L'Innocenza del Peccato > Recensione
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L'Innocenza del Peccato - Recensione

Inviato il da Nicolò Carboni
Gabrielle (Sagnier) fa l'annunciatrice del meteo per un'importante emittente francese; sarà notata da un vecchio scrittore (Berléand) che farà di tutto per sedurla. Dopo averla concupita, l'anziano intellettuale la inizierà al sesso e ai più perversi giochi della Parigi bene. Quando la storia d'amore comincia a mostrare la corda la ragazza si invaghirà di un giovane (Magimel), erede di un impero petrolchimico. Ma la morbosa gelosia di quest'ultimo e l'egocentrismo del vecchio amante la costringeranno a scelte che mai si sarebbe aspettata di dover fare.
Adattamenti sconclusionati
Segnaliamo, come se ce ne fosse ancora bisogno, l'ignorantissimo adattamento italiano del titolo che dall'originale "La Fille Coupeé en Deux", sensato e intimamente correlato all'opera, è stato ridotto a questo scialbissimo "L'Innocenza del Peccato". Pare di essere tornati ai tempi di Domicile Conjugal...
L'innocenza del peccato - recensione - Cinema Claude Chabrol, indiscusso maestro della novelle vague ed ex firma di punta dei Cahiers du Cinéma, torna, dopo tre anni, dietro alla macchina da presa, con una storia elegante e morbosa; summa della ricerca estetica da lui portata avanti in quasi sessant'anni di carriera.
Il regista racconta una vicenda ambientata nella Parigi più raffinata, fra la rive gauche e le ville aristocratiche che fanno capolino dietro alle alte siepi dell'ile de France, mostrando con fredda maniera la parabola di una giovane che, credendo di poter dominare le passioni ne finisce invece schiava, in un raffinato gioco di rimandi, gelosie e segreti. Peccato che Chabrol non riesca, pur provandoci in ogni modo, ad impostare la critica sociale che tanto vorrebbe che noi notassimo. L'intero film è pervaso da una nota patinata a tratti fastidiosa, che lo avvicina a certi prodotti televisivi di dubbia qualità e l'interpretazione, seppur ottima, dei vari attori non si discosta mai dal mero mestiere, confinando tutta la vena sarcastica nel finale, metaforico ma fin troppo intellettualistico. Per quanto riguarda la messa in scena, il nostro cineasta non si smentisce e recupera uno stile che credevamo sparito dagli schermi cinematografici, con interni barocchi ed esterni sempre soffocanti dai cieli plumbei e dai paesaggi onirici. Il risultato, complice anche l'ottima fotografia che accosta scene molto vivaci e luminose ad altre quasi monocromatiche, è elegante e fascinoso ma, come già detto, non ci si riesce a togliere la sensazione di essere davanti a Chabrol che fa Chabrol, più che ad un'opera realmente compiuta. Il regista si compiace nel sezionare una società vacua e priva di freni inibitori, ma pecca nel tentativo di prendersene gioco, non riuscendo né a divertire, né a inquietare come vorrebbe. E non bastano i dialoghi al vetriolo (alcuni veramente riusciti, soprattutto quelli fra lo scrittore e la sua editor) ed una vicenda oggettivamente affascinante per risollevare le sorti di un'opera incompiuta in molte sue parti.
I vari drammi morali dei tre protagonisti, poi, sono continuamente accennati ma nessuno di essi è risolto in maniera sensata, preferendo alla loro analisi una costruzione filmica che ben presto si perde in mille rivoli fino al già citato (pessimo) finale, che non accontenta né gli spettatori occasionali, né quelli più esigenti.
L'innocenza del peccato - recensione - Cinema Concludendo, l'ultima opera del grande cineasta francese mostra sicuramente una gran classe, e conferma Chabrol come il maggior interprete delle ansie e dei vizi dell'alta società francese, tuttavia è impossibile non notare come la verve che aveva caratterizzato le sue opere precedenti (una su tutte, L'Amico di Famiglia) stia andando esaurendosi. Senza poi considerare l'estetica cinematografica ferma, forse inconsapevolmente, agli anni '70 che dà a tutto il film un'aria stanca, quasi già vecchia prima ancora di iniziare.
Il dramma della ragazza tagliata in due appassiona ma potrebbe fare di più, diverte ma potrebbe fare di più, fa riflettere ma potrebbe fare di più. In poche parole Chabrol ha girato un buon film... Ma potrebbe fare di più. Molto di più, aggiungiamo.
VOTOGLOBALE5.5

L'innocenza del peccato

L'innocenza del peccato - Cinema
Genere: Non disponibile
L'innocenza del peccato
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ND.
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