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Coming Soon - Recensione

Inviato il da Maurizio Encari
Metacinema e horror. Dalla Thailandia, forse il luogo più prolifico di film horror, con centinaia di produzioni annuali, la paura arriva pronta a riempire il vuoto delle uscite estive. Grazie a un accordo recente siglato da Wave Distribution, sembra che Coming soon sarà il primo di una triade di horror thailandesi, che dovrebbe continuare con Alone e 4bia. Alzi la mano chi si ricordi l'ultimo horror orientale che ha visto la luce nelle sale italiane. Dopo l'iniziale fenomeno modaiolo, come è stato nel Belpaese, inaugurato con Ringu ( o The ring che si voglia) e proseguito con The call e affini, il terrore dagli occhi a mandorla (come un pò tutto il cinema asiatico) ha subito una lenta e ingiustificata discesa nell'oblio, laddove parecchi prodotti di assoluto valore sono stati scartati in favore di produzione low-budget o addirittura veri e propri z-movies di stampo occidentale. Augurandoci che un minimo di incassi possa garantire miglior sorte (e più fortunato futuro) al genere, andiamo a contestualizzare la particolare anima di Coming soon, diretto per altro da quel Sopon Sukdapisit che aveva già provocato diverse fitte alle coronarie lavorando alla sceneggiatura di Shutter (l'originale, cui ha avuto seguito un remake statunitense), interessante divagazione sul tema classico. Se nel citato titolo elemento protagonista era la macchina fotografica, questa volta tocca al Cinema nel senso più letterale del termine, non cambiando però l'oggetto scatenante, e cioè la pellicola. Che Sadako (o Samara, a seconda della versione) abbiano sempre amato questo supporto magnetico, non è certo una novità. Inquetanti foto o filmati hanno da sempre avuto un ruolo da protagonista in questo genere di film, con anche il rischio più volte non scongiurato di un'inflazione o eccessiva ripetività delle trame. Riuscirà Coming soon a scardinare questi clichè per trascinarci in una nuova, terrificante, avventura proveniente dal lontano est?
"Ti piace guardarmi morire?"
Coming Soon - recensione - Cinema Un nuovo, atteso, horror è pronto a uscire nei cinema tailandesi. Il film, dal titolo Spirito vendicativo, è ispirato a una storia vera, di una madre che, persi i suoi due figli, cominciò a rapire i bambini del vicinato e a seviziarli, cavandoli gli occhi. A una visione privata in anteprima, cui assistono il regista e i suoi collaboratori, accade qualcosa di strano. Alla fine del girato, una ragazza viene assalita da un inquietante presenza, senza che il fatto abbia risalto nei media. Veniamo però a conoscenza che l'autore voleva assolutamente eliminare dalla copia definitiva la scena dell'impiccagione della madre assassina. Il nastro originale finisce per sbaglio nel magazzino di un cinema, e due dei proiezionisti, Shane (Chantavit Dhanasevi) e Yod, decidono di "copiare" la pellicola inedita per immetterla sul mercato nero. Mentre Yod riprendendo con una videocamera assiste alla proiezione, Shane ripensa ai motivi della rottura con la sorella di Yod, Som (Vorakan Rojchanawat), la sua ex-ragazza che lo mollò per i suoi problemi di droga. Casualmente si addormenta, e al risveglio, passate diverse ore, si accorge che di Yod non vi è più nessuna traccia in sala. Trova però la sua videocamera, dove è impresso un nastro agghiacciante: l'amico, mentre assisteva alla visione del film, è stato aggredito da una presenza. Da allora, questo spirito comincia a perseguitare anche Shane, e le sue sembianze ricordano proprio quelle della donna uccisa nel film per impiccagione. Shane allora comprende che l'unico modo per salvare la sua vità è indagare sulle origini dell'agghiacciante storia.
Lo spettro purpureo della Tailandia
Coming Soon - recensione - Cinema Come se La rosa purpurea del Cairo di Woody Allen incontrasse l'universo dell'horror tailandese. Coming soon usa questo semplice artifizio di metacinema, del collegamento magico tra schermo e realtà, per confezionare un film dell'orrore seppur non originale, quantomeno godibile e in grado di allietare durante la calura estiva. Lungi dall'esser perfetto, il film di Sopon Sukdapisit riesce senza troppe difficoltà nell'obiettivo di divertire e inquietare per novanta minuti, con uno spettro di suggestione che può accompagnare i più influenzabili anche dopo la visione e l'uscita dalla sala, soprattutto se a una visione notturna quando le strade al di fuori dei cinema sono solitamente deserte. La trama, inizialmente prevedibile, si risolleva dai classici stereotipi grazie a un buon colpo di scena che finisce per ribaltare le certezze e conduce a un flashback altrettanto tragico rispetto a quello in un primo tempo sospettato. Il regista sa come giocare sui fili della tensione, e anche se le scelte scenografiche e registiche non si possono certo definire innovatrici, fanno il loro sporco lavoro causando più di qualche sussulto dalla poltrona. Complice un'ottima fotografia che, abbinata a intelligenti giochi di luci e ombre, rende la paura sempre palpabile, in agguato, pronta ad assalire lo spettatore quando meno se lo aspetta. La violenza, più immaginata che mostrata, nonostante l'inquietante look cadaverico dello spirito vendicativo, emerge potente nell'epilogo finale che segue il filone tipico delle produzioni d'oriente, dove spesso l'happy end non sanno nemmeno in cosa consista. Grazie alla discreta riuscita complessiva, e alla più che accettabile realizzazione tecnica, è perciò facile passar sopra le risibili interpretazioni, vero punto debole di questo progetto. I due protagonisti, provenienti dal mondo della musica e della moda, e pressochè agli esordi cinematografici, peccano di una totale assenza di espressività, tanto che sia nei platonici intermezzi sentimentali, che nelle scene culmine in cui lo spettro mira alle loro vite, mantengono la stessa identica espressione. Siccome stiamo parlando di un horror, che non ambisce in alcun modo a spunti autoriali, si può anche chiudere un occhio, ribadendo il fatto che per una serata di sano terrore Coming soon è la portata giusta. E il post epilogo, siamo sicuri, scombussolerà anche gli animi più impavidi se osservato in sale deserte a orari notturni.
Uno spirito vendicativo che fuoriesce da un attesissima pellicola horror in uscita nelle sale. Da questo incipit semplice, Sopon Sukdapisit costruisce un diabolico gioco del gatto con il topo, con un protagonista in fuga per la quasi totalità del film. Attraverso scelte viste più volte in produzioni del genere, ma ibridate con una certa cura e una buona realizzazione tecnica, la paura fa più volte capolino, giustificando ampiamente il prezzo del biglietto per i patiti del genere.
VOTOGLOBALE6.5

Coming Soon

Uscita nelle sale Italiane: 06/08/2010
Genere: Horror
Regia: Sopon Sukdapisit
Interpreti: Chantavit Dhanasevi, Vorakan Rojchanawat, Sakulrath Thomas
Sceneggiatura: Sopon Sukdapisit
Nazione: Tailandia
Durata: 95 min
Produttore: GMM Tai Hub (GTH)
Coming Soon
36 voti
5,3
ND.
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