Imago Mortis - Conferenza Stampa > Speciale
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Imago Mortis - Conferenza Stampa - Speciale

Inviato il 14/01/2009 da Vito Sugameli
Per Stefano Bessoni è un esordio difficile: dalla cattedra presso la NUCT alla macchina da presa, un passaggio decisamente destabilizzante.
Lui, che nel 2004 aveva realizzato Frammenti di scienze inesatte - lungometraggio che non ha mai trovato una distribuzione cinematografica - deve oggi fare i conti con un film dall'appeal internazionale, costato la bellezza di 3 milioni di euro, nonché rievocativo di un cinema italiano che ha scritto la storia del medium. Imago Mortis pur non riuscendo a centrare il bersaglio riesce comunque a lasciare qualcosa, di spettrale forse, sebbene sembri mantenere nel finale quella sensazione di insoddisfazione, come se ci fossimo persi qualche messaggio importante per colpa di una messa in scena non perfetta.
Il 13 gennaio a Roma, il regista - con la produttrice Sonia Raule, Alberto Amarilla, Geraldine e Oona Chaplin - ha presentato alla stampa il suo film, in uscita il prossimo 16 gennaio in 300 copie.
Conferenza stampa
Imago mortis - speciale - Cinema Com'è nata l'idea del film?
SB: Questo film nasce dalla passione che nutro per il cinema di genere che ha caratterizzato la mia infanzia. Sapevo che in Italia proporre un film simile sarebbe stato molto rischioso, infatti non è stato facile. La gestazione del film è stata lunghissima, soprattutto la fase di scrittura (anche Richard Stanley contribuì alla storia in una prima fase). Poi in Spagna ho conosciuto Luis Berdejo, co-autore allo script di Rec, e ci siamo subito trovati. Infine grazie all'aiuto di Sonia Raule e all'appoggio produttivo della Spagna e dell'Irlanda siamo riusciti a realizzarlo.

Quanto c'è di vero e quanta invece è fantasia?
SB: Certamente per la maggiore è fantasia ma c'è anche un fondo di verità. Ancora oggi molti studiosi vorrebbero capire come e se sia possibile estrapolare dalla retina le immagini memorizzate dall'occhio umano; tuttavia negli anni 70 due scienziati, un tedesco e un americano, attraverso vari esperimenti riuscirono a estrapolare una piccola immagine dagli occhi di un topo da laboratorio. Una tecnica che nel 600 sarebbe stata impossibile, anche se Athanasius Kircher fu, come dire, un precursore del processo fotografico che sarebbe poi nato secoli dopo.

Il film nonostante narri una storia originale, è colmo di riferimenti e citazioni. A quali film o autori si è rispirato?
SB: Be, non penso di aver aggiunto troppi riferimenti, se l'ho fatto è perché chi arriva a far cinema teme di non avere altre occasioni e finisce per riempire il film di tutto quello che ha in testa. Tuttavia per chi realizza un horror, riesumare l'espressionismo tedesco è un passaggio quasi obbligato perché è lì che l'horror affonda le sue radici. Dai classici espressionistici ai film degli anni 50 della Hammer. Tra gli ultimi lavori che apprezzo, sicuramente metto in cima Balaguerò, poi Alexander Aja e Pascal Laugier.

Ci puoi parlare del tuo personaggio?
AA: Interpreto Bruno, un ragazzo che è come se avesse perso le proprie radici conseguentemente alla morte dei suoi genitori. È al centro di una crisi d'identità e deve ricordare a se stesso chi è attraverso le foto che si scatta ogni mattina. C'è un'ambivalenza in lui: da una parte l'amore per Arianna e la passione per il cinema, dall'altra la paura derivata da questi strani e folli eventi. Ho accettato di fare questo film perché Stefano ha creato un mondo a parte, tutto suo. In qualità di attore, è fondamentale lavorare con qualcuno che ha in testa una storia e sa esattamente come rappresentarla. Mi è bastato guardare Stefano per scoprire Bruno. Il mio personaggio è un catalizzatore della sua energia. È il suo alter ego.
Imago mortis - speciale - Cinema Immagino sia una grande responsabilità essere un Chaplin...
OC: Certo, è una grande responsabilità ma ci sono abituata; d'altra parte i Chaplin è la mia famiglia, l'unica che io conosca. Quando ho deciso di fare l'attrice, molto tardi in verità, avevo paura del fallimento; perché se hai il genio in famiglia, pensi di doverlo essere di conseguenza, per non deludere le aspettative. Forse la cosa giusta è seguire la propria strada senza influenze esterne, a prescindere dal nome che si porta.

Eri spaventata più da tua madre o dalla sceneggiatura?
OC: (ride) Sicuramente dalla sceneggiatura. Avevo già recitato con mia madre qualche anno fa ma non era stato un incontro fortuito, come in questo caso. Mia madre infatti, dopo che mi avevano confermato la parte di Arianna, mi chiama al telefono e mi dice: sai, sto andando in Italia a girare un film, intitolato Imago Mortis!

Cosa l'ha convinta delle sceneggiatura?
GC: Ho preso parte al progetto subito dopo aver ultimato la lettura della sceneggiatura. L'ho trovata fantastica, sopratutto mi ha colpito l'ossessione di questo personaggio. Da premettere che reputo la fotografia un furto - penso a quelle popolazioni che non si fanno ritrarre perché temono che lo scatto possa rubargli l'anima - mi ha impressionato il fatto che, in tempi in cui ancora non era stata inventata la fotografia, qualcuno potesse arrivare a fare qualcosa di così orribile per raggiungere la forma d'arte più vicina alla fotografia. Io stessa mi inquieto quando guardo le immagini in cui mi ritraggono quindici anni più giovane: ho cominciato a pensare che la persona raffigurata potesse guardare me...

Cosa le ha insegnato suo padre e cosa le ha trasmesso?
GC: La più grossa lezione che mi ha dato è stata una sola: lavora sodo. Mio padre diceva sempre di non rispettare il talento ma chi lavorava fino allo sfinimento. A mia figlia ho trasmesso lo stesso messaggio e cercato di insegnarle l'accettazione al rifiuto, perché non perda la sensibilità, tenga duro e non si suicidi... (ride)
Oona: Â... e l'equilibrio è duro da raggiungere. (ride)

Imago mortis

Uscita nelle sale Italiane: 16/01/09
Distributore: Medusa
Genere: Horror / Thriller
Regia: Stefano Bessoni
Interpreti: Oona Chaplin, Alberto Amarilla, Leticia Dolera
Sceneggiatura: Stefano Bessoni
Nazione: Italia/Spagna/Irlanda
Durata: 109 min
Produttore: Industrial Illusions Distribution, Pixstar, Telecinco Cinema
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