passione per il cinema tipica dei giovani cineasti, un curriculum incredibilmente brillante ed un'intelligenza fuori dal comune. Dopo aver deliziato cinefili di ogni tipo, partendo dalle sue prime produzioni horror demenziali (Bad Taste, Splatters), passando per gioelli come Creature del Cielo fino alla megaproduzione che lo ha resto famoso al grande pubblico: Il Signore degli Anelli. A distanza di pochi anni dal suo ultimo lungometraggio - King kong - Jackson ha deciso di girare la trasposizione cinematografica del bestseller di Alice Sebold: Amabili resti. Decisione impegnativa che, però, in mano a Jackson, affiancato come sempre dalla compagna e sceneggiatrice Fran Walsh diventa, più che una sfida, una promessa. Il libro, crudo ed appassionante, si è imposto al mondo intero nel 2002 senza alcuna pubblicità, pago di un successo dato solo dalla sua capacità di raccontare, prima che una storia, delle forti emozioni.
Formula che il regista neozelandese ha tentato di replicare in modo molto rigido, senza stravolgere né rivoluzionare il romanzo della Sebold, raccontando dettagliatamente quello che il libro ha intenzione di essere: un'insolita storia d'amore.
Una storia struggente
Amabili resti - recensione - Cinema “Ecco gli amabili resti cresciuti intorno alla mia assenze;
Quei legami - talvolta tenui, talvolta frutto di grandi sacrifici... ma per lo più magnifici - che si formarono dopo la mia scomparsa.”


Susie Salomon è un'adolescente sveglia e intelligente, primogenita di una famiglia meravigliosa oltre che un'incontenibile sognatrice.
E' il dicembre del 1973 quando George Harvey (Stanley Tucci), suo anonimo e silenzioso vicino di casa, dopo una pianificazione durata settimane o addirittura mesi, le tende una trappola mentre torna da scuola: a soli quattordici anni Susie viene violentata e uccisa, il suo corpo nascosto e mai più ritrovato.
Dopo la morte la sua anima (essenza, entità o comunque la si voglia (in)definire) innocente finisce in una sorta di limbo, un luogo meraviglioso a metà tra sogno e realtà dove l'influenza di un mondo si riflette sull'altro: Susie riesce così a vivere i sentimenti, i cambiamenti e la vita quotidiana della propria famiglia riuscendo addirittura, in rare occasioni, a far percepire ai suoi cari la sua presenza.
Jack Salomon (Mark Wahlberg), padre della ragazza, vive più di chiunque altro questo intensissimo legame post-mortem e non si rassegna all'idea che l'assassino di sua figlia non riesca ad avere un nome. La ricerca del colpevole diviene quindi per Jack un'ossessione, un'ossessione che logora e corrompe rapidamente ed ulteriormente il già compromesso clima familiare.
Come in un macabro legame tra vita e morte Susie osserva dall'oltremondo anche le gesta del suo carnefice, alimentando dentro di sé, senza accorgersene, quella sete di vendetta propria del mondo dei vivi dai cui lei, difatti, non riesce a staccarsi. A farla da padrone sono i sentimenti, i vecchi e nuovi legami che la protagonista stringe nel suo universo di transizione che, proprio nella sua transitorietà, le rivelerà sconvolgenti particolari sulla sua famiglia e sul suo assassino.
Formula vincente?
Amabili resti - recensione - Cinema Da un evento di tale portate non potevamo che aspettarci il film dell'anno, senza se e senza ma.
Una formula potenzialmente invincibile come quella data dal connubio tra Peter Jackson e Alice Sebold sembra non avere rivali, considerando poi un cast così degno di nota e la Ronan nel ruolo della protagonista. I fan del libro, del regista e del buon cinema non potrebbero che aspettarsi una visione a dire poco orgasmica. Chiaramente però, difficoltà di ogni genere possono insorgere durante la realizzazione di un film, specialmente quando sono in ballo così alte aspettative qualitative, e si può arrivare al punto di deludere, o quantomeno far storcere il naso, ad appassionati del libro, del filmaker o semplici ed occasionali spettatori del venerdì sera. Un romanzo che, psicologicamente, crea un conflitto tanto nitido tra odio e amore senza gli intellettualismi che spesso allontanano una grande fetta di lettori non poteva che avere una trasposizione cinematografica altrettanto chiara e senza peli sulla lingua. Il messaggio che entrambi intendono far arrivare è semplice e vecchio come il mondo: l'amore trionfa sull'odio e, quando accade, l'orrore e il male spariscono, tornano la forza e il sorriso.
Nella sua squisita banalità è una concezione che, ogni qualvolta viene ben confezionata, regala grandi insegnamenti e grandi emozioni ma.. sarà questo il caso?

La recensione continua a pagina 2!

Amabili resti

Uscita nelle sale Italiane: 05/02/09
Uscita nelle sale USA: 15/01/2010
Distributore: Universal Italia
Genere: Drammatico
Regia: Peter Jackson
Interpreti: Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Susan Sarandon, Saoirse Ronan, Stanley Tucci
Sceneggiatura: Fran Walsh, Philippa Boyens, Peter Jackson
Nazione: USA - UK - Nuova Zelanda
Durata: 135 min
Produttore: Carolynne Cunningham, Peter Jackson, Aimée Peyronnet, Fran Walsh
Sito Ufficiale: Link
Amabili resti
82 voti
6,4
ND.
INCASSO ITALIA: 1.532.357 €
Aggiornato al 21/02/2010
INCASSO USA: 38.014.000 $
Aggiornato al 31/01/2010
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maialriccio
Ci sono molti modi per raccontare le grandi tragedie della vita, ma quella messa in atto da Jackson non è tra le migliori. ...[Continua a Leggere]
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