Ci facciamo sempre riconoscere...
Beppe Severgnini da anni si occupa dell'italiano: medio, scritto, parlato, emigrato. In genere con ironia e tanta competenza. Un giornalista dal sense of homour intelligente, spigliato. “Italians” è il nome che ha dato alla sua rubrica sul Corriere della Sera e
Giovanni Veronesi ringrazia per la concessione. L'ultimo film del regista toscano è ancora una volta un tributo alla commedia all'italiana, famosa nel mondo tanto quanto gli Italiani che per necessità si sono trasferiti all'estero. Come lui stesso afferma:
"non c'è una sola persona al di fuori dello stivale che, incontrato un italiano, non lo abbia ricordato per le sue incredibili doti". Nella poetica del regista il metal detector segnala al mondo intero la nostra "Italianità", e su questo principio ruota l'intero messaggio del film. Diviso in due segmenti diversi, sia per tematica che per linguaggio, la regia di Veronesi viaggia tra distese desertiche, avvolgenti riprese dall'alto e corre fianco a fianco a bolidi da sogno. Niente più adolescenti con crisi esistenziali e manuali d'amore frammentati:
Italians nasce come un omaggio all'italiano passionale, caciarone, traditore e con la Ferrari nel cuore. Divertenti luoghi comuni, una regia più dinamica e inaspettati colpi di scena - descritti grazie all'uso di differenti linguaggi cinematografici, mix di generi differenti - dimostrano quanto il regista abbia voluto tentare una strada diversa.
Una prima parte malinconica “on the road” e decisamente meno coinvolgente si lega alla seconda parte più tradizionalista e volgarotta, nella quale prevalgono accenni sessuali, psico-sociali e folkloristici - rinforzati da una comicità slapstick tipica di
Carlo Verdone.
Sergio Castellitto e
Riccardo Scamarcio non fanno ridere, ma è una scelta mirata poiché a loro è stato affidato il compito di sottolineare la bontà, la disponibilità e l'intraprendenza dell'italiano emigrato, lasciando trapelare una forte dose di patriottismo. Alla fine si perdonano piccole/medie disattenzioni e una comicità in linea con le precedenti pellicole di Veronesi, giacché - ricordando affettuosamente
Pane e cioccolata di
Franco Brusati e
Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di
Luigi Zampa - il regista descrive, con i tempi classici della commedia all'italiana, un film forse non perfetto, ma pur sempre capace di divertire e, perché no, far riflettere.
Per chi ha l'Italia nel cuore...