Fratellanza - Brotherhood > Recensione
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Fratellanza - Brotherhood - Recensione

Inviato il da Francesco Lomuscio
Il regista sulla sequenza d'apertura
La prima sequenza del film l’abbiamo girata in un posto in cui veramente si radunano i nazisti, infatti, sul set avevamo persone il cui incarico era quello di controllare che non accadesse nulla di pericoloso. Comunque, non abbiamo mai ricevuto minacce.
La sola idea di una storia riguardante un rapporto di coppia tra due nazisti omosessuali lascerebbe tranquillamente pensare a uno dei provocatori, dissacratori prodotti demenzial-trash tipici della Troma di Lloyd Kaufman.
Invece, direttamente dalla Danimarca, ecco qui Broderskab (come s'intitola in patria il film), vincitore dell'edizione 2009 del Festival Internazionale del Film di Roma, primo lungometraggio cinematografico a firma del televisivo Nicolo Donato, il quale precisa: "Per realizzare quest'opera ho preso ispirazione dal documentario Heroes and gay nazis, ma non vuole essere né un nazi-movie, né un gay-movie, bensì una storia d'amore tra due esseri umani, il racconto di una passione sentimentale all'interno di una situazione estrema".
Ed è il Thure Lindhardt visto in Angeli e demoni (2009) a vestire i panni del giovane Lars che, deluso da un mancato avanzamento di carriera, decide di lasciare l'esercito per poi scoprirsi attratto dal movimento neo-nazista e da Jimmy, membro del gruppo con le fattezze del David Dencik di Uomini che odiano le donne (2009).
Membri nazisti
Fratellanza-Brotherhood - recensione - Cinema Quindi, con una violenta sequenza d'aggressione posta subito in apertura alla pellicola, seguiamo la relazione segreta dei due, tra i quali l'attrazione sessuale è talmente forte da portarli ad infrangere ogni regola, pur dovendo il loro amore proibito scontare la punizione del gruppo di destra di cui fanno parte.
Un racconto su celluloide atto a ricordare che non si nasce cattivi, ma lo si diventa a causa delle persone che s'incontrano nel corso dell'esistenza, e che il regista - anche collaboratore alla colonna sonora, insieme ai musicisti Simon Brenting e Jesper Mechlenburg - ha avuto modo di tirare su grazie alla preziosa e del tutto anonima consulenza di un suo amico ex attivista di estrema destra.
Un racconto su celluloide che, costruito sul classico look da prodotto indipendente, non dimentica neppure di porre in evidenza i lati grotteschi dei duri e violenti nostalgici del Terzo Reich (abituati a massacrare esseri umani per gli assurdi motivi che tutti conosciamo, bevono però birra ecologica nel rispetto della natura), mentre cerca di ribadire che non essere d'accordo con gli altri va bene, ma non va bene giudicare gli altri sulla base del colore della loro pelle, della loro religione o del loro orientamento sessuale.
Senza scadere mai nell'esplicito e nel volgare, ma dovendo soltanto fare i conti con un forse eccessivamente lento ritmo narrativo che viene in buona parte dimenticato grazie all'eccellente prova dei due protagonisti, oltretutto contornati da un cast in ottima forma comprendente, tra gli altri, Hanne Hedelund e Claus Flygare.
“Una storia d’amore che tratta innanzitutto e soprattutto di un amore proibito; è difficile amare tutti, eppure sono convinto che dovremmo provarci. So che può suonare strano, ma credo che dovremmo sforzarci di rispettarci di più reciprocamente. Se non sei d’accordo con qualcuno, o se ne va lui o te ne vai tu! La violenza è inaccettabile e fuori questione. E’ segno di scarsa intelligenza. Ma in un certo senso provo pena per gli estremisti di destra; le persone che cedono alla violenza lo fanno per alienazione. Hanno provato a risolvere i loro problemi con altri metodi, ma hanno fallito, ed ora si sentono indifesi nella loro lotta contro il sistema. Quello è il momento in cui alcuni fanno appello alla violenza, e in quella situazione l’amore viene davvero messo alla prova”. Questa lunga dichiarazione del regista danese Nicolo Donato sintetizza alla perfezione tutti gli intenti del suo primo lungometraggio concepito per il grande schermo, dura ma allo stesso tempo delicata storia d’amore gay che, ottimamente interpretata, risulta penalizzata soltanto da un ritmo narrativo forse un po’ troppo lento.
VOTOGLOBALE6.5

Fratellanza-Brotherhood

Uscita nelle sale Italiane: 02/07/2010
Distributore: Lucky Red
Genere: Drammatico
Regia: Nicolo Donato
Interpreti: Thure Lindhardt, David Dencik, Nicolas Bro, Morten Holst, Claus Flygare, Signe Egholm Olsen, Hanne Hedelund, Lars Simonsen, Jon Lange
Sceneggiatura: Rasmus Birch, Nicolo Donato
Nazione: Danimarca
Durata: 90 min
Produttore: Barbara Crone, Per Holst
Sito Ufficiale: Link
Fratellanza-Brotherhood
29 voti
5
ND.
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