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Il Cavaliere Oscuro - Recensione

Inviato il 26/07/2008 da Andrea Bedeschi
Ogni numero di magia è composto da tre parti, o atti. La prima parte è chiamata “La promessa”, l’illusionista vi mostra qualcosa d’ordinario, un mazzo di carte, un uccellino o un uomo. Vi mostra questo oggettoÂ...magari vi chiede d’ispezionarlo, di controllare che sia davvero realeÂ...si, inalterato. Ma ovviamente, è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato “La Svolta”. L’illusionista prende quel qualcosa d’ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ora, voi state cercando il segreto, ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati! Ma ancora non applaudite, perché far sparire qualcosa non è sufficiente. Bisogna anche farla riapparire. Ecco perché ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua. La parte che chiamiamo “Il Prestigio”.

Se vi state domandando cosa stia succedendo e perché stiamo iniziando quest’articolo con una citazione tratta dal precedente film di Nolan, sappiate che non c’è nulla di sbagliato in tutto questo. Forse c’è qualcosa di bizzarro e, come direbbe qualcuno “quello che non ti uccide ti rende più strano”. Ma la pazienza è la virtù dei forti, quindi sappiate che abbiamo ancora un po’ di strada da percorrere insieme, prima di capire la logica di questo rimando, afferrando fino in fondo il motivo di questa stranezza.
The Dark Knight è arrivato finalmente nelle sale italiane, con qualche giorno di ritardo rispetto all’uscita statunitense che ha polverizzato ogni precedente record d’incassi, portando il film direttamente al primo posto della discussa e discutibile top 250 di imdb.com. Magari il risultato è destinato a cambiare col passare del tempo, tuttavia, all’interno di quel piccolo grande mondo rappresentato da internet e dalla sua utenza, l’aver spodestato la decennale reggenza de “Il Padrino” è un fatto di non poco conto.
Il nuovo film del talentuoso regista inglese Christopher Nolan, con la sua nomea d’opera maledetta funestata da diversi incidenti di percorso (di cui non parleremo dato che in questi mesi sono stati spremuti come degli agrumi dalla stampa italiana, pressappochista e tombarola come sempre), è pronto a spiazzare le allegre comitive di famigliole armate di pop corn e snack ipercalorici che hanno già cominciato ad invadere i cinema, rassicurate dai, sostanzialmente, innocui cineadattamenti da fumetti seriali visti fin d’ora.
Destabilizzante, cupo, profondo e decisamente poco confortante, tanto che verrebbe da porre una domandaÂ.....Perché così serio?
Scarica il flash player per vedere questo video.
La promessa.
Il Cavaliere Oscuro - recensione - Cinema Gotham City non è più la stessa da quando Batman (Christian Bale) è in circolazione. Il tenente Gordon (Gary Oldman) non è più solo nella lotta alla mafia che flagella la città. Con il Boss Falcone rinchiuso nel manicomio di Arkham, dopo aver ricevuto “le cure particolari” del Dr. Jonathan Crane, le famiglie criminali che si spartiscono i loschi affari della metropoli, hanno trovato il proprio punto di riferimento nel clan di Salvatore Maroni (Eric Roberts). Ciò nonostante, i proventi e i traffici della mala hanno subito delle rilevanti riduzioni proprio per colpa di Batman, divenuto ormai il nemico numero uno dei Mob di Gotham City. In città però, è arrivato un uomo nuovo. Uno spaventoso e spietato clown dalla faccia sfigurata che agisce senza alcuna logica, con il solo scopo di creare il caos, conosciuto semplicemente come Joker (Heath Ledger). Seppur non compreso fino in fondo dai capi mala, Joker viene da questi assoldato per eliminare dalla piazza l’uomo pipistrello che, nel frattempo, ha unito le sue forze col valente e integerrimo (?) procuratore distrettuale Harvey Dent (Aaron Eckhart), a sua volta impegnato, insieme alla vecchia fiamma di Bruce Wayne Rachel Dawes (Maggie Gyllenhaal che riprende il ruolo che fu di Katie Holmes) a mettere sotto chiave i signori del crimine di Gotham.
La loro crociata però, non sarà priva di conseguenze e le loro esistenze verranno per sempre stravolte dalla furia anarchica del Joker e dalle sue terribili minacce alla sicurezza di Gotham City.
La Svolta.
Il Cavaliere Oscuro - recensione - Cinema Se già Batman Begins aveva accontentato critica e pubblico ottenendo dei buoni riscontri su entrambi i fronti, rilanciando in grande stile l’eroe nato dalla mente di Bob Kane, questo nuovo capitolo delle gesta de Il Cavaliere Oscuro di Gotham, ha avuto l’onore e l’onere di chiudere una stagione cinematografica brulicante di cinecomic tuttosommato buoni sia dal punto di vista cinematografico (Iron Man e Hellboy II) che del mero fan service (Hulk).
Dimenticate certi buchi di sceneggiatura dribblati grazie allo charme di attori in stato di grazia (qualcuno ha detto Robert Downey Jr?).
Quella che in apparenza è solo una guerra combattuta a suon di battage pubblicitario ed action figure ispirate ai personaggi del film, assume una valenza differente con il nuovo film di Nolan.
