Coraline e la Porta Magica > Recensione
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Coraline e la Porta Magica - Recensione

Inviato il da Antonella Murolo
Immaginate di essere dei ragazzini di undici anni, a volte un po’ saccenti e piuttosto sicuri di voi stessi. All’improvviso la vostra famiglia vi costringe a trasferirvi in una nuova casa, a lasciarvi alle spalle tutti i vostri amici, le vostre abitudini ed i vostri svaghi. Sistemati tutti gli scatoloni all’interno dell’appartamento, vi ritrovate in un luogo piuttosto desolato, senza la presenza di bambini della vostra stessa età e forzati a dover trovare divertente un posto che altro non è che una grande e vecchia casa rosa, scelta per la sua quiete che permette ad entrambi i vostri genitori di lavorare beatamente senza distrazioni.
Se siete riusciti a figurarvi tutto ciò, siete perfettamente entrati nel personaggio di Coraline Jones e siete pronti a vivere con lei una bizzarra avventura.
Al di là della porta magica
Coraline e la porta magica - recensione - Cinema Coraline è coraggiosa, curiosa, intelligente e scalpitante, o, come meglio ama definirsi lei stessa, è una giovane investigatrice. Non ama particolarmente restare chiusa dentro le mura domestiche ad oziare ed è sempre alla ricerca di attenzioni e nuovi svaghi. Purtroppo, pur amandola molto, i suoi genitori sono le tipiche persone completamente assorbite dal lavoro. Situati in diverse stanze dell’appartamento, passano entrambi tutto il tempo fissando lo schermo di un computer, troppo impegnati professionalmente per potersi dedicare ad altro. Persino per quanto riguarda le faccende domestiche si sono divisi i ruoli: la mamma pulisce la casa, mentre il papà si diletta ad inventare presunte prelibatezze culinarie con ciò che quotidianamente il frigorifero può offrire. Inutile dire che a Coraline nessuna di queste caratteristiche va a genio. Vorrebbe leccornie per pranzo e frittelle succulente a colazione e, soprattutto, qualcuno che l’aiuti a rendere memorabili le ultime giornate libere prima dell’inizio dell’anno scolastico. A rendere grigio il suo tempo, ci si mette anche la pioggia che, privandola delle sue consuete esplorazioni, la obbliga a contare le porte della casa alla ricerca di affascinanti misteri. In soggiorno s'imbatte in una piccola porta alquanto inusuale, ma quando finalmente riesce ad aprirla, si ritrova davanti solo un muro di mattoni rossi.
Una notte Coraline viene svegliata da un topolino saltellante con dei piccoli bottoncini neri al posto degli occhi, e, seguendolo, finisce davanti all'ingresso che, come per magia, sembra condurre altrove. La bambina si trova così catapultata in una copia esatta della propria casa, dove sembrano vivere i suoi altri genitori: persone estremamente gentili, sempre disponibili ad esaudire ogni suo desiderio, liberi da ogni schiavitù lavorativa. Al posto di amorevoli occhi con cui guardare la loro piccina, l’altra madre e l’altro padre hanno dei scintillanti bottoni neri (il nero è l’abitudine, ma non la regola), inespressivi ed un po’ inquietanti. Le giornate nell’altro universo sono più divertenti ed affascinanti di quelle trascorse nel grigio mondo reale e, agli occhi di Coraline, anche i vicini di casa sono migliori. Districandosi tra un piacevolmente muto Wybie (che dall’altro lato della porta la infastidiva con il suo continuo parlare), le bizzarre Miss Spink e Miss Forcible, attrici burlesque ormai in pensione, e l’azzurrognolo Mister Bobinsky (che tende a chiamarla Caroline quando si incontrano nel mondo reale), la bambina si troverà a dover scegliere se sia meglio continuare a vivere in quell’universo parallelo e sostituire i propri occhi con dei bottoni. Tuttavia l’incertezza e la guida di un indignato gatto nero, porteranno la giovane investigatrice a scoprire nuovi misteri e a vivere un’avventura più grande di quanto i suoi stessi sogni potessero immaginare.
Coraline: tra le pagine e la pellicola
