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Italians - Recensione
Inviato il 22/01/2009 da Vito Sugameli
“Gli italiani sono il popolo che suona più di tutti al metal detector"
[New York Times]

La prima storia ha per protagonista Fortunato (Sergio Castellitto), un camionista disincantato e un po’ cialtrone, che da molti anni trasporta Ferrari rubate negli Emirati Arabi per conto di una ditta romana. Ma quello che sta per compiere sarà il suo ultimo viaggio poiché l'intento è quello di passare il testimone al giovane Marcello (Riccardo Scamarcio), da pochi mesi in prova nella stessa società. Per due giorni e due notti attraversano il deserto dell’Arabia Saudita alla guida di una bisarca stipata di lussuosissime automobili. Lungo il tragitto avviene anche il commovente incontro con Hamed e con sua figlia Haifa. Arrivati a Dubai, Marcello e Fortunato decidono di concedersi una serata all’insegna del divertimento in uno dei locali più modaioli della città. Ma a causa di un incontro inatteso e piuttosto turbolento finiscono per passare la notte in prigione e per ritrovarsi coinvolti, il giorno dopo, in una folle gara di velocità tra Ferrari…

“La vita è troppo breve per non essere Italiani”
[da una t-shirt]

La seconda storia vede invece Giulio (Carlo Verdone), un dentista depresso, partecipare a un convegno a San Pietroburgo. Sebbene non sia pronto a partire, il suo collega e amico Fausto è irremovibile: la Russia è la patria del sesso facile e una settimana lì è meglio di un anno di psicoanalisi; così lo mette in contatto con Vito Calzone (Dario Bandiera), pappone improbabile e un po' schizzato. Proprio a causa di questo suo atteggiamento sopra le righe, Giulio andrà incontro ad una terribile figuraccia con Vera (Ksenia Rappoport), la sua interprete personale. Continuerà il suo soggiorno come ospite d'onore in festini a sfondo sadomaso, tra persone milionarie ma anche poco raccomandabili…
Ci facciamo sempre riconoscere...
Italians - recensione - Cinema Beppe Severgnini da anni si occupa dell'italiano: medio, scritto, parlato, emigrato. In genere con ironia e tanta competenza. Un giornalista dal sense of homour intelligente, spigliato. “Italians” è il nome che ha dato alla sua rubrica sul Corriere della Sera e Giovanni Veronesi ringrazia per la concessione. L'ultimo film del regista toscano è ancora una volta un tributo alla commedia all'italiana, famosa nel mondo tanto quanto gli Italiani che per necessità si sono trasferiti all'estero. Come lui stesso afferma: "non c'è una sola persona al di fuori dello stivale che, incontrato un italiano, non lo abbia ricordato per le sue incredibili doti". Nella poetica del regista il metal detector segnala al mondo intero la nostra "Italianità", e su questo principio ruota l'intero messaggio del film. Diviso in due segmenti diversi, sia per tematica che per linguaggio, la regia di Veronesi viaggia tra distese desertiche, avvolgenti riprese dall'alto e corre fianco a fianco a bolidi da sogno. Niente più adolescenti con crisi esistenziali e manuali d'amore frammentati: Italians nasce come un omaggio all'italiano passionale, caciarone, traditore e con la Ferrari nel cuore. Divertenti luoghi comuni, una regia più dinamica e inaspettati colpi di scena - descritti grazie all'uso di differenti linguaggi cinematografici, mix di generi differenti - dimostrano quanto il regista abbia voluto tentare una strada diversa.
Una prima parte malinconica “on the road” e decisamente meno coinvolgente si lega alla seconda parte più tradizionalista e volgarotta, nella quale prevalgono accenni sessuali, psico-sociali e folkloristici - rinforzati da una comicità slapstick tipica di Carlo Verdone. Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio non fanno ridere, ma è una scelta mirata poiché a loro è stato affidato il compito di sottolineare la bontà, la disponibilità e l'intraprendenza dell'italiano emigrato, lasciando trapelare una forte dose di patriottismo. Alla fine si perdonano piccole/medie disattenzioni e una comicità in linea con le precedenti pellicole di Veronesi, giacché - ricordando affettuosamente Pane e cioccolata di Franco Brusati e Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di Luigi Zampa - il regista descrive, con i tempi classici della commedia all'italiana, un film forse non perfetto, ma pur sempre capace di divertire e, perché no, far riflettere.
Per chi ha l'Italia nel cuore...
 
Italians è come le barzellette sui carabinieri: puoi averle sentite milioni di volte, sapere come vanno a finire e conoscere alla perfezione tutte le battute, ma quando te le raccontano non puoi fare a meno di ridere. Vizi e virtù dell'italiano medio concentrati in due ore che scivolano via come l'olio, sorretti da un ottimo cast e da una regia piacevole. Veronesi si conferma uno dei pochi registi italiani in grado di tributare il nostro cinema classico con picchi di modernità, e risulta molto bravo a creare situazioni comiche in contesti molto ampi, senza perdere il filo conduttore e soprattutto senza snobbismi. Nessun secondo fine se non quello di intrattenere: se il pubblico mostrerà un sorriso divertito, allora il film avrà centrato il suo bersaglio.
VOTOGLOBALE6.5
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Italians

Italians - recensione - CinemaClicca per Ingrandire Distributore: Filmauro S.r.l.
Genere: Commedia
Regia: Giovanni Veronesi
Interpreti: Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino, Remo Girone, Ottaviano Blitch, Makram Khoury, Elena Presti, Ksenia Rappoport, Dario Bandiera
Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Andrea Agnello, Ugo Chiti
Nazione: Italia
Durata: 116 min
Produttore: Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis
Data Uscita ITA: 23/01/09
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ND.
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