Cristopher Nolan ha definitivamente portato l’adattamento da fumetto ad un livello successivo, tanto che non ci si deve scandalizzare se Dark Knight abbia catalizzato l’attenzione della critica e del pubblico in questo modo. Così come autori del calibro di Alan Moore, Frank Miller, Grant Morrison e Jeph Loeb hanno decostruito su carta il mito dell’uomo pipistrello, pur in maniera rispettosa e ossequiosa delle sue origini, mettendone in evidenza il lato più oscuro e disturbante unendo alla mitologia del Batman la loro visione, Nolan ha operato in modo analogo sullo schermo. Così come “Arkham Asylum” non può essere etichettato propriamente come “fumetto per bambini”, Il Cavaliere Oscuro abbandona definitivamente l’eredità di prodotto per famiglie per elevarsi al rango di crime movie di razza. Se le prime avventure dell’uomo pipistrello erano la prosecuzione su carta della narrativa pulp, noir di Raymond Chandler e Dashiel Hammett , nonché delle ansie e delle speranze date dall’ipertrofico sviluppo urbano delle città americane dell’epoca, il Batman di Nolan/Bale diviene un fuoricasta, perennemente in bilico fra legalità e negazione della stessa, la cui spinta morale e moralizzatrice verrà messa in dura prova dallo scontro con il Joker. Se, da una parte, abbiamo un uomo che ha scelto di operare per il bene per far sì che non ci sia più bisogno di altri giustizieri mascherati nati dalla violenza come lui, dall’altra c’è un individuo che non agisce in maniera razionale, intelligibile. L’unico stimolo che lo muove è il desiderio di dare origine al caos, di mettere letteralmente fuoco all’ordine prestabilito delle cose mettendo in luce le ipocrisie degli abitanti di Gotham tramite “esperimenti sociali” mefistofelici e perversi. Più che dalle parti di Spider Man, siamo in zona Funny Games. Ma se gli psicopatici di Haneke agivano consci di sottostare alla sovversione delle regole narrative che vogliono le povere vittime della finzione cinematografica salve nel finale, gli “scherzi divertenti” del Joker di Heath Ledger necessitano di una presa di posizione dolorosa, che nel finale assumerà addirittura un sapore molto amaro soprattutto per Batman/Bruce Wayne. In tal senso, Il Cavaliere Oscuro s’inserisce perfettamente nella produzione artistica di un filmaker che non sta sbagliando un film dal giorno in cui ha deciso di mettersi dietro ad una macchina da presa. Tutto ruota attorno al concetto “d’identità”. Cos’è che ci rende ciò che siamo? Cosa c’è davvero dietro all’uomo che agita ossessivamente una polaroid in Memento nell’infinita autopoiesi di Leonard Shelby, qual’è la vera natura della sfida mortale e mortifera fra Alfred Borden e Robert Angier in ”The Prestige”, cosa si nasconde dietro la fissazione di Cobb nel far riesaminare le vite del prossimo attraverso lo shock che nasce da un furto in ”Following”. Sono le nostre scelte a determinare quello che realmente siamo e, anche se lo spietato Joker afferma che, in realtà, la vera natura di un uomo si scopre solo negli ultimi agonizzanti istanti di vita dopo avergli inferto una coltellata, la scelta di Batman di vivere nell’ombra e di sorvegliare Gotham senza godere dell’amore e del clamore normalmente attribuito ad un eroe, vanificherà, almeno in parte le profetiche parole dello psicopatico. “Sei solo un mostroÂ....come me!”, sentenzia il Joker rivolto a Batman in una scena che, per intensità, può tranquillamente essere paragonata al leggendario scambio di battute fra Pacino e De Niro in Heath. Ma se nel capolavoro di Michael Mann a fronteggiarsi erano due uomini che avevano scientemente scelto il loro modo di essere, ne Il Cavaliere Oscuro a farlo sono un giustiziere mascherato nato dalla cattiveria di una città corrotta fino al midollo e un criminale con un identità in continuo mutamento, senza piani, privo di qualsiasi logica. Le due metà della mela, le due facce della medaglia che si completano a vicenda, tanto che il vero interesse del Joker è continuare questo perverso passatempo di morte perché, a conti fatti, lui e Batman si completano a vicenda. Tanto che diviene lecito chiedersi “ma è davvero Batman l’eroe di cui Gotham ha bisogno?”. Ed è nella zona d’ombra che nasce da quest’interrogativo che si pone la figura di Harvey Dent, il procuratore distrettuale di Gotham che agisce nei sentieri, parimenti pericolosi, della legalità alla luce del sole, che combatte il crimine nei tribunali piuttosto che corazzato di Kevlar nei vicoli bui della metropoli. Contrariamente a Batman che, nelle parole del saggio e paterno maggiordomo Alfred, è l’unico a poter sostenere il peso dell’odio della gente per perseguire un fine ben più elevato, Dent è il Cavaliere della Luce, colui che senza bisogno di falsificare la propria identità, può ridare speranza ai cittadini di Gotham. Il dubbio è se la sua volontà sarà così ferrea da annichilire la forza eversiva del Joker, poiché in più d’una occasione le sue azioni sembreranno un po’ troppo “aleatorie”.
Scelta razionale di sé, continua ridefinizione di sé e scelta casuale di sé.
Chi vincerà? Forse è il caso di lanciare una monetina.
Testa o testa bruciata?

Il Cavaliere Oscuro

Uscita nelle sale Italiane: 23/07/2008
Uscita nelle sale USA: 18/07/2008
Distributore: Warner Italia
Genere: Azione
Regia: Christopher Nolan
Interpreti: Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Morgan Freeman, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal
Nazione: USA
Durata: 153
Produttore: Warner Bros - Legendary Pictures
Anno di uscita su supporto: 2008
Numero dischi: 2
Tipo Supporto: Blu-Ray
Tracce Audio: Inglese True Hd, Italiano - Inglese - Francese - Tedesco - Spagnolo - Portoghese -
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Portoghese, Spagnolo, Cinese, Olandese, Finlandese, Francese, Tedesco, Coreano, Norvegese, Svedese
Sito Ufficiale: Link
Extra: Presenti (cfr. articolo)
Il Cavaliere Oscuro
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8,9
ND.
INCASSO USA: 531.000.000 $
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