Coraline e la porta magica - recensione - Cinema Coraline è tratto da uno dei racconti di Neil Gaiman, già famoso al pubblico cinematografico per essere la fantasia alle spalle di Stardust. Gaiman è apprezzato per la sua capacità di malleare la realtà trasformandola in un mondo favolistico di estremo fascino. Seppur ideate per un pubblico molto giovane, le sue storie riescono ad affascinare anche i più grandi. Questo avviene grazie ad un metodo di scrittura piuttosto visivo: in pochi righe riesce a caratterizzare perfettamente un personaggio, senza dilungarsi in noiose descrizioni oggettive e senza utilizzare esempi esplicativi. Questo particolare modo di presentare una storia dovrebbe rendere, in teoria, più agevole una trasposizione cinematografica della stessa, ma in realtà le cose si mostrano più complicate. Per chi proviene da una precedente lettura della versione cartacea di Coraline, il film sembra mancare di una certa immediatezza. Nonostante il cospicuo aiuto fornito dalla presenza del supporto visivo, i personaggi non ci sembrano descritti nella stessa maniera limpida e naturale che le parole scritte avevano ispirato. Ma, seppur costruiti con più lentezza, i protagonisti rientrano comunque nel proprio ruolo ed interpretano in maniera piuttosto impeccabile la parte ad essi assegnata. Tra i fotogrammi del film incontriamo però un nuovo amico: Wyborne Lovat. Nipote della signora Lovat, propietaria della casa rosa, Wybie si impone come indesiderato amico di giochi di Coraline. Un piccolo nerd che si aggira per la proprietà a bordo di una bicicletta motorizzata, indossando una maschera scheletrica con tre lenti girevoli, simili a quelle di un microscopio. Il personaggio è stato inserito all’interno della pellicola per non mostrare l’immagine di una ragazzina che gioca da sola ed occasionalmente parla con se stessa. Ma se da un lato Wyborne migliora la posizione "sociale" di Coraline, dall’altro ne peggiora il carattere, facendola apparire più scontrosa ed incapace di risolvere da sola i misteri che l’altro mondo le sottopone. Laddove nel libro l’intelligenza della bambina svelava i sotterfugi e studiava acuti piani per combattere le avversità, la presenza di questo nuovo amico, a cui è stato vietato l’ingresso negli appartamenti dalla nonna, rende la nostra giovane eroina dai capelli blu, una sorta di vincitrice per merito altrui.
Il 3D digitale
Coraline e la porta magica - recensione - Cinema La regia di Coraline è stata affidata ad Henry Selick. Per alcuni il suo nome sarà assolutamente sconosciuto, mentre altri riconosceranno in lui il regista dell’ormai film cult The Nightmare Bifore Christmas. Generalmente si pensa che ci sia solo Tim Burton alle spalle di questo lavoro, ma la verità è che, dopo essersi conosciuti alla CalArts, i due si sono reincontrati per la realizzazione del progetto e Selick ha dato vita e movimento alle immagini provenienti dalla geniale mente di Burton. L’amore per la stop-motion ha condotto Selick a sperimentare nuovi espedienti con questa tecnica, come in James e la Pesca Gigante (adattamento live-action/stop-motion di un racconto per bambini di Roald Dahl, che ha vinto un premio per l’animazione all’ Annecy Film Festival nel 1997), fino ad arrivare ai nostri giorni e a Coraline: il primo film d’animazione in alta definizione in 3D girato in stop-motion. Le case di produzione stanno riempiendo i cartelloni cinematografici di proposte tridimensionali: le immagini stereoscopiche sembrano, infatti, avere una maggiore profondità, visibile solo grazie agli ormai famosi occhialini polarizzati. Generalmente, guardando un film in 3D senza occhialini, ci si ritrova davanti una visione sfuocata, quanto più l’effetto tridimensionale è accentuato. In Coraline il processo di tridimensionalità è stato studiato in modo da apparire accentuato il meno possibile. Piuttosto che puntare su effetti di spettacolarità, si è usata tale tecnologia solo per rendere più profonde le immagini digitali, restituendo sulla pellicola quell’effetto di non appiattimento che spesso porta i registi a prediligere la stop-motion all’animazione in CG.

Coraline e la porta magica

Uscita nelle sale Italiane: 19/06/09
Uscita nelle sale USA: 06/02/09
Distributore: Universal Italia
Genere: Animazione CG
Regia: Henry Selick
Interpreti: Dakota Fanning, Ian McShane, Teri Hatcher, Keith David, Jennifer Saunders, Dawn French, John Hodgman
Sceneggiatura: Henry Selick
Nazione: USA
Durata: 89 min
Produttore: Bill Mechanic, Mary Sandell, Claire Jennings, Henry Selick
Sito Ufficiale: Link
Coraline e la porta magica
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6,7
ND.
INCASSO ITALIA: 3.461.940 €
Aggiornato al 23/08/2009